Ombre volanti & Ombre a bolle

 Legge del Ritmo, luce, Sole  Commenti disabilitati su Ombre volanti & Ombre a bolle
Ago 262017
 

Tratto dal link : http://www.heinrichfleck.net/astronomia/lemmi/ombre-volanti.pdf
Le ombre volanti (shadow bands) un fenomeno elusivo, di difficile visibilità, che si verifica prima della fase di totalità dell’eclisse, di cui non esiste un’esauriente trattazione né certezza scientifica intorno alla sua
dinamica
.
L’esperienza osservativa sembra suggerire che il fenomeno origini dall’interferenza degli ultimi raggi del Sole con strati non omogenei dell’atmosfera di differente densità, illuminati da una sorgente luminosa poco estesa, quale l’ultima falce solare, e mossi da venti e correnti di diversa velocità.
Il percorso leggermente diverso compiuto della luce prima di giungere a terra attraverso strati di diversa composizione e compattezza, genererebbe il fenomeno, che si presenta più accentuato quando maggiore è la turbolenza atmosferica e minore l’altezza del Sole eclissato, la cui luce giungerebbe così quasi radente.
In questo caso, se i raggi luminosi giungono leggermente sfasati in frequenza, si possono formare bande d’interferenza di colore chiaro e scuro, e poiché un eclisse è un processo in continuo evolvere di gradazione luminosa le bande d’interferenza si mostrano continue.
Dato il basso contrasto che presenta, il fenomeno si evidenzia in genere su superfici bianche come le pareti di una casa.

Disegno delle ombre volanti su una casa in Sicilia durante l’eclisse solare del 1970

Finora l’unica trattazione esaustiva del fenomeno è stata fornita da L. Codona (J. L. Codona. “The scintillation theory of eclipse shadow bands” In: Astronomy and Astrophysics, vol. 164, no. 2, (1986), pp. 415 – 427..).
Dal momento che il fenomeno si verifica (almeno in prevalenza) quando maggiore era la turbolenza atmosferica e minore l’altezza del Sole in eclisse, Codona ha ipotizzato che la falce di luce che giunge a terra compia, proprio a causa della turbolenza, posa compiere due percorsi, con la conseguenza che i raggi luminosi arrivano leggermente sfasati in frequenza formando proprio come avviene bande di interferenza chiare e scure.
Il movimento delle bande (delle ombre volanti) dipenderebbe di conseguenza dalla dinamicità del fenomeno: turbolenza continua e moto apparente del Sole e della Luna.

Diagramma sulle ombre volanti prima e dopo della totalità dell’eclisse ©1998, Eric Strach

Video sulle ombre volanti

video link : https://www.youtube.com/watch?v=1I4YNa5-nuk

L’effetto è sempre presente e risulta visibile solo in questa particolare situazione, ma quello che si realizza è un effetto stroboscopico.
Da consultare l’articolo al seguente link : https://www.fortunadrago.it/5504/sole-immoto-terra-stazionaria-meraviglioso-inganno/

In oltre la falce della luna crea un’altro effetto sull’ombra filtrata dagli alberi che mi piacerebbe chiamarle ombre a bolle (shadow bubbles)

Ombre a bolle

Si verifica quando la luce della falce dell’eclissi filtra attraverso i rami degli alberi :


video link : https://www.youtube.com/watch?v=i_L1xiy5260

Eclissi solare del 21 Agosto 2017
video link : https://www.youtube.com/watch?v=7RmczjiDlwE

Eclissi solare del 21 Agosto 2017 sulla Terra
video link : https://vimeo.com/231484786

2017 North America Total Solar Eclipse Close-up Real-time 4K from ByoungJun Jeong on Vimeo.

La Luna è figlia del pianeta Terra

 Gravità, Universo  Commenti disabilitati su La Luna è figlia del pianeta Terra
Set 142016
 

La Luna è figlia del pianeta Terra

Tratto dal link origine : http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2016/09/12/la-luna-e-una-costola-terra-strappata-con-violenza-_e064a2a9-dfb3-4d25-8ea4-d9d26cf4efb6.html

La Luna è una ‘costola’ della Terra strappata in modo violentissimo. La conferma definitiva

Kun Wang (Harvard)

Kun Wang (Harvard)

arriva da analisi chimiche più raffinate di quelle finora possibili pubblicate su Nature, dal gruppo coordinato da Kun Wang, dell’università americana di Harvard. Le analisi mostrano che Terra e Luna hanno composizione identica e di conseguenza quest’ultima sarebbe nata dall’aggregazione delle polveri della Terra strappate dall’impatto di un pianetino che polverizzò e vaporizzò completamente buona parte del nostro pianeta. ”I nostri risultati forniscono la prima prova concreta che l’impatto ha fatto letteralmente vaporizzare gran parte della Terra”, ha detto Wang.

Violenta collisione

I ricercatori hanno riesaminato sette campioni di roccia lunare portati sulla Terra da diverse missioni del programma americano Apollo e hanno confrontato i risultati con le analisi di otto rocce terrestri che si sono formate nel mantello, ossia lo strato che si trova tra la crosta e il nucleo. Le analisi che sono 10 volte più precise dei metodi precedenti, hanno mostrato che tutte queste rocce hanno le stesse ‘impronte digitali’ cioè hanno gli stessi elementi chimici. Inoltre nelle rocce lunari è presente una forma molto pesante del potassio che potrebbe essere nata solo ad altissime temperature, come quelle che avrebbero vaporizzato parte del mantello della Terra.

Secondo gli autori, la collisione avrebbe vaporizzato e polverizzato gran parte della Terra, che allora era in formazione, come capita a un’anguria colpita con violenza da un martello. Queste misure smentiscono anche l’ipotesi finora prevalente sull’origine della Luna, secondo la quale il nostro satellite sarebbe nato dalla fusione dei materiali sia della Terra sia del pianetino che l’ha colpita. Questo modello, hanno spiegato gli autori, ha cominciato a vacillare sin dal 2001, quando è stato scoperto che molte rocce terrestri e lunari hanno elementi identici.

Tratto dal link origine : http://www.ansa.it/scienza/notizie/rubriche/spazioastro/2016/09/12/la-luna-e-una-costola-terra-strappata-con-violenza-_e064a2a9-dfb3-4d25-8ea4-d9d26cf4efb6.html

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=e-WNBsp15Bc

Ulteriori articoli sulla Luna presenti nel sito

(Cliccare sul link attivo) :

Terra Cava

Nascita della Luna: la riscossa dell’impatto gigante

Il Problema della Luna

Scintille sulla Luna

Sole, Luna e Terremoti

Terremoti si verificano alle ore 06:00 o 18:00 locale lunare

Cieli nuvolosi sulla Luna

 

Da consultare

Pianeti in Stato Interessante by D.Domenico on Scribd

Alla scoperta di Terra Cava by D.Domenico on Scribd

Cieli nuvolosi sulla Luna

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Giu 232015
 

Link originale : http://www.agenciasinc.es/Multimedia/Fotografias/Cielos-nublados-sobre-la-Luna

Alcuni corpi celesti senza aria del sistema solare, come le lune ghiacciate di Giove e Saturno, hanno i cieli che si circondano di tenui nuvole (foschia) quando le particelle di polvere interplanetario colpiscono la sua superficie.

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Ora, ricercatori dell’università del colorado boulder (EE UU) hanno analizzato le osservazioni della sonda LADEE (la cui percorso indicato nell’immagine) e hanno rilevato la presenza di una nube asimmetrica intorno alla luna.

Prima di questa scoperta, che viene pubblicato questa settimana in nature, le osservazioni effettuate da apollo 15 e altre 17 missioni spaziali avevano rilevato un orizzonte luminoso che copriva il nostro satellite e si pensava che potrebbe trattarsi di questo fenomeno nuvoloso. Tuttavia, indagini successive hanno respinto queste ipotesi, e i nuovi dati confermano che la nube appena descritta è meno densa e è più vicino alla superficie lunare che la che ha osservato l’apollo.

Le ultime misurazioni di LADEE dimostrano che l’origine di questo strato nuvoloso si deve al bombardamento della superficie lunare da particelle di polvere provenienti da comete/meteore. Inoltre, gli autori affermano che la sua densità è maggiore durante lo sciame meteorico annuale delle Geminidi.

Link originale : http://www.agenciasinc.es/Multimedia/Fotografias/Cielos-nublados-sobre-la-Luna

Terremoti si verificano alle ore 06:00 o 18:00 locale lunare

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Giu 032015
 

Tratto dal link originale : http://daltonsminima.altervista.org/2015/04/15/non-solo-il-98-di-tutti-i-terremoti-soddisfano-la-relazione-lineare-sotto-riportata-ma/

Tutti i terremoti si verificano molto vicino alle ore 06:00 o 18:00 ora locale lunare

di Giovanni P.Gregori

Giovanni P. Gregori

Giovanni P. Gregori

IDASC (Istituto di Acustica e Sensoristica O. M. Corbino (CNR) – Roma (Italy)
IEVPC (International Earthquake and Volcano Prediction Center) – Orlando (Florida, USA)

Riassunto

Se un terremoto (EQ) deve avvenire in qualche luogo e in qualche giorno, quasi sempre accade durante uno dei due intervalli di tempo vicino alle 6:00 o alle 18:00 LLT (ora locale lunare). Questa legge si applica al ~98%  dei casi. In questo studio vengono presentate le procedure e sono adattate per valutare l’esatta durata del ritardo con il 95% (o superiore) limite di affidabilità.

 

Introduzione

Kolvankar nel 2011 ha riportato un’analisi sistematica studiando più di 5.000 eventi sismici con una gamma di magnitudo compresa fra 2-10, basata sul catalogo sismico globale NEIC-USGS, distinguendo dei modelli separati per le diverse gamme di periodi, grandezze, profondità, latitudini e longitudini.

La traduzione del passato lavoro di Kolvankar, presentata sul nostro blog è disponibile al seguenti link :

http://daltonsminima.altervista.org/2012/02/20/sole-luna-e-terremoti-1%C2%B0-parte/
http://daltonsminima.altervista.org/2012/02/27/sole-luna-e-terremoti-2%C2%B0-parte/

Re-post sul fortunadrago : https://www.fortunadrago.it/4279/sole-luna-e-terremoti/

Kolvankar ha trovato sempre una “legge” comune condivisa da ogni sottoinsieme di eventi, indipendenti dalla grandezza (magnitudo), la profondità, la latitudine, e il tempo, con la visualizzazione della dipendenza regolare sulla φ longitudine.

Egli considerava i seguenti angoli (se non diversamente indicato, tutti gli angoli sono in senso antiorario) :

• SEM (Sole – epicentro terremoto – Luna)
• GMT
• φ longitudine
• EMD (EQ epicentro – distanza dalla luna)
• LT l’ora locale, e
• LLT il tempo lunare locale

Le definizioni di LT e di LLT sono analoghi a vicenda, con la differenza che il punto sulla superficie della Terra con 12:00:00 LT osserva il Sole nella sua massima elevazione, mentre il punto con 12:00:00 LLT osserva la Luna nella sua massima elevazione sopra l’orizzonte.

Si noti che la figura 2, ripresa dalla carta di Kolvankar (2011) indica erroneamente (Kolvankar, comunicazione privata, 2015) il senso orario di SEM, mentre tutta la sua analisi è stata condotta su considerando SEM in senso antiorario.

Kolvankar (2011) ha mostrato che il 98% di tutti i terremoti soddisfano una relazione lineare:

(1) GMT = EMD + SEM + const

che egli mostra essere soddisfatta in diverse regioni (un esempio è mostrato in figura 2), ognuno caratterizzato da circa la stessa longitudine. Al considerando il 3° e l’ultima colonna della tabella 1 della Kolvankar (2011), si è constatato che (1) è :
(2) GMT = EMD + SEM – φ
che può essere risolto (vedi Figura 1) per ottenere:
(3) GMT + φ = LT = EMD + SEM
(4) LLT = LT – SEM = EMD
Cioè, a causa di (4), il significato fisico della relazione empirica (2) è che il 98% di tutti i terremoti occorrono molto vicino a LLT = 06 o LLT = 18 (ore di tempo locale lunare).

Questo risultato sembra fisicamente plausibile come la deformazione di marea lunare è massima a LLT = 12:00 o LLT = 0:00, ma la derivata temporale della deformazione è massima a LLT = 6:00 o LLT = 18:00, e il massimo stress sulla crosta si verifica quando il gradiente temporale è al massimo della deformazione.

Figura n°1Figura 1. Alcuni relazioni tra angoli e tempo. (a) e (b) sono definizioni formali, (c) evidenza empirica. Vedere il testo.

Figura n°2

Figura 2. “Tre trame di terremoti di (EMD + SEM) Vs tempo GMT per la gamma di latitudine -35 ° a -25 ° e gamma longitudine -180 ° a -170 ° per tre periodi di tempo : 1973-1984, 1985 -1996 e 1997-2008. I terremoti occupano la stessa striscia di questi complotti e non vi sono variazioni dipendenti dal tempo “. Nota nel primo lotto [in alto a sinistra] che pochi eventi colpiscono lungo linee più o meno perpendicolare al trend principale. Vedere il testo. Figura modificato e didascalie dopo Kolvankar (2011).

…… Il risultato generale (2) ha un’applicazione più importante. Infatti, ogni volta che sarà possibile da un metodo di procedere alla segnalazione di un eventuale possibile terremoto che può essere ragionevolmente previsto colpire qualche data area, vedi (4). E quindi sarà possibile sapere che, durante le 24 ore di ogni dato giorno – e in ogni dato sito – lo shock si può verificare, con il 98% di certezza, solo durante le due finestre temporali, ciascuno di alcuni molto breve ritardo totale. Vi è tuttavia la necessità di valutare, con una barra di errore che specifica pe al limite di confidenza del 95%, la durata esatta di uno di questi due sfasamenti temporali, che sono vicini alle 06:00 o alle 18:00 LLT, rispettivamente, durante il quale un terremoto dovrebbe verificarsi. ….Questo è lo scopo della carta a breve presente, dove gli algoritmi e le procedure per la gestione dei dati sono discussi in dettaglio, anche se alcuna applicazione diretta è stata ancora attuata…

…..

Il lavoro prosegue con un’appendice che contiene dettagli di trigonometria sferica. Per chi volesse approfondire il lavoro ed effettuare un calcolo molto più preciso, può visionare l’analisi di Gregori pubblicata sul giornale NCGT JOURNAL Volume 3, Number 1, di marzo 2015  al seguente link : http://www.ncgt.org/newsletter.php?action=download&id=145

 

NCGT Journal,V3,n1 March 2015 – Giovanni P. GREGORI p.21%28 by D.Domenico

Sole, Luna e Terremoti

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Giu 032015
 

Tratto dal link originale : http://daltonsminima.altervista.org/2012/02/20/sole-luna-e-terremoti-1%C2%B0-parte/

Vinayak G. KOLVANKAR

Vinayak G Kolvankar

Vinayak G Kolvankar

Ex scienziato, BARC, 400051 Mumbai, India
vkolvankar@yahoo.com

Abstract

Nel corso di uno studio condotto per trovare l’effetto delle maree sulla Terra nel verificarsi dei terremoti, per le piccole aree di regioni ad alta sismicità, si è notato che la posizione del Sole in termini di tempo universale (GMT) mostra un collegamento fra  i terremoti e la distanza dalla Luna insieme a l’angolo fra il Sole-Terra-Luna. Questo documento fornisce i dettagli di questo rapporto dopo aver studiato i dati dei terremoti in oltre quaranta regioni, aree ad alta sismicità del mondo. Si è riscontrato che quasi il 98% del terremoti per queste diverse regioni, esaminate nel periodo che va dal 1973-2008, mostrano una relazione diretta tra la posizione del Sole il terremoto e la distanza dalla luna insieme all’angolo Sole-Terra-Luna . Come il tempo cambia nelle 00-24 ore e la relazione fra la distanza dalla Luna e l’angolo Sole-Terra-Luna cambia di 360° e la trama di questi due variabili cambia per differenti terremoti. Questo rileva una semplice relazione a 45° tra di loro.
Parole chiave: Distanza Terra-Luna (EMD), Sole-Terra-Luna angolo (SEM), maree della Terra, Terremoti, Trigger terremoti.

 Introduzione

Molti ricercatori hanno studiato l’effetto del Sole e della Luna al verificarsi di terremoti. Molti di li loro hanno identificato i singoli effetti del Sole e della Luna. Alcuni ricercatori riportano di emissioni EM prima di un terremoto o di eruzioni vulcaniche che erano di un tipo semidiurno o diurno (Kolvankar et al., 1992). Il tipo semidiurno è stato comunemente osservato. Tuttavia, il tipo diurno di emissioni EM è stato notato in pochi casi. Entrambi questi tipi di emissioni EM sono stati osservati in una banda di frequenza molto ampio dalle VLF alle microonde. Emissioni elettromagnetiche di bassa frequenza sono stati segnalati come precursori delle eruzioni vulcaniche a Mt. Mihara nel mese di novembre 1986 (Yoshino e Tomizawa, 1989). Emissioni radio in banda HF sono stati osservati prima del grande terremoto cileno del 22 maggio 1960 (Warwick et al., 1982). Interferenze simili sono state riportate anche durante l’esperimento Apollo Lunar sismico nella banda delle microonde (Bulow et al., 2005). Effetti dei precursori del terremoto di Kobe sono stati segnalati nei segnali sub-ionosferici VLF(Hayakawa et al., 1996.). Interferenze nella banda UHF sono state segnalate prima e durante la sequenza del terremoto del 1991 nella regione Valsad, Gujarat, India (Kolvankar, 2001). La maggior parte di questi tipi di interferenza sono stati osservati durante il giorno ed erano equidistanti dal mezzogiorno locale, ed è stato  concluso che erano indotti dalla posizione del Sole (Kolvankar, 2008).
Partendo da molti lavori, che vedono le emissione EM osservate all’alba e al tramonto, gli sforzi sono stati incentrati nell’arco delle 24 ore per allineare i dati dei terremoti utilizzando l’ora locale. Questi dati hanno mostrato un maggior numero di terremoti dalle ore 00 (mezzanotte) alle 06 ore e ci hanno indicato un modello, inversamente proporzionale alla variazione della temperatura atmosferica quotidiana. Hanno dimostrato l’influenza della componente orizzontale del campo magnetico terrestre che è sensibile alla temperatura atmosferica. Questo fenomeno dipende ancora una volta dalla posizione locale del Sole (Kolvankar et al., 2010).
La Luna ha una attrazione gravitazionale maggiore sulla Terra del Sole e molti lavori hanno dimostrato gli effetti
della Luna al verificarsi di terremoti. Si è osservato che i terremoti-lunari avvengono in gran numero quando la Luna è in apogeo e perigeo (Lammelein et al, 1977;. Runcorn, 1977;. Bullow et al, 2005; Latham et al., 1971). E ‘stato dimostrato che i terremoti in alcune località in Cina si verificano, a volte, in un certa combinazione di posizioni planetarie (Li, 2006). Le periodicità lunari e i loro effetti sui terremoti sono stati studiate in dettaglio. Si è constatato che i terremoti salgono costantemente dall’apogeo al perigeo e anche verso la Luna piena. Movimento lunare dal nodo ascendente al nodo successivo ascendente fornisce anche un determinato andamento di terremoti. I grandi terremoti sono più numerosi quando il perigeo coincide con la Luna piena e nuova Luna che all’apogeo con una combinazione simile (Kolvankar et al., 2010).

L’effetto mareale sul corpo della Terra, a causa sia del Sole che la Luna è stato ampiamente studiato negli ultimi anni.
Tuttavia, utilizzando dati molto vecchi (1900-1950). Tamarazyan ha mostrato una distribuzione maggiore dei terremoti in relazione alle maree solari e lunari (Tamarazyan, 1968). Le correlazioni fra il tempo di insorgenza delle scosse e
gli angoli lunari e solari e l’ora locale in un periodo di tempo, prima che una scossa sia stata notata (Gao, 1996). Uno
studio sulla faglia di San Andrea ha trovato un legame tra la forza gravitazionale che crea le maree e piccoli
tremori sotto terra. L’attività dei micro-terremoti nel Plateau Tamba aumenta dopo una Luna nuova e una luna piena nel 1995 e nel 1996 (Iwata et al., 2002). Un gran numero di pubblicazioni ha stabilito una chiara correlazione fra il fuoco-superficiale dei piccoli terremoti con le maree terrestri (Métivier et al, 2008.; Cochran et al., 2004). Tanaka ha osservato l’attivazione mareale dei terremoti prima del tre grossi eventi che si sono verificati al largo di Sumatra nel 26 dicembre 2004 (Mw 9.0), 28 marzo 2005 (Mw 8.6), e 12 set 2007 (Mw 8.5). L’analisi statistica indica una correlazione elevata da uno a dieci anni precedenti il verificarsi di terremoti dalle grandi dimensioni. La correlazione scompare dopo gli eventi principali (Tanaka, 2010). Hayakawa ha studiato gli effetti di marea sui diversi fenomeni sismici, e ha scoperto che le emissioni litosferiche ULF mostrano una chiaro massimo-minimo-massimo modello sincronizzato con la fase lunare durante diversi mesi prima l’EQ (Hayakawa et al., 2009).
Le caratteristiche del modello terremoto-maree terrestri sono state studiate utilizzando più di 500 mila eventi da un catalogo dei terremoti (NEIC-USGS) per i terremoti globali, con un intervallo di magnitudine da 2 a 10. Lo studio è stato condotto per diversi modelli di terremoti attivati e per diverse fasce di periodi, magnitudo, profondità, latitudini e longitudini. Questo studio ha indicato che le maree della Terra innescano i terremoti a tutte le profondità e fino alla  magnitudo 5. Lesollecitazioni laterali applicate durante le maree della Terra vicino al fase di Luna piena si trovano ad essere più efficace rispetto alle sollecitazioni delle maree Terra durante la fase di Luna nuova.
Tuttavia, vicino alla fase di Luna nuova i terremoti di magnitudo fino alla 3,0 e nell’area dei 10km. sono attivati direttamente dal tiro combinato della Luna e del Sole (Kolvankar et al., 2010)

 Metodologia utilizzata per lo studio mareale sulla Terra

Per studiare gli effetti delle maree sulla Terra al verificarsi dei terremoti, i terremoti sono stati tracciati sul
asse verticale in confronto al ciclo Luna nuova – Luna piena – Luna nuova (NM-FM-NM) rappresentato sull’asse orizzontale. Per ogni evento dal catalogo dei terremoti, la posizione della luna (longitudine) è stata rappresenta e il corrispettivo valore angolare SEM (Sole-Terra-Luna) rispetto alla posizione lunare prima del terremoto è stato aggiunto.
Per studiare l’effetto delle maree sulla Terra e gli eventi dei terremoti, sono state utilizzate un totale di 96 colonne, che rappresentano 360° di rotazione della Terra così come per la rotazione lunare intorno alla Terra. Considerando l’auto rotazione della Terra e la rotazione lunare intorno alla Terra, l’angolo SEM da luna nuova a la luna piena è stato considerato come da 0° a 180° rispettivamente. Il conteggio dei terremoti, che rappresenta l’asse Y è incrementato per ogni terremoto in coincidenza con uno delle 96 colonne. Questo studio degli effetti delle maree sulla Terra è stato effettuato insieme e per diversi periodi, latitudini, longitudini, magnitudo, profondità ecc (Kolvankar et al., 2010).
Durante questo studio si è notato che la variazione della componente orizzontale della trama terremoto (NM-FM-
NM) che è anche rappresentata come (-180°) – (0°) – (180°), ha qualche attinenza con i tempi dei terremoti
selezionati in una piccola area di una regione ad alta sismicità. Questo lavoro studia ed esplora questo fenomeno in
dettaglio.

Studio dei dati relativi alle diverse regioni ad alta sismicità del mondo

La Fig. 1 è una mappa che ci fornisce la sismicità del mondo. Qui abbiamo svolto un esercizio sui terremoti riportando per diverse piccole regioni ad alta sismicità (zone verdi nella mappa) del mondo in grafici XY con l’asse X che rappresenta la somma della [Distanza tra la posizione del terremoto e la Luna (A)] e [il viaggio Luna (verso @ est intorno 12.12° gradi il giorno) (B)] e l’asse Y che rappresenta la posizione Sole / GMT tempi. Per comodità, d’ora in poi, la quantità (A) si chiamaEMD, distanza Terremoto-Luna (longitudine terremoto – longitudine Luna) e quantità (B) viaggio della luna, che rappresenta anche l’angolo Sole-Terra-Luna e si chiama angolo di SEM. Entrambe queste quantità sono misurate in gradi. La Fig. 2 mostra l’angolo SEM per posizioni diverse quando la luna si sposta dalla Luna nuova (NM) alla prossima Luna nuova (NM) attraverso la completa fase di piena (FM).Questo lavoro studia ed esplora questo fenomeno in dettaglio.

Figura n°1


Studio dei dati relativi alle diverse regioni ad alta sismicità del mondo

 

Figura n°2

Si deve anche osservare che l’individuale quantità di EMD & SEM variano con il tempo. A causa della rotazione della Terra, la EMD per una posizione specifica di un terremoto che varia quasi per 360° in 24 ore, mentre la Luna si muove verso est (SEM) al tasso di circa 12° in 24 ore. Così, per un qualsiasi specifico terremoto locale ci sono numerose possibilità per l’evento sismico all’interno della rotazione della Terra nelle 24 ore.
Per illustrare la rappresentazione dei terremoti in questo grafico per (EMD + SEM) vs Tempo GMT (posizione del sole),  noi abbiamo selezionato alcune regioni ad alta sismicità del mondo con diverse serie di campi di longitudine. Anche se ci sono molte regioni ad alta sismicità della Terra, esse non coprono l’intera gamma di longitudine da (-180°) – (+180°). Un set di 24 appezzamenti di terremoto, rappresentazioni XY (EMD + SEM) vs Tempi GMT per le differenti regioni del mondo sono riportate dalla Figura 3 alla 6. Le trame sono state disegnate per diverse gamme di combinazioni di latitudine e longitudine. Per comodità, le trame sono disegnate per periodi diversi, a seconda della sismicità delle regioni. Informazioni sugli intervalli di latitudine e longitudine, insieme con il periodo (previsto per l’anno 2000 nella maggior parte dei casi) e il conteggio totale terremoto, è stato inserito nella parte superiore di ciascuna rappresentazione.

Fig. 3. Prima serie di sei grafici XY per i terremoti, (EMD + SEM) vs timings GMT (posizione del Sole) sono indicati per diverse e varie  latitudini-longitudini e periodi. Informazioni relative al numero di terremoti sono inserite nella parte superiore di ogni trama.Tutti questi terreni ,iniziano alle 00 ore GMT, ed  inizio sull’asse X (EMD + SEM) alla longitudine media, range della zona oggetto di studio.

Fig. 4. Seconda  serie di sei grafici XY per i terremoti, (EMD + SEM) vs timings GMT (posizione del Sole) sono indicati per diverse e varie  latitudini-longitudini e periodi. Informazioni relative al numero di terremoti sono inserite nella parte superiore di ogni trama.Tutti questi terreni ,iniziano alle 00 ore GMT, ed  inizio sull’asse X (EMD + SEM) alla longitudine media, range della zona oggetto di studio.

Fig. 5. Terza  serie di sei grafici XY per i terremoti, (EMD + SEM) vs timings GMT (posizione del Sole) sono indicati per diverse e varie  latitudini-longitudini e periodi. Informazioni relative al numero di terremoti sono inserite nella parte superiore di ogni trama.Tutti questi terreni ,iniziano alle 00 ore GMT, ed  inizio sull’asse X (EMD + SEM) alla longitudine media, range della zona oggetto di studio.

Fig. 6. Quinta  serie di sei grafici XY per i terremoti, (EMD + SEM) vs timings GMT (posizione del Sole) sono indicati per diverse e varie  latitudini-longitudini e periodi. Informazioni relative al numero di terremoti sono inserite nella parte superiore di ogni trama.Tutti questi terreni ,iniziano alle 00 ore GMT, ed  inizio sull’asse X (EMD + SEM) alla longitudine media, range della zona oggetto di studio.

La Tabella 1 fornisce le posizioni (latitudine, longitudine range [Lat-Long]) per le diverse regioni ad alta sismicità del mondo insieme con un numero di terremoto (CONTA EQ) per il periodo 1973-2008, per tutti i grafici disegnati dalla figura 3 alla 6.Questa tabella fornisce anche il numero medio di terremoti a partire da 00 ore GMT per la località e sull’asse orizzontale (in gradi) la rappresentazione dell’angolo fra EMD + SEM, per tutte queste trame, quando il tempo GMT varia dalle 00 alle 24 ore, la quantità di (EMD + SEM), varia con l’intera gamma da -180° a +180°.
Tuttavia il numero di partenza per 00 GMT varia per differenti gamme di longitudini. Ciò è dovuto alla posizione del
Sole, che è visto come un angolo diverso per diverse longitudini.


Tabella 1. Tabella per il conteggio dei terremoti per diverse regioni ad alta sismicità del mondo per il periodo che va dal 1973-2008, essa mostra la relazione tra la posizione del Sole (ora GMT) e l’inizio conteggio medio sull’asse X (delle trame nelle Figure dalla 3 alla 6) che rappresenta l’angolo di EMD + SEM.

Tratto dal link originale : http://daltonsminima.altervista.org/2012/02/27/sole-luna-e-terremoti-2%C2%B0-parte/

Nel corso di uno studio condotto per trovare l’effetto delle maree sulla Terra nel verificarsi dei terremoti, per le piccole aree di regioni ad alta sismicità, si è notato che la posizione del Sole in termini di tempo universale (GMT) mostra un collegamento fra  i terremoti e la distanza dalla Luna insieme a l’angolo fra il Sole-Terra-Luna. Questo documento fornisce i dettagli di questo rapporto dopo aver studiato i dati dei terremoti in oltre quaranta regioni, aree ad alta sismicità del mondo. Si è riscontrato che quasi il 98% del terremoti per queste diverse regioni, esaminate nel periodo che va dal 1973-2008, mostrano una relazione diretta tra la posizione del Sole il terremoto e la distanza dalla luna insieme all’angolo Sole-Terra-Luna . Come il tempo cambia nelle 00-24 ore e la relazione fra la distanza dalla Luna e l’angolo Sole-Terra-Luna cambia di 360° e la trama di questi due variabili cambia per differenti terremoti. Questo rileva una semplice relazione a 45° tra di loro.
Parole chiave: Distanza Terra-Luna (EMD), Sole-Terra-Luna angolo (SEM), maree della Terra, Terremoti, Trigger terremoti.

 

Come illustrato, le trame disegnate dai terremoti per differenti campi di longitudine (con circa 10° larghezza) occupano un certo Slot o spazio nelle trame XY. E nella maggior parte di queste trame, non oltre il 2% dei terremoti, non sono visti in forma sparsi. Tuttavia due di questi complotti, in particolare per Lat. (+45°-60°), Long (-170°-160°) e per la Lat (+35°+45°) e lungo (+65° +80°), forniscono più punti sparsi di terremoti. In tutti gli altri casi, il 98% di terremoti si allineano su grandi linee inclinate di 45° . Come affermato in precedenza, i terremoti per dei differenti range di longitudine occupano slot diversi in questa trama. Schemi disegnati per un range di longitudine centrato intorno a 180° con circa 10° di larghezza su entrambi i lati (+170° – 180° e -180° -170°) occupano la fascia centrale che va dall’origine
della trama verso l’angolo estremo a 45°. Tutti i grafici dei terremoti sono forniti di due segmenti a
continuazione della longitudine della Terra longitudini di  + / – 180°. Come detto in precedenza la trama dei terremoti inizia (per 00 ore GMT) sul (EMD + SEM) asse ad un certo angolo letto pari al valore medio delle longitudini della zona
in fase di studio.


Fig. 7 Mostra trame multiple di terremoto per (EMD + SEM) Vs tempi GMT, in forma combinata utilizzando un codice colore diverso per un insieme di trame. La maggior parte di queste aree sono illustrate singolarmente nelle figure 2-5. I dettagli degli appezzamenti (colori usati in questa figura) sono forniti sul lato destro di questa figura in termini di periodo / anno, vasti codici di latitudine, longitudine e gamme  di colori sono stati utilizzati. Questo dato fornisce appezzamenti di terremoti, inclinati a 45° e occupano aree indipendenti, per diversi insiemi di intervalli di longitudine e disegnati per diversi periodi tra il 1973 e il 2008.

 Fig. 8 fornisce una versione semplificata della figura riportata sopra con il codice colore utilizzato per tracciare diversi segmenti di terremoti,  disegnati per gamme differenti di longitudine.

Fig. 9 Mostra tre lotti per terremoti (EMD + SEM) Vs tempi GMT per un campo di latitudine che va -35° a -25° e di longitudine da -180°-170° per tre diversi periodi di dodici anni: 1973-1984, 1985-1996 e 1997-2008. I terremoti occupano la stessa striscia in queste trame e non ci sono dipendenze dalle variazioni temporali.

Fig. 9. Tre range di terremoto (EMD + SEM) vs tempi GMT per un campo di latitudine -35° a -25° e gamme di  longitudine da -180° -170° per tre diversi dodici anni di periodo: 1973-1984, 1985-1996 e 1997-2008. I terremoti occupano la stessa striscia in queste trame e non ci sono dipendenze dallevariazioni del tempo.

 La Fig. 10 mostra le trame dei terremoti (EMD + SEM) Vs Tempi GMT per un’identico range di longitudini compreso fra
-85° a -65°. I primi cinque lotti prevedono intervalli di diverse latitudine, visualizzati con colori diversi e
l’ultimo fornisce la trama combinata per l’intera regione. La sismicità della regione è la costa occidentale del Sud America, che corre da nord a sud come illustrato nella piccola figura in basso a sinistra di questo diagramma. Questa trama dimostra che le diverse regioni con una gamma di identiche longitudini occupano uno spazio comune in questi XY trame. Ciò è dovuto alla posizione del Sole, che ha un angolo quasi identico rispetto alle diverse regioni situate lungo la costa del Sud America.

Fig. 10. Appezzamenti di terremoto (EMD + SEM) Vs Tempi GMT per una gamma longitudine quasi identica di -85° a -65°. Il primi cinque lotti prevedono diverse latitudine e diversi campi di visualizzati con colori diversi e l’ultima fornisce la trama combinata
per l’intera regione. La sismicità regione è la costa occidentale del Sud America, che corre da nord a sud come illustrato nella piccola figura a sinistra.

La Fig. 11 mostra le trame dei terremoti (EMD + SEM) Vs Tempi GMT per il range di latitudine da 30°a 50° latitudine, e longitudine da 20° a 40, per una gamma di magnitudo compresa fra M2-M3 , per l’anno 1993. Le frecce sono state inserite per indicare un’alta densità di terremoti sui bordi, causata dal chiusura diretta innescata nella fase di Luna nuova. La trama mareale sulla Terra per i sopra citati parametri ci mostra l’alto numero dei terremoti in fase di Luna nuova. Questo indica anche che i terremoti, anche in un piccolo range di magnitudo M2-M3 segue fedelmente il modello di base.

Fig. 11. Si tratta di una trama di terremoti tipico (EMD + SEM) vs tempi GMT, per campo di latitudine compreso fra i 30° e 50°,ed un campo di longitudine compreso fra 20° – 40°, per una gama di magnitudo compresa fra M2-M3 per l’anno 1993. Le frecce sono state inserite ad indicare l’alta densità dei terremoto sui bordi (indicato dalle frecce) causati dal diretto innesco vicino alla fase di Luna nuova. La trama mareale sulla Terra per i sopra citati parametri ci mostra l’alto numero dei terremoti in fase di Luna nuova.

Studio sulle di scosse di assestamento

Quando un grande terremoto avviene in un luogo particolare, questo provoca danni alla struttura locale e quindi la
regione diventa molto instabile. E’ stato sempre osservato che questo tipo di situazione porta alla comparsa di
un gran numero di scosse di assestamento entro un paio di giorni. Quindi è interessante vedere come questo modello della scossa di assestamento appare nella trama EMD (+ SEM) Vs Tempi GMT.
Figura 12 e 13 mostrano trame di terremoto (EMD + SEM) Vs Tempi GMT per i dati delle scosse di assestamento (periodo di un mese) per due grandi di magnitudo 9.2 e 8,6 nella regione di Sumatra nel 2004-05. Il lato sinistro del
Fig. 12 fornisce una trama nelle 24 ore , per una quaranta giorni consecutivi, compreso l’evento principale (il 2004/12/26 00:58:23, Lat. 3,30°, Long. 95,98°, 9,0 Mb, Terremoti contati 376). Il lato destro di questa figura fornisce la trama dei terremoto (EMD + SEM) Vs GMT Tempi per gli stessi dati. Tutti i 376 eventi compreso l’evento principale seguono fedelmente un’andamento rettilineo. Fig. 13 mostra, allo stesso modo, la trama del secondo evento (2005/03/28, 16:09:06, 8,6 Mb, Terremoti contati 998). La trama di sinistra offre una visione della trama nelle 24 ore per un periodo di oltre 40 giorni (compreso il periodo pre-terremoto). La figura di destra fornisce una trama di terremoti per (EMD + SEM) Vs Tempi GMT per gli stessi dati. Questa figura mostra un paio di terremoti ad angolo retto alla linea di trama, che sono probabilmente causati dalla vulnerabile struttura risultante dalla manifestazione principale. Altri eventi mostrati in altre zone delle trame [vedi per Lat (-45°-60°), Longitudine (-170°-160°) e per la Latitudine (+35°+45°) e Longitudine (+68°+80°)] sono probabilmente causati da altri fattori.

Fig. 12. La trama a sinistra offre una registrazione nelle 24 ore per quaranta giorni consecutivi, compreso l’evento principale (0:58:23 del 2004/12/26, Lat. 3,3° , Long. 95,98°, 9,0 Mb, Terremoti contati 376). La figura a destra fornisce una trama dei terremoti per (EMD + SEM) Vs tempi GMT per gli stessi dati. Tutti e 376 gli eventi, compreso l’evento principale seguono fedelmente l’andamento rettilineo.

Fig. 13. La figura a sinistra offre una registrazione nelle 24 ore per quaranta giorni consecutivi, compreso l’evento principale (il 2005/03/28 16:09:06, Lat. 2,09°, Long. 97,11°, 9,0 Mb, Terremoti contati 998). La figura a destra fornisce una trama dei terremoti (EMD + SEM) Vs tempi GMT per gli stessi dati. Mentre la maggior parte dei 998 eventi seguono fedelmente la linea retta, pochi terremoti sono visti ad angolo retto rispetto alla trama, questi sono probabilmente causati dalla struttura vulnerabile risultante dalla manifestazione principale. Questi tipi di eventi, visti in altri appezzamenti sono principalmente causati da questo fattore.
Fig. 14 Rappresenta una trama nelle 24 ore per quaranta giorni consecutivi, compreso l’evento principale (del1978/02/09 21:35:12, Mb 7.7). La figura a destra fornisce una trama dei terremot per (EMD + SEM) Vs tempi GMT per i dati stessi. Tre terremoti non seguono la linea retta, potrebbe essere causati dalla vulnerabile della struttura dopo l’evento principale.

Fig. 14. La trama a sinistra offre una registrazione nelle 24 ore per una quarantina di giorni consecutivi, compreso l’evento principale ( 21:35:12 1978/02/09, Lat.-30,68°, Long.-177,36°, 7,7 Mb). La  figura a destra fornisce una trama dei terremoti per (EMD + SEM) Vs tempi GMT per i dati stessi. Tre terremoti, non seguono la linea retta, questi potrebbe essere causati dalla vulnerabilità della struttura risultante dalla manifestazione principale.
La Fig. 15 fornisce una trama nelle 24 ore per una trenta giorni consecutivi, compreso l’evento principale (20:33:14, 2001/06/23, Mb 8.4). La figura a destra fornisce una trama dei terremoti (EMD + SEM) Vs tempi GMT per i dati stessi. Tutti e i 131 eventi tra cui l’evento principale seguono fedelmente la linea retta.

Fig. 15. La trama a sinistra offre una registrazione nelle 24 ore per una trentina giorni consecutivi, compreso l’evento principale (2001/06/23, 20:33:14, Lat.16.26°, Long.-73,64°, 8,4 Mb). La figura a destra fornisce una trama dei terremoti per (EMD + SEM) Vs tempi GMT per gli stessi dati. Tutti e i 131 eventi tra cui l’evento principale seguono fedelmente la curva, linea retta.
Fig. 16 fornisce una trama nelle 24 ore per trenta giorni consecutivi, compreso l’evento principale (5:12:40, 1974/07/30, Mb 7.4). Alla destra della figura una trama dei terremoto per i tempi GMT Vs (EMD + SEM) per gli stessi dati. Tutti è 11 gli eventi, tra cui l’evento principale seguono fedelmente la linea retta.

Fig. 16. La trama a sinistra fornisce una registrazione nelle 24 ore per una trentina di giorni consecutivi, compreso l’evento principale (1974/07/30,05:12:40, Lat.36.35°, Long.70.76°, Mb7.4). La figura a destra fornisce una trama dei terremotoi per (EMD + SEM) Vs tempi GMT per gli stessi dati. Tutti e 11 gli eventi tra cui l’evento principale seguono fedelmente la linea retta.
La Fig. 17 è una trama nelle 24 ore per trenta giorni consecutivi, compresi due eventi principali (1974/11/14, 16:47:33, 15:56:34). La figura a destra fornisce una trama dei terremoti per (EMD + SEM) Vs tempi GMT per gli stessi dati. Tutti i 96 eventi tra cui i principali avvenimenti seguono fedelmente la linea retta. Per tutte queste trame ( trame a destra nelle figure dalla 11 alla 16), per le ore 00 GMT, il terremoto comincia sull’asse X (EMD + SEM) alla posizione media del range di longitudine (della zona in esame). In tutti questi sei casi le scosse di assestamento si sono verificate in un segmento molto piccolo di latitudini e longitudini, questo ha portato la trama ad avere un linea molto stretta.

La fig.17 a sinistra offre una registrazione nelle 24 ore per trenta giorni consecutivi, compresi i due eventi principali (1976/01/14, 15:56:34 (Mb 8.2) 16:47:33 (Mb 7,8), Lat -28,43°, Long.-177°). La figua a destra fornisce una trama dei terremoti per (EMD + SEM) Vs tempi GMT per gli stessi dati. Tutti e 96 gli eventi tra cui i principali avvenimenti seguono fedelmente l’andamento rettilineo.


Discussione e conclusioni

 Durante il nostro precedente studio sugli effetti delle maree sulla Terra e  il verificarsi dei terremoti (Kolvankar et al., 2010), eravamo arrivati a​​i risultati elencati di seguito:
1. Le maree innescano sulla Terra terremoti a tutte le profondità e con magnitudo fino alla 5.
2. Le sollecitazioni laterali applicate durante le maree alla Terra vicino alla fase di Luna piena sono più efficaci rispetto alla sollecitazioni durante la fase di Luna nuova.
3. I terremoti con una magnitudo fino alla 3,0 e ad una bassa profondità ed in una messa a fuoco fino a 10 km sono attivati ​​direttamente dalla attrazione combinata della Luna e del Sole. Tuttavia in alcune zone anche i terremoti con una grandezza superiore che va, di solito da M3 a M5 ad una profondità fino a 10 km sono attivati dal tiro combinato della Luna e del Sole.
4. Gli indici Mod (indice che misura l’alto numero di terremoti EQ in piccole aree) per le piccole aree di terremoti, innescati dalla spinta combinata della Luna e del Sole, sono molto più alti rispetto al terremoti innescati dallo stress laterale vicino alla fase di Luna piena.
5. Uno studio condotto su una delle aree ad alta sismicità, utilizzano i modelli dei terremoti innescati dalle forze di maree sulla Terra, ricavato per periodi consecutivi, fornisce una buona idea delle sollecitazioni che si distribuiscono periodicamente prima importante terremoti.
6. Le scosse d’assestamento, scosse successive ai terremoti nei grandi eventi sono state trovate essere allineate in una colonna che rappresenta una vasta gamma di angoli SEM. La maggior parte delle scosse che si sono generate dopo un forte terremoto generalmente hanno la forma di un triangolo con una differente altezza dipendente dal conteggio dei terremoti. La risposta su entrambi i lati di questo angolo SEM si riduce, con conseguente formazione di un triangolo isoscele che rappresenta un aumento nel conteggio dei terremoti. Per le scosse di assestamente, questa colonna potrebbe continuare nella colonna delle scosse premonitrici o traslare alla colonna adiacente o qualsiasi altra colonna, in base ai cambiamenti ed alla geometria e all’orientamento della faglia dove il terremoto principale si è verificato

Durante questo studio abbiamo anche notato che la posizione del Sole in termini di tempo universale (GMT) ha alcuni collegamenti con la distanza fra il Terremoto e la Luna (EMD) insieme all’angolo Sole-Terra-Luna (SEM). In questo lavoro abbiamo esplorato tutte le caratteristiche di questo rapporto. E ‘sorprendente vedere che oltre il 98% dei terremoti in tutto il mondo segue fedelmente la relazione lineare tra la posizione del Sole o GMT con timings (EMD + SEM).

Questo dimostra oltre ogni dubbio che la stragrande maggioranza (98%) dei terremoti in tutto il mondo sono regolati dal Sole e Luna.Anche il piccoli terremoti in una gamma di grandezza comprea fra M2 e M3 segue fedelmente questo rapporto. E’ stato anche osservato  che il numero delle scosse di assestamento, che seguono ogni terremoto, segue fedelmente, in linea retta, la trama generta da (EMD + SEM) Vs Tempi GMT. Per tutte le trame nelle quali abbiamo disposto i terremoti, per le ore 00 GMT, il terremoto inizia dalla posizione media del campo di longitudine (della zona in esame) sull’asse X (EMD + SEM). Si è visto che per le aree dei campi di longitudine vicino a + / – 180°, la trama dei terremoti occupa la fascia centrale, corsa in diagonale dall’origine della trama. Per tutti gli altri lotti, per le ore 00 GMT, il terremoto ha inizio alla longitudine media della zona oggetto di studio, per la posizione del Sole di fronte alla regione del terremoto (180° fuori fase). In pratica si vede che tutti questi terremoti sono attivati ​​dalle maree della Terra causata dalle posizioni del Sole e la Luna e questo processo sembra essere il principale meccanismo di attivazione di tutti i terremoti in tutto il mondo. Questo comprende anche la messa a fuoco dei terremoti e la profondità, che sono influenzati dalle maree della Terra come dimostra il precedente studio (Kolvankar et al., 2010).

Ringraziamenti:

Dopo la pubblicazione del nostro articolo precedente su “Terra maree e terremoti”, l’autore aveva qualche disputa circa la gestione “accesso al database di oltre 500.000 terremoti” . Mr Rahul Kesarkar ha dimostrato vari aspetti del software di accesso al database. Durante questo periodo, siamo venuti a conoscenza del rapporto tra i tempi GMT e la EMD + SEM. Ringrazio di cuore il signor Rahul Kesarkar per i suoi sforzi, che ci ha portato alla relazione tra questi due importanti parametri a nostro avviso. Sono anche grato a Mr. Sandeep Chaudhari per il suo cortese aiuto nella gestione dei database e nel tracciare i grafici e il Dr. R.S. Chaughule e il Dr. David Pratt per la revisione del manoscritto.

 

Riferimenti:

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Tratto dal documento originale di NCGT JOURNAL Issue 60 (Settembre 2011) dalla pagina 50 alla 66 link : http://www.ncgt.org/newsletter.php?action=download&id=130

Ago 272014
 

Fonte Link : http://www.media.inaf.it/2014/08/22/scintille-di-luna/

Potenti tempeste solari potrebbero aver alterato in maniera significativa la superficie lunare, generando scintille e scariche elettriche negli strati superficiali del terreno, specie nelle regioni polari gelide e buie: cambia il nostro approccio geologico alla storia del Sistema Solare?

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L’illustrazione mostra un fenomeno di scariche elettriche nella regione della Luna che resta permanentemente in ombra. Le scintille nel sottosuolo danno vita a piccole nuvole di materiale vaporizzato in superficie. Crediti: Andrew Jordan / UNH .

Base Terra, qui tranquillità. Le parole di Neil Armstrong sono il ritratto fedele del satellite naturale che accompagna da miliardi di anni il nostro pianeta nel walzer celeste, l’elegante danza delle sfere degli antichi filosofi. Ora però, un modello realizzato dalla University of Hampshire (UNH) e dai ricercatori NASA infrange questo ritratto di pace della Luna e suggerisce che, nel corso della sua storia, ripetute scariche elettriche nel sottosuolo potrebbero aver modificato in maniera significativa la composizione della superficie lunare, specialmente nelle zone buie e nei crateri più freddi del satellite. Una scoperta che potrebbe farci cambiare idea circa l’evoluzione delle superfici planetarie in tutto il Sistema Solare.

Lo studio, pubblicato sulle colonne del Journal of Geophysical Research-Planets, sostiene che flussi di particelle cariche originatisi nel corso di eccezionali tempeste solari potrebbero essere penetrate nelle gelide regioni polari della Luna, e più specificamente nelle aree in ombra permanente, caricando elettrostaticamente lo strato superficiale del terreno. La distribuzione delle cariche può dare vita a scintille e flussi di corrente capaci di cambiare la natura geologica del terreno lunare, indicando che queste aree, così importanti per gli indizi che contengono sul passato del nostro sistema planetario, possano essersi modificate nel tempo più di quanto pensato.

“Prima di leggere i segni di una storia passata, dobbiamo capire meglio come questi processi abbiano alterato la composizione del suolo lunare”, spiega Andrew Jordan, primo autore dello studio e ricercatore presso lo UNH Institute for the Study of Earth, Oceans, and Space. “È per questo motivo che abbiamo fatto ricorso a un modello elettronico per avere una stima precisa di come le particelle cariche provenienti dal Sole, rilevate dallo strumento Cosmic Ray Telescope for the Effects of Radiation (CRaTER) a bordo del Lunar Reconnaissance Orbiter (LRO) della NASA, possano aver creato campi elettrici significativi sullo strato superficiale del suolo lunare”.

Gli scienziati si sono serviti anche dei dati raccolti da EPAM (Electron, Proton and Alpha Monitor) dell’Advanced Composition Explorer. Sia CRaTER, gestito dal team di ricerca dello UNH, che EPAM hanno rilevato presenza di cariche, anche di origine ‘solare’ – le cosiddette solar energetic particles (SEPs). Originatesi nel corso dei fenomeni di tempesta solare le SEPs hanno attraversato lo spazio e bombardato la superficie lunare. Questo genere di cariche può dare vita a piccole scintille superficiali, specie nel freddo polare del lato oscuro della Luna dove è facile si raggiungano temperature prossime a -240° Celsius, magari con crateri che contengono ancora acqua ghiacciata.

“Lo sparking è un processo in cui gli elettroni, rilasciati fra i granelli di terreno a causa di forti campi elettrici, attraversano il sottosuolo tanto velocemente da vaporizzarne piccole parti”, sottolinea Jordan. Scariche ripetute, in corrispondenza delle tempeste solari più significative, potrebbero aver creato una rete di canali nel suolo lunare, sufficientemente grandi da frammentare il terreno disintegrando le rocce in briciole di minerali distinti.

Il prossimo passo della ricerca intende servirsi degli altri strumenti a bordo di LRO per verificare se ci sia evidenza di altri fenomeni elettrici sulla Luna. Migliorare il modello a computer è la strada giusta per avere una descrizione più precisa delle conseguenze di questo fenomeno.

“Questo lavoro va a incidere in maniera determinante sulla nostra comprensione dei processi di evoluzione della superficie anche su altri pianeti all’interno del Sistema Solare, in particolare nelle fredde regioni esposte alle radiazioni spaziali”, spiega Timothy Stubbs, coautore dello studio e ricercatore presso il Goddard Space Flight Center NASA di Greenbelt, Maryland.

Fonte Link : http://www.media.inaf.it/2014/08/22/scintille-di-luna/

Ago 292013
 

Maurice Félix Charles Allais

Da non confondere con il paradosso di Allais in economia!
L’effetto prende il nome dal suo scopritore Maurice Allais (Parigi, 31 maggio 1911 – Saint-Cloud, 9 ottobre 2010).
L’effetto è stato notato per la prima volta da Maurice Allais nel 1954 durante un’eclissi solare , ed ha riferito un’altra osservazione dell’effetto durante una eclissi solare nel 1959.
L’effetto consiste in una anomala precessione del piano di oscillazione di un pendolo , come rappresentato nella figura seguente :

Effetto Allais

Durante le eclissi solari c’è l’allineamento tra sole, luna e terra e la rotazione del piano di oscillazione del pendolo – legata alla rotazione della terra – cambia. Da oraria, diventa antioraria per tutta la durata dell’eclisse. Una volta finito l’allineamento, ritorna oraria.
(se l’oscillazione del pendolo dipende solo e soltanto dalla rotazione della terra , quando si verifica l’effetto , si potrebbe affermare che : la terra ferma la propria rotazione , la inverte rapidamente …per tornare poi alla rotazione originaria!)

L’effetto è controverso poichè non si verifica sempre.

Il Pendolo di Foucault

Il pendolo è concepito come esperimento per dimostrare la rotazione della Terra attraverso l’effetto della forza di Coriolis

L’effetto Coriolis Link video : https://www.youtube.com/watch?v=9YcSSsEaUos

Successive Osservazioni

– Jeverdan in Romania ha affermato di aver osservato un comportamento anomalo pendolo durante un’eclisse solare nel 1961

– Un altro effetto anomalo durante un’eclissi solare, l’aumento del periodo di un pendolo di torsione, è stato segnalato da Saxl e Allen nel 1970, ma nei successivi tentativi di replicare l’esperimento , non e stato osservato alcun effetto.

– Durante l’ eclissi solare del 26 Gennaio 2009 , una correlazione è stata trovata tra il comportamento anomalo di un pendolo di torsione ed uno bilanciato, situati in due punti diversi al di fuori della zona d’ombra.

– Otto Gravimetri e due pendoli sono stati distribuiti in sei siti di monitoraggio in Cina per l’ eclissi solare del 22 luglio 2009. Anche se uno degli scienziati coinvolti sostenuto in un’intervista di aver osservato un effetto Allais.

– Un pendolo di Foucault automatizzato è stato utilizzato da H.R. Salva e non ha trovato alcuna prova di un cambiamento precessione del piano di oscillazione del pendolo durante l’ eclissi solare del 11 luglio 2010.

Fonte : http://en.wikipedia.org/wiki/Allais_effect

Da una nota a nome di Antonio Iovane

La storia dell’ Effetto Allais (*) e’ controversa, lo sappiamo tutti
bene. Tra i motivi c’e’ che :
1) non si riescono a fare previsioni se e quando l’ effetto si verificherà’,
2) a volte l’ effetto non si verifica(**),
3) ed a volte invece si verifica in periodi non di
eclisse.
Senza allungare troppo il discorso, ed a seguito di lunga
dedizione allo studio di questo fenomeno (12 anni, che hanno anche
maturato la qualita’ del mio approccio scientifico), sono arrivato
alla conclusione che l’ eclisse non c’ entra niente. Tra tutte le
occasioni in cui si sono registrate anomalie, alcune rientrerebbero in
un modello basato su eclissi, altre no. Questo e’ uno dei motivi per
cui la controversia e’ aperta.
Quello che ho notato invece, e questo e’ un po’ incredibile, e’ che le
anomalie vengono rilevate quando il piano dell’ equatore della luna
attraversa il sito di osservazione sulla Terra
. Questo evento si
verifica anche nelle giornate di eclissi, anche se spesso spostato
rispetto alle eclissi stesse. La maggior parte delle volte infatti le
anomalie registrate non sono perfettamente centrate sulle eclissi. Una
analisi delle condizioni di librazione della luna nei casi in cui le
anomalie erano centrate sull’ eclisse mi ha condotto alla osservazione
che in quei casi il sito che ha registrato l’ anomalia si trovava a
giacere sul piano equatoriale della luna. Dopo di cio’ ho verificato
che in occasione di anomalie registrate in altre fasi della luna, il
sito di osservazione si trovava sul piano equatoriale della luna.
Quindi sono arrivato alla seguente ipotesi: quando un sito di
osservazione sulla terra si trova ad attraversare il piano equatoriale
della luna, su alcuni tipi di strumenti si rilevano delle anomalie.
Ho verificato tutti i dati storici a mia disposizione e questa
condizione e’ sempre verificata, sia per anomalie registrate durante
eclissi, sia per quelle registrate in altre fasi della luna. Una
previsione fatta il primo agosto per il 9 agosto 2011, luna crescente,
e’ stata nettamente verificata con una bilancia di torsione.
Cosa succede sul piano equatoriale della luna? E chi lo sa! Tra l’
altro la velocita’ di rotazione della luna e’ modesta. Comunque, in
relazione al tipo di apparati sensibili all’ anomalia, e all’ analisi
di specifiche anomalie registrate, sembrerebbe che vi sia all’ opera
un meccanismo sconosciuto di trasferimento di momento angolare. Quindi
il cosiddetto Allais Effect non sarebbe ne’ dovuto ad eclissi, ne’
tantomeno sarebbe di natura gravitazionale.
Un cenno sugli apparati sensibili e non sensibili.
Tutti gli apparati che hanno in qualche modo registrato anomalie sono
basati su una massa avente almeno una liberta’ di rotazione intorno ad
un punto fisico di pivotaggio, fisso o mobile. Tali sono i pendoli
statici, i pendoli di Foucault, i pendoli paraconici, i pendoli di
torsione, le bilance di torsione, i gravimetri a molla e massa tipo
LaCoste-Romberg. Tutti sono, ciascuno a suo modo, sensibili all’
effetto di una coppia.
Strumenti che non hanno mai reagito, e che hanno quindi supportato la
controversia, sono i gravimetri a superconduttore, i gravimetri
“falling mass”, e gli orologi atomici (il risultato di S.W.Zhou con
orologi atomici e’ per me discutibile).
Sto postando questo messaggio essendo ben consapevole di essere
esposto a critiche, ma sono convinto che la sua forza sia nel fatto
che cio’ che ho detto e’ facilmente verificabile: non dobbiamo piu’
attendere o andare a cercare eclissi, ma abbiamo una opportunita’ a
casa nostra ogni 13.6 giorni (tale e’ la frequenza dei passaggi della
luna per il nodo).
Nel mondo le persone visionarie che credono nell’ esistenza di queste
anomalie (finora ritenute collegate alle eclissi) sono circa 20. Se vi
credono e’ perche’ hanno avuto, me compreso, diretta evidenza
sperimentale ottenuta in buone condizioni sperimentali. L’ obiettivo
di queste poche persone e’ di arrivare ad una conclusione e chiudere
questa controversia. Questa mia nuova ipotesi apre una nuova strada,
di facile verifica, che forse ci portera’ ad una conclusione. Alcuni
di noi, me compreso, in 4 continenti, stanno lavorando in
collaborazione alla preparazione di un dettagliato e documentato
articolo da sottomettere a pubblicazione per reviewed.

(*) Il cosiddetto effetto Allais e’ stato rilevato la prima volta nel
1954 con un pendolo simile ad un pendolo di Foucault (pendolo
paraconico) e consistette in una anomala precessione di Foucault in
occasione di una eclissi di sole. Successivamente l’ anomalia e’ stata rilevata anche con altri apparati, ma l’ attenzione e’ sempre stata orientata alle eclissi, con varie ipotesi di tipo gravitazionale. I modelli basati su eclisse si sono rivelati deboli per i motivi accennati sopra. Per chi non e’ informato, vi e’ una descrizione dell’Allais Effect su Wikipedia, all’ indirizzo http://en.wikipedia.org/wiki/Allais_effect
(**) L’ anomalia infatti puo’ non essere presente nell’ arco di tempo
delle misure effettuate intorno alle eclissi, che spesso e’ di 12 ore, in quanto in quell’ arco di tempo, pur essendoci una eclisse, non succede che il piano equatoriale della luna attraversi il sito di
osservazione, ma succede prima o dopo. Finora queste anomalie venivano perse, o scartate come disturbi o errori sperimentali.

Antonio Iovane

Link dalla nota su Google Groups : https://groups.google.com/forum/#!topic/it.scienza.fisica/Uu13CmmdKG4

Sito calsky.com gestito da Arnold Barmettler dove è possibile da “Physical Ephemeris” conoscere i dati sul passaggio della luna.

Sito di Antonio Iovane : http://xoomer.virgilio.it/iovane/
(grazie ad Antonio Iovane)

Sincronizzazione simultanea di 32 Metronomi che poggiano su un piano mobile (non fisso)

Link video : https://www.youtube.com/watch?v=JWToUATLGzs

Spiegazione sui metronomi di Adam Micolich (Eng)

Link video : https://www.youtube.com/watch?v=ADGmBtLJ6y4

Documento dell’università degli studi di Milano sul pendolo/h2>

PROGETTO PENDOLO by D.Domenico

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I link sono cliccabili tramite testo attivo in blù

La Legge del Ritmo di Pier Luigi Ighina
La Colla Magnetica (Universale)
Il Problema della Luna
Universo Magnetico – Primer Fields

Lug 062013
 

Sole e la Luna (NASA’s Solar Dynamics Observatory)

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza)

Quest’immagine del 7 Ottobre 2010 diffusa dal NASA’s Solar Dynamics Observatory il 13 Giugno 2013 , nella sua spettacolarità , nasconde un suo fascino anomalo : com’è possibile che il lato illuminato della luna è opposto al sole ?

Infatti si tratta di un fotomontaggio , hanno sostituito il disco oscuro della luna (c’era la luna nuova) con un’immagine della stessa ad alta definizione.

Ma il misterioso fascino rimane immutato e cioè come potrebbe essere possibile una simile posizione ?

Il Sole è il centro di un vortice di energia

Per arrivare ad una risposta , dobbiamo considerare cos’è il sole in realtà , un vortice di energia mono-Magnetica positiva , energia che continuamente viene emessa dal sole e si comporta come un fluido di energia primordiale , una Colla Magnetica Universale che trasporta con esso luce , calore e radiazioni roteando e vorticando a sua volta , ma nel suo vagare nello spazio è praticamente nulla , solo quando impatterà contro la materia (energia mono-Magnetica solidificata) , ne verrà attratta da essa , avvolgendo interamente il corpo celeste luna o pianeta che sia e la luce diventerà luce.
Link : https://www.youtube.com/watch?v=PShZb_p7RII

Ed è per questo che vediamo il sole sulla terra come lo conosciamo , luminosissimo e non buio come nello spazio , poichè vediamo l’impatto dell’energia attraverso l’atmosfera terrestre (materia e quindi ostacolo alla luce) che si comporta come uno “schermo” naturale (se non c’è impatto, non vedremo MAI nulla).

 Il Movimento rotatorio di energia solare

Ma non si tratta di una luce immobile , fissa , essa ha come sorgente il sole e trasposta le informazioni provenienti dal sole come la sua rotazione , quindi mentre il flusso di energia che l’ha trasportata attraverso lo spazio , attraversa la materia del corpo celeste senza nessuna difficoltà , come se fosse spazio per poi collidere al suo interno , la luce ne rimane attaccata sulla superficie.
 
Link : https://www.youtube.com/watch?v=EXlaCEfqigE

 
Vorrebbe seguire il flusso mono-polare (di monopoli magnetici positivi)  attraverso la materia , ma i fotoni di cui è composta non sono abbastanza piccoli e rimbalzano sulla superficie del corpo celeste imprimendogli il moto rotatorio dell’energia solare al corpo celeste stesso.

Le Fasi Lunari

 

La reale posizione della Luna rispetto il Sole

Per comprendere come la Luna viene colpita dal flusso d’energia proveniente dal sole (e che nella sua corsa già ha colpito il pianeta Venere) , dobbiamo considerare questo estratto dal documento “Prima Conferenza” di Alberto Tavanti amico e collaboratore di Pier Luigi Ighina :

Nella rivista “Scienza e vita” usci un articolo sulla verniciatura elettrostatica che sconvolse le mie convinzioni. I tecnici che avevano ideato questo tipo di verniciatura molto efficiente, non riuscivano tuttavia a rendersi conto di come avvenisse in pratica perché dall’imbuto polarizzato rotante ad alta velocità, la vernice veniva polverizzata per forza centrifuga e ne usciva come una fitta nebbia formata da minutissime goccioline elettrizzate, che impediva di vedere il modo in cui si depositavano sull’oggetto elettrizzato con una polarità contraria. Per riuscire a vedere al di là della nebbia avevano escogitato un sistema molto ingegnoso: calcolando il rapporto tra velocità di rotazione dell’imbuto e le dimensioni delle goccioline di vernice, avevano trovato la frequenza con cui far pulsare delle lampade stroboscopiche in modo da far passare la luce oltre la nebbia e cinematografare il processo in corso. Il risultato era sbalorditivo: l’oggetto da verniciare, che guarda caso era una grossa palla metallizzata, veniva ricoperto dalla vernice non cominciando dalla parte anteriore come sarebbe stato logico aspettarsi, ma da quella posteriore. Anzi, entro la nube di vernice antistante la facciata della palla si formava come un vuoto, come un cono d’ombra privo di vernice che si spostava intorno alla palla rimpicciolendosi man mano che la rotante nube di goccioline si avvolgeva intorno ad essa depositandosi con moto spiraliforme.

Quindi essendo il flusso proveniente dal sole come la “vernice” nell’esempio , e quindi la luce , aderirà prima sulla parte opposta al flusso , lasciando la parte direttamente esposta vuota.
Nel caso della Luna , è verosimile credere che sia proprio la parte nota come la sua “Faccia nascosta” ad essere esposta direttamente al flusso di energia proveniente dal sole.
La faccia nascosta è stata osservata da occhi umani per la prima volta dall’equipaggio dell’Apollo 8, nel 1968. L’astronauta William Anders così descrisse la visuale:
« La parte posteriore si presenta come se fosse un mucchio di sabbia in cui i miei figli hanno giocato per qualche tempo. È tutta picchiettata, senza definizione, solo un sacco di dossi e buche. »

La faccia nascosta della Luna

Esperimento russo con il plasma in condizione di assenza di Gravità (si viene a formare un vuoto) !ATTIVARE I SOTTOTITOLI!
Link : https://www.youtube.com/watch?v=kanYuBptuZ0

La reale funzione della Luna

Il flusso di energia proveniente dal sole , impattando contro la faccia nascosta della Luna , rende di fatto la Luna come (per fare un’analogia) una barriera di scogli che difende dall’erosione delle onde (il flusso solare) la spiaggia (nostro pianeta Terra).
In oltre la Luna crea un “sotto vortice” di energia solare che come centro ha il pianeta Terra , definendo la durata di un periodo terrestre in 24h.
(senza la difesa della Luna e il suo sotto vortice , la durata di un periodo terrestre arriverebbe a : Pediodo Luna (29 d 12 h 44,0 min) + Periodo Terra (1 d) = 30 d)

La Luna e le sue fasi

La Terra vista dalla Luna, visuale dall’allunaggio Apollo 11, appare come un punto fermo nel cielo : https://www.youtube.com/watch?v=m1KcqHyne5k

Consultare anche i seguenti articoli :

Calcolare la distanza dal sole con Ighina
Nascita della Luna: la riscossa dell’impatto gigante
Il Bacio della Luna : http://it.wikisource.org/wiki/Il_bacio_nella_Luna/Modi_per_trovare_le_due_teste

Impatto di un satellite giapponese sulla superficie lunare : https://www.youtube.com/watch?v=YNhTFZGBuBg

Gen 182013
 

Link Originale : http://www.lescienze.it/news/2012/10/18/news/formazione_luna_impatto_gigante-1316663/

Original Link : http://www.swri.org/9what/releases/2012/earth-moon-impact.htm

Nuove analisi e simulazioni al computer confermano l’ipotesi che il nostro satellite abbia avuto origine da un impatto fra due oggetti di massa planetaria, dissolvendo i dubbi sorti in seguito alla scoperta che la composizione geochimica della Luna è “troppo” simile a quella della Terra e apparentemente priva di tracce dell’altro corpo celeste

(così come riferito dagli scritti di Zecharia Sitchin)
Negli ultimi anni, la teoria secondo cui la Luna avrebbe avuto origine da un impatto della Terra con un altro corpo celeste è stata più volte messa in dubbio, tanto da richiedere, se non il suo abbandono, una profonda revisione. Ora tre nuovi studi, due pubblicati su “Science” e uno su “Nature”, indicano che il modello dell’impatto gigante non richiede veri stravolgimenti, ed è in grado di superare le difficoltà.

Nascita della Luna: la riscossa dell’impatto gigante
La luce riflessa dalla Terra illumina debolmente la faccia oscura della Luna in una rara immagine ripresa da Esfahan, Iran. (Cortesia M. Taha Ghouchkanlu).

Secondo la teoria dell’impatto gigante, proposta nella sua forma moderna a metà degli anni settanta, la Luna si sarebbe creata in uno scontro apocalittico tra un corpo planetario delle dimensioni approssimative di Marte, chiamato Theia (nella mitologia greca era la madre di Selene, la luna), e la Terra primordiale. L’enorme quantità di energia rilasciata nell’urto avrebbe fuso e vaporizzato Theia e parte del mantello della protoTerra. La Luna si sarebbe poi ricondensata a partire da questa nube di frammenti e vapori di roccia, di cui solo una piccola parte sarebbe rimasta sul nostro pianeta.

Questa idea guadagnò credito grazie al fatto che simulazioni al computer avevano mostrato che una collisione gigante avrebbe effettivamente potuto creare un sistema Terra-Luna con le giuste dinamiche orbitali e avrebbe spiegato alcune caratteristiche fondamentali delle rocce lunari.

Tuttavia, le successive analisi geochimiche delle rocce lunari evidenziarono dei problemi: la Terra e la Luna hanno la stessa composizione, mentre i modelli di impatto indicavano che avrebbero dovuto differire in modo sostanziale, poiché la Luna avrebbe dovuto essere composta prevalentemente da materiale originario di Theia.

I due nuovi studi su “Science” dimostrano invece che cambiando alcuni parametri nel modello di base l’incongruenza si supera. In un primo articolo, Matija Cuk e Sarah T. Stewart, del Dipartimento di scienze planetarie della Harvard University, hanno infatti mostrato che, partendo da una Terra dotata di una moto di rotazione più rapido di quello supposto nei precedenti scenari, un impatto gigante dotato di caratteristiche tali da erodere parte del mantello terrestre, avrebbe influito sulla formazione del pianeta e sui processi di convezione nel mantello, generando una nube di condensazione della Luna ben più “miscelata” e in grado di dar conto della somiglianza geochimica, mentre le interazioni gravitazionali fra il Sole, la Terra e la nuova Luna avrebbero portato, per la cosiddetta risonanza di evezione, a una riduzione del momento angolare del sistema Terra-Luna.

Nascita della Luna: la riscossa dell’impatto gigante
Simulazione di una collisione decentrata a bassa velocità di due proto-pianeti con una masa pari al 45 per cento e al 55 per cento di quella della Terra. Dopo l’impatto iniziale, i proto.pianeti tornano a collidere, si fondono e formano un pianeta di massa terrestre in rapida rotazione circondato da un disco proto-lunare di  circa 3 masse lunari povero di ferro. La composizione del disco e del mantello terrestre finale differenziato per meno dell’1 percento. (Cortesia Southwest Research Institute)

A un risultato analogo è arrivato anche Robin M. Canup del Southwest Research Institute a Boulder, in Colorado, mostrando con una simulazione che un impatto con un pianeta di dimensioni superiori a quelle finora considerate, paragonabili a quelle della stessa Terra, avrebbe dato origine a un disco protolunare e a un pianeta sostanzialmente con la stessa composizione. Un impatto di questo genere avrebbe anche prodotto un sistema dotato di un eccesso di momento angolare, ossia con una rotazione da 2 a 2,5 volte più rapida di quella attuale della Terra, che però potrebbe essere stato eliminato proprio attraverso i meccanismi individuati dalla ricerca di Cuk e Stewart.

Simulazione dell’impatto tra due corpi celesti e fusione in uno solo (Courtesy Southwest Research Institute)

Altra simulazione (Curtesy Robin M. Canup – http://www.boulder.swri.edu/~robin/ )

A confermare ulteriormente la teoria dell’impatto gigante viene infine anche l’articolo pubblicato su “Nature”, in cui sono riportati i risultati di un gruppo di ricerca della Scripps Institution of Oceanography della UC San Diego e della Washington University di St. Louis, che ha utilizzato uno spettrometro di massa di ultimissima generazione per analizzare la composizione isotopica di elementi volatili nelle rocce lunari ottenute durante quattro missioni Apollo e in meteoriti raccolti in Antartide.

Nascita della Luna: la riscossa dell’impatto gigante
Immagine in luce polarizzata di un frammento di roccia lunare (Cortesia J. Day) 

I ricercatori hanno scoperto che il suolo del nostro satellite è fortemente impoverito di zinco, “un potente tracciante della storia degli elementi volatili dei pianeti”, e di altri elementi simili. Questo ha portato a concludere che nella storia della Luna si sia verificato un evento di evaporazione su scala planetaria, piuttosto che eventi di evaporazione regionali a scale più piccole. “Come si fa a rimuovere tutte le sostanze volatili da un pianeta, o, in questo caso, da un corpo planetario?”, ha osservato James Day, che ha partecipato allo studio. “C’è bisogno di un qualche tipo di evento di fusione totale della Luna per fornire il calore necessario per far evaporare lo zinco.”

Link Originale : http://www.lescienze.it/news/2012/10/18/news/formazione_luna_impatto_gigante-1316663/
Original Link : http://www.swri.org/9what/releases/2012/earth-moon-impact.htm
Link sul sito agli scritti di Zecharia Sitchin che prevedono come la luna si sia formata da un’impatto.