Ott 072017
 
eliosfera

Tratto dal link origine : http://www.media.inaf.it/2017/04/26/eliosfera-con-o-senza-coda/

Uno studio presentato sulla rivista Nature Astronomy mette in crisi il modello secondo cui l’eliosfera, ovvero la bolla di influenza del campo magnetico solare, avrebbe una forma allungata, come la coda di una cometa. I dati indicano una forma simmetrica, dovuta probabilmente a un campo magnetico interstellare molto più intenso del previsto

Ulteriori informazioni: K. Dialynas et al. La forma bolla dell’elio- sfera osservata da Voyager e Cassini, Nature Astronomy (2017). DOI: 10.1038 / s41550-017-0115

Forma dell’eliosfera

Pare che il sistema solare sia circondato da un enorme campo magnetico di forma sferica dovuto alla presenza del Sole. A suggerirlo sono i dati raccolti dalla missione Cassini, dalle due sonde Voyager e dal satellite Interstellar Boundary Explorer (Ibex). I risultati sono in contraddizione con la teoria attualmente più accreditata, secondo cui la magnetosfera solare ha una forma oblunga, simile alla scia di una cometa. Il colpevole sarebbe il campo magnetico interstellare, molto più intenso di quanto previsto.

Il Sole emette un flusso costante di particelle, chiamato vento solare, che colpisce tutto il sistema solare, arrivando fino all’orbita di Nettuno. Tale vento crea una bolla, detta eliosfera, del diametro di circa 40 miliardi di chilometri. Per oltre 50 anni il dibattito circa la forma di questa struttura ha favorito l’ipotesi di una bolla di forma allungata, con una testa arrotondata e una coda. I nuovi dati coprono un intero ciclo di attività solare (11 anni circa) e mostrano che la realtà potrebbe essere molto diversa: l’eliosfera sembra avere entrambe le estremità arrotondate, assumendo una forma quasi sferica. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Astronomy.

Eliosfera

Grazie a una serie di dati provenienti dalle sonde Cassini, Voyager e Ibex, abbiamo scoperto che l’eliosfera potrebbe essere molto più arrotondata di quanto pensassimo. Questa illustrazione mostra un modello aggiornato. Crediti: Dialynas, et al.

«Al posto di una coda allungata abbiamo scoperto che l’eliosfera ha l’aspetto di una bolla, e questo a causa di un campo magnetico interstellare molto più intenso di quanto avessimo previsto», spiega Kostas Dialynas dell’Accademia di Atene, primo autore dello studio.

Oltre a esplorare Saturno e il suo sistema di anelli e satelliti, la sonda Cassini ha studiato anche il comportamento del vento solare, indagando in particolare ciò che accade alle sue estremità. Quando le particelle cariche provenienti dal Sole incontrano gli atomi di gas neutro del mezzo interstellare, lungo la vasta area di confine chiamata eliopausa, possono avvenire scambi di cariche, e alcuni atomi possono essere spinti verso il sistema solare e venire misurati da Cassini.

«La sonda Cassini è stata progettata per studiare gli ioni intrappolati nella magnetosfera di Saturno», dice Tom Krimigis della Johns Hopkins University, team leader per strumenti sulle sonde Voyager e Cassini, e coautore dello studio. «Non avremmo mai pensato di poter vedere e studiare anche i confini dell’eliosfera».

Poiché le particelle che compongono il vento solare viaggiano a velocità pari a frazioni della velocità della luce, i loro tragitti dal Sole all’eliopausa richiedono anni. Con il variare del numero di particelle, ovvero con la modulazione dovuta all’attività solare, occorrono anni perché questa si rifletta nella quantità di atomi misurati da Cassini. I dati recenti hanno mostrato qualcosa di inaspettato: le particelle provenienti dalla “coda” dell’eliosfera riflettono i cambiamenti del ciclo solare in modo molto simile a quelle provenienti dalla sua “testa”.

eliosfera

I dati raccolti dalle missioni della Nasa Cassini, Voyager e Ibex mostrano che l’eliosfera è molto più compatta e simmetrica di quanto pensassimo. L’immagine a sinistra mostra il modello supportato dai dati, mentre quella a destra mostra il modello a coda estesa, che era stato assunto come il più valido fino ad ora. Crediti: Dialynas, et al. (a sinistra); Nasa (a destra)

«Se la coda dell’eliosfera fosse allungata come quella di una cometa, gli effetti dovuti al ciclo solare dovrebbero apparire molto più tardi», spiega Krimigis. Dato che questo non accade, ma invece le tempistiche sono piuttosto simili, significa che, in direzione della coda, l’eliopausa si trova più o meno alla stessa distanza di quanto avviene per la testa. Dunque l’eliosfera deve avere una forma molto più simmetrica del previsto.

I dati raccolti dalle sonde Voyager hanno inoltre mostrato che il campo magnetico interstellare è più intenso rispetto alle stime fornite dai modelli. Questo significa che la forma arrotondata dell’eliosfera potrebbe essere dovuta all’interazione del vento solare con questo campo magnetico, che spingerebbe l’eliopausa verso il Sole. La struttura dell’eliosfera svolge un ruolo importante nel modo in cui le particelle provenienti dallo spazio interstellare, chiamate raggi cosmici, raggiungono il sistema solare interno, arrivando fino alla Terra.

Da consultare anche l’articolo presente su sito link : https://www.fortunadrago.it/2717/un-misterioso-nastro-intorno-il-nostro-sistema-solare/

Infinite Suns – Soli infiniti

Set 122017
 
Universo Magnetico

Tratto dal link origine : http://www.media.inaf.it/2017/08/28/impronta-magnetica-galassia/

Come un fossile testimone di un’era lontana, l’osservazione record a 5 miliardi di anni luce del campo magnetico di una galassia simile alla Via Lattea lascia pensare che il magnetismo galattico si sviluppi precocemente e rimanga stabile nel tempo, piuttosto che crescere e rafforzarsi progressivamente. L’articolo su Nature Astronomy.

Tanto tempo fa, in una galassia lontana lontana, si accese un campo magnetico che probabilmente ancora oggi aleggia immutato… Così potremmo sintetizzare la storia scientifica contenuta in un articolo appena pubblicato su Nature Astronomy, in cui un gruppo internazionale di ricercatori racconta di come abbia osservato il campo magnetico di una galassia a 5 miliardi di anni luce dalla Terra, la più distante in cui si sia mai rilevato un campo magnetico coerente.

link : http://www.dunlap.utoronto.ca/record-breaking-galaxy-five-billion-light-years-away-shows-we-live-in-magnetic-universe/

Un’osservazione che, secondo i ricercatori, permette di fare tutta una serie di congetture importanti su come si sia formato il magnetismo nell’universo e su come si evolva nel tempo. È stato infatti misurato un campo magnetico di forza e configurazione del tutto simili a quelle della nostra galassia, la Via Lattea, nonostante la galassia in oggetto sia ben 5 miliardi di anni più giovane. Questo dimostrerebbe che i campi magnetici si generano in un’epoca precoce della formazione galattica e che rimangono relativamente stabili nel tempo.

I campi magnetici galattici sono assai tenui, un milione di volte più deboli del campo magnetico terrestre, ma non per questo meno interessanti. «Il magnetismo è generato molto presto nella vita di una galassia da processi naturali, quindi quasi ogni corpo celeste è magnetico», commenta uno degli autori del nuovo studio, Bryan Gaensler dell’Università di Toronto. «L’implicazione è che per comprendere l’universo abbiamo bisogno di comprendere il magnetismo».

Studiare l’evoluzione dei campi magnetici galattici richiede osservazioni di galassie a diverse età, quindi a diverse distanze da noi. Ma queste osservazioni non sono agevoli, anche perché il campo magnetico non può essere rilevato direttamente, ma solo mediante “l’impronta magnetica” lasciata sulla luce che vi passa attraverso, un effetto denominato come rotazione di Faraday.

In questa immagine del telescopio spaziale Hubble appare la galassia di cui è stato rilevato il campo magnetico: è l’oggetto centrale, più debole, mentre i due punti luminosi ai lati sono proiezioni del quasar retrostante dovute all’effetto di lente gravitazionale. Crediti: Nasa

L’effetto Faraday è stato in questo caso utilizzato per l’osservazione di una lontana galassia, dietro alla quale si trova allineata un assai più distante e luminosa quasar. Grazie a questo fortuito allineamento, la luce della quasar diretta verso di noi passa attraverso il campo magnetico della galassia, raccogliendo l’impronta dell’effetto Faraday. Impronta svelata in questo caso da un grande radiotelescopio, la schiera di parabole G. Karl Jansky Very Large Array nel deserto del Nuovo Messico.

La schiera di radiotelescopi Very Large Array con cui è stata effettuata l’osservazione. Crediti: Nrao/Aui; Bob Tetro

«Nessuno veramente sa da dove viene il magnetismo cosmico o come è stato generato», conclude Gaensler. «Ma ora abbiamo un indizio importante, necessario per risolvere questo mistero, estratto dai reperti fossili del magnetismo presente in una lontana galassia miliardi di anni fa».

Per saperne di più:

Tratto dal link origine : http://www.media.inaf.it/2017/08/28/impronta-magnetica-galassia/

Da consultare l’articolo sull’ Universo Magnetico presente sul sito : https://www.fortunadrago.it/2744/universo-magnetico-primer-fields/

Categoria = Magnetismo presente sul sito link : https://www.fortunadrago.it/category/magnetismo/

Lug 122017
 

Tratto dal link originale : http://www.ucl.ac.uk/mathematical-physical-sciences/maps-news-publication/saturn-sun-magnetic-rope

Collegamento magnetico in serie tra il sole ed i pianeti

La struttura di campo magnetico torcente, precedentemente mai osservata prima su Saturno, è stata rilevata per la prima volta, usando la strumentazione costruita presso UCL e Imperial College.

Quando il campo magnetico del Sole interagisce con il campo magnetico della Terra (la magnetosfera), si verifica un processo complesso chiamato riconnessione magnetica che può ruotare il campo in forma elicoidale.

Questi campi magnetici a spirale con struttura a spirale sono chiamati funi di flusso o “eventi di trasferimento del flusso” (FTE) e sono osservati sulla Terra e ancora più comunemente su Mercurio. Le condizioni che consentono di generare una FTE in un pianeta peggiorano con la distanza dal Sole, tuttavia sono state osservate in tutti i pianeti verso Giove.

L’osservazione di questo fenomeno con Saturno è stato inafferrabile. Sono state intraprese ricerche per trovare un FTE con la nave spaziale Cassini della NASA, senza successo. Fino ad ora….

La navicella Cassini è stata in orbita intorno a Saturno dal 2004, e dopo molti anni analizzando i dati raccolti, Cassini ha osservato la prima FTE con Saturno. La firma magnetica osservata è stata confrontata con successo rispetto a quella di un modello per dimostrare che Cassini ha effettivamente osservato una corda di flusso in questa gigantesca magnetosfera e che l’astronave passava vicino al centro della struttura. Si calcola inoltre che la fune di flusso potrebbe essere di larghezza fino a 8.300 chilometri.

“Contrariamente alle idee precedenti sulla magnetosfera di Saturno a differenza della sua controparte terrestre, questi risultati rivelano che Saturno a volte si comporta e interagisce con il Sole nello stesso modo della Terra”

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Jamie Jasinski, UCL Space e fisica climatica laureato in PhD ora con sede presso l’Università del Michigan e autore principale del nuovo articolo pubblicato in Geophysical Research Letters. Si calcola inoltre che la fune di flusso potrebbe essere di larghezza fino a 8300 chilometri.

Ciò non solo mostra che la riconnessione magnetica si verifica con Saturno ma anche che il campo magnetico di Saturno può interagire a volte con il Sole in modo molto simile a quello della Terra.

L’analisi è stata completata usando uno spettrometro di particelle costruito a UCL e un magnetometro costruito presso l’Imperial College, entrambi a bordo della nave spaziale NASA Cassini.

La missione di Cassini terminerà nel novembre del 2017, quando la nave spaziale verrà fatta precipitare nel pianeta per studiarlo, prima di disintegrarsi nella fitta atmosfera di Saturno.

Tratto dal link originale : http://www.ucl.ac.uk/mathematical-physical-sciences/maps-news-publication/saturn-sun-magnetic-rope
(Tradotto con google, traduzione rivisitata)

Un’energia spaventosa, di un’immensa potenza ed inarrestabile!
Un flusso abbondante e continuo che impregna l’intero sistema solare da milioni e milioni di anni.

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=qWlmz0K5Vwc

Pier Luigi Ighina : Prospetto della massa precipitante

Dall’allegato numero 26 del C.I.S.M. datato Luglio 1976 si può visualizzare questo prospetto :

Mag 102017
 

Original link : https://phys.org/news/2017-05-space-weather-simulates-solar-storms.html

(Tradotto con Google, traduzione rivisitata)

CME Stealth

Il nostro sole in continua evoluzione espelle continuamente materiale solare nello spazio. I più grandi tali eventi sono enormi nuvole che eruttano dal sole, chiamate espulsioni di massa coronale, o CME. Queste tempeste solari spesso al primo posto con una sorta di avvertimento del flash luminoso di un solar flare, una raffica di calore o di una raffica di particelle energetiche solari. Ma un altro tipo di tempesta ha lasciato perplessi gli scienziati per la sua mancanza di segnali di pericolo tipici: Essi sembrano venire dal nulla, e gli scienziati li chiamano CME stealth.

Differenze tra solar flare (brillamento solare) ed eruzioni di massa coronale CME by NASA

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=TWjtYSRlOUI

Ora, un team internazionale di scienziati, guidati dal laboratorio spaziale Scienze presso l’Università della California, Berkeley, e finanziato in parte dalla NASA, ha sviluppato un  che simula l’evoluzione di queste furtive  . Gli scienziati hanno invocato le missioni NASA STEREO e SOHO per questo lavoro, per una messa a punto del loro modello fino a quando le simulazioni saranno abbinate alle osservazioni spaziali. Il loro lavoro mostra come un lento, silenzioso processo può inaspettatamente creare una massa contorta di campi magnetici sul sole, che poi si stacca via dal sole ed accelera nello spazio, il tutto senza alcun preavviso.

Rispetto alle CME tipiche, che scoppiano dal sole veloce come 1800 miglia al secondo, le CME furtive (Stealth) si muovono ad una sconnessa andatura tra i 250 a 435 miglia al secondo. Che è approssimativamente la velocità del vento solare più comune, il flusso costante di particelle cariche che fluisce dal sole. A quella velocità, le CME Stealth non sono in genere abbastanza potenti per scatenare grandi eventi meteorologici spaziali, ma a causa della loro struttura magnetica interna possono ancora causare lieve a moderati disturbi al  magnetico terrestre.

Per scoprire le origini delle CME Stealth, gli scienziati hanno sviluppato un modello di campi magnetici del sole, simulando la loro forza ed il movimento nell’atmosfera del sole. Decisivo per il modello è la rotazione differenziale del sole, il che significa diverse regioni sul sole che ruotano a velocità diverse. A differenza della Terra, che ruota come un corpo solido, il sole ruota più velocemente all’equatore di quanto non faccia ai poli.

Il modello mostra che la rotazione differenziale provoca campi magnetici nel sole che si allungano e diffondono a velocità diverse. Gli scienziati hanno dimostrato questo processo costante genera energia sufficiente per formare CME furtive nel corso di circa due settimane. La rotazione del sole sottolinea sempre le linee del  nel tempo, alla fine li orditura in una bobina tesa di energia. Quando la tensione è cresciuta abbastanza, la bobina si espande e scatta via in un enorme bolla di campi magnetici intrecciati senza nessun preavviso, quindi la CME Stealth abbandona tranquillamente il sole.

L’evoluzione di un CME Stealth in questa simulazione. rotazione differenziale crea una massa contorta di campi magnetici sul sole, che poi si stacca ed accelera nello spazio. L’immagine del sole è da STEREO della NASA. linee colorate rappresentano linee di campo magnetico, ei diversi colori indicano in cui gli strati di atmosfera del sole hanno origine. Le linee bianche diventano stressati e formano una spirale, eventualmente in eruzione dal sole. Credit: NASA Goddard Space Flight Center / ARMS / Joy Ng,

 

Tali modelli di computer possono aiutare i ricercatori a capire meglio come il sole colpisce lo spazio vicino alla Terra, e, potenzialmente, migliorare la nostra capacità di prevedere tempo, come avviene per la nazione dalla National Oceanic Atmospheric Administration degli Stati Uniti e. Un documento pubblicato nel Journal of Geophysical Research il 5 novembre 2016, riassume questo lavoro.

Original link : https://phys.org/news/2017-05-space-weather-simulates-solar-storms.html

La progressione di un’eruzione solare CME in 5 passi by NASA

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=-tdRTn2lwng

Una Recente attività solare dal 18 Aprile 2017

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=qWlmz0K5Vwc

Apr 262017
 

Interamente tratto dal link (e successivi) : https://www.nikonschool.it/experience/colore-melis.php
A cura di: Marcello Melis

Inizia, con questo, una serie di articoli dedicati al colore, alla colorimetria, al Color Management, alla gestione dei profili di colore standard (ICC), ed ai controlli di colore specifici, applicabili sulla fotocamera, in fase di ripresa, o tramite software in fase di fotoritocco.
In questo primo eXperience proveremo a trasportare il Lettore attraverso il ripido percorso che parte dalla natura elettromagnetica della luce ed arriva alla moderna colorimetria che guida e governa tutta la fotografia digitale.
Troveremo risposte a domande come “cosa è la luce?”, “cosa è il colore?”, “è possibile identificare un colore in modo univoco?”, “come viene tradotto un colore dall’occhio?”.

La Luce

Va subito detto che la luce, che sia bianca o che sia colorata, è sempre una composizione di radiazioni elettromagnetiche che hanno esattamente la stessa natura delle onde radio, delle microonde, dei raggi X o dei raggi Gamma. Un’onda elettromagnetica è caratterizzata principalmente dalla propria frequenza di oscillazione. La frequenza si misura in hertz, cioè in oscillazioni al secondo.

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Fig. 1: Propagazione di un’onda.

Partendo dalle basse frequenze ed esplorando tutto lo spettro elettromagnetico, incontriamo per prime le onde radio che vanno da qualche chilohertz (KHz, migliaia di oscillazioni al secondo) a qualche centinaio di megahertz (MHz, milioni di oscillazioni al secondo), poi troviamo le microonde nell’intervallo che va da qualche gigahertz (GHz, miliardi di oscillazioni al secondo) a molte decine di GHz, di seguito ci sono gli infrarossi, che cominciamo a percepire con i nostri sensi sotto forma di radiazione proveniente da una fonte di calore come ad esempio una stufa o un termosifone, poi finalmente la strettissima banda della luce visibile, di cui parleremo in modo dettagliato dopo, ed a seguire le radiazioni ultraviolette, i raggi X ed infine i raggi Gamma.

A partire dalle radiazioni nella banda degli infrarossi e per frequenze crescenti, un’onda elettromagnetica viene più comunemente caratterizzata attraverso la sua lunghezza d’onda piuttosto che attraverso la sua frequenza.

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Fig. 2: Spettro Elettromagnetico.

La lunghezza d’onda è lo spazio percorso da una radiazione nel tempo di durata di un singolo ciclo. Un’onda elettromagnetica percorre quasi 300.000 km in un secondo; un’onda radio ad esempio con frequenza di 300 Khz avrà quindi una lunghezza d’onda pari ad 1 Km (Onde Lunghe). In formule L=V/F dove L è la lunghezza d’onda, V la velocità di propagazione ed F la frequenza.

Le lunghezze d’onda delle radiazioni nell’infrarosso, nel visibile e nell’ultravioletto hanno dimensioni che vanno da centinaia di micrometri (1 μm = 1 milionesimo di metro) a decine di nanometri (1 nm = 1 miliardesimo di metro, 1μm =1000nm).
Lo spettro degli infrarossi (IR) è molto ampio ed a seconda della disciplina scientifica viene classificato in vari modi. La classificazione DIN/CIE, di interesse fotografico distingue tre bande: IR-A (700nm-1.4μm), IR-B (1.4μm-3μm) e IR-C (3μm-1000μm).
Lo spettro del visibile (VIS) si estende da 700nm a 400nm.


Fig. 3: Lo Spettro Visibile.

Lo spettro degli ultravioletti (UV) viene suddiviso in UV-A (400nm-315nm), UV-B (315nm-280nm) e UV-C (280nm-10nm).

Una fotocamera digitale standard ha in genere una sensibilità spettrale che copre la banda del visibile e mantiene una sensibilità residua, molto bassa, nella banda IR-A (ma questo dipende molto da marca, modello e generazione).
Fotocamere digitali modificate alle quali, cioè, è stato rimosso il filtro IR-cut che elimina l’infrarosso e gli UV, conservano una sensibilità simile a quella che hanno nel visibile, fino a lunghezze d’onda di 800-900nm. Questa variante delle fotocamere digitali trova largo impiego in molti campi disciplinari sia scientifici che artistici, come quelli documentati, ad esempio, su queste pagine con i precedenti eXperience Fotografia digitale infrarossa, l’ultima frontiera e Riflettografia nell’Infrarosso con Reflex Nikon.
Sorgenti e composizione spettrale

Una sorgente di luce in generale è composta da radiazioni a diverse frequenze e può venire caratterizzata attraverso il suo così detto spettro di emissione che è un grafico (o tabella) che indica, per ogni lunghezza d’onda, l’intensità di radiazione emessa.
Possiamo distinguere diversi tipi di spettri associati alle relative sorgenti:

  • spettri monocromatici: sono gli spettri tipici delle sorgenti laser. Tutta l’energia è concentrata intorno ad una unica lunghezza d’onda.

    Spettro Monocromatico
  • spettri a righe: sono l’unione di più spettri monocromatici separati da zone senza energia. Sono tipici della materia rarefatta, come i gas, portata ad eccitazione da qualche fonte di energia. Le righe corrispondono ai salti di energia che fanno gli elettroni degli atomi assorbendo e cedendo energia.

    Spettro a Righe
  • spettri a banda stretta nei quali tutta l’energia è concentrata in una zona molto piccola di spettro e che sono tipici delle sorgenti LED.

    Spettro a Banda Stretta
  • spettri continui che presentano ampie zone continue di spettro con valori di energia consistenti, tipici delle sorgenti ad incandescenza ed in generale delle sorgenti tipo corpo nero.

    Spettro Continuo

Le sorgenti di luce di gran lunga più comuni sono quelle che presentano uno spettro di radiazioni continuo. Appartengono a questa classe tutte le sorgenti che producono luce attraverso il raggiungimento di alte temperature come le lampade ad incandescenza, le lampade ad arco e lo stesso Sole che ci fornisce illuminazione ed energia. Queste ultime sorgenti rispondo ad una legge fisica che va sotto il nome di emissione da corpo nero.

Una sorgente particolare: il corpo nero

Un tipo di sorgente di luce particolare è quello che si ha quando un corpo raggiunge temperature molto elevate, tanto da diventare incandescente. I fisici chiamano questo tipo di emissione, emissione da corpo nero, ed hanno sviluppato, in particolare il fisico tedesco Max Plank, un modello matematico che prevede la composizione di frequenze ed ampiezze delle varie radiazioni emesse da un corpo a seconda della temperatura cui viene portato il corpo stesso. All’aumentare della temperatura la lunghezza d’onda media emessa diventa sempre più corta ed ad un certo punto la radiazione entra nella banda di radiazioni visibili all’occhio umano. La temperatura a cui inizia a diventare visibile il corpo nero è di circa 1.000 Kelvin (la temperatura in kelvin è uguale a quella in gradi centigradi aumentati di 273.16). A queste temperature il corpo nero appare rossastro. All’aumentare della temperatura il colore si sposta verso il giallo fino ad arrivare al bianco ad una temperatura intorno ai 6.000 kelvin. Aumentando ancora, cioè dai 7.000 kelvin in su, il colore comincia a diventare azzurro e poi blu.

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Fig. 8: Corpo Nero a 2000K.
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Fig.9: Corpo Nero a 2000K.
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Fig. 10: Corpo Nero a 3200K.
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Fig. 11: Corpo Nero a 6500K.
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Fig. 12: Corpo Nero a 10000K.
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Fig. 13: Corpo Nero a 15000K.

Nelle figure sopra, sono mostrati gli spettri emessi dal Corpo Nero al variare della temperatura in kelvin. La forma della distribuzione rimane simile a tutte le temperature, quello che cambia è la posizione e l’altezza del picco che si sposta verso sinistra attraversando lo spettro visibile. Guardando la banda del visibile si vede come al variare della temperatura variano i rapporti di altezza tra i vari colori, cosa che giustifica la variazione di colore complessiva che assume la luce.
Sole, Atmosfera e spettro risultante

Il fatto che intorno ai 6.500 kelvin la luce emessa dal corpo nero ci appaia bianca dipende dal fatto che questa è proprio la temperatura di colore del Sole che, in quanto unica fonte di luce disponibile durante l’evoluzione della vita sulla Terra, per noi è la sorgente di luce naturale di riferimento, e quindi bianca (neutra). In realtà tra l’emissione di corpo nero a 6.500 kelvin e lo spettro di luce del sole (illuminante Daylight D65) ci sono differenze dovute a due cause: il Sole non è un corpo omogeneo (non è un vero corpo nero teorico) ed ha una “superficie” sede di fenomeni estremamente complessi che alterano lo spettro; tra Sole e Terra si interpone l’atmosfera che funziona da filtro ed assorbe le radiazioni in modo diverso a seconda della lunghezza d’onda.

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Fig. 14: Illuminante D65 e Corpo Nero a 6500K.

Misura dello spettro: Monocromatori e Spettroradiometri

Una sorgente di luce è quindi generalmente fonte di radiazioni che contengono molte lunghezze d’onda. Utilizzando un particolare strumento, detto monocromatore, è possibile selezionare dalla sorgente solo le radiazioni che cadono in una banda stretta intorno ad una specifica lunghezza d’onda ed ottenere quindi, a valle della sorgente e del monocromatore, una luce monocromatica.

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Fig. 15: Monocromatore.

Nella Fig. 15 viene descritto uno dei possibili schemi di monocromatore. La luce della sorgente A entra dalla fessura d’ingresso B e viene collimata (fuoco all’infinito) sul reticolo di dispersione D. La luce dispersa raggiunge lo specchio E e da questo viene focalizzata sul piano d’uscita F, In F quindi si forma l’immagine della fessura B, ma questa immagine è scomposta nelle componenti cromatiche. La purezza della luce G (cioè la sua monocromaticità) dipende dalla dimensione della fessura d’uscita F dalla quale dipende direttamente la larghezza di banda di G.

Uno spettroradiometro svolge la funzione di misurare l’intensità della radiazione al variare della lunghezza d’onda. Le tecnologie utilizzate per la costruzione di uno spettroradiometro sono simili a quelle di un monocromatore, perché in entrambi i casi è necessario separare le diverse componenti in frequenza della sorgente di luce disponibile.

La misura dello spettro può avvenire in due differenti modi: sequenziale o parallelo.
Nella misura sequenziale si dispone di un sensore (una fotocellula) in grado di trasformare la luce che lo colpisce in segnale elettrico. Questo sensore viene posto in una posizione analoga a quella della fessura F del monocromatore e viene utilizzato per misurare l’intensità della radiazione al variare della posizione del reticolo di diffrazione facendo così la scansione di tutto lo spettro.
Nel sistema parallelo viene posto un sensore di immagine (lineare o bidimensionale) in posizione analoga alla fessura F, ma direttamente esposto a tutta l’immagine prodotta dalla lente E. Sul sensore si forma quindi “l’arcobaleno” di colori proveniente dalla griglia di dispersione, ed ogni pixel o fila verticale di pixel, misurerà l’intensità di radiazione di un colore specifico.

Una caratteristica importante di uno spettroradiometro è la risoluzione, ovvero la differenza di lunghezza d’onda minima che lo strumento riesce a distinguere. La Fig. 16 mostra uno spettro misurato con uno strumento a risoluzione di 10 nm (Eye-One Pro con software Babel Color). La Fig. 17 mostra uno spettro a banda strettissima (laser) misurato con uno spettroradiometro a risoluzione di 1.5 nm (SphereOptics con software proprietario). È evidente come la misura del secondo spettro con il primo strumento avrebbe portato ad una misura troppo grossolana per apprezzare la dimensione della banda.

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Fig. 16: Spettro a picchi di una lampada a basso consumo.

Irradianza spettrale di sorgente Laser misurata
con spettroradiometro (microwatt /( cm^2*nm)).

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Curve di sensibilità spettrale

Se vogliamo caratterizzare dal punto di vista spettrale un dispositivo sensibile alla luce, abbiamo bisogno di tracciare la sua curva di sensibilità spettrale.
È possibile ottenere questo in modi diversi, uno dei quali, tra i più precisi, richiede l’uso congiunto di una sorgente di luce ad ampio spettro, di un monocromatore e di uno spettroradiometro.
La procedura consiste nell’esporre il sensore ad una sequenza di stimoli monocromatici (sorgente + monocromatore). Ad ogni stimolo, cioè per ogni lunghezza d’onda impostata sul monocromatore, viene misurata con lo spettroradiometro l’energia spettrale “vista” dal sensore, ed allo stesso tempo viene registrato il valore numerico fornito dal sensore in risposta a quello stimolo.
Il rapporto tra il valore numerico prodotto dal sensore e l’energia raccolta dallo stesso, per ogni lunghezza d’onda, determinerà la sensibilità spettrale del sensore.

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Fig. 18: Sensibilità spettrale Nikon D700 senza Filtro IRcut.

La Fig. 18 mostra la sensibilità di una fotocamera Nikon D700 priva del filtro di blocco degli IR e degli UV. Come si può notare la sensibilità della fotocamera si estende fino ad oltre i 900nm. In questo caso abbiamo tre curve di sensibilità perché i photo-site (pixel) del sensore sono coperti dalla matrice di Bayer costituita da una scacchiera di filtri rosso verde e blu, e di conseguenza è necessario misurare la sensibilità spettrale per ciascun tipo di filtro.
Curve di trasmittanza spettrale

Altro uso che si può fare di una strumentazione come quella descritta è la misura della trasmittanza spettrale. La trasmittanza spettrale è una curva che assume valori compresi tra 0 ed 1 (dallo 0% al 100% di segnale trasmesso) in funzione della lunghezza d’onda. Un filtro colorato, ad esempio, presenterà una trasmittanza spettrale caratteristica che ne determinerà il colore.
La trasmittanza è semplicemente la quantità di luce che viene fatta passare dal filtro in funzione della lunghezza d’onda. Per determinarla, prima si misura lo spettro di emissione di una sorgente di luce ad ampio spettro, e poi si misura lo spettro di emissione della stessa lampada ma visto attraverso il filtro. La seconda misura diviso la prima, lunghezza d’onda per lunghezza d’onda, fornirà la trasmittanza spettrale.

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Fig. 19: Trasmittanza Filtro IRcut di una Nikon D300.

Sensibilità spettrale dell’occhio

Sulla Terra la fonte di luce primaria è sempre stata il Sole. Il Sole ha uno spettro di emissione che raggiunge valori massimi tra i 400 ed i 700nm, con un picco a 555nm. La vita sulla Terra si è dunque sviluppata ed adattata a questa sorgente di luce. Infatti lo spettro visibile per l’Uomo coincide proprio con la banda da 400 a 700nm e la sensibilità massima si ha proprio a 555nm.


Fig. 20: Sensibilità alla luce diurna (efficienza fotopica).

La Fig. 20 mostra la curva complessiva di sensibilità dell’occhio alla luce diurna. Questa è una curva di efficienza che traccia la sensibilità dell’occhio a prescindere dai colori. È stata misurata anche una curva analoga, ma relativa alla visione notturna (scarsità di luce). Questa seconda curva ha la stessa forma ma il culmine è spostato verso sinistra, verso il blu.
Radiometria vs Fotometria

La curva di sensibilità fotopica, detta anche curva di efficienza V(λ), dove λ indica la lunghezza d’onda, è l’anello che mette in corrispondenza le misure radiometriche con le misure fotometriche.
Le misure fotometriche, qualunque esse siano, sono sempre riferite al campo di sensibilità dell’occhio. Una misura fotometrica parte da una misura radiometrica che viene moltiplicata lunghezza d’onda per lunghezza d’onda per la curva di efficienza V(λ), oltre che per altri fattori di scala. Qualsiasi misura fotometrica, quindi, effettuata in una zona di spettro elettromagnetico esterna al visibile, risulterà nulla.

Sensibilità spettrale dell’occhio: coni e bastoncelli

La retina, cioè la parte sensibile dell’occhio umano, è costituita da 4 tipi di sensori: i bastoncelli e tre tipi di coni.


Fig. 21: Sezione di Retina con Bastoncelli, Coni e primi strati di neuroni.

I bastoncelli sono responsabili della visione scotopica, ovvero della visione notturna o in situazioni di carenza di luce. I bastoncelli non sono in grado di distinguere i colori e sono organi ad alta sensibilità con uno spettro di sensibilità che copre tutto il visibile. La sensibilità dei bastoncelli è di mille volte superiore a quella dei coni e ci permette la visione notturna. La sensibilità scotopica, cioè quella notturna, coincide quindi con la sensibilità dei bastoncelli, mostrata in Fig. 22


Fig. 22: Sensibilità in luce notturna (Scotopica).

In luce diurna, invece, la visione è a carico dei coni che mostrano una sensibilità più bassa dei bastoncelli, ma selettiva rispetto alle lunghezze d’onda della luce. I coni sono di tre tipi, differenziati rispetto alla banda di sensibilità (blu, verde e rosso) come mostrato in Fig. 23.


Fig. 23: Curve di sensibilità dei tre tipi di coni.

La conseguenza più evidente derivante dalla fisiologia dell’occhio, consiste nel modo in cui l’occhio interpreta lo spettro di una emissione che cade nel campo visibile. Lo spettro viene “pesato” secondo le tre curve di sensibilità di Fig. 23 producendo tre stimoli nervosi proporzionali all’intensità della radiazione nelle tre zone di sensibilità dei coni. In altre parole uno spettro, che fisicamente potrebbe essere rappresentato da decine di valori (l’intensità misurata ad un certo passo di lunghezza d’onda) viene ridotto a solo tre valori.
Questo passaggio è fondamentale perché è quello su cui si basa l’intero settore dell’imaging digitale come lo conosciamo oggi.
Va subito evidenziato che due spettri che producono la stessa terna di stimoli nell’occhio, non sono necessariamente due spettri uguali. I due spettri appaiono uguali solo all’occhio umano, e per questo vengono anche detti metamerici. Il fenomeno è mostrato nelle Fig. 24, Fig. 25 e Fig. 26.
L’uguaglianza di stimolo non garantisce l’uguaglianza di spettro, e questo è il fenomeno grazie al quale possiamo indurre in un osservatore la sensazione di qualsiasi colore, utilizzando solo tre sorgenti di luce a banda stretta, opportunamente miscelate. Da qui tutta la tecnologia dei dispositivi di riproduzione del colore, come gli schermi video, che sono composti da matrici di elementi, ognuno dei quali contiene tre sorgenti di colore, in genere rosso, verde e blu.


Fig. 24: Spettro di lampada a basso consumo.

Fig. 25: Spettro di lampada ad incandescenza.


Fig. 26: Uguaglianza metamerica dei due spettri.

Colorimetria

Partendo dalle osservazioni sulla visione fisiologica, si è sviluppata la Colorimetria moderna. Nel corso della storia, ed in particolare nell’ambito sia della Scienza che delle Belle Arti, diversi personaggi illustri hanno messo a punto sistemi di classificazione dei colori. La colorimetria moderna, muovendo dalla fisiologia e da trasformazioni matematiche, ha messo a punto sistemi di riferimento colorimetrici assoluti che permettono di definire in modo univoco qualsiasi colore.
In particolare la CIE (comitato internazionale per l’illuminazione) ha stabilito sin dal 1931 le curve di sensibilità standard partendo dalle misurazioni delle curve di sensibilità di un campione di persone. La conoscenza delle curve di sensibilità dell’essere umano permette di stabilire le relazioni tra colori che appaiono ai nostri occhi, al di là del metamerismo. Nei vari passaggi di colore tra un dispositivo ed un altro, se si riesce a mantenere costante la sensazione di colore, anche se gli spettri effettivi dell’emissione luminosa cambiano, abbiamo raggiunto lo scopo di mantenere la fedeltà di colore apparente, che è quella che interessa dal punto di vista dell’imaging digitale.
A partire dalle curve di sensibilità misurate sull’uomo, la CIE ha derivato una terna di curve di sensibilità attraverso le quali qualsiasi colore viene identificato con tre coordinate all’interno di uno spazio di colore colorimetrico.
Questo spazio è chiamato XYZ e le curve di “sensibilità” corrispondenti (quelle che, dato uno spettro qualsiasi nel visibile, lo pesano restituendo i tre valori X, Y, e Z) sono quelle illustrate nella Fig. 27.
Queste curve non rappresentano, in realtà, la sensibilità di qualche cosa, ma derivano da opportune trasformazioni matematiche delle curve di sensibilità dell’occhio. Ad esempio la curva “verde”, cioè Y, coincide con la sensibilità fotopica, e restituisce direttamente la misura fotometrica della intensità della luce.


Fig. 27: Color Matching Functions CIE 31.

Qualsiasi colore, dunque, “visto” attraverso queste curve viene trasformato in una terna di valori nello spazio X,Y,Z. Se tracciamo il piano che passa per i valori unitari degli assi otteniamo un triangolo come in Fig. 28. Un colore qualsiasi, trasformato nella terna colorimetrica, è rappresentato da un punto Q in questo spazio. Il vettore che unisce l’origine al punto Q attraversa il triangolo in un punto q. Se misuriamo i valori XYZ di tutti i colori monocromatici dello spettro visibile (dell’arcobaleno), quello che viene fuori è la curva a forma di vela che si vede tracciata sul triangolo.


Fig. 28: Spazio colorimetrico XYZ.

Se schiacciamo l’asse Z sul piano XY otteniamo una nuova rappresentazione nella quale le coordinate XYZ sono trasformate in altre coordinate relative con la seguente formula:
x = X/(X+Y+Z), y = Y/(X+Y+Z), z = Z/(X+Y+Z)

In questo modo otteniamo una nuova rappresentazione grafica, detta Diagramma di Cromaticità, come illustrato in Fig. 29. In questo diagramma vengono rappresentate tutte le cromaticità visibili dall’occhio umano e di conseguenza qualsiasi colore trova una sua collocazione all’interno della zona a forma di vela. I confini della figura rappresentano i colori monocromatici, mentre la base, rettilinea, rappresenta tutte le combinazioni che si ottengono sommando i colori estremi dello spettro (rosso e blu) e quindi sono tutte le sfumature di magenta, colore non presente nello spettro della luce bianca.

Fig 29: Diagramma di Cromaticità (proiezione di XYZ su xy).

Questo diagramma gode di alcune proprietà molto interessanti, tra le quali le seguenti.
Presi due punti qualsiasi, la linea che unisce i due punti rappresenta tutte le possibili combinazioni dei due colori rappresentati da quei due punti.
Presi tre punti, che identificano un triangolo, qualsiasi colore all’interno del triangolo può essere generato (metamericamente) attraverso la combinazione dei colori rappresentati dai vertici del triangolo, in proporzioni equivalenti alla distanza del punto di colore dai vertici.
La seconda caratteristica è ben rappresentativa di quello che succede in un monitor, dove ogni colore viene prodotto per sintesi additiva di tre colori così detti primari, come mostrato in Fig. 30. Qua vengono indicate le coordinate cromatiche dei tre colori a sintesi (rosso, verde e blu), le coordinate cromatiche del bianco del monitor e la curva lungo la quale giacciono tutti i colori che si ottengono al variare della temperatura di colore.

Fig 30: Gamut di Monitor.

Conclusioni

Abbiamo visto in questo articolo tutti i passaggi necessari per rappresentare in modo univoco un colore.
Siamo partiti dallo spettro di un colore, così come viene trattato in spettroradiometria, abbiamo poi visto che l’occhio è dotato di organi (i coni) in grado di distinguere in qualche modo le varie parti dello spettro visibile, poi abbiamo visto la definizione ufficiale delle “curve di sensibilità” definite dalla CIE, meglio conosciute come Color Matching Functions, ed infine lo spazio colorimetrico XYZ.
Questo percorso di trasformazioni è la base del Color Management, ed è anche la base per comprendere e poi mettere in piedi un corretto work-flow nel lavoro di qualsiasi Fotografo o Grafico.

Apr 122017
 

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza).

Sole immoto

Negli scritti di Pier Luigi Ighina e nelle sue interviste spesso fa riferimento al fatto che la Terra è ferma e che viviamo in una riflessione di energia, che ci fa vedere le cose all’incontrario.

 

Adesso come si collega tutto ciò con quello che è scritto nella Bibbia :

Tratto da : http://labibbiatrastoriaescienza.blogspot.it/2015/12/il-sole-immoto.html

Giosuè cap 10
12 Fu allora che Giosuè parlava a Geova, il giorno che Geova abbandonò gli amorrei ai figli d’Israele, e diceva davanti agli occhi d’Israele: “Sole, resta immoto su Gabaon, E, luna, sul bassopiano di Aialon”.
13 Pertanto il sole rimase immoto, e la luna in effetti si fermò, finché la nazione poté far vendetta dei suoi nemici. Non è scritto nel libro di Iashar? E il sole stava fermo in mezzo ai cieli e non si affrettò a tramontare per circa un giorno intero.
14 E nessun giorno è stato come quello, né prima né dopo, in quanto Geova ascoltò la voce di un uomo, poiché Geova stesso combatteva per Israele.

Il Sole si fermò sopra la pianura e la Luna interruppe anch’essa il suo viaggiare, il giorno più lungo della storia dell’umanità si stava compiendo. Gli eserciti di Giosuè trucidarono le truppe nemiche che stavano fuggendo ed il tempo riprese a scorrere.

Ma a questo punto cosa succedeva dall’altra parte dell’emisfero terrestre ?
Succedeva l’esatto opposto, ovvero piombò nelle tenebre per un tempo corrispondente :

Raccontano le leggende azteche,di un giorno in cui la Terra piombò nell’oscurità più completa fatta eccezione per Teotihuacan dove continuò ad ardere una fiamma sacra. Allora in quel luogo si radunarono tutti gli dei e tentarono di spostare Sole e Luna,che erano immobili. A seconda delle diverse versioni della leggenda,venne lanciata una freccia o il dio del vento soffiò nel cielo.In ogni caso,il risultato fu che il Sole e la Luna ripresero il loro corso e la Terra fu salva. Gli Aztechi trassero da questa leggenda la nozione che il tempo si era fermato e che poi aveva ricominciato a scorrere, e dunque le piramidi di Teotihuacan vennero collegate idealmente al Sole e alla Luna.Queste leggende Azteche indicano con forza che le Piramidi de Sole e della Luna vennero costruite per ricordare il giorno in cui non ci fu il sorgere del Sole.

Se dunque a Canaan il Sole non tramontò per venti ore, nelle Ande per le stesse venti ore il Sole non sorse!
Questo fenomeno avvenne nel 1393 circa A.C. come citano le fonti…
i racconti non descrivono un arresto repentino del Sole (e della Luna), bensì una momentanea alterazione del movimento di rotazione della volta celeste.

Premessa

Premesso che : L’Energia positiva primordiale che proviene dal sole, nel suo incedere nello spazio è praticamente nulla (irrivelabile analogamente come in una camera oscura), essa si rivela solo quando impatta contro la materia di un corpo celeste, allora la luce diventa tale, calore, radiazioni etc.

Impatti o riflessi

In pratica la Terra come gli altri pianeti del sistema solare, non gira intorno al sole, quello che vediamo è solo l’impatto con l’energia solare, se non c’è impatto, non vediamo nulla.
Ma è più appropriato parlare piuttosto che di impatti, di riflessi come ne parlava Pier Luigi Ighina, infatti il risultato di un impatto con un corpo celeste, noi ne vediamo il riflesso e in quanto tale
sono soggetti ad inversioni (flip) sia verticali che orizzontali (dipende dalla natura del riflesso).

Camera oscura (Flip verticale)

(Inversione orizzontale ed inversione verticale)

Duran Duran The Reflex : https://www.youtube.com/watch?v=oDnNF5cHCdo

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=vBpxhfBlVLU

Terra stazionaria

Quindi ciò che vediamo sono riflessi che sono scaturiti dagli impatti, trascinati quindi dal vorticare dell’energia primordiale solare ne vediamo l’orbitare del corpo solare intorno al sole.
La natura quindi non sposta masse planetarie, che rimangono ben ferme al loro posto, ma solo il loro riflesso corrispondente.
Per questo motivo quando s’è avuto il transito del pianeta Venere nel 2012, la sua immagine ne è risultata “trasparente” al disco solare, poiché quello che vediamo non è la massa planetaria del pianeta, ma il suo impatto/riflesso.

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=d2-PVognJ94

La massa planetaria del pianeta, non è lì, ma seguendo il suo impatto visivo, compiremo un percorso orbitale (mai diretto) che ci consentirà di arrivare alla congiunzione dell’impatto con la massa planetaria stessa.

Andare al di fuori di questa rotta significa navigare nel vortice solare senza nessun tipo di riferimento, con l’inevitabile destino di finire prima o poi nel centro del vortice solare (nel sole).

Il meraviglioso inganno

Ma Pier Luigi Ighina parla anche di un effetto stroboscopico che crea l’alternarsi del giorno e della notte con il movimento di energia solare.
Ciò è spiegabile con la natura stessa della legge del ritmo (Gravità).
Infatti l’energia positiva (luminosa/Gialla/calda) proveniente dal sole, raggiunge il centro della Terra, dove si inverte in negativa (opaca/Blu/fredda) e risale alla superficie del pianeta per ritornare al sole.
Questo crea l’alternarsi pulsante tra luce (sole) e tenebre (sole nero), la cui frequenza mette in moto l’effetto stroboscopico di cui parla Pier Luigi Ighina.

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=pB4hFDZSn-I

Vivendo in questa riflessione di energia solare/terrestre ovvero luminosa/opaca abbiamo lo stabilizzarsi della forza di Gravità e il procedere dell’alternarsi pulsante del giorno/notte così come lo conosciamo.
Senza le tenebre saremmo ridotti come chi subisce gli interrogatori di terzo grado, con il riflettore (il sole) continuamente puntato contro senza nessuna difesa 24 ore su 24.

Il sole la nostra stella è l’unico corpo attivo di tutto il sistema solare, l’unico motore del sistema solare.

Da consultare anche : La Colla Magnetica (Universale)

Conclusioni

Oggi si cerca di dare spiegazioni su cosa sia la Gravità, tralasciando su cosa sia realmente la Materia e il legame tra di esse.
S’è arrivato a dire che la Gravità non esiste in quanto forza risultante o “effetto” vuoto!
Si ci ostina con la legge di gravitazione universale di Newton, ma i conti non tornano, e s’è inventata la Materia Oscura, l’Energia oscura o l’Universo olografico fino ad arrivare alla teoria di  Terra-piatta (in cui lo scrivente non crede).
Quello che credo è che la natura sia molto più semplice e che è l’essere umano a complicare il tutto.

Feb 102017
 

Tratto dal sito : http://www.astroceramica.it/terapia-cromoradionica.html

ENERGIA “VERDE NEGATIVO” E TERAPIA CROMORADIONICA O CROMOTERAPIA RADIONICA
di Andrea Fontana


Ecco come avvenne la scoperta del “VERDE NEGATIVO
“.
All’inizio del 1930 i ricercatori francesi Chaumery e De Belizal fecero degli studi di radioestesia fisica sui solidi ed esaminarono attentamente le radiazioni emesse dalla superficie di una sfera di legno
, posta sopra un supporto.

scan42



Constatarono che nei due vertici, alto e basso (chiamati Nord e Sud), risultavano esserci due energie opposte (negativa e positiva). Constatarono anche l’esistenza di due meridiani: uno “elettrico
“, l’altro “magnetico“, passanti per i due “poli” Nord e Sud.
Tracciarono una riga che divideva a metà la sfera, denominata “equatore”.
Studiando la parte superiore del meridiano magnetico (quello passante per la parte superiore dell’equatore), notarono che la superficie della sfera emetteva 7  ” vibrazioni-colore ” ripartite regolarmente a 1/6° di intervallo: in alto il violetto
; verso la sinistra dell’osservatore, andando verso il basso, l’indaco, l’azzurro, il verde +; verso la destra, andando verso il basso, trovarono vibrazioni speciali che solo in un secondo tempo capirono che appartenevano allo spettro invisibile.

 

sfera-colori
Parte superiore


Studiando la parte inferiore del meridiano magnetico (quello passante per la parte inferiore dell’equatore della sfera), captarono le vibrazioni del rosso
(polo sud), dell’arancio, del giallo, ed altre vibrazioni che non furono subito identificate perché anch’esse appartenenti allo spettro invisibile.

sfera-meridiano-magnetico
Parte inferiore
Decomposizione dello spettro in colori-raggi del Meridiano Magnetico.


Tra le emissioni appartenenti allo spettro invisibile
, che seguito furono bene identificate in infrarosso, nero, bianco, ultravioletto, suscitò il massimo interesse la radiazione diametralmente opposta all’emissione del Verde dello spettro visibile (verde positivo = V+) una vibrazione misteriosa collocata esattamente tra il bianco e il nero, con strane proprietà.
Sin dal 1934 questa emissione fu battezzata da Chaumery e De Belizal con il nome di VERDE NEGATIVO
, per la sua posizione opposta e contraria a quella del verde positivo.
I due ricercatori notarono un fatto importante e curioso: l’emissione dei colori dalla superficie della sfera in legno seguiva un ciclo lento, della durata di 24 ore. Ogni giorno, alla stessa ora, i due studiosi ritrovarono i punti di colore al posto giusto.
Questa variazione dei punti-colore è verosimilmente connessa con la posizione della Terra rispetto al Sole, o meglio con l’angolazione della luce proveniente dal Sole.
Da notare è che nella zona compresa tra il nero ed il bianco esistono importanti punti vibratori; ad esempio le stazioni radio ed i ripetitori radiotelevisivi interferiscono in una zona intermedia tra il Verde Negativo ed il bianco. I cavi di alta tensione (anche quelli ferroviari) sono su una frequenza vicina alla precedente.
L’acqua nel sottosuolo, in falda o in corrente emette una frequenza pericolosissima, captabile in una zona compresa tra il verde negativo ed il nero.
Ogni forma di radioattività, naturale o artificiale, emette vibrazioni lungo la frequenza del Verde negativo.
Il verde negativo è la vibrazione più corta e più potente dell’universo.
Parlando di essa De Belizal e Morel, nel loro testo “Fisica Micro-Vibratoria e forze invisibili“, l’hanno definita come l’onda tellurica che –dal centro della terra – si alza verso la stratosfera, portando con sè ogni vibrazione trovata lungo il suo cammino.
Quando si parla genericamente di “verde negativo” si sottintende una fascia di raggi radioattivi intensissimi, compresi tra l’infrarosso e l’ultravioletto.

sfera-dell-invisibile
Grafico con la gamma delle frequenze appartenenti alla sfera dell’invisibile, con gli irradiamenti secondari


La vibrazione del Verde Negativo
puro è la più importante, anche per specifici usi nelle terapie oncologiche del prossimo futuro.
Il ricercatore francese Enel fu il primo a intuire il rapporto fra le microvibrazioni e i tumori, ed ora, la possibilità di curare con tale sistema, è realtà.
Il Verde Negativo puro ha le seguenti proprietà:

  mummifica
, qualsiasi sostanza organica (carne, pesce, uova, fiori, ecc).
 sterilizza
, distruggendo i micro-organismi responsabili della putrefazione. Il fatto straordinario è che non è necessario che l’azione della vibrazione V- agisca a lungo: è sufficiente avere un testimone (ad esempio un pezzetto di carne) da irradiare, per trasmettere l’energia all’intero soggetto, anche se è distante oltre 500 Km.

Ma la cura a distanza non è nata in questo secolo, poiché ogni scoperta fatta non è altro che una riscoperta di conoscenze millenarie andate perdute o dimenticate.
La storia recente della cura a distanza risale ad oltre duecento anni fa, ad opera del cavaliere francese De Barberin, ufficiale d’artiglieria e seguace del grande Magnetizzatore Franz Anton Mesmer (già citato precedentemente).
Riferiamo quanto si scrisse circa le sue cure: “…il cavalier De Barberin si è spinto più lontano del Mesmer. Egli, che ha meglio conosciuto il principio in base al quale agisce, ha fatto spesso esperienze, le quali gli hanno rivelato che l’azione magnetica si faceva sentire a una distanza molto lontana; donde si può concludere che non ci sono limiti noti che possano circoscriverla, né ostacoli che essa non superi: il signor De Barberin e le persone che si sono esercitate secondo i suoi principi hanno magnetizzato più volte da un capo all’altro della città, e anche a varie leghe di distanza…”.
Questo accadeva intorno al 1780, a Lione.

Poiché è possibile sterilizzare a distanza, è anche teoricamente possibile ridurre un tumore, operando in un luogo molto distante dove vive l’ammalato, purché si abbia una particella della neoplasia da trattare.
I medici del XXI° Secolo opereranno in questo modo. Infatti, se usando il V- puro si mummificano i tessuti, con il V- non puro (ad esempio sulla frequenza ”alfa”) si cura il tumore senza mummificare. Nella misura in cui il malato guarisce ed il tumore si riassolve, si utilizza una emissione di V- sempre più lontana dalla frequenza pura e sempre più vicina al Nero.
La guarigione è possibile se il tumore è al primo stadio. Se il caso è disperato gli specialisti Chaumery e De Belizal raccomandavano comunque la terapia col Verde Negativo, per mummificare i centri nervosi, onde sopprimere la sofferenza e mummificare lentamente i tessuti, prolungando la vita del malato.
La vibrazione del V- è l’onda più corta e penetrante dell’universo, infatti i radioestesisti che hanno eseguito esperimenti con questa vibrazione, senza le opportune precauzioni, sono stati colpiti da ustioni simili a radiodermiti.
Ma, se non è utilizzata, questa vibrazione diventa un’onda morta.

Sfruttando le scoperte fatte sulla Sfera, Chaumery e De Belizal progettarono e costruirono un pendolo in legno dalle caratteristiche straordinarie, chiamato “PENDOLO UNIVERSALE“.
Il Pendolo Universale detiene al suo interno una particolare pila perpetua, senza la quale il Pendolo non sarebbe efficace.
Grazie agli studi di questi pionieri della TERAPIA CROMO-RADIONICA, abbiamo applicato le proprietà della “Ceramica” nella realizzazione di un Pendolo Universale, che ci auguriamo possa continuare l’opera dei suoi ideatori, fornito con le istruzioni d’uso originali (traduzione in Italiano).

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Tratto dal sito : http://centrolucenascente.blogspot.it/2012/11/verde-negativo.html

Verde Negativo

Verde Negativo.

V- questo sconosciuto e potente colore dello spettro dell’aura è il responsabile della maggior parte delle cefalee notturne del nostro paese. Vediamo allora di capirci qualcosa di più. Il Verde Negativo fu scoperto quasi per caso dal fisico Bovis durante un viaggio nella piramide di Cheope trovando decine di corpi di uccelli gatti e topi morti, rimasti intrappolati nei corridoi e stranamente mummificati. La scoperta lo indusse a ricreare in patria una piramide in scala e a collocarci all’interno dei cadaveri di gatti trovati per strada. L’esperimento riuscì ma non riusciva a spiegarsi tale fenomeno attribuendolo a una qualche forma sconosciuta di energia cosmica. Fu De Belizal altro fisico e ricercatore francese con la passione della Radiestesia a spiegare la causa della mummificazione delle carcasse all’interno della piramide Egizia. Grazie a dei pendoli  particolari in grado di captare le radiazione dell’aura delle forme geometriche (campo energetico che circonda ogni forma, vivente e non) riuscì a isolare dodici  emissioni  energetiche nel perimetro di una sfera corrispondenti per vibrazione ai colori dello spettro visibile e invisibile così distribuiti sull’aura:

Verde Negativo V-       Verde Positivo     V+

Nero                  N            Blu                    Bu

Infrarosso          IR           Indaco              I

Rosso                R            Viola                 Vi

Arancio            O            Ultravioletto     UV

Giallo               J              Bianco              Bc

Approfondendo il suo lavoro battezzò queste emissioni di colore “Onde di Forma”. Scoprì  inoltre che il colore attraversando l’equatore della sfera rimaneva tale ma cambiava di polarità; da qui la dicitura Verde Negativo poiché non ne esiste un colore simile in natura e così tutti gli altri. La cosa è molto complicata ma si può così riassumere:

l’onda di forma cambia di polarità in base all’orientamento magnetico ecco perché è importante orientare il letto con la testa a nord; tutte le emissioni  che tendono verso il sud passando per l’est e l’ovest sono tendenzialmente dannose per l’organismo. A sud si avrà l’emissione di Verde Negativo pura che ha caratteristiche disseccanti mummificanti e di scarica dell’energia con conseguente spossatezza di chi si trova investito dal suo influsso. Chaumery Il collega di de Belizal morì  mummificato in seguito alle lunghe esposizioni agli strumenti realizzati per studiare il Verde Negativo. In seguito De Belizal e il nuovo collega Morel riuscirono grazie a degli strumenti più precisi e sicuri a trattare e portare a guarigione persone ammalate di tumore al fegato inviando  V-  a orario e per breve tempo.

Nello schema qui riprodotto è resa visibile solo la componente energetica del Verde + che è il V- ma ogni colore ha la sua  carica negativa quindi a ogni colore naturale emesso dall’aura ne va considerato uno   con caratteristiche opposte. Il più dannoso in assoluto per in organismo vivente esposto alla sua influenza rimane senz’altro il Verde negativo emesso in gran quantità dalle geopatie, faglie, vene di acqua, giacimenti minerali, linee dell’alta tensione, nodi e incroci energetici. Un bel dilemma davvero. Per completare l’opera si ci è messa la moderna architettura con le gabbie abitative formate da sconsiderati intrecci di ferro e cemento che amplificano fortemente le Radiazioni Geopatiche. In questo senso si è mossa la moderna Radiestesia per cercare delle soluzioni idonee a preservare la salute anche in presenza di emissioni geopatogene impossibili da evitare. Sono nati così una miriade di equilibratori, compensatori, neutralizzatori di queste benedette Radiazioni Geopatiche e i loro risvolti negativi.

Piramide di Cheope

Piramide di Cheope.Un ricercatore di nome Bovis (l’ideatore del regolo di bovis per misurare le vibrazioni energetiche) negli anni cinquanta durante una visita guidata all’interno della piramide di Cheope si smarrì per qualche tempo nei corridoi adiacenti la tomba reale ed ebbe modo di osservare in tutta tranquillità cio che vi accadeva. Dalle pareti trasudava umidità  l’aria era pesante ma senza odori particolari e negli angoli dei corridoi giacevano diversi cadaveri di animali morti, tra cui ratti, uccelli e anche gatti, evidentemente entrati all’interno e incapaci di riguadagnare l’uscita. Incuriosito dal gran numerto di queste bestioline morte, si chinò per ossevarle da vicino alla fioca luce della torcia elettrica. Alcuni erano coperti di terriccio e ragnatele quindi dovevano essere li da gran tempo, li smosse e si rese conto che erano  perfettamente conservati, senza traccia di cattivo odore o putrefazione ne perdita di pelo. Ne trafugò uno nello zaino certo di aver fatto una scoperta a dir poco eccezionale.
Tornato in patria, esaminò il corpo del roditore in laboratorio e scoprì che era perfettamente mummificato. Animato da simile scoperta, si adoperò per realizzare una piramide in scala nel suo giardino, la struttura era realizzata in blocchi di pietra simili a quella di Cheope ed anche le varie misure la riproducevano fedelmente.
terminato di costruirla, prese a deporvi al suo interno carcasse di animali morti,  soprattutto gatti e topi a diversi stadi di decomposizione. Con sua grande soddisfazione il modello di piramide funzionava egregiamente. Qualche anno dopo nella repubblica Ceca un ricercatore registrò all’ufficio brevetti una singolarissima invenzione; un’affilatore di lamette da barba a forma di piramide di cheope, realizzato in cartone compresso. Quello fu l’inizio dell’era della piramide energetica. Il singolare inventore, scoprì che al terzo inferiore dell’altezza della piramide di cheope correttamente orientata a nord, si forma una formidabile concentrazione di energia. Identificata da De Belizal come verde negativo V- anche se nel brevetto si parla piuttosto di energia cosmica. Ma anche il pranoterapeuta riesce a mummificare della materia vivente Vedi  senza emettere V-. Ulteriori studi di De belizal dimostrarono che nella piramide vi sono molte forme di energia, molto simili al magnetismo e al Prana o ki, utilissime per intervenire sulla salute di una persona, legate ai colori e alla latitudine sul corpo della piramide.
Verso la metà degli anni 70 in America si diffuse la moda di utilizzare modellini di piramide colorati da mettere sotto la poltrona o il letto per ricaricarsi, rilassarsi, meditare, acuire le doti di telepatia o telecinesi ma anche per condurre esperimenti di mummificazione o conservazione.
Modellino adatto al settimo chakra
Unico neo, il modellino deve essere realizzato rispettando le misure alla perfezione altrimenti viste le dimensioni ridotte non funziona. Questo  in foto è particolarmente valido per sviluppare le facoltà latenti del settimo chakra ed equilibrare energeticamente i due emisferi del cervello e naturalmente per intervenire su tutte le problematiche legate a questo vitale centro energetico che ci collega al se superiore e al Divino. Questo modello posizionato sotto il letto all’altezza del cuscino regala lunghi sonni ristoratori ricchi di sogni lucidi di straordinario realismo. Ma soprattutto rilassa la mente e mette a tacere i pensieri disordinati e incontrollati dovuti ai vari bombardamenti subiti nell’arco della giornata. Altro uso di questo modellino comune a tutti gli altri è la mummificazione del basilico per consumarlo sempre fresco come appena colto; basta staccare le foglioline, lavarle delicatamente e asciugarle, dopo fare uno strato, una foglia vicino all’altra allineate sulla verticale nord/sud senza sovrapporle a coprire tutta la base e infine coprire con la piramide, se tutto va bene in sei giorni si avrà del basilico fresco da consumare anche dopo due anni di conservazione in sacchetti di carta senza avere il benchè minimo alteramento organolettico.E’ superfluo dirlo ma realizzo su richiesta modellini di piramide in cartoncino (max 30 cm di altezza) o bacchette di legno fino a un metro e cinquanta di altezza.

Da consultare anche il testo : “Barriera Magnetica” di G.B. Ferlini sullo studio ed orientamento di una piramide.

 

La barriera magnetica – G.B. Ferlini (ocr perfetto) by Marco Rossi on Scribd

Dettaglio sull’orientamento della piramide :

“Era necessario infatti per la piramide avere uno spigolo od un lato esattamente allineato
con il polo magnetico e gli altri tre spigoli o tre lati esattamente allineati
con gli altri tre punti della bussola.
Lo spigolo od il lato allineato con il polo magnetico doveva corrispondere di massima
con la stella polare e questa operazione la potevamo fare evidentemente soltanto la sera
al buio” (G.B. Ferlini)

Orientamento Piramidi :

Piramidi_Giza_Nord_Magnetico

Recente termografia sulla piramide di Cheope :

piramide_giza_-640x360

Bolla platonica del tetraedro, mostra il disporsi all’interno delle lamine saponose secondo il principio di minima superficie (corrisponde con il centro focale dell’energia) :

Bolla_platonica

Foto tratta dall’articolo “Rifrazione Sferica” link : https://www.fortunadrago.it/5674/rifrazione-sferica/

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Una foto fortuita mostra la fuoriuscita di energia dalla piramide di Kukulkan in Yukantan (Messico) :

original1_Kukulkan_Yukantan

Da consultare l’articolo Energia dalla piramide link : https://www.fortunadrago.it/infinite-energy/energia-dalla-piramide/
Dispositivo ATREE link : https://www.fortunadrago.it/infinite-energy/energia-dalla-piramide/atree/

Dispositivo ELIOS link : https://www.fortunadrago.it/or-acc-umulator-3/oracc-artificiali-2/elios/

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ELIOS

Ago 192016
 
vita animale

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza).

In quest’articolo tratteremo quelli che sono gli scritti di Edward Leedskalnin (il singolo creatore della struttura di Coral Castle in Homestead – Florida -U.S.A.).

Ed in particolare della sua pubblicazione : “Mineral, Vegetable and Animal Life” di cui ho pubblicato una traduzione consultabile al seguente link : https://www.scribd.com/doc/110746960/Edward-Leedskalnin-Mineral-Vegetable-and-Animal-Life-Eng-Ita

Una particolare attenzione merita il seguente scritto :

What is life? Mineral life is to hold the mineral matter together. Vegetable life is to hold the vegetable matter together and increases in volume. Animal life is to hold the animal matter or flesh together increase the volume and give motion to muscles. The base of life is the North and South pole magnets. The magnets are indestructible.

La cui traduzione in italiano è la seguente :

Che cos’è la vita? La vita minerale tiene insieme le sostanze minerali. La vita vegetale tiene insieme la materia vegetale ed aumenta di volume. La vita animale mantiene la materia animale o carne e ne aumenta il volume dando movimento ai muscoli. La base della vita è il Nord e il Sud dei poli magnetici (mono-poli magnetici N.d.r.).
I magneti sono indistruttibili.

 

Vita Animale – Animal Life

Chi scrive non è un biologo, ne tanto meno un botanico, cerco solo di darmi delle spiegazioni in base alle nozioni acquisite.

Quindi, considerando, grazie alla tassonomia, la catalogazione dei esseri viventi nei seguenti regni come da immagine seguente :

I 5 regni (dettagliata)

direi di considerare gli animali che hanno organi ben definiti (con buona pace delle spugne) per  una scelta di delucidazione.

L’organo sul quale si vuole porre all’attenzione è il cuore, presente sia negli vertebrati che nei invertebrati in cui è presente un sistema circolatorio che principalmente può essere aperto o chiuso :

Sistema circolatorio Aperto e Chiuso

Sistema circolatorio Aperto e Chiuso

e nella maggioranza degli animali, siamo in presenza di un sistema circolatorio chiuso, ma a secondo del tipo di animale che andiamo a considerare, avremo una differente disposizione dell’apparato circolatorio e del cuore (come Atrio e Ventricolo) :

Apparato circolatorio

Apparato circolatorio

Articolo da consultare :

Il Magnetismo e il regno animale

Insetti

Apis Mellifera

Apis Mellifera

Ritengo che insieme ai gasteropodi, sono gli esseri viventi più vicini all’energia vitale, da consultare l’articolo “Apis Mellifera (Ape Mielifera)” link :
https://www.fortunadrago.it/4258/apis-mellifera-ape-mielifera/

Gasteropodi

Da consultare l’articolo sulle sperimentazioni con le conchiglie : https://www.fortunadrago.it/4557/conchiglie-sperimentazioni/

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Gasteropode Anatomia

Gasteropode Anatomia

Da consultare l’articolo “Il segreto di madre natura” : https://www.fortunadrago.it/approfondimenti/pierluigi-ighina/il-segreto-di-madre-natura/

Uccelli

Altrettanto sorprendente è la capacità degli uccelli di orientarsi e non perdere mai la rotta. I piccioni che vivono nelle nostre, ad esempio, città si orientano grazie ai tracciati delle nostre strade e ferrovie, senza mai perdersi. E’ questo quello che è merso dagli studi di Tim Guilford, professore della facoltà di zoologia dell’università di Oxford. Dopo aver applicato a 50 piccioni sottili dispositivi che, trasmettendo segnali a un satellite, permettevano di visualizzarne la posizione e gli spostamenti in ogni momento, il ricercatore con la sua equipe ha trascorso giorni e giorni a tracciare, minuto per minuto, i percorsi quotidiani degli uccelli. La capacità di orientarsi dei piccioni dipende in gran parte dalla loro bravura nel crearsi una sorta di mappa mentale dove, come punti di riferimento, vengono presi tre elementi principali: il sole, il campo magnetico terrestre (che riuscirebbero a cogliere grazie a sottili particelle di magnete che hanno nel becco), l’olfatto e la loro capacità nel seguire tracciati familiari. L’associazione e la diversa combinazione di questi elementi li aiuta a non perdersi e a trovare sempre la strada più facile da prendere.

Tim Guilford – I misteri della navigazione degli uccelli link : https://vimeo.com/116943321

Stormi di uccelli sui cieli di Roma link : https://www.youtube.com/watch?v=cU__7cODaes

Articolo da consultare : “E’ nato prima l’uovo o la gallina?” link : https://www.fortunadrago.it/4008/e-nato-prima-luovo-o-la-gallina/

Rettili

Anche nei rettili troviamo la geometria degli Esagoni i cui angoli interni sono uguali a 120° angolo che si forma nell’unione delle lamine saponose articolo sulle bolle : https://www.fortunadrago.it/5084/non-bolle-sapone/

Dettaglio squame serpente corallo

Dettaglio squame serpente corallo

Dettaglio Carapace di Tartaruga

Dettaglio Carapace di Tartaruga

Tartaruga Albina

Tartaruga Albina

Da consultare l’articolo “Esagono solare” : https://www.fortunadrago.it/infinite-energy/esagono-solare/

Pesci

Uno squalo reagisce ritraendosi violentemente all’avvicinamento di un semplice magnete link : https://www.youtube.com/watch?v=8UzXn4BYAoM

Mammiferi

Tratto dal link origine : http://www.petsblog.it/post/75507/i-cani-sono-molto-piu-affidabili-delle-bussole-ecco-perche
Scienziati dell’Università della Scienza della Vita di Praga hanno trovato il modo per dimostrare che i cani sono sensibili al campo elettromagnetico della Terra; così sensibili che, secondo gli studiosi, il ben noto camminare in tondo che i cani compiono prima di fare i bisogni altro non sarebbe che una sorta di danza per sincronizzarsi con il pianeta.
La ricerca è stata pubblicata dalla rivista Frontiers in Zoology e gli scienziati affermano che i cani

in condizioni tranquille del campo elettromagnetico, preferiscono defecare con il corpo allineato sull’asse nord-sud.

Nel caso in cui tale campo sia instabile (come, per esempio, quando ci sono tormente solari) allora i cani si confondono.

Secondo i ricercatori si tratta di una scoperta importante perché comporta conclusioni rilevanti per le varie forme di vita sulla Terra perché se i cani sono sensibili al magnetismo terrestre allora tale sensibilità è in qualche modo misurabile anche negli altri mammiferi. Il fatto che i cani possano sentire le fluttuazioni del campo elettromagnetico è “biologicamente rilevante” e, stando agli studiosi, “apre nuovi orizzonti nella ricerca della magnetorecezione”. E come sarebbe rilevante tale scoperta? Ecco quel che scrivono gli scienziati:

“Considerando che il campo elettromagnetico è calmo solo per circa il 20% del periodo diurno, i nostri risultati potrebbero offrire una spiegazione del perché molti esperimenti sulla magnetorecezione sono difficilmente replicabili e perché i valori direzionali dei registri in diverse osservazioni sono spesso compromessi dalla dispersione”

In altre parole, i cani non sono solo i migliori amici dell’uomo, ma sono anche una bussola molto più affidabile di quelle costruite a mano. Dunque, se vi perdete e avete con voi Fido, potete guardare come si siede quando fa i bisogni per capire da che parte è il Nord!

Mammiferi – sensibilità ai terremoti

link al video : https://www.youtube.com/watch?v=1MFzcl-kZHo

Comportamento anomalo degli animali prima di un Terremoto

Comportamento anomalo degli animali prima di un Terremoto

Essere Umano

Da consultare i seguenti articoli :

Similitudini tra M.T.Keshe ed Edward Leedskalnin link : https://www.fortunadrago.it/2707/similitudini-tra-m-t-keshe-ed-edward-leedskalnin/
Il Cuore non è una pompa, il Sangue non circola ! link : https://www.fortunadrago.it/3620/il-cuore-non-e-una-pompa-il-sangue-non-circola/
Il Primo Guerriero link : https://www.fortunadrago.it/4739/il-primo-guerriero/
La Scienza di Frontiera per la Salute link : https://www.fortunadrago.it/2052/la-scienza-di-frontiera-per-la-salute/
L’Essere Umano come le piante link : https://www.fortunadrago.it/2963/lessere-umano-come-le-piante/

Sul nostro pianeta non esiste un cm3 senza vita proprio perché non esiste un cm3 senza Energia (Citazione Domenico D.)

Spugne

Link video : https://vimeo.com/88829079

Ago 102016
 

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza).

Atomo Magnetico

Riprendendo il discorso iniziato nell’articolo L’Atomo Magnetico, o Monopolo Magnetico e/o Particella Magnetica : https://www.fortunadrago.it/approfondimenti/pierluigi-ighina/atomo-magnetico/

Spero sia a tutti chiaro che : l’Atomo magnetico è stato fotografato da Pier Luigi Ighina nel 1940 tramite un microscopio lenticolare di sua invenzione.

Di cui la seguente immagine :

Atomo Magnetico = Monopolo Magnetico = Particella Magnetica

Atomo Magnetico = Monopolo Magnetico = Particella Magnetica

 

Nella foto, si possono osservare i 5 canaletti di energia, altro non sono che una “trappola atomica” per ingabbiare e fermare il vorticare dell’Atomo magnetico (monopolo magnetico = particella magnetica) per riuscire a renderlo visibile, infatti (come fa presente Pier Luigi Ighina) sarebbe impossibile fotografare un uomo che corre velocissimamente a meno che di non fermare la sua corsa :

corsa_390x239

Finiremmo per fotografare qualcosa in movimento, non riuscendo ad avere la minima idea di cosa si celi in realtà :

Animazione di un vortice

Atom, shot with a new Quantum Laser Camera

Da consultare l’articolo “La Materia energia solidificata” : https://www.fortunadrago.it/3868/la-materia-energia-solidificata/

Atomo Magnetico e sua Pulsazione

Quindi l’atomo magnetico pulsa e a causa della sua pulsazione, vortica velocissimamente dando origine a tutti i fenomeni che conosciamo di magnetismo (attrazione e repulsione).
Come viene dimostrato nel seguente video del Genegravimetro link : https://www.youtube.com/watch?v=kOYo_MoQNW4

Se gli atomi vorticano in senso contro-verso, significa che sono di differente polarità e finiranno per attrarsi link : https://www.youtube.com/watch?v=N3LvE3–Uqg

se gli atomi vorticano in senso equi-verso, significa che sono di uguale polarità e finiranno per respingersi link : https://www.youtube.com/watch?v=61r3O6cVrhM

Il Ritmo Magnetico – Heart Beat

Pier Luigi Ighina - Trottola

Pier Luigi Ighina – Trottola

Sempre secondo quelle che sono le teorie di Pier Luigi Ighina, gli Atomi pulsano (in maniera montante, quindi positiva, polarità del “Nord”, verso destrorso) tramite il ritmo magnetico (in maniera non montante, quindi negativa, polarità del “Sud”, verso sinistrorso) che possiamo definire come un collegamento (link instaurato) tramite il quale viene trasmesso l’Heart beat (battito magnetico) proveniente dal centro del nostro sole.
Da consultare l’articolo : https://www.fortunadrago.it/2578/particelle-solari-mutano-la-materia-sulla-terra-lo-strano-caso-dei-brillamenti-solari-e-degli-elementi-radioattivi/

Link al video : https://ok.ru/video/86111095422

Atomo Magnetico e sua vibrazione

Ma c’è anche l’aspetto vibrazionale, infatti sempre in base alle sue pulsazioni, dal nucleo dell’atomo magnetico si viene a staccare un circoletto di energia simile ad un impulso di respirazione, come un battito cardiaco, che causano le onde di compressione in forma di sfere si emanano dal nucleo verso la superficie del atomo a tasso costante. Essenzialmente la pulsazione del nucleo dell’atomo che produce una carica enorme all’interno. Un impulso di scarica elettrica luminosa avviene dal centro verso l’esterno accelerazione nella velocità verso la parete esterna. Una volta che l’arco elettrico si scontra con la parete esterna dell’atomo contribuirà alla formazione ed ispessimento di essa.

Magnetic Atom 3d

Magnetic Atom 3d

Atomo Magnetico in 3d

Atomo Magnetico in 3d

Subito dopo è stato creato l’impulso onda verso l’esterno, non ha altra scelta se non respingendo indietro contro la superficie esterna dell’atomo e questo tempi di pulsazione e la reazione crea onde stazionarie (onde che non viaggiano come parete esterna). Questo sarà conosciuto come il loro vibrazionale periodo o impulsi. Quando gli atomi vibrazione aumenta, le onde stazionarie si espandono verso l’esterno e succede il contrario, quando la vibrazione diminuisce.

vibrational_rates

Se questa vibrazione aumenta abbastanza fino al punto che avremo un “flash” con la generazione di un’altro atomo magnetico. Questo cambiamento può provocare una espansione, contrazione, cambio di stato da solido a, fisici modifiche liquidi geometriche disposizione, purificazione dei materiali, separazione di elementi, ecc
Ed è proprio il processo di mitosi del DNA (in ambiente di microgravità) link : https://www.youtube.com/watch?v=0oJZDKdperU

Questa vibrazione del fluido magnetico che circonda l’atomo è un altro effetto collaterale associato con esso. Si ottiene quando due atomi sono disposti in questo fluido magnetico accanto all’altro e vibrano al loro tasso normale, indipendenti tra loro. Cioè, le vibrazioni che agiscono l’uno sull’altro li faranno derivare verso l’altro. L’atomo vibrante veloce attirerà l’atomo di vibrazione più bassa fino a quando si verifica una collisione fisica tra di loro. Una volta che si toccano, l’atomo vibrazione più alta trasferirà alcune delle sue vibrazioni all’atomo vibrazione più basso sulla base di un tasso di assorbimento e gli atomi rimbalzeranno tra di loro a parte. I due atomi continueranno a scontrarsi insieme fino a quando le loro vibrazioni vengono compensate.two_atoms_vibrationsQuando osserviamo gli atomi, vediamo una sfera intorno all’atomo e non l’atomo stesso generando questa sfera. Lo chiamano questa sfera la nuvola di elettroni e apparentemente blocca i nostri strumenti di vedere l’atomo perché i nostri dispositivi di visualizzazione sono costruiti per rilevare i campi elettrici tra uno spettro determinato. Così, naturalmente, il software rileva solo quei segnali e proiettare la maggior confine esterno degli atomi campo d’onda in piedi come una sfera. La nube di elettroni non è altro che un’onda stazionaria generata dagli atomi di impulsi naturali. Quello che vediamo quando guardando le immagini di atomi insieme sono in realtà le interazioni tra questi campi d’onda instaurati. Si noterà anche l’eco o vibrazioni che sono generati da questi atomi lontano nel fluido magnetico in cui tutto esiste.

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=oSCX78-8-q0

Tutti gli elementi hanno un diverso modo di assorbimento, atomi dello stesso elemento hanno un tasso vibrazionale naturale e atomi di elementi diversi hanno il loro proprio tasso che può essere diverso. Avendo diversi tassi di assorbimento e diversi tassi vibrazionali naturali all’interno di un fluido magnetico, è come l’universo si organizza e consente di vari fenomeni come il calore e la luce. Una proprietà più importante della particella magnetica è l’energia reattiva che ha quando viene messo sotto pressione. È stato osservato che la particella magnetica crescerebbe in energia quando viene contenuta al punto che potrebbe distruggere qualsiasi “gabbia” piazzata intorno ad  essa. Questo è il motivo per cui abbiamo una reazione opposta e uguale perché i magneti non si muovono facilmente. Quando si preme su un tavolo con il dito, l’intera tabella sta reagendo spingendo indietro contro gli atomi che stanno tentando di forzare la loro strada. Per fare questo i magneti che si trovano tra gli atomi cominciano a sentire la compressione e combatte la pressione con crescente in forza. Questo provoca una reazione a catena  che si propaga attraverso tutti gli atomi nel materiale ed i magneti in tutto il materiale come il crescere di forza per contrastare la pressione. Quando si batte il tavolo con una mazza, i magneti crescono in forza di una misura tale da frattura o addirittura rompere la tabella perché la forza repulsiva costretto grandi pezzi di materiale fuori. Nel percorso che la frattura si è verificata atomi sarebbe stato eccitato al punto che essi possono accendersi e sicuramente riscaldare durante il momento della frattura.crepa

In maniera analoga anche i danni da cavitazione

Danni da Cavitazione

Danni da Cavitazione

Come ci rapportiamo questo a geometria? Poiché magneti non possono essere distrutti, essi sono limitati allo spazio la può occupare e tutto si riduce alla forma di una sfera. Se volete sapere quanto vicino si può ottenere, è una questione di disegno due cerchi con il loro bordi toccante. Quando due magneti contrapposti accoppiano, filano intorno a vicenda in un battito cardiaco come modo esattamente come la “vesica piscis” di forma a mandorla. L’area tra i due magneti rotanti è la fonte del vortice. I magneti si muovono più veloci mentre sono vicini e si muovono più lentamente quando sono separate. Tutte le fonti di energia possono essere attribuiti al vorticare di questi due magneti.two_spinning_magnets La loro forza è dinamico, ma solo per mantenere le cose in equilibrio altrimenti nel loro comportamento normale hanno un media, pari forza. Quando un influenza esterna si verifica come un colpo di martello su un chiodo-testa, i magneti del chiodo e il martello reagiscono crescere in forza che è uguale alla quantità di moto del martello. Le perdite di energia che osserviamo è dovuto agli atomi assorbono l’energia magneti come scontrano con loro. Gli atomi poi eccita e calore-up così come ottenere leggermente più brillante, ma non siamo in grado di rilevare questo cambiamento con i nostri occhi. Quando il chiodo colpisce un nodo del legno, la densità di questo materiale viene aumentato e l’unghia avrà un tempo più difficile spingendo attraverso. Quando si batte il chiodo con il martello questa volta, l’energia (un accumulo di forza nelle particelle magnetiche) propaga lungo il chiodo come al solito, ma il nodo causerà l’aumento dell’energia oltre la soglia atomica del materiale e il chiodo si piega. Questa propagazione di energia avviene così velocemente che la diagnosi è quasi impossibile per come avviene immediatamente. hom-Werks martello chiodoCosì, per un breve riepilogo. Come un atomi tasso aumenta vibrazionali (può essere causata da particelle magnetiche eccitate, improvviso-corsa di altri atomi, aumento collisioni, etc.) così fa la temperatura del materiale, così come la luminosità, e uno spostamento nella geometria delle onde stazionarie. Diventa anche più attraente per gli altri atomi a vibrazione più bassa. Tutto trasferimento di energia si basa su scontri fisici diretti che portano a un trasferimento proporzionale di energia in base a diversi tassi di assorbimento di atomi.

Poema degli Atomi di Jalāl al-Dīn Rūmī (Balkh, 30 settembre 1207 – Konya, 17 dicembre 1273) link : https://ok.ru/video/86085077630

Tratto dal link origine : https://magneticnature.wordpress.com/2013/08/13/the-magnetic-ocean/

Giu 272016
 

Tratto dal link origine : http://www.blitzquotidiano.it/ambiente/polo-nord-cambia-direzione-ora-si-muove-verso-londra-2436822/

Prima del 2000, l’asse di rotazione della Terra stava andando alla deriva verso il Canada (freccia verde, globo a sinistra). gli scienziati del JPL hanno calcolato l’effetto delle variazioni di massa d’acqua in diverse regioni (Globo al centro) la spinta in direzione di deriva verso est e accelerando in velocità (globo a destra)

LONDRA – Il Polo Nord si sta spostando verso Londra. Non è così inusuale che l’asse di rotazione di un pianeta si sposti, specialmente perché la Terra non è perfettamente sferica: il nostro pianeta tende a oscillare un po’ attorno al proprio asse. Ma questo movimento sembra essere destinato a diventare una grande oscillazione e con una direzione diversa da quella avuta fino al 2000. E’ quanto ha evidenziato uno studio pubblicato sulla rivista ‘Science Advances‘, sottolineando che tutto ciò è stato causato dall’attività dell’uomo che ha ‘cambiato’ la massa terrestre. Come hanno fatto gli esseri umani a cambiare la massa di un pianeta in un modo così significativo? Spostando l’equilibrio di acqua e ghiaccio presente sulla Terra attraverso il riscaldamento globale. Fino al 2000 il Polo Nord stava andando alla deriva verso ovest, in direzione della Baia di Hudson, costa nord-orientale del Canada. Ma da 16 anni ha cambiato direzione, dirigendosi verso est con un movimento due volte più veloce del normale: e ora gli scienziati ritengono che responsabile di questo spostamento sia il cambiamento della distribuzione della massa sulla superficie della Terra, provocata dal surriscaldamento del pianeta e del conseguente scioglimento dei ghiacci. “I risultati ottenuti possono dirci qualcosa sul clima del passato: per esempio, se e come le intensità di siccità e umidità siano cambiate e amplificate nel corso del tempo” ha detto Surendra Adhikari, scienziato della NASA e coautore dello studio, convinto che il collegamento scoperto avrà anche “vaste implicazioni per lo studio del clima del futuro”.

Il rapporto tra massa d’acqua continentale e l’oscillazione est-ovest in asse di rotazione della Terra. Le perdite di acqua da Eurasia corrispondono a oriente oscillazioni nella direzione generale dell’asse di rotazione (in alto), e guadagni eurasiatici spingono l’asse di rotazione verso ovest (in basso). In Rosso = Guadagno di massa/In Blu = Perdita di massa