Lo strano caso di Rolando Pelizza

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Lug 302017
 

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Rolando Pelizza

Chi è Rolando Pelizza fare riferimento al link : http://www.majorana-pelizza.it/?page_id=252
Dichiara di aver incontrato all’età di 20 anni, per caso in un convento del sud Italia il fisico Ettore Majorana nel 1958 (di cui non si avevano più notizie dal 27 Marzo 1938) , che non s’è mai allontanato dall’Italia fino al 2006 (anno della presunta morte).
A riprova di questo, fornisce foto e documenti che vengono periziati per dettagli prego fare riferimento al seguente sito : https://www.rinodistefano.com/it/articoli/majorana-prove-2.php

Conseguentemente ne diventa suo allievo e con la supervisione di Ettore Majorana intorno agli anni Sessanta iniziano la costruzione di una macchina che dovrà realizzare le seguenti fasi :

1° fase: annichilimento controllato della materia (Distruzione o vaporizzazione)
2° fase: rallentamento dello spin della materia per far sì che si surriscaldi (Produzione di Energia tramite l’impiego di 40w riuscire a generare 800° di calore)
3° fase: trasmutazione della materia (Da un tipo di materia ad un altro)
4° fase: traslazione della materia. (Probabile teletrasporto della materia nello spazio e nel tempo)

Intervista a Rolando Pelizza

Foto tratta dal sito https://www.rinodistefano.com con dedica firmata da Ettore Majorana

Tratto dal sito origine : http://www.majorana-pelizza.it/

Rolando Pelizza ricorda numerosi problemi operativi dovuti alla realizzazione pratica della macchina, ben 228 andarono distrutte durante la fase operativa (a causa di errori matematici) e solo nel 1972 fu possibile arrivare al primo esperimento pienamente riuscito.

foto tratta dal sito https://www.rinodistefano.com con dicitura : “il cuore della macchina”

1° fase: annichilimento controllato della materia

Operatore della macchina : Rolando Pelizza
Il primo esperimento registrato su video cassetta: la prima prova mostra una tavola di compensato e laddove il fascio viene orientato si ha la reazione di “annichilamento” della materia che lascia un foro; la seconda mostra una lastra di ferro con lo stesso trattamento di cui sopra: il foro con il retro bianco è dovuto ad un foglio di carta poggiato sulla parete ameno di un metro; la terza evidenzia un gruppo di materiali: polistirolo espanso, plexiglass e compensato, sui quali l’effetto resta identico; la quarta prova è interessante in quanto il fascio deve reagire sul polistirolo espanso bianco, ma attraversando il cilindro di ferro pieno poggiato su di un mattone, sul quale non viene prodotto nessun effetto; la quinta prova consiste nel coprire il tubo che emette il fascio con una lastra di polistirolo espanso, come quello trattato prima, e far reagire il fascio sul mattone ed il cilindro di ferro insieme: vengono mostrati i residui rimasti; la sesta prova mostra delle piastrelle di ceramica da pavimento poggiate su una lastra di vetro, e si seleziona solo la ceramica per la reazione: si mostrano i residui rimasti: l’ultima prova consiste nel praticare un foro nel mattone di terracotta mostrato. Ogni prova descritta ha avuto una reazione durata qualche frazione di secondo. I residui sono quei materiali non selezionati nel fascio e fusi per effetto di calore. La foto di un mattone ripresa in un successivo esperimento.

Mannaia e mattone (c) Rolando Pelizza

2° fase: rallentamento dello spin della materia per far sì che si surriscaldi

Riscaldamento a distanza

Questo filmato è composto di vari spezzoni di registrazioni. La prima mostra Pugliese che descrive i campioni dati dal Prof. Clementel per eseguire gli esperimenti di cui sopra. Segue la parte in cui Pelizza e Panetta mostrano al Notaio Leroy la macchina ed i materiali che sarebbero serviti per l’esperimento del giorno dopo. Dovendo partire per sopraggiunti impegni di lavoro, il Notaio visionava tutto nella notte precedente, lasciando ad assistere l’Arc. Roger Goeders in sua sostituzione. Il Notaio doveva certificare di aver visto la macchina alimentata dalla batteria di un’auto utilitaria. Ciò serviva per predisporre il contratto con il Governo Belga. Successivamente, il giorno dopo, si vede l’esperimento ripreso dalla parte che era visibile l’oggetto da trattare: una lastrina di rame posta dopo un pilastro di cemento armato del capannone che veniva riscaldata al 40% del suo punto di fusione. Era il secondo esperimento di riscaldamento che veniva eseguito. Nel filmato si intravedono le figure di Giuseppe Piras, Pierluigi Bossoni, Antonio Taini, Roger Goeders e Pietro Panetta. Rolando Pelizza all’interno manovrava la macchina e si avvicinava al pezzo trattato, sentiva l’emanazione di calore e lo portava a far sentire a tutti i presenti, visibili oltre la vetrata.

Implosione della macchina (Superato il tempo dei 30sec. le particelle hanno effetto sulla macchina stessa distruggendola)

In questo filmato continua la prova di cui sopra, ma la ripresa è di fronte alla macchina. Appare Pelizza che corre verso l’uscita – la vetrata di prima – e segue un bagliore dove è visibile un cilindro posto a ridosso della colonna del capannone. Succede che la prova consisteva nel portare in ebollizione l’acqua contenuta in un cilindro di vetro; il fascio avrebbe dovuto attraversare il pilastro di cemento, poi il contenitore di vetro ed agire solo sull’acqua contenuta nel cilindro. Ad azionare l’impulso era stato deputato Giuseppe Piras, che ebbe tuttavia un momento di esitazione, venendo così superato il fatidico termine dei trenta secondi, oltre il quale se il fascio non viene espulso la creazione di anti particelle reagisce all’interno della macchina e questa implode su sé stessa, con la conseguente generazione di calore, ma senza spostamento d’aria né esplosioni. Alcune ore dopo si visitavano i resti dell’implosione e Pelizza faceva notare a Piras l’enorme calore generato, che oltre a quasi fondere la macchina aveva fuso oltre un metro quadrato di gres del pavimento. Dal punto di vista fisico il secondo esperimento della fase due ebbe successo.

3° fase: trasmutazione della materia

Spagna Ottobre 1992 Trasmutazione della gommapiuma in oro puro (inesistente in natura)

Il video inizia mostrando in primo piano un cubo di gommapiuma appoggiato su un tavolo che ad un certo punto dopo un bagliore muta di colore diventando dorato. Il cubo viene misurato e pesato su una bilancia è di circa 64,5 kg. Sono visibili scarti e cubi di gommapiuma. È indicata la data del 30 ottobre 1992. Sullo sfondo si possono notare i cubi di color oro impilati.
Pelizza mostra una sega circolare a simboleggiare il taglio avvenuto successivamente. La data è il 31 ottobre 1992. Il 2 novembre 1992 le lastre tagliate sono dipinte di nero, sono mostrati i residui di trucioli in oro, si caricano in macchina le lastre dipinte di nero. In data 1 novembre 1992 si procede alla trasformazione di un pezzo di gommapiuma in oro e dopo il consueto bagliore si ha il miracolo della trasformazione. Negli ultimi 10 secondi è visibile la macchina con la batteria che la alimenta.
Note: il video è composto di vari frammenti alcuni riportati nella pagina della Perizia allegata. Ha una durata complessiva di 7 minuti e 10 secondi. Si noteranno che nella stessa prova ci sono variazione di orario tra l’inizio e la fine, ciò è dovuto al fatto che nel 1992 la terza fase in questione non era a punto e quindi richiedeva vari aggiustamenti prima di dare il fascio adeguato. La nota dolente è che i circa 250 kg, delle lastre tinteggiate e caricate in macchina, furono rubate, mentre i cubi, circa otto tonnellate, (vedi Foto) sono state portate via ufficialmente, con l’impegno di un pagamento, mai avvenuto.

4° fase: traslazione della materia

Ettore Majorana a Rolando Pelizza : Ti aspetto per tirarti le orecchie !

Undici anni di latitanza, contatti mantenuti solo attraverso gli emissari di Majorana e la segretaria di Rolando. Si tenta la realizzazione della terza fase ma Majorana lo riprende per il pericolo occorso. Rolando ha una conoscenza della matematica di Majorana inferiore ai due terzi, e facendosi aiutare per i calcoli da un informatico svizzero incapace di gestirli, ha fatto infuriare il Maestro per il grave pericolo di arrivare alla quarta fase senza controllo, e quindi di scomparire nello spazio. “ti aspetto per tirarti le orecchie ….”

link alla lettera datata 18 Maggio 1993 : http://www.majorana-pelizza.it/wp-content/uploads/2017/06/Lettera_18-05-1993.pdf

Aggiornamento dal sito link : http://www.thirdmillenniumphysics.world/it/la-macchina/

Nella quarta fase si può trasportare della materia inerte o degli esseri viventi in un’altra delle dimensioni che costituiscono il nostro universo. Sì, perché il nostro universo non è costituito solo dalle quattro dimensioni a noi note (tre spaziali più una temporale), ma è costituito anche da altre sette dimensioni che essendo “arrotolate” non sono normalmente visibili, anche se interagiscono in modo fondamentale e addirittura organizzatore del nostro mondo “fisico”. Passando in queste dimensioni si può, ad esempio, entrare in un ambito “senza-tempo” dove quello che per noi è il passato è semplicemente … un punto di quello spazio. Ovvero possiamo portarci in un qualsiasi momento della storia passata del mondo e in un qualsiasi punto del mondo … e poi, anche, riportarlo in queste nostre dimensioni fisiche!

N.B. le precedenti fasi hanno lo scopo di arrivare a comprendere e gestire la quarta fase in modo sicuro.

La Macchina

Nel 1 Marzo 2016 (libero dal giuramento di non parlarne per 10 anni dopo la morte di Ettore Majorana) scrive il seguente documento con volontà di rendere pubbliche le scoperte di Ettore Majorana ed il suo lavoro di realizzazione pratico della macchina.
(c) Rolando Pelizza – Tutti i diritti riservati

Risorse

link ai Disegni macchina in CAD/CAM (.STEP) : https://www.rinodistefano.com/docs/Disegni-Macchina_STEP.zip

link alla Documentazione gestione rotazione motori e impulso alla bobina : https://www.rinodistefano.com/docs/Gestione-Motori-Macchina-Rolando-Pelizza.zip

Corrispondenza tra Ettore Majorana e Rolando Pelizza (c) Rolando Pelizza – Tutti i diritti riservati

Tratto dal sito origine : http://www.majorana-pelizza.it/
(c) Rolando Pelizza – Tutti i diritti riservati

Ott 152013
 

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza)

L’Effetto Hutchison è abbastanza noto agli appassionati di Scienza di Frontiera, è una serie di fenomeni scoperti per caso dal ricercatore John Hutchison nel 1979 uno stupefacente risultato di interferenze di onde radio in una zona di spazio volumetrico avvolto da sorgenti di alto voltaggio, solitamente un generatore Van de Graff, e due o piu’ bobine di Tesla. :

Link : https://www.youtube.com/watch?v=xeUgDJc6AWE

Tratto da : http://www.nonapritequelportale.com/antigravita

La gente spesso chiede, “Cosa e’ esattamente l’effetto Hutchison?” Questo breve saggio e’ un tentativo di rispondere a quella domanda per soddisfare la maggioranza. Prima di tutto, l’effetto Hutchison e’ un’insieme di fenomeni scoperti casualmente da John Hutchison durante i tentativi di studiare le onde longitudinali di Tesla nel passato 1979. In altre parole, l’Effetto Hutchison non e’ semplicemente un effetto singolare. E’ molto di piu’.

L’Effetto Hutchison si verifica come il risultato di interferenze di onde radio in una zona di spazio volumetrico avvolto da sorgenti di alto voltaggio, solitamente un generatore Van de Graff, e due o piu’ bobine di Tesla.

Gli effetti prodotti includono levitazione di oggetti pesanti, fusione di materiali dissimili come metallo e legno (esattamente come ritratti nel film, “l’esperimento Philadelphia”), il riscaldamento anomalo di metalli senza bruciare i materiali adiacenti, rotture spontanee di metalli (i quali si separano con modalita’ di scorrimento laterale ), e cambiamenti sia provvisori che permanenti nella struttura cristallina e delle proprieta’ fisiche dei metalli.

La levitazione di oggetti pesanti dall’Effetto Hutchison non e’ – ripeto non e’ – il risultato di semplice levitazione elettrostatica o elettromagnetica. Dichiarare che queste forze da sole possano spiegare il fenomeno, e’ palesemente ridicolo e confutato facilmente solo provando ad utilizzare tali metodi per duplicare quello che l’Effetto Hutchison ha ottenuto, che e’ stato documentato bene sia su film che su videotape ed e’ stato presenziato molte volte da numerosi scienziati e ingegneri forniti di credenziali.

Gli scettici devono notare che il loro apparato deve essere limitato all’uso di 75 watt di potenza da una 120 Volt AC di uscita, come quello che e’ tutto cio che usa l’apparato di Hutchison per fare levitare una palla di cannone da 60 pound (27,2 Kg).

La fusione di materiali dissimili, che e’ estremamente eccezionale, indica chiaramente che l’Effetto Hutchison ha un’influenza potente sulle forze di Van der Waals (nota 1). In una contraddizione impressionante e sconcertante, le sostanze dissimili possono riconciliarsi semplicemente “insieme”, tuttavia le singole sostanze non si dissociano.

Un blocco di legno puo’ semplicemente “penetrare dentro” una barra di metallo, tuttavia ne’ la barra di metallo ne’ il blocco di legno si sfasciano. Inoltre, non c’e’ alcuna prova di spostamento (o spiazzamento), tale si verificherebbe se, ad esempio, come quando accade calando una pietra in una coppa d’acqua.

Il riscaldamento anomalo di metalli senza alcuna prova di bruciare o bruciacchiarsi dei materiali adiacenti (di solito legno) e’ un’indicazione chiara che la natura del calore potrebbe non essere stata completamente capita. Questo ha implicazioni di vasta portata per la termodinamica, che dipende completamente dalla presunzione di tale conoscenza.

Si dovrebbe notare che l’integrita’ della termodinamica e’ rappresentata dalla parte infrarossa dello spettro elettromagnetico, la quale e’ insignificante in un contesto da 0 Hz a infiniti Hz. Il riscaldamento anomalo esibito dall’Effetto Hutchison mostra chiaramente che abbiamo molto da imparare, specialmente la dove si incontrano termodinamica ed electromagnetismo.

Lo spaccarsi spontaneo dei metalli, cosi’ come si verifica con l’Effetto Hutchison, e’ specifico per due ragioni: (1) non c’e’ alcuna prova di una “forza esterna” che causi lo spaccarsi e (2) il metodo con cui il metallo si separa, implica un movimento scorrevole in una direzione trasversale, orizzontalmente. Il metallo semplicemente si sfalda (disfa).

Alcuni cambiamenti temporanei della struttura cristallina e delle proprieta’ fisiche dei metalli sono piuttosto reminiscenti della “curvatura di cucchiaio” di Uri Geller, eccetto che non ce nemmeno un campione di metallo quando hanno luogo i cambiamenti. Un video mostra un cucchiaio che sbatte su e giù come uno straccio molle in una brezza. Nel caso di cambiamenti permanenti, una barra di metallo sara’ dura ad una estremita’, come acciaio e morbida avanzando verso l’altra estremita’, come piombo polverizzato. Ancora, questa e’ l’evidenza di una influenza forte sulle forze di Van der Waals.

Le interferenze di onde radio implicate nella produzione di questi effetti, sono prodotte da piu’ di quattro o cinque differenti sorgenti radio, tutte operanti a bassa potenza. Tuttavia, la zona in cui le interferenze hanno luogo e’ stressata da centinaia di chilovolts.

Si suppone, da alcuni ricercatori, che quello che Hutchison ha fatto, sia aprire il rubinetto nell’Energia del Punto Zero (ZPE). Questa energia prende il suo nome dal fatto che e’ evidenziata da oscillazioni a zero gradi Kelvin, dove e’ supposto che tutte le attività in un atomo cessino.

Questa energia e’ associata ad emissioni spontanee e annichilazione di elettroni e positroni che provengono dal cosidetto “vuoto quantico”. La densità dell’energia contenuta nel vuoto quantico e’ stimata da alcuni, a dieci alla tredicesima (10^13) Joules per centimetro cubo, che è riferita essere sufficiente a far evaporare via gli oceani della Terra in un momento.

Dato accesso a tali energie, c’e’ poco da meravigliarsi che l’Effetto Hutchison produca fenomeni così bizzarri. Attualmente e’ difficile riprodurre i fenomeni con qualsiasi regolarità. L’obiettivo su cui concentrarsi in futuro, quindi, e’ prima di tutto aumentare la frequenza di occorrenza degli effetti, quindi ottenere qualche grado di precisione nel loro controllo.

In questo momento il lavoro continua. Entro breve tempo, intendiamo vedere quale progressi potranno nascere.

Shreveport, Louisiana February 16, 1999
Copyright © 1999 by Mark A. Solis

Tratto da : http://www.nonapritequelportale.com/antigravita

Volutamente non ho evidenziato una parte del testo , poiché si vuole tentare di fornire un’ulteriore spiegazione all’effetto Hutchison :
Indiscutibilmente l’effetto Hutchison dimostra il legame esistente tra la Materia e la Gravità! (poiché esse sono simili da leggere “Colla Magnetica”)
Come lo fa è sconosciuto anche allo stesso Hutchison , infatti la ripetizione dell’esperimento non è scontata.
Ma sappiamo che gli Atomi Magnetici (Mono-poli magnetici) di cui sono composti Materia e Gravità nella loro esistenza vibrano tramite l’Heart-Beat proveniente dal sole , quindi in qualche modo si agisce perturbando questa vibrazione (o sul segnale Heart-Beat proveniente dal sole).
Da qui si hanno i fenomeni di anti-gravità e di sfaldamento (dissolvimento) della materia , o “fusione” tra le materie di qualunque tipo senza ricorrere al calore.

Effetto Hutchison (replica) : https://www.youtube.com/watch?v=4-YwbgXpnkA

Pier Luigi Ighina (Repetita Iuvant!) : https://www.youtube.com/watch?v=OMD9aRXIkKY

Link : http://www.thehutchisoneffect.com/
Link alle foto in HI-RES : http://www.thehutchisoneffect.com/index.php?option=com_content&task=view&id=49&Itemid=47
Link foto di esempi di fusione : http://www.thehutchisoneffect.com/index.php?option=com_content&task=view&id=19&Itemid=47

Esempio di fusione tra metalli

Penetrazione di legno nel metallo

Penetrazione di legno nel metallo dettaglio

Penetrazione di metallo nel metallo

John Hutchison Seattle in 2008 : https://www.youtube.com/watch?v=eAyooY3VDA4

Documenti sull’Effetto Hutchison

The Hutchison Effect File by D.Domenico

Hutchison Effect – More Info by D.Domenico

Set 032012
 
Vaso Assiro di Ametista

Com’è possibile , tagliare enormi blocchi di pietra e trasportarli anche per grandi distanze , dopodiché metterli in opera con precisione millimetrica ? (fare anche riferimento all’articolo “Levitated Mass”)

Cuzco scherzo capezzolo

Come quelli del Tempio di Baalbek o i blocchi finemente tagliati in durissima Diorite come quelli presenti nel sito di Puma Punku.

Oppure realizzare simili installazioni , integrate nella roccia :

Machupicchu

 

Tambomachay

Ma gli antichi maestri della materia , non si sono limitati a fabbricare opere che fanno impazzire gli odierni ingegneri, essi erano anche in grado di creare vasi d’una fattura squisita , da un singolo blocco di pietra come il basalto o il granito. (nulla a che vedere con le attuali grossolane riproduzioni)

Coppa in Gneiss

Nel caso della Coppa in Gneiss (Granito) , attualmente nessuno al mondo è in grado di fabbricare una coppa simile , realizzata da un unico blocco di pietra , di una fattura finissima , la materia è stata ripiegata su se stessa in modo da formare gli orli per bere.
Ed esistono anche altri casi quali :

Vasi ritrovati a Saqqara

Vasi ritrovati a Saqqara

Sono tutti vasi ricavati da unici blocchi di pietra , pezzi irripetibili!

Vaso in Basalto

Vaso in Basalto e notizie del suo ritrovamento :

http://antiquities.bibalex.org/Collection/Detail.aspx?lang=en&a=666

Vaso in Porfido

Vaso in Porfido e notizie sul suo ritrovamento :

http://antiquities.bibalex.org/Collection/Detail.aspx?lang=en&a=665

 

Vaso in Marmo (Saqqara)

Il segreto è nella natura della materia stessa , che come avevano capito gli antichi , gravità e materia sono simili , cioè fatti della stessa essenza.

Non a caso esiste questa raffigurazione dell’inca che usa il sole

Inca che usa il sole

Solo modellando la materia è possibile ottenere risultati simili :

Killarumiyoc – l’orologio lunare

 

Tutti questi lavori sono stati possibili grazie alla conoscenza della reale natura della materia , solo così è possibile modellarla e non scolpirla , o dissolverla senza tagliarla (Fare riferimento all’articolo : “Energia Liquida”).

 

Fori inspiegabili nell’antico Egitto

Tratto da : http://www.bibliotecapleyades.net/egipto/esp_egipto16.htm

Nel 1883, William Matthew Flinders Petrie (1835-1942) presentò all’Istituto Antropologico di Londra, uno studio sui fori effettuato su blocchi di roccia molto dura come il granito e il diorite.
Tra i vari dati tecnici riportati da Petrie, si poteva osservare quello di un foro realizzato su un blocco di granito dal diametro di 5,6 cm. E all’interno un solco a spirale con cinque giri con una differenza tra di loro di 2,3 millimetri, il che significa quasi un metro di profondità con un solo giro di perforazione.
Anche nel caso dei blocchi della Grande Piramide, le cifre erano sconcertanti in quanto si vedeva che in ogni giro il trapano entrava nella roccia di granito rosso per 2,5 millimetri; un dato inspiegabile se consideriamo che con la nostra moderna tecnologia i trapani di diamante sintetico perforano 0m05 millimetri alla volta esattamente cinque volte meno di quelli primitivi e rudimentali trapani egizi.
Negli altri fori studiati dal diametro di 11,43 cm. E realizzati su un durissimo blocco di diorite si poteva osservare il solco a spirale che raggiungeva le 17 volte, cioè nientemeno che 6 metri con un solo giro.
Tra la sorpresa e l’incredulità continuarono ad apparire nuovi dati di fori di ogni tipo di diametro, dai 70 cm. Fino a quelli minuscoli da 1 cm. Ma non meno effettivi dei primi al momento della penetrazione nella dura roccia.
I nostri materiali per la foratura più moderni della durezza massima secondo la scala di Mohs, raggiungono il livello 11 su 10, che è quella del diamante, una pietra che gli Egiziani non conoscevano. Questi materiali di livello 11 come il diamante nero, sono molto lontani dall’ottenere i risultati raggiunti dagli antichi strumenti egizi.
Secondo la scala di Mohs, che stabilisce un livello da 1 a 10 per la durezza dei materiali, a Benjamín Baker (Ingegnere specializzato in strumentazione industriale e petrografia), dopo aver applicato una semplice regola di tre, non rimase altro che viste le irrefutabili prove ed evidenze che ancora oggi rimangono tali e quali, assicurare che il materiale impiegato per le trapanature degli antichi Egizi avrebbero dovuto avere perlomeno una durezza di livello 500.
Un autentico controsenso se teniamo presente il livello 11 che è il massimo raggiunto dalla tecnologia del XX secolo a partire dagli elementi sintetici e un livello 101 che è anche il massimo che troviamo in natura.
Tra le conclusioni finali che troviamo nel resoconto Baker risalta quella che segue:
“…L’unica differenza nel funzionamento del trapano antico e quello moderno è una enorme pressione sui trapani che le nostre moderne frese d’acciaio e diamante non possono resistere.
La pressione massima che un moderno trapano può sopportare è di un 50 chili, però gli strumenti egiziani ne sopportavano almeno 2.000…”

Riassumendo gli attrezzi impossibili utilizzati per la perforazione di durezza Mohs = 500 (su una scala da 1 a 10) e sottoposti ad una pressione di 2.000 chili!

Link allo studio presentato da W.M. Flinders Petrie nel 1883 : https://www.scribd.com/document/332208395/On-the-Mechanical-Methods-of-the-Ancient-Egyptians-W-M-Flinders-Petrie

La Stele di re Nectanebo I

Presso il British Museum (Londra), sala N° 4 link al video : https://www.youtube.com/edit?video_id=Y-Ff5u1ngus

I Vasi di Pietra

Anche consultabili all’articolo dedicato : https://www.fortunadrago.it/5554/vasi-roccia-pietra/

Museo Nazionale di Antropologia e Storia di Città del Messico - Vaso Toltec

Museo Nazionale di Antropologia e Storia di Città del Messico – Vaso Toltec

Al Museo Nazionale di Antropologia e Storia di Città del Messico questo “Vaso Toltec” parzialmente lavorato, mostra come asportassero facilmente e con precisione la materia (in piccole quantità) dall’interno della pietra di cui è formato il vaso senza danneggiarlo.

Vaso Toltec

Vaso Toltec

Vaso Toltec

Vaso Toltec

 

Come i maestri della materia abbiano potuto realizzare i vasi di pietra nell’antico regno d’Egitto è un mistero che risiede nell’essenza stessa della Materia :
Link al video : https://www.youtube.com/watch?v=-AGscdd1hnA

Galleria di vasellame realizzato da singoli blocchi di pietra, pezzi unici, inesplicabili, impossibili da realizzare anche con le tecniche odierne per forma e geometria (sono state inserite anche la Ciotola d’Agata, La Coppa dei Tolomei, La Coppa di Licurgo, e la Tazza Farenese (poiché considerati pezzi unici ed irripetibili).