Gli uragani e la loro potenza sono strettamente legati all’attività solare

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Set 102017
 

Tratto dal link originale : https://ktwop.com/2017/09/09/hurricane-activity-is-linked-to-solar-cycles/

…anni con anomalie positive dell’indice SSN (Sun Spot Number), caratterizzate da numeri elevati di macchie solari periferiche mensili, ma bassi numeri stagionali hanno in media significativamente (79%) più uragani negli USA.
L’anomalia SSN è stata dimostrata essere statisticamente significativa nei modelli per gli uragani statunitensi e i principali uragani americani, dopo aver preso in considerazione le altre variabili climatiche.

L’attività degli uragani è collegata ai cicli solari

Stiamo arrivando alla fine del ciclo solare 24 (“curva discendente”), ma stiamo vedendo un’importante attività di tempesta solare. Sembra che le condizioni per la forte attività degli uragani siano ancora soddisfatte.
Nel 2010, ciclo solare 24 (“curva ascendente”), l’immagine la configurazione degli uragani era notevolmente simile a quella attualmente vista.

Uragani 2010 Vs 2017 (immagine Fox)

Anche prima della stagione di uragano 2010, questo articolo del Journal of Climatology internazionale ha trovato un nesso chiaro con la temperatura del mare (SST) e il ciclo solare link : http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/joc.2196/full

La relazione fra gli uragani americani e l’attività solare viene investigata empiricamente :

Primo, una relazione fra la probabilità di un uragano negli USA e il ciclo solare è mostrata influenzata dalle temperature superficiali dell’acqua (SST). Per gli anni con i valori SST sopra la media, la probabilità di avere 3 o più uragani negli USA diminuiva dal 40 al 20% al crescere del numero di macchie solari (SSN).

Secondo, finché il valore di SST è in fase con il ciclo di 11 anni dell’irradianza solare totale, ma la temperature dell’alta atmosfera è in fase con i cambiamenti mensili della radiazione ultravioletta, si nota la presenza di un indice SSN anomalo. L’indice è significativamente correlato con gli uragani negli USA e gli uragani più intensi durante il periodo dal 1866 al 2008. La possibilità che almeno un uragano che colpisce gli Stati Uniti nelle stagioni con la più bassa anomalia SSN e la più alta sono del 68 e 91% rispettivamente. Una relazione simile si nota usando i dati relativi agli uragani spalmati nel periodo dal 1749 al 1850, cosa che funziona come una conferma indipendente del legame fra la variabilità solare e la probabilità di uragani negli USA.

Il ciclo solare 24

Adesso ci stiamo avvicinando alla fine del ciclo solare 24

Cicli solari dal 22 al 24 (immagine Hathaway NASA / Marshall)

L’evidenza per una relazione sole-uragani era stata ulteriormente sostenuta, mostrando che una relazione simile fra l’anomalia SSN e gli uragani statunitensi (anni di anomalia SSN alta dà più uragani negli USA) è facilmente documentabile in un archivio degli uragani Atlantici, datato il lontano 1749.

Effetto Storm Surge degli uragani

Lo Storm Surge è un anomalo innalzamento dell’acqua causato dei venti e della bassa pressione di una tempesta. Lo Storm Surge, detto anche onda di tempesta, interessa principalmente le zone costiere, ma può penetrare anche sulle zone più interne. Ad esempio, durante l’Uragano Ike, l’onda di tempesta arrivò fino a quasi 50 chilometri dalla costa di Texas e Louisiana.
Lo Storm Surge è causato principalmente dai forti venti che ruotano intorno all’occhio del ciclone, mentre la bassa pressione della tempesta ha un ruolo solo marginale. Quando un uragano, un tifone o, in generale, una tempesta tropicale raggiunge la costa, la circolazione verticale dell’acqua provocata dai venti si scontra con il fondo marino. A questo punto, l’acqua, non potendo andare più verso il basso, si alza verso l’alto e verso la terraferma. I fattori che determinano l’altezza dello storm surge sono molteplici e dipendono dalla pressione della tempesta, dall’intensità dei venti, dalla velocità di movimento della tempesta, dall’angolo di avvicinamento alla costa, dalla geografia della linea costiera e dalla pendenza del fondale marino.

Caraguatatuba (SP) Brasile (13 Agosto 2017)

Long Island, Bahamas (9 Settembre 2017) Utente : Kelly Johnson

Da consultare l’articolo : https://www.fortunadrago.it/5084/non-bolle-sapone/

Il Polo Nord cambia direzione, ora si muove verso Londra

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Giu 272016
 

Tratto dal link origine : http://www.blitzquotidiano.it/ambiente/polo-nord-cambia-direzione-ora-si-muove-verso-londra-2436822/

Prima del 2000, l’asse di rotazione della Terra stava andando alla deriva verso il Canada (freccia verde, globo a sinistra). gli scienziati del JPL hanno calcolato l’effetto delle variazioni di massa d’acqua in diverse regioni (Globo al centro) la spinta in direzione di deriva verso est e accelerando in velocità (globo a destra)

LONDRA – Il Polo Nord si sta spostando verso Londra. Non è così inusuale che l’asse di rotazione di un pianeta si sposti, specialmente perché la Terra non è perfettamente sferica: il nostro pianeta tende a oscillare un po’ attorno al proprio asse. Ma questo movimento sembra essere destinato a diventare una grande oscillazione e con una direzione diversa da quella avuta fino al 2000. E’ quanto ha evidenziato uno studio pubblicato sulla rivista ‘Science Advances‘, sottolineando che tutto ciò è stato causato dall’attività dell’uomo che ha ‘cambiato’ la massa terrestre. Come hanno fatto gli esseri umani a cambiare la massa di un pianeta in un modo così significativo? Spostando l’equilibrio di acqua e ghiaccio presente sulla Terra attraverso il riscaldamento globale. Fino al 2000 il Polo Nord stava andando alla deriva verso ovest, in direzione della Baia di Hudson, costa nord-orientale del Canada. Ma da 16 anni ha cambiato direzione, dirigendosi verso est con un movimento due volte più veloce del normale: e ora gli scienziati ritengono che responsabile di questo spostamento sia il cambiamento della distribuzione della massa sulla superficie della Terra, provocata dal surriscaldamento del pianeta e del conseguente scioglimento dei ghiacci. “I risultati ottenuti possono dirci qualcosa sul clima del passato: per esempio, se e come le intensità di siccità e umidità siano cambiate e amplificate nel corso del tempo” ha detto Surendra Adhikari, scienziato della NASA e coautore dello studio, convinto che il collegamento scoperto avrà anche “vaste implicazioni per lo studio del clima del futuro”.

Il rapporto tra massa d’acqua continentale e l’oscillazione est-ovest in asse di rotazione della Terra. Le perdite di acqua da Eurasia corrispondono a oriente oscillazioni nella direzione generale dell’asse di rotazione (in alto), e guadagni eurasiatici spingono l’asse di rotazione verso ovest (in basso). In Rosso = Guadagno di massa/In Blu = Perdita di massa

Il popolo Inuit : Il cielo è cambiato!

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Set 102015
 

(E ciò accade almeno dal 2011)

Link Origine : http://www.thebigwobble.org/2014/12/their-sky-has-changed-inuit-elders.html

Tratto da : https://analistablog.wordpress.com/2015/01/23/il-popolo-inuitil-cambio-climatico-non-e-come-lo-raccontano-alla-nasa/

Tutto l’Occidente ha dovuto sopportare negli ultimi decenni un cambio climatico particolarmente aggressivo, tra inondazioni in europa, tsunami, terremoti, alluvioni.
Non solo in Europa o negli Stati Uniti ma in tutto il mondo si è verificata l’accelerazione verso un clima insolito tra alte temperature, desertificazione, siccità o glaciazione. L’epicentro di questo cambio climatico veniva individuato dagli esperti nello scioglimento della calotta polare e nell’eccessivo surriscaldamento del pianeta terrestre.
Tuttavia non sempre queste teorie sono state accettate di buon grado in particolare dalle popolazioni di minoranze etniche che vivono proprio nelle zone polari estreme ai due emisferi.
Alcuni delegati in rappresentanza della minoranza etnica Inuit , uno dei gruppi etnici principali nei quali si dividono gli Eschimesi, e che coprono come ceppo etnico zone nordiche tra cui Canada orientale, Alaska, Danimarca e Groenlandia, hanno dovuto subire un grosso calo demografico anche per colpa della colonizzazione nordamericana che impose il culto cristiano e il cambiamento delle loro abitudini, trasformando le loro microsocietà in società di tipo occidentale con molti problemi annessi come la trasformazione educativa e quella abitativa con la rinuncia per molti di essi alla vita nelle tende.
Cambiamenti che si sono inoltrati fino alla fine degli anni 60, a volte con sistemi di imposizione non molto democratici tra cui l’utilizzo di psichiatria e religione per fini governativi e politici.
Ma tuttavia sono i rappresentanti delegati in protezione di questa non numerosa etnia che vive in queste terre desolate, a mettere in guardia da una lettura univoca sul problema del cosiddetto global warming o cambio climatico soprattutto quando questa lettura univoca viene utilizzata dalle lobby “progressiste” per supportare depopolazione, aborto e de-industrializzazione..
La lettura che ne ha sempre dato l’Intelligence della Nasa, legata al surriscaldamento oggi è messa fortemente in discussione dal popolo Inuit.
La teoria degli anziani Inuit non rifiuta totalmente le teorie degli esperti Nasa sul cambio climatico, è una realtà che i ghiacci si siano sciolti negli ultimi anni, e che la popolazione Eschimese ha subito un cambiamento colossale del suo stile di vita, ma avvertono gli anziani Inuit, questo è apparentemente troppo poco.
Si rilevano casi di ustionamento della pelle, ma anche ustioni sui cappotti, questi fenomeni non possono essere solo legati all’inquinamento atmosferico, inoltre c’è stato un aumento secondo gli abitanti locali delle ore solari rispetto a quelle buie, con anche un aumento della temperatura e dei raggi solari.
Le giornate sono più lunghe e il sole scalda di più in sintesi. In contraccambio il vento soffia più rapido, ed è difficile prevedere le bufere.
La teoria degli Inuit è che la terra abbia di minima percentuale cambiato la sua posizione rispetto all’asse terrestre,tanto che lo stesso pianeta terra si sarebbe “spostato”, ma si usa più la terminologia inclinato o vacillato verso il Nord.

Una troupe cinematografica diretta dal ricercatore e regista Dr Ian Mauro

http://www.isuma.tv/members/ian-mauro

con sede a Nunavut Zacharias Kunuk, ha collaborato con le comunità Inuit per documentare

http://www.isuma.tv/inuit-knowledge-and-climate-change

la loro conoscenza ed esperienza in materia di cambiamenti climatici.

Link Origine : http://www.thebigwobble.org/2014/12/their-sky-has-changed-inuit-elders.html

Tratto da : https://analistablog.wordpress.com/2015/01/23/il-popolo-inuitil-cambio-climatico-non-e-come-lo-raccontano-alla-nasa/

Fabio Mosca : La direzione dello zenith elettromagnetico non coincide con quello gravitazionale

In questo esperimento, Fabio Mosca tramite oscillatore libero a linea risonante si misura la velocità di caduta dell’etere, e la direzione del flusso “eterico”.
Infatti lo scrivente crede che il pianeta Terra viene colpito in questa angolazione dal vortice eterico proveniente dal sole.

Conclusione :

E’ stata quest’angolazione del vortice eterico a cambiare, di conseguenza siamo sempre spettatori ma da un’altra angolazione.