Antico taglio – Ancient cut

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Giu 202019
 

Il tempo è inesorabile. (…) ci lascia con solo “frammenti” che spesso vengono estratti solo con grande difficoltà. E più tempo è passato dal momento di una certa realtà, ai giorni nostri, più i piccoli “frammenti” sono a nostra disposizione per la ricostruzione di questo “gigantesco mosaico”.

L’antico taglio

A chi non sarà capitato di ammirare la magnificenza delle piramidi in Egitto e domandarsi come sia stato possibile edificarle per gli antichi che disponevano di mano d’opera e mezzi primitivi.
Le piramidi, realizzate con blocchi di calcare mediamente pesanti 2 Tonnellate e mezza.
Analizzando il lavoro compiuto, hanno :
1) Tagliato i blocchi di calcare della dimensione desiderata
2) Trasportato i blocchi di calcare dalla cava a Giza
3) Hanno messo in opera tonnellate e tonnellate di blocchi fino all’altezza di : 61 m. (Micerino), 136 m. (Chefren) e 139 m. (Cheope).

Un lavoro a dir poco titanico considerato che secondo le testimonianze furono impiegati solo 20 anni per realizzare quella di Cheope.
Inoltre gli antichi egizi hanno creato artefatti che non possono essere semplicemente spiegati. Gli strumenti in rame non corrispondono assolutamente al “livello di abilità”, che è evidente negli artefatti. Ci sono una serie di oggetti intriganti che sono sopravvissuti a questa civiltà e, nonostante i suoi monumenti più visibili e impressionanti, abbiamo solo una comprensione frammentaria delle piene capacità della sua tecnologia. Gli strumenti esposti dall’Egittologia come strumenti per la creazione di molti di questi incredibili reperti sono fisicamente incapaci di produrli.
Un egittologo britannico, Sir William Flinders Petrie, ha riconosciuto che questi strumenti erano insufficienti. Ha studiato a fondo questa anomalia nelle Piramidi e nei Templi di Giza e ha espresso stupore per i metodi che gli antichi egizi usavano per elaborare rocce vulcaniche solide. Li ha collegati a metodi che “… stiamo solo ora iniziando a comprendere”.

William Matthew Flinders Petrie

Nel 24 Aprile 1883, Sir William Matthew Flinders Petrie (Charlton, 3 giugno 1853 – Gerusalemme, 28 luglio 1942) presentò all’Istituto Antropologico di Londra, uno studio sui fori effettuato su blocchi di roccia molto dura come il granito e il diorite.
Link documento : https://issuu.com/derekwillstar/docs/on-the-mechanical-methods-of-the-an

On the Mechanical Methods o… by on Scribd

Tra i vari dati tecnici riportati da Petrie, si poteva osservare quello di un foro realizzato su un blocco di granito dal diametro di 5,6 cm. E all’interno un solco a spirale con cinque giri con una differenza tra di loro di 2,3 millimetri, il che significa quasi un metro di profondità con un solo giro di perforazione.
Anche nel caso dei blocchi della Grande Piramide, le cifre erano sconcertanti in quanto si vedeva che in ogni giro il trapano entrava nella roccia di granito rosso per 2,5 millimetri; un dato inspiegabile se consideriamo che con la nostra moderna tecnologia i trapani di diamante sintetico perforano 0m05 millimetri alla volta esattamente cinque volte meno di quelli primitivi e rudimentali trapani egizi.
Negli altri fori studiati dal diametro di 11,43 cm. E realizzati su un durissimo blocco di diorite si poteva osservare il solco a spirale che raggiungeva le 17 volte, cioè nientemeno che 6 metri con un solo giro.
Tra la sorpresa e l’incredulità continuarono ad apparire nuovi dati di fori di ogni tipo di diametro, dai 70 cm. Fino a quelli minuscoli da 1 cm. Ma non meno effettivi dei primi al momento della penetrazione nella dura roccia.
I nostri materiali per la foratura più moderni della durezza massima secondo la scala di Mohs, raggiungono il livello 11 su 10, che è quella del diamante, una pietra che gli Egiziani non conoscevano. Questi materiali di livello 11 come il diamante nero, sono molto lontani dall’ottenere i risultati raggiunti dagli antichi strumenti egizi.
Secondo la scala di Mohs, che stabilisce un livello da 1 a 10 per la durezza dei materiali, a B. Baker, dopo aver applicato una semplice regola di tre, non rimase altro che viste le irrefutabili prove ed evidenze che ancora oggi rimangono tali e quali, assicurare che il materiale impiegato per le trapanature degli antichi Egizi avrebbero dovuto avere perlomeno una durezza di livello 500.
Un autentico controsenso se teniamo presente il livello 11 che è il massimo raggiunto dalla tecnologia del XX secolo a partire dagli elementi sintetici e un livello 101 che è anche il massimo che troviamo in natura.
Tra le conclusioni finali che troviamo nel resoconto Baker risalta quella che segue:
“…L’unica differenza nel funzionamento del trapano antico e quello moderno è una enorme pressione sui trapani che le nostre moderne frese d’acciaio e diamante non possono resistere.
La pressione massima che un moderno trapano può sopportare è di un 50 chili, però gli strumenti egiziani ne sopportavano almeno 2.000…”

Seguono alcune caratteristiche dell’Antico Taglio :

Carotaggio – Core drill

Tratto da link : http://old.lah.ru/konspekt/taina/amae-text.htm (Tradotto da Google)
Restringimento all’estremità e fori e il nucleo.
Scanalatura a vite simmetrica dopo queste costrizioni, a indicare che il trapano si è spostato nel granito con una velocità di avanzamento di 0,1 pollici per giro del trapano.
Il fatto sorprendente è che la scanalatura a spirale del trapano è più profonda quando passa attraverso il quarzo che attraverso il feldspato più morbido.
In normali lavorazioni, si verificherebbe una tale inversione. Nel 1983, Donald Ran ( Rahn Granite Surface Plate Co., Dayton, Ohio) mi ha detto che le frese diamantate, ruotando ad una velocità di 900 giri al minuto, penetrano nel granito alla velocità di 1 pollice in 5 minuti. Nel 1996, Eric Leiter (Trustone Corp) mi ha detto che questi parametri non sono cambiati da allora. La velocità di avanzamento dei trapani moderni è quindi di 0.0002 pollici per giro, a dimostrazione del fatto che gli antichi egizi erano in grado di perforare il granito con una velocità di avanzamento di 500 volte superiore (o più profonda per giro di foratura) rispetto alle trivelle moderne. Altre caratteristiche rappresentano anche un problema per le esercitazioni moderne. I trapani antichi creavano fori affusolati con una scanalatura a spirale che veniva perforata più in profondità attraverso l’elemento più duro del granito.

Vetrificazione della materia – The Reflex

Un’altro aspetto da considerare è la vetrificazione della Materia, ottenuta tramite l’antico taglio, una lavorazione che restituisce superfici riflettenti.

(La parte soggetta al taglio è come se subisse una sorta di “ceramizzazione” che la rende più fragile ma può essere più o meno lucida) :

Rendere la materia soffice – Soft Stones

La materia sottoposta all’Antico taglio viene resa “soffice” (della consistenza della ricotta) almeno per un certo periodo, finché non si “scarica” dall’energia primordiale di cui è stata caricata (anche tramite il potere delle punte) fino ad allora, è possibile asportarla, o modellarla agevolmente :

Vasi di pietra

Granito, perfettamente bilanciata (produrre un pezzo del genere in argilla sarebbe molto impressionante, in granito è incredibile.)

Granito, perfettamente bilanciata (produrre un pezzo del genere in argilla sarebbe molto impressionante, in granito è incredibile.)

Ma il grande trionfo è una ciotola di diorite (No. 4716) Traslucida e piena di piccole inclusioni, ancora questa ciotola, 6 pollici di diametro, è solo 1/40 di pollice (0,025′) di spessore nella sua parte più grande ; giusto dietro l’angolo il suo spessore, dove si ingrossa, ma una piccola scheggiatura proprio all’esterno della forma dimostra la sua straordinaria sottigliezza non più spessa di una carta da gioco. (W.M.F. Petrie 24 April 1883)

Attualmente siamo in grado di riprodurre vasi di pietra in questo modo, scavando solo un buco all’interno, mentre gli antichi riuscivano a lavorare interamente il pezzo.

Ciotola in Diorite, la materia è stata piegata per realizzare gli orli.

Questo è il modo in cui venivano realizzati i vasi con l’antico taglio, asportando completamente la materia in eccesso.

Ciotola in Diorite, talmente sottile che è stata resa trasparente.

Vaso Assiro in Ametista, durissima e facilmente scheggiabile.


Consultare anche il link : https://www.fortunadrago.it/5554/vasi-roccia-pietra/

Colosso di Ramesse

Il Colosso di Ramses II a Mit Rahina

Quando la statua fu scoperta nel 1820, Muhammad Ali Pasha, il governatore dell’Egitto in quel momento, donò la statua al British Museum, ma il museo si scusò per aver accettato il dono. Nonostante la magnificenza della statua, non sono riusciti a trovare un modo per trasportarlo a causa delle sue dimensioni e del suo peso. La Gran Bretagna era il paese dominante del mondo in quel momento e con le flotte più grandi, nonostante non riuscisse a trovare un modo sicuro per trasportarlo, la statua nella sua dimensione completa pesa quasi 100 tonnellate .. In Egitto, hanno scoperto che il taglio e il trasporto è costoso. Hanno trovato più facile lasciare nello stesso posto e creare un museo intorno ad esso! .. Voglio che tu, caro lettore, immagini come viene trasferito il produttore dalla sua posizione originale a questo posto!

Questa statua, che è stata esaminata dall’ingegnere Christopher Dan negli anni Novanta e ha notato qualcosa di transitorio .. che le aperture del naso della statua sono simili .. Questa è stata una motivazione per fare uno studio sul volto della statua nel 2005 e provato un “semitre” completo dalla fronte all’enorme statua (un’asimmetria tra le due metà del viso) che lo ha completamente escluso di essere scolpito con martelli e scalpelli e che c’è un altro modo di intagliare la statua che non è stato ancora scoperto.

Non dobbiamo aver paura di riconoscere che non sappiamo cosa sia realmente la Materia e ne tanto meno la Gravità. Che gli antichi avessero delle conoscenze e tecniche di manipolazione della Materia migliori delle nostre attuali ed hanno reso possibile ciò che oggi per noi è IMPOSSIBILE.

Link presenti sul sito per approfondire :

Che cos’è la Materia per la Scienza… : https://www.fortunadrago.it/2078/che-cose-la-materia-secondo-la-scienza/

I Maestri della Materia : https://www.fortunadrago.it/2398/i-maestri-della-materia/

Edward Leedskalnin (il costruttore solitario di Coral Castle – Homestead – Florida) : https://www.fortunadrago.it/approfondimenti/edward-leedskalnin/

Particelle solari mutano la Materia sulla Terra… : https://www.fortunadrago.it/2578/particelle-solari-mutano-la-materia-sulla-terra-lo-strano-caso-dei-brillamenti-solari-e-degli-elementi-radioattivi/

Universo Magnetico : https://www.fortunadrago.it/2744/universo-magnetico-primer-fields/

Energia Liquida : https://www.fortunadrago.it/2881/energia-liquida-teoria/

Effetto Hutchison : https://www.fortunadrago.it/3400/effetto-hutchison/

La Materia energia solidificata : https://www.fortunadrago.it/3868/la-materia-energia-solidificata/

Tutto ciò non è che bolle di sapone : https://www.fortunadrago.it/5084/non-bolle-sapone/

Vita Minerale : https://www.fortunadrago.it/5121/vita-minerale-mineral-life/

Vasi di roccia (pietra) : https://www.fortunadrago.it/5554/vasi-roccia-pietra/

Lo strano caso di Rolando Pelizza : https://www.fortunadrago.it/6137/lo-strano-caso-rolando-pelizza/

Viviamo in un Universo Magnetico : https://www.fortunadrago.it/6315/viviamo-un-universo-magnetico/

Breve storia dell’etere : https://www.fortunadrago.it/6744/breve-storia-delletere-dagli-antichi-greci-fino-al-xx-secolo/

Il segreto di madre natura : https://www.fortunadrago.it/approfondimenti/pierluigi-ighina/il-segreto-di-madre-natura/

Rolando Pelizza e quell’ultimo tentativo

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Ago 032017
 

Di Rolando Pelizza è stato trattato nel precedente articolo : Lo strano caso di Rolando Pelizza al seguente link https://www.fortunadrago.it/6137/lo-strano-caso-rolando-pelizza/

Per dovere di cronaca, vanno documentati l’impegno di Rolando Pelizza ed i tentativi di rendere la macchina ideata da Ettore Majorana fruibile all’umanità tutta e non relegare l’uso come arma bellica.

Quell’ultimo tentativo

Tratto dal sito originale : http://www.ilsegretodimajorana.it/

Rolando Pelizza

Rolando Pelizza è nato nel 1938 a Chiari, una cittadina della Lombardia, da un’operosa famiglia benestante, commerciante in calzature. Le sue prime attività furono in quel settore, poi si dedicò ad altre iniziative economiche aprendo degli uffici a Roma e intessendo anche dei rapporti di affari in Europa, soprattutto in Spagna e in Svizzera.

Nel 1976 egli fu ingiustamente imprigionato con l’accusa di concorso in sequestro di persona, con la conseguenza di un tracollo economico per le sue società.

Rilasciato (e poi sarà assolto), nel giugno dello stesso anno sulla piattaforma di un forte in alta montagna, con un esperimento mostra ad alcuni conoscenti come sia capace di annichilire una roccia mediante una piccola macchina da lui costruita, affermando di usare l’antimateria.

Da qui altri esperimenti e laboriose trattative con dei Governi (U.SA., Italia, Belgio e la stessa NATO) e l’interesse di questi per l’invenzione.

Nei molti altri esperimenti eseguiti, egli ottiene non solo la possibilità di distruggere elementi con la sua macchina, ma soprattutto dimostra di ottenere grandi quantità di energia a costo zero.

Pelizza, pur di fronte a molte offerte economiche strabilianti, non vuole cedere quel suo ritrovato,temendo che possa essere utilizzata per fini bellici: e già allora c’è la bramosia di tanti interessati a mettere le mani su quel congegno e nel contempo tutta una campagna di disinformazione e depistaggio allo scopo di fare terra bruciata attorno a lui.

Proprio per questoha avuto un mandato di cattura internazionale “per aver costruito un’arma senza regolare licenza” (!) –di fatto la sua macchina già da allora è vista non come strumento utile bensì come potenziale ed efficace arma distruttiva, il così detto “raggio della morte”-, per cui nel 1982 egli si rifugia all’estero ove vi rimane per quasi dodici anni.

Assolto e al suo rientro in Italia nel 1993 fino a oggi per quasi ulteriori venti anni, Pelizza pur tra mille difficoltà economiche per finanziarsi prosegue le sue costose ricerche .

Da tempo egli ha più volte affermato, e i suoi esperimenti documentati rimarrebbero inspiegabili se non fosse così, di aver conosciuto e frequentato –sia pure saltuariamente- il grande fisico Ettore Majorana in un convento e dello stesso essere stato il braccio operativo nel costruire e congegnare una macchina atta a ottenere la conferma sperimentale della teoria di fisica atomica elaborata dal grande fisico scomparso nel 1938.

Certo una tale macchina è in grado di modificare gli equilibri economici mondiali, e non solo quelli, e si possono ben capire le bramosie e gli intrighi che ha suscitato e come si sia impedito a Rolando Pelizza di poter fare anche in questi ultimi tempi una prova ufficiale sotto il controllo e la certificazione di persone qualificate.

Questo impedimento, fatto da pressioni psicologiche, di intimidazioni, di veri e propri ricatti e di molto altro ben più grave, rappresenta la continuazione del discredito iniziale scientemente sparso su di lui soprattutto attraverso la disinformazione mediatica concepita negli ambienti dei servizi segreti specializzati nella “organizzazione della disinformazione” e in tutte quelle altre azioni, compreso il ridurlo e tenerlo in condizione di estrema povertà, ossia con tutto ciò che in gergo tecnico viene definito “intossicazione dell’ambiente”.

Pelizza, che ha sempre vissuto e operato nell’intento di utilizzare la macchina a vantaggio di tutti, non dispera però di raggiungere il suo obiettivo, poiché se in questi ultimi anni egli ha avuto contatti e rapporti interlocutori con varie personalità, con ricercatori, Enti, c’è che soprattutto ultimamente la Santa Sede si è mostrata particolarmente interessata per l’utilizzo pacifico di questa macchina a vantaggio delle popolazioni povere.

1 Marzo 2016

Comunicazione 1 Marzo 2016

Tratto dal sito originale : https://www.rinodistefano.com/it/documenti/piani-costruzione-macchina-pelizza.php

15 Febbraio 2017

 

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Fino ad arrivare all’ultima comunicazione conosciuta

Tratto dal sito originale : http://www.majorana-pelizza.it/

Luglio 2017

Sono Rolando Pelizza e questa vicenda ebbe inizio nel 1958, quando avevo venti anni.

Dopo un breve periodo di frequentazione con il Prof. Majorana e di apprendimento dei “Suoi” rivoluzionari principi di matematica e fisica, Egli mi disse: “se decidi di seguire i miei insegnamenti, sappi che dovrai lavorare intensamente, ed a risultato raggiunto potresti avere molti problemi”.

Accettai senza tentennamenti e riserva alcuna: ero entusiasta e lusingato di quanto mi stava accadendo.

Oggi sono trascorsi 59 anni e la predizione di Ettore si è pienamente avverata.

Con grande amarezza dichiaro quanto segue…

Oltre mezzo secolo di studi da parte di Ettore Majorana e di mie sperimentazioni hanno permesso la realizzazione di una macchina che avrebbe potuto portare benessere ed incalcolabili benefici all’Umanità.

Essendo la realizzazione pratica di nuovi principi di matematica e di fisica che tuttora non trovano riscontro nelle conoscenze ufficiali, questa scoperta è in grado di produrre calore praticamente a costo zero (essendo alimentata solamente da una batteria da 12 volt) e successivamente utilizzarlo per produrre energia elettrica. Inoltre può trasmutare qualsiasi elemento della materia in un altro. Gli impieghi, come ben si può immaginare, sarebbero innumerevoli, basti pensare che potrebbe eliminare l’anidride carbonica nell’atmosfera e ricostruire lo strato di ozono, che ormai sappiamo essere insufficiente per la protezione del nostro pianeta dai raggi solari. Devo purtroppo usare il condizionale in quanto l’Umanità è stata privata di tutti questi possibili benefici a causa del volere di pochi.

Nel rendere pubblici gli esperimenti da me eseguiti per mettere a punto la “macchina”, mi sono sempre raccomandato che fossero evidenziati gli scopi di questa mia scelta, ossia

  • che questo fosse l’unico modo per rendere tutti consapevoli delle grandi opportunità che la realizzazione della macchina offriva
  • che il grande merito scientifico dell’elaborazione della teoria fisica sulla quale si basa la “macchina” non è dovuto a me, bensì a Ettore Majorana
  • che, ancor prima che un “strumento”, questa è da considerarsi un grande dono che Dio ha concesso a tutta l’Umanità, dono che non dovrà mai essere utilizzato per accrescere il potere di questo o quell’altro “grande” della Terra, inteso come Stato o Centro di potere. Al contrario, dovrà essere gestito a vantaggio di tutti gli esseri del creato, proiettandoli verso un futuro migliore o meglio garantendo loro un futuro, visto che il nostro è seriamente messo a grave rischio.
    Purtroppo questo straordinario ritrovato tecnologico, la “macchina”, già dai primi esperimenti non fu considerato come strumento utile all’Umanità intera, ma pressoché unicamente come “arma” dagli effetti sconvolgenti, in grado di modificare gli equilibri mondiali. Il risultato fu che si crearono bramosie, si configurarono intrighi e furono messi in atto veri e propri ricatti nei confronti miei e del mio Maestro. Oltretutto, siamo stati oggetto di reiterati e sistematici furti di documenti, materiali, prototipi e “macchine” già completate.
    La mia conoscenza e frequentazione, sia pur saltuaria, con Ettore è stata dimostrata sia direttamente tramite foto, filmati e documenti eccezionali presenti in questo sito (e ancora di più nel libro “2006: Majorana era vivo!” , che riprende e amplia i precedenti due libri “Il Dito di Dio”, “Il Segreto di Majorana, due uomini una macchina“). A questi si aggiungono una serie di esperimenti da me eseguiti su indicazione del mio Maestro, che restano ancora oggi incomprensibili ai più preparati fisici.
    Fin dall’inizio, siamo stati costantemente ostacolati ed è stata impedita qualsiasi nostra iniziativa o applicazione pratica della ”macchina” per il beneficio collettivo. Non solo, anche le mie iniziative imprenditoriali sono state sistematicamente boicottate, anche se nulla avevano a che vedere con questa.Un esempio: già nel 1972 avevo messo a punto una spugna idrorepellente e oleofila in grado di assorbire in modo ecologico eventuali versamenti di idrocarburi nelle acque in caso di disastri ambientali; profondamente immerso nei miei esperimenti sulla “macchina” in quegli anni non ebbi modo di commercializzarla. Nel 2007 gli stessi che mi osteggiavano nei miei progetti umanitari mi proposero, in cambio dei materiali che avevo prodotto, vedi foto, un pagamento dell’ordine del 50% del valore. Per giustificare questo pagamento proposero di notiziare il know della spugna creando così il contesto per giustificare il pagamento. Venne così organizzata, da miei conoscenti, una mia intervista con il giornalista Dott Colavolpe sull’argomento “spugna”, andata in onda su RAI2, che non mi procurò nient’altro che un’ulteriore inutile attesa del mantenimento di tante promesse.L’ultimo episodio di vera e propria vessazione nei miei confronti è avvenuto quando un gruppo armato si presentò a noi intimandoci di seguirli per una destinazione non specificata; Ettore si oppose fermamente temendo per la probabile separazione dalla mia famiglia e si offrì di seguirli spontaneamente in cambio della mia libertà. Così avvenne e in quell’occasione ci furono sottratte due macchine complete ed una in costruzione, oltre agli scritti del maestro riportanti i suoi progressi nel perfezionamento della IV fase dell’utilizzo della “macchina”.Nell’anno 2000, Majorana in una lettera mi esortò ad abbandonare ogni progetto riguardante la “macchina” poiché temeva per la mia incolumità e pensava che di fronte a certe potenze tutto sarebbe stato vano. Io proseguii per la mia strada seguendo la mia coscienza, che non mi permetteva di abbandonare un progetto così importante per l’Umanità che ora, con il senno di poi, devo considerare ahimè solo come un enorme insieme di problemi e traversie che hanno costellato la mia vita, impedendomi di vivere a fondo il rapporto con i miei cari, un diritto di cui ogni uomo dovrebbe poter godere.Nel 2014 ho rivolto un pubblico appello a tutti gli uomini liberi e di buona volontà. Ho divulgato l’esistenza di questa tecnologia di cui ho dato ampia dimostrazione a ben 3 stati (gli USA, l’Italia, il Belgio di fronte alla stessa Nato), ho anche spiegato le sue applicazioni concrete che potrebbero migliorare, o meglio, salvaguardare l’esistenza dell’Umanità, come voleva Ettore Majorana e come voglio io che l’ho costruita.Non chiedevo finanziamenti, ma la possibilità di metterla a disposizione per tutti i possibili usi pacifici e a vantaggio innanzitutto del mio Paese, dell’Europa e di tutto il resto del mondo, ma questo mio appello, probabilmente per contrari interessi superiori, è rimasto “lettera morta”.

    Ora sono logorato da tanti anni di ricatti e battaglie con i maggiori gruppi di potere, i quali hanno già avuto e vorrebbero continuare a pretendere di avere gli esclusivi benefici dell’uso di questa “macchina”. D’ora in poi mi dedicherò solo allo sviluppo ed alla commercializzazione di altre mie invenzioni tecnologiche a cominciare dalla “spugna”. Lo devo innanzitutto ai miei cari, a me stesso e anche a Ettore Majorana che già mi aveva esortato di abbandonare il progetto “macchina”.

    Con oggi ho deciso quindi di non fare più nulla che sia inerente a questa scoperta e ho distrutto tutto ciò che mi era rimasto del progetto, compresi alcuni codici indispensabili per l’utilizzo della “macchina”.

Con tanta amarezza, Rolando Pelizza

P.S.: I documenti, filmati e fotografie sono copie degli unici originali di esclusiva proprietà di Rolando Pelizza. Tutto il materiale pubblicato e stato periziato da esperti qualificati che ne confermano l’origine, senza aver subito alterazioni. Chi volesse copiare o riprodurre il materiale in questione può farlo solo a condizione di citarne la fonte, non alterarne in nessun modo il contenuto e non utilizzarlo per fini commerciali. Questo è l’unico sito ufficiale di Rolando Pelizza, e qualsiasi pubblicazione presente nel web non può essere a lui attribuita, né direttamente riconducibile.

Tratto dal sito origine : http://www.majorana-pelizza.it/

Lo strano caso di Rolando Pelizza

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Lug 302017
 

Sito origine di Rino di Stefano al seguente indirizzo : https://www.rinodistefano.com/

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Rolando Pelizza

Chi è Rolando Pelizza fare riferimento al link : http://www.majorana-pelizza.it/?page_id=252
Dichiara di aver incontrato all’età di 20 anni, per caso in un convento del sud Italia il fisico Ettore Majorana nel 1958 (di cui non si avevano più notizie dal 27 Marzo 1938) , che non s’è mai allontanato dall’Italia fino al 2006 (anno della presunta morte).
A riprova di questo, fornisce foto e documenti che vengono periziati per dettagli prego fare riferimento al seguente sito : https://www.rinodistefano.com/it/articoli/majorana-prove-2.php

Conseguentemente ne diventa suo allievo e con la supervisione di Ettore Majorana intorno agli anni Sessanta iniziano la costruzione di una macchina che dovrà realizzare le seguenti fasi :

1° fase: annichilimento controllato della materia (Distruzione o vaporizzazione)
2° fase: rallentamento dello spin della materia per far sì che si surriscaldi (Produzione di Energia tramite l’impiego di 40w riuscire a generare 800° di calore)
3° fase: trasmutazione della materia (Da un tipo di materia ad un altro)
4° fase: traslazione della materia. (Probabile teletrasporto della materia nello spazio e nel tempo)

Intervista a Rolando Pelizza

Foto tratta dal sito https://www.rinodistefano.com con dedica firmata da Ettore Majorana

Tratto dal sito origine : http://www.majorana-pelizza.it/

Rolando Pelizza ricorda numerosi problemi operativi dovuti alla realizzazione pratica della macchina, ben 228 andarono distrutte durante la fase operativa (a causa di errori matematici) e solo nel 1972 fu possibile arrivare al primo esperimento pienamente riuscito.

foto tratta dal sito https://www.rinodistefano.com con dicitura : “il cuore della macchina”

1° fase: Annichilimento controllato della Materia

Operatore della macchina : Rolando Pelizza
Il primo esperimento registrato su video cassetta: la prima prova mostra una tavola di compensato e laddove il fascio viene orientato si ha la reazione di “annichilamento” della materia che lascia un foro; la seconda mostra una lastra di ferro con lo stesso trattamento di cui sopra: il foro con il retro bianco è dovuto ad un foglio di carta poggiato sulla parete ameno di un metro; la terza evidenzia un gruppo di materiali: polistirolo espanso, plexiglass e compensato, sui quali l’effetto resta identico; la quarta prova è interessante in quanto il fascio deve reagire sul polistirolo espanso bianco, ma attraversando il cilindro di ferro pieno poggiato su di un mattone, sul quale non viene prodotto nessun effetto; la quinta prova consiste nel coprire il tubo che emette il fascio con una lastra di polistirolo espanso, come quello trattato prima, e far reagire il fascio sul mattone ed il cilindro di ferro insieme: vengono mostrati i residui rimasti; la sesta prova mostra delle piastrelle di ceramica da pavimento poggiate su una lastra di vetro, e si seleziona solo la ceramica per la reazione: si mostrano i residui rimasti: l’ultima prova consiste nel praticare un foro nel mattone di terracotta mostrato. Ogni prova descritta ha avuto una reazione durata qualche frazione di secondo. I residui sono quei materiali non selezionati nel fascio e fusi per effetto di calore. La foto di un mattone ripresa in un successivo esperimento.

Mannaia e mattone (c) Rolando Pelizza

2° fase: Rallentamento dello spin della materia per far sì che si surriscaldi

Riscaldamento a distanza

Questo filmato è composto di vari spezzoni di registrazioni. La prima mostra Pugliese che descrive i campioni dati dal Prof. Clementel per eseguire gli esperimenti di cui sopra. Segue la parte in cui Pelizza e Panetta mostrano al Notaio Leroy la macchina ed i materiali che sarebbero serviti per l’esperimento del giorno dopo. Dovendo partire per sopraggiunti impegni di lavoro, il Notaio visionava tutto nella notte precedente, lasciando ad assistere l’Arc. Roger Goeders in sua sostituzione. Il Notaio doveva certificare di aver visto la macchina alimentata dalla batteria di un’auto utilitaria. Ciò serviva per predisporre il contratto con il Governo Belga. Successivamente, il giorno dopo, si vede l’esperimento ripreso dalla parte che era visibile l’oggetto da trattare: una lastrina di rame posta dopo un pilastro di cemento armato del capannone che veniva riscaldata al 40% del suo punto di fusione. Era il secondo esperimento di riscaldamento che veniva eseguito. Nel filmato si intravedono le figure di Giuseppe Piras, Pierluigi Bossoni, Antonio Taini, Roger Goeders e Pietro Panetta. Rolando Pelizza all’interno manovrava la macchina e si avvicinava al pezzo trattato, sentiva l’emanazione di calore e lo portava a far sentire a tutti i presenti, visibili oltre la vetrata.

Implosione della macchina (Superato il tempo dei 30sec. le particelle hanno effetto sulla macchina stessa distruggendola)

In questo filmato continua la prova di cui sopra, ma la ripresa è di fronte alla macchina. Appare Pelizza che corre verso l’uscita – la vetrata di prima – e segue un bagliore dove è visibile un cilindro posto a ridosso della colonna del capannone. Succede che la prova consisteva nel portare in ebollizione l’acqua contenuta in un cilindro di vetro; il fascio avrebbe dovuto attraversare il pilastro di cemento, poi il contenitore di vetro ed agire solo sull’acqua contenuta nel cilindro. Ad azionare l’impulso era stato deputato Giuseppe Piras, che ebbe tuttavia un momento di esitazione, venendo così superato il fatidico termine dei trenta secondi, oltre il quale se il fascio non viene espulso la creazione di anti particelle reagisce all’interno della macchina e questa implode su sé stessa, con la conseguente generazione di calore, ma senza spostamento d’aria né esplosioni. Alcune ore dopo si visitavano i resti dell’implosione e Pelizza faceva notare a Piras l’enorme calore generato, che oltre a quasi fondere la macchina aveva fuso oltre un metro quadrato di gres del pavimento. Dal punto di vista fisico il secondo esperimento della fase due ebbe successo.

3° fase: Trasmutazione della Materia

Spagna Ottobre 1992 Trasmutazione della gommapiuma in oro puro (inesistente in natura)
video link : https://www.youtube.com/watch?v=346h03hjnss

Il video inizia mostrando in primo piano un cubo di gommapiuma appoggiato su un tavolo che ad un certo punto dopo un bagliore muta di colore diventando dorato. Il cubo viene misurato e pesato su una bilancia è di circa 64,5 kg. Sono visibili scarti e cubi di gommapiuma. È indicata la data del 30 ottobre 1992. Sullo sfondo si possono notare i cubi di color oro impilati.
Pelizza mostra una sega circolare a simboleggiare il taglio avvenuto successivamente. La data è il 31 ottobre 1992. Il 2 novembre 1992 le lastre tagliate sono dipinte di nero, sono mostrati i residui di trucioli in oro, si caricano in macchina le lastre dipinte di nero. In data 1 novembre 1992 si procede alla trasformazione di un pezzo di gommapiuma in oro e dopo il consueto bagliore si ha il miracolo della trasformazione. Negli ultimi 10 secondi è visibile la macchina con la batteria che la alimenta.
Note: il video è composto di vari frammenti alcuni riportati nella pagina della Perizia allegata. Ha una durata complessiva di 7 minuti e 10 secondi. Si noteranno che nella stessa prova ci sono variazione di orario tra l’inizio e la fine, ciò è dovuto al fatto che nel 1992 la terza fase in questione non era a punto e quindi richiedeva vari aggiustamenti prima di dare il fascio adeguato. La nota dolente è che i circa 250 kg, delle lastre tinteggiate e caricate in macchina, furono rubate, mentre i cubi, circa otto tonnellate, (vedi Foto) sono state portate via ufficialmente, con l’impegno di un pagamento, mai avvenuto.

4° fase: Traslazione della Materia

Ettore Majorana a Rolando Pelizza : Ti aspetto per tirarti le orecchie !

Undici anni di latitanza, contatti mantenuti solo attraverso gli emissari di Majorana e la segretaria di Rolando. Si tenta la realizzazione della terza fase ma Majorana lo riprende per il pericolo occorso. Rolando ha una conoscenza della matematica di Majorana inferiore ai due terzi, e facendosi aiutare per i calcoli da un informatico svizzero incapace di gestirli, ha fatto infuriare il Maestro per il grave pericolo di arrivare alla quarta fase senza controllo, e quindi di scomparire nello spazio. “ti aspetto per tirarti le orecchie ….”

link alla lettera datata 18 Maggio 1993 : http://www.majorana-pelizza.it/wp-content/uploads/2017/06/Lettera_18-05-1993.pdf

Aggiornamento dal sito link : http://www.thirdmillenniumphysics.world/it/la-macchina/

Nella quarta fase si può trasportare della materia inerte o degli esseri viventi in un’altra delle dimensioni che costituiscono il nostro universo. Sì, perché il nostro universo non è costituito solo dalle quattro dimensioni a noi note (tre spaziali più una temporale), ma è costituito anche da altre sette dimensioni che essendo “arrotolate” non sono normalmente visibili, anche se interagiscono in modo fondamentale e addirittura organizzatore del nostro mondo “fisico”. Passando in queste dimensioni si può, ad esempio, entrare in un ambito “senza-tempo” dove quello che per noi è il passato è semplicemente … un punto di quello spazio. Ovvero possiamo portarci in un qualsiasi momento della storia passata del mondo e in un qualsiasi punto del mondo … e poi, anche, riportarlo in queste nostre dimensioni fisiche!

N.B. le precedenti fasi hanno lo scopo di arrivare a comprendere e gestire la quarta fase in modo sicuro.

La Macchina

Nel 1 Marzo 2016 (libero dal giuramento di non parlarne per 10 anni dopo la morte di Ettore Majorana) scrive il seguente documento con volontà di rendere pubbliche le scoperte di Ettore Majorana ed il suo lavoro di realizzazione pratico della macchina.
(c) Rolando Pelizza – Tutti i diritti riservati

Risorse

link ai Disegni macchina in CAD/CAM (.STEP) : https://www.rinodistefano.com/docs/Disegni-Macchina_STEP.zip

link alla Documentazione gestione rotazione motori e impulso alla bobina : https://www.rinodistefano.com/docs/Gestione-Motori-Macchina-Rolando-Pelizza.zip

Corrispondenza tra Ettore Majorana e Rolando Pelizza (c) Rolando Pelizza – Tutti i diritti riservati

Tratto dal sito origine : http://www.majorana-pelizza.it/
(c) Rolando Pelizza – Tutti i diritti riservati

Vasi di Roccia (Pietra)

 Archeologia, Materia  Commenti disabilitati su Vasi di Roccia (Pietra)
Nov 292016
 
vasi di roccia

Nei ritrovamenti archeologici, specie in Egitto, sono stati ritrovati vasi di roccia (pietra) di dimensioni più o meno grandi, ed alcuni di una pregevole quanto inspiegabile fattura.
Rocce durissime, friabili, lavorate fino a diventare dello spessore di pochi centimetri con forme anche complesse per contenere profumi o balsami, mantenendo il motivo naturale della roccia d’appartenenza.

John Anthony West sui vasi di pietra

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=vgVcxsH3kEc

Forse realizzati in epoca pre-dinastica dai “Maestri della Materia” sono più antichi di quanto si possa immaginare (impossibili da datare) e vengono tramandati da generazione a generazione, finché non ne rimangono distrutti e persi per sempre.

Tratto da : http://www.ars2000.it/geologia.htm

Classificazione delle rocce

1 – Rocce magmatiche (o eruttive)

– Rocce plutoniche: il magma (la lava fluida ed incandescente che si trova all’interno della Terra) è cristallizzato lentamente in profondità. Secondo il loro contenuto decrescente in silice si classificano in:
– granito (quarzo, feldspato, mica)
– sienite (feldspato, mica, anfibolo, pirosseno)
– diorite (plagioclasio, anfibolo, pirosseno, biotite)
– gabbro (plagioclasio, anfibolo, pirosseno, olivina)
– peridotite (olivina, pirosseno, anfibolo)

– Rocce effusive (o vulcaniche): il magma è fuoriuscito da una eruzione vulcanica e si è raffreddato velocemente. Secondo il loro contenuto decrescente in silice si classificano in:
– lipariti e porfidi quarziferi (quarzo, feldspato, biotite, anfibolo, pirosseno, vetro)
– trachiti e porfidi non quarziferi (feldspato, biotite, anfibolo, pirosseno, vetro)
– fonoliti (feldspato, pirosseno, nefelina, leucite)
– andesiti (feldspato, biotite, anfibolo, pirosseno, vetro)
– basalti e melafiri (plagioclasi, pirosseno, olivina, vetro)

– Rocce filoniane: il magma è penetrato nelle fratture delle rocce dove è cristallizzato.

In base alla composizione chimica, le rocce magmatiche si dividono inoltre in:
– Rocce acide, ricche di silice. Generalmente di colore chiaro, contengono come minerali fondamentali il quarzo, i feldspati e le miche.
– Rocce basiche, povere di silice. Generalmente scure, sono ricche di pirosseni e anfibole.

2 – Rocce sedimentarie

Derivano dalla decomposizione e dall’alterazione di rocce più antiche, i cui prodotti di distruzione sono stati trasportati dalle acque, dal vento o dal ghiaccio. Si dividono in:
– sedimenti clastici: possono essere incoerenti (ghiaia, sabbia, ecc.) oppure cementati da argilla, calcare o quarzo (arenarie, argilloscisti, ecc.)
– sedimenti chimici: le sostanze presenti nell’acqua sono precipitate per l’evaporazione dell’acqua o altro (salgemma, gesso, calcare, limonite, bauxite, ecc.)
– sedimenti organici: formati dall’accumulo di residui di animali o piante (calcare fossilifero, carbone, ecc.)

A seconda delle dimensioni dei granuli, le rocce sedimentarie si dividono in:
– breccia (frammenti cementati grossi e angolosi)
– conglomerato (frammenti a forma di ciottoli arrotondati)
– arenarie (granuli di quarzo molto fini, a volta non distinguibili ad occhio nudo)
– calcari, marne, argille (i granuli sono inferiori a 0,02 mm)

3 – Rocce metamorfiche

Si sono formate a partire da rocce sedimentarie sottoposte a forti pressioni e di elevate temperature nelle profondità della Terra. I minerali che componevano inizialmente queste rocce sono stati fusi e trasformati in altri minerali.
Alcune di queste rocce assomigliano, per la composizione, a rocce plutoniche, ma sono stratificate come le rocce sedimentarie da cui sono derivate. Ad esempio, il granito diventa gneiss, il calcare diventa marmo, l’arenaria diventa quarzite, l’argilloscisto diventa micascisto.

Ritrovamenti in base ai tipi dei vasi di roccia

1750507_900

Sezione di un vaso di Alabastro

mk_alabaster_vase

Interno di un vaso di roccia (Breccia)

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=p11cnbyCmM0

Agata

Alabastro

Amazonite

Ametista

Basalto

Breccia

Calcarea – Limestone

Diorite

Dolomite

Gneiss

Granito

Marmo

Porfido

Quarzo

Scisto

Magnesite, Ossidiana, Anfibolite, feldspato

Atomo Magnetico e sua pulsazione

 Energia, Etere, Legge del Ritmo, Magnetismo, Materia  Commenti disabilitati su Atomo Magnetico e sua pulsazione
Ago 102016
 

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza).

Atomo Magnetico

Riprendendo il discorso iniziato nell’articolo L’Atomo Magnetico, o Monopolo Magnetico e/o Particella Magnetica : https://www.fortunadrago.it/approfondimenti/pierluigi-ighina/atomo-magnetico/

Spero sia a tutti chiaro che : l’Atomo magnetico è stato fotografato da Pier Luigi Ighina nel 1940 tramite un microscopio lenticolare di sua invenzione.

Di cui la seguente immagine :

Atomo Magnetico = Monopolo Magnetico = Particella Magnetica

Atomo Magnetico = Monopolo Magnetico = Particella Magnetica

 

Nella foto, si possono osservare i 5 canaletti di energia, altro non sono che una “trappola atomica” per ingabbiare e fermare il vorticare dell’Atomo magnetico (monopolo magnetico = particella magnetica) per riuscire a renderlo visibile, infatti (come fa presente Pier Luigi Ighina) sarebbe impossibile fotografare un uomo che corre velocissimamente a meno che di non fermare la sua corsa :

corsa_390x239

Finiremmo per fotografare qualcosa in movimento, non riuscendo ad avere la minima idea di cosa si celi in realtà :

Animazione di un vortice

Atom, shot with a new Quantum Laser Camera

Da consultare l’articolo “La Materia energia solidificata” : https://www.fortunadrago.it/3868/la-materia-energia-solidificata/

Atomo Magnetico e sua Pulsazione

Quindi l’atomo magnetico pulsa e a causa della sua pulsazione, vortica velocissimamente dando origine a tutti i fenomeni che conosciamo di magnetismo (attrazione e repulsione).
Come viene dimostrato nel seguente video del Genegravimetro link : https://www.youtube.com/watch?v=kOYo_MoQNW4

Se gli atomi vorticano in senso contro-verso, significa che sono di differente polarità e finiranno per attrarsi link : https://www.youtube.com/watch?v=N3LvE3–Uqg

se gli atomi vorticano in senso equi-verso, significa che sono di uguale polarità e finiranno per respingersi link : https://www.youtube.com/watch?v=61r3O6cVrhM

Il Ritmo Magnetico – Heart Beat

Pier Luigi Ighina - Trottola

Pier Luigi Ighina – Trottola

Sempre secondo quelle che sono le teorie di Pier Luigi Ighina, gli Atomi pulsano (in maniera montante, quindi positiva, polarità del “Nord”, verso destrorso) tramite il ritmo magnetico (in maniera non montante, quindi negativa, polarità del “Sud”, verso sinistrorso) che possiamo definire come un collegamento (link instaurato) tramite il quale viene trasmesso l’Heart beat (battito magnetico) proveniente dal centro del nostro sole.
Da consultare l’articolo : https://www.fortunadrago.it/2578/particelle-solari-mutano-la-materia-sulla-terra-lo-strano-caso-dei-brillamenti-solari-e-degli-elementi-radioattivi/

Link al video : https://ok.ru/video/86111095422

Atomo Magnetico e sua vibrazione

Ma c’è anche l’aspetto vibrazionale, infatti sempre in base alle sue pulsazioni, dal nucleo dell’atomo magnetico si viene a staccare un circoletto di energia simile ad un impulso di respirazione, come un battito cardiaco, che causano le onde di compressione in forma di sfere si emanano dal nucleo verso la superficie del atomo a tasso costante. Essenzialmente la pulsazione del nucleo dell’atomo che produce una carica enorme all’interno. Un impulso di scarica elettrica luminosa avviene dal centro verso l’esterno accelerazione nella velocità verso la parete esterna. Una volta che l’arco elettrico si scontra con la parete esterna dell’atomo contribuirà alla formazione ed ispessimento di essa.

Magnetic Atom 3d

Magnetic Atom 3d

Atomo Magnetico in 3d

Atomo Magnetico in 3d

Subito dopo è stato creato l’impulso onda verso l’esterno, non ha altra scelta se non respingendo indietro contro la superficie esterna dell’atomo e questo tempi di pulsazione e la reazione crea onde stazionarie (onde che non viaggiano come parete esterna). Questo sarà conosciuto come il loro vibrazionale periodo o impulsi. Quando gli atomi vibrazione aumenta, le onde stazionarie si espandono verso l’esterno e succede il contrario, quando la vibrazione diminuisce.

vibrational_rates

Se questa vibrazione aumenta abbastanza fino al punto che avremo un “flash” con la generazione di un’altro atomo magnetico. Questo cambiamento può provocare una espansione, contrazione, cambio di stato da solido a, fisici modifiche liquidi geometriche disposizione, purificazione dei materiali, separazione di elementi, ecc
Ed è proprio il processo di mitosi del DNA (in ambiente di microgravità) link : https://www.youtube.com/watch?v=0oJZDKdperU

Questa vibrazione del fluido magnetico che circonda l’atomo è un altro effetto collaterale associato con esso. Si ottiene quando due atomi sono disposti in questo fluido magnetico accanto all’altro e vibrano al loro tasso normale, indipendenti tra loro. Cioè, le vibrazioni che agiscono l’uno sull’altro li faranno derivare verso l’altro. L’atomo vibrante veloce attirerà l’atomo di vibrazione più bassa fino a quando si verifica una collisione fisica tra di loro. Una volta che si toccano, l’atomo vibrazione più alta trasferirà alcune delle sue vibrazioni all’atomo vibrazione più basso sulla base di un tasso di assorbimento e gli atomi rimbalzeranno tra di loro a parte. I due atomi continueranno a scontrarsi insieme fino a quando le loro vibrazioni vengono compensate.two_atoms_vibrationsQuando osserviamo gli atomi, vediamo una sfera intorno all’atomo e non l’atomo stesso generando questa sfera. Lo chiamano questa sfera la nuvola di elettroni e apparentemente blocca i nostri strumenti di vedere l’atomo perché i nostri dispositivi di visualizzazione sono costruiti per rilevare i campi elettrici tra uno spettro determinato. Così, naturalmente, il software rileva solo quei segnali e proiettare la maggior confine esterno degli atomi campo d’onda in piedi come una sfera. La nube di elettroni non è altro che un’onda stazionaria generata dagli atomi di impulsi naturali. Quello che vediamo quando guardando le immagini di atomi insieme sono in realtà le interazioni tra questi campi d’onda instaurati. Si noterà anche l’eco o vibrazioni che sono generati da questi atomi lontano nel fluido magnetico in cui tutto esiste.

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=oSCX78-8-q0

Tutti gli elementi hanno un diverso modo di assorbimento, atomi dello stesso elemento hanno un tasso vibrazionale naturale e atomi di elementi diversi hanno il loro proprio tasso che può essere diverso. Avendo diversi tassi di assorbimento e diversi tassi vibrazionali naturali all’interno di un fluido magnetico, è come l’universo si organizza e consente di vari fenomeni come il calore e la luce. Una proprietà più importante della particella magnetica è l’energia reattiva che ha quando viene messo sotto pressione. È stato osservato che la particella magnetica crescerebbe in energia quando viene contenuta al punto che potrebbe distruggere qualsiasi “gabbia” piazzata intorno ad  essa. Questo è il motivo per cui abbiamo una reazione opposta e uguale perché i magneti non si muovono facilmente. Quando si preme su un tavolo con il dito, l’intera tabella sta reagendo spingendo indietro contro gli atomi che stanno tentando di forzare la loro strada. Per fare questo i magneti che si trovano tra gli atomi cominciano a sentire la compressione e combatte la pressione con crescente in forza. Questo provoca una reazione a catena  che si propaga attraverso tutti gli atomi nel materiale ed i magneti in tutto il materiale come il crescere di forza per contrastare la pressione. Quando si batte il tavolo con una mazza, i magneti crescono in forza di una misura tale da frattura o addirittura rompere la tabella perché la forza repulsiva costretto grandi pezzi di materiale fuori. Nel percorso che la frattura si è verificata atomi sarebbe stato eccitato al punto che essi possono accendersi e sicuramente riscaldare durante il momento della frattura.crepa

In maniera analoga anche i danni da cavitazione

Danni da Cavitazione

Danni da Cavitazione

Come ci rapportiamo questo a geometria? Poiché magneti non possono essere distrutti, essi sono limitati allo spazio la può occupare e tutto si riduce alla forma di una sfera. Se volete sapere quanto vicino si può ottenere, è una questione di disegno due cerchi con il loro bordi toccante. Quando due magneti contrapposti accoppiano, filano intorno a vicenda in un battito cardiaco come modo esattamente come la “vesica piscis” di forma a mandorla. L’area tra i due magneti rotanti è la fonte del vortice. I magneti si muovono più veloci mentre sono vicini e si muovono più lentamente quando sono separate. Tutte le fonti di energia possono essere attribuiti al vorticare di questi due magneti.two_spinning_magnets La loro forza è dinamico, ma solo per mantenere le cose in equilibrio altrimenti nel loro comportamento normale hanno un media, pari forza. Quando un influenza esterna si verifica come un colpo di martello su un chiodo-testa, i magneti del chiodo e il martello reagiscono crescere in forza che è uguale alla quantità di moto del martello. Le perdite di energia che osserviamo è dovuto agli atomi assorbono l’energia magneti come scontrano con loro. Gli atomi poi eccita e calore-up così come ottenere leggermente più brillante, ma non siamo in grado di rilevare questo cambiamento con i nostri occhi. Quando il chiodo colpisce un nodo del legno, la densità di questo materiale viene aumentato e l’unghia avrà un tempo più difficile spingendo attraverso. Quando si batte il chiodo con il martello questa volta, l’energia (un accumulo di forza nelle particelle magnetiche) propaga lungo il chiodo come al solito, ma il nodo causerà l’aumento dell’energia oltre la soglia atomica del materiale e il chiodo si piega. Questa propagazione di energia avviene così velocemente che la diagnosi è quasi impossibile per come avviene immediatamente. hom-Werks martello chiodoCosì, per un breve riepilogo. Come un atomi tasso aumenta vibrazionali (può essere causata da particelle magnetiche eccitate, improvviso-corsa di altri atomi, aumento collisioni, etc.) così fa la temperatura del materiale, così come la luminosità, e uno spostamento nella geometria delle onde stazionarie. Diventa anche più attraente per gli altri atomi a vibrazione più bassa. Tutto trasferimento di energia si basa su scontri fisici diretti che portano a un trasferimento proporzionale di energia in base a diversi tassi di assorbimento di atomi.

Poema degli Atomi di Jalāl al-Dīn Rūmī (Balkh, 30 settembre 1207 – Konya, 17 dicembre 1273) link : https://ok.ru/video/86085077630

Tratto dal link origine : https://magneticnature.wordpress.com/2013/08/13/the-magnetic-ocean/

Vita Vegetale – Vegetable Life

 Botanica, Materia  Commenti disabilitati su Vita Vegetale – Vegetable Life
Giu 302016
 
vita vegetale

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza).

In quest’articolo tratteremo quelli che sono gli scritti di Edward Leedskalnin (il singolo creatore della struttura di Coral Castle in Homestead – Florida -U.S.A.).

Ed in particolare della sua pubblicazione : “Mineral, Vegetable and Animal Life” di cui ho pubblicato una traduzione consultabile al seguente link : https://www.scribd.com/doc/110746960/Edward-Leedskalnin-Mineral-Vegetable-and-Animal-Life-Eng-Ita

Una particolare attenzione merita il seguente scritto :

What is life? Mineral life is to hold the mineral matter together. Vegetable life is to hold the vegetable matter together and increases in volume. Animal life is to hold the animal matter or flesh together increase the volume and give motion to muscles. The base of life is the North and South pole magnets. The magnets are indestructible.

La cui traduzione in italiano è la seguente :

 

Che cos’è la vita? La vita minerale tiene insieme le sostanze minerali. La vita vegetale tiene insieme la materia vegetale ed aumenta di volume. La vita animale mantiene la materia animale o carne e ne aumenta il volume dando movimento ai muscoli. La base della vita è il Nord e il Sud dei poli magnetici (mono-poli magnetici N.d.r.).
I magneti sono indistruttibili.

 

Vita Vegetale – Vegetable Life

 

La forza vitale della Natura

La forza vitale della Natura

 

Perché il colore verde primeggia nella vita vegetale ?

In effetti in minima parte, sono chiamati anche altri colori, ma se osserviamo un prato, è il colore verde a prevalere.

Se consideriamo che :

Il giallo è una luce che è stata attenuata dalle tenebre; il blu è un’oscurità indebolita dalla luce.

(Goethe, Teoria dei colori (1810), § 502)

Da consultare l’articolo “La Luce, il Buio e i colori” al link : https://www.fortunadrago.it/2839/la-luce-il-buio-e-i-colori/

Il giallo e il blu sono quindi i due colori primari dalla cui interazione e variazione di intensità si ottengono tutti gli altri.
In oltre Pier Luigi Ighina scrive nella “Legge del Ritmo” di energia solare positiva calda gialla la quale a sua volta si inverte in energia terrestre negativa fredda blu, l’unione dei due colori è il colore verde.

Blu & Giallo

Un colore che sempre secondo Goethe :

Da tutto ciò sembra risultare che in natura giallo e azzurro sono divisi da una certa frattura, che mediante incrocio e mescolanza può essere atomisticamente colmata e superata nel verde (…)

(Goethe, Teoria dei colori (1810), § 539)

Quindi il colore verde separa e colma la divisione tra colore giallo e il blu.
La chiave di lettura è sempre la crescita, le energie vitali sono presenti nell’ambiente ed il mondo vegetale e assorbe, le manipola ed l’utilizza per tutto quel che può servire allo sviluppo rigoglioso.
Da consultare l’articolo : Il Segreto di Madre Natura al seguente link https://www.fortunadrago.it/approfondimenti/pierluigi-ighina/il-segreto-di-madre-natura/

Come ciò sia possibile, ce lo spiega Pier Luigi Ighina :

le piante che respirano l’aria con le foglie filtrandola e purificandola, mentre assorbono l’acqua dalle radici scindendola nei suoi componenti. Le foglie e i rami sono i polmoni delle piante, le radici il loro stomaco.

(Tratto dal documento “Prima conferenza”)

Tratto dal manoscritto di Voynich

Il manoscritto di Voynich è possibile consultarlo al seguente link : http://www.bibliotecapleyades.net/ciencia/esp_ciencia_manuscrito07a.htm

ed ancora :

Un seme ha bisogno di acqua intorno sé per emettere radici e poi crescere. Tuttavia il seme non assorbe l’acqua come tale, ma come energia di tale elemento. Tutte le cellule viventi sono avvolte da una membrana che rappresenta il livello di materializzazione più interna del loro campo magnetico e nello stesso tempo, il livello di energia più esterno della loro natura materiale.
Attraverso la membrana che avvolge il seme, sembra che passi l’acqua, ma in realtà è la sua energia o meglio l’energia del ritmo Sole – Terra che è presente in essa, che viene assorbita, filtrata e poi materializzata all’interno, in una forma nettamente diversa da quella che aveva quando era fuori. Le membrane cellulari scindono l’acqua non solo in idrogeno e ossigeno, ma anche in energia solare e terrestre. Nel processo di nutrizione che è il processo di assorbimento principale, tutto deve essere smaterializzato e cioè trasformato in energia, prima di venire
rimaterializzato nelle forme necessarie all’organismo vivente.

Anche Leedskalnin sembra scrivere le stesse cose :

Ho diverse piscine di gigli dove tengo l’acqua dentro ho guardato le piscine di giglio per sedici anni. Quando ho messo acqua pulita nelle vasche in cui la luce del sole può brillare, poi nel giro di due mesi posso vedere il muschio sta cominciando a crescere. ma quando ho versato l’acqua delle piscine dove non c’era clorofilla verde in acqua. Ciò dimostra che le piante possono crescere senza clorofilla verde. La luce del sole era in esecuzione in acqua ogni giorno e il Nord e il Sud magneti poli correvano attraverso l’acqua per tutto il tempo.
Il Nord e il Sud magneti poli sono di passaggio ogni albero, il più grande l’albero i magneti più passerà attraverso di essa. Avete notato che il fulmine colpisce l’albero più grande e il più alto edificio (…) Credo che l’acqua, la luce solare e la polarità Nord e Sud dei magneti fanno crescere le piante.

Neurobiologia delle Piante

Link Video : http://www.dailymotion.com/video/x6bkjny

Anche nello spazio le piante crescono verso l’alto : https://www.youtube.com/watch?v=bbXaYnverAE

Fillotassi

Tratto da : https://it.wikipedia.org/wiki/Fillotassi
Fillotassi è un termine che deriva dal greco phyllon=foglia + taxis=ordine.
È una branca della botanica preposta allo studio ed alla determinazione dell’ordine con cui le varie entità botaniche (foglie, fiori, etc.) vengono distribuite nello spazio, conferendo una struttura geometrica alle piante.
Nel gioco della morfogenesi (il processo di costruzione delle piante e delle loro parti) molte piante manifestano preferenza per leggi riconducibili alla successione numerica di Fibonacci e della correlata sezione aurea.

Le foglie attraversate, unite a quella di partenza costituiscono numero di Fibonacci. Ad esempio nell’Olmo le foglie si distribuiscono in modo tale che partendo da una foglia arrivo alla foglia sopra con la spirare che attraversa 3 foglie. Nel ciliegio per ottenere la stessa cosa devo attraversare 5 foglie, mentre nel Pero 8 (con una spirale che fa 3 giri…sempre Fibonacci).

Le foglie attraversate, unite a quella di partenza costituiscono numero di Fibonacci. Ad esempio nell’Olmo le foglie si distribuiscono in modo tale che partendo da una foglia arrivo alla foglia sopra con la spirare che attraversa 3 foglie. Nel ciliegio per ottenere la stessa cosa devo attraversare 5 foglie, mentre nel Pero 8 (con una spirale che fa 3 giri…sempre Fibonacci).

Rapporto Fibonacci – Phi

Doppia spirale

Doppia spirale

Rapporto Phi 34/21 = 1,61904

Rapporto Phi

Il muschio cresce orientato a Nord

Il muschio cresce sul lato degli alberi esposto verso il Nord magnetico.

Lato Nord

Lato Nord

Punti cardinali

Punti cardinali

Osservazioni

Le cellule delle piante si dispongono come nelle bolle di sapone, rispettando il “minimo energia”.

Cellule di foglia di Acero

Cellule di foglia di Acero

Cluster di bolle di sapone

Cluster di bolle di sapone

 

Nella prima foto che segue, cellule di una pianta di Cactus , a confronto le Mura poligonali di Tarawasi in Perù.

Cellule di pianta di Cactus

Cellule di pianta di Cactus

Mura poligonali di Tarawasi (Perù)

Mura poligonali di Tarawasi (Perù)


 

Documentari

video link : http://www.dailymotion.com/video/x4vrgq9

video link : http://www.dailymotion.com/video/x4vrgtz

Le chiome degli alberi non si toccano tra di loro
Le chiome degli alberi non si toccano tra di loro
Le chiome degli alberi non si toccano tra di loro
Le chiome degli alberi non si toccano tra di loro
Le chiome degli alberi non si toccano tra di loro
Le chiome degli alberi non si toccano tra di loro
Le chiome degli alberi non si toccano tra di loro

Vita Minerale – Mineral Life

 Geometria, Materia, Sole  Commenti disabilitati su Vita Minerale – Mineral Life
Giu 242016
 
Vita minerale

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza).

In quest’articolo tratteremo quelli che sono gli scritti di Edward Leedskalnin (il singolo creatore della struttura di Coral Castle in Homestead – Florida -U.S.A.).

Ed in particolare della sua pubblicazione : “Mineral, Vegetable and Animal Life” di cui ho pubblicato una traduzione consultabile al seguente link : https://www.scribd.com/doc/110746960/Edward-Leedskalnin-Mineral-Vegetable-and-Animal-Life-Eng-Ita

Una particolare attenzione merita il seguente scritto :

What is life? Mineral life is to hold the mineral matter together. Vegetable life is to hold the vegetable matter together and increases in volume. Animal life is to hold the animal matter or flesh together increase the volume and give motion to muscles. The base of life is the North and South pole magnets. The magnets are indestructible.

La cui traduzione in italiano è la seguente :

Che cos’è la vita? La vita minerale tiene insieme le sostanze minerali. La vita vegetale tiene insieme la materia vegetale ed aumenta di volume. La vita animale mantiene la materia animale o carne e ne aumenta il volume dando movimento ai muscoli. La base della vita è il Nord e il Sud dei poli magnetici (mono-poli magnetici N.d.r.).
I magneti sono indistruttibili.

se vogliamo analizzare a mente libera quel che vuol intendere Leedskalnin per quanto riguarda la vita minerale : in effetti che differenza c’è tra un pugno di sabbia ed un sasso ?

Sabbia e Sasso

Sabbia e Sasso

Noi siamo in grado di frantumare un sasso fino a farlo diventare sabbia, ma non possiamo fare il contrario, a meno che non ricorriamo ad un collante come malta o cemento.

Nel caso della natura questa è quella che Pier Luigi Ighina chiamava colla magnetica, Edward Leedskalnin scrive di Nord e il Sud dei poli magnetici individuali (mono-poli magnetici N.d.r.) ne parla come forze cosmiche che :

“Tengono unita questa Terra ed ogni cosa su di essa”

(citazione dallo scritto “Magnetic Current“).

Ed inoltre :

The sun is living in a destruction period and the earth in a construction period. In the sun only mineral life exist but on earth mineral, vegetable and animal life exist – Il sole sta vivendo in un periodo di distruzione e la terra in un periodo di costruzione. Sotto il sole solo la vita minerale esiste, ma sulla Terra, la vita minerale, vegetale e animale co-esistono.

Quindi se prendiamo un pianeta del sistema solare come ad esempio Marte o Venere, possiamo essere sicuri che su di esso si creeranno le formazioni (cluster) di cristalli (la vita minerale), ma solo sul nostro pianeta Terra abbiamo anche la vita vegetale ed animale che coesistono tra di loro.

La chiave in comune ai tre tipi di “Vita” Minerale, Vegetale ed Animale è dunque la crescita!
Struttura di crescita dei cristalli : http://www.faden.it/pagine_htm/013pagina_struttura.htm

La proiezione sul piano mostra l'andamento di un cristallo destro ; al centro è schematizzata la proiezione di una spirale esagonale a doppio passo formata dall'unione di sei spirali semplici di senso contrario .

La proiezione sul piano mostra l’andamento di un cristallo destro ; al centro è schematizzata la proiezione di una spirale esagonale a doppio passo formata dall’unione di sei spirali semplici di senso contrario .

Linee di crescita su un cristallo di quarzo

Linee di crescita su un cristallo di quarzo

Infatti il sole vive il suo periodo di distruzione (disfacimento) mentre tutti gli altri pianeti, inclusi la Terra vivono il loro periodo di costruzione (crescita). Nel caso del nostro pianeta, la crescita è stata misurata dal Dr. Konstantin Meyl in 19 centimetri all’anno.

Teoria sull’espansione della Terra : https://www.youtube.com/watch?v=7kL7qDeI05U

Figura 1: Modelli di Terra in espansione, dall'Archeano sino al futuro, che mostrano le antiche linee costiere (linee scure), le terre emerse ed i mari continentali poco profondi. Ogni immagine procede di 15 gradi di longitudine lungo la sequenza per mostrare un'ampia copertura dello sviluppo geografico durante gli enoni Precambriano e Fanerozoico.

Figura 1: Modelli di Terra in espansione, dall’Archeano sino al futuro, che mostrano le antiche linee costiere (linee scure), le terre emerse ed i mari continentali poco profondi. Ogni immagine procede di 15 gradi di longitudine lungo la sequenza per mostrare un’ampia copertura dello sviluppo geografico durante gli enoni Precambriano e Fanerozoico.

Per approfondimenti sulla teoria sull’espansione della Terra : http://www.mednat.org/misteri/espansione_terra.htm

Documentario sulla crescita dei cristalli : https://www.youtube.com/watch?v=Y3GwvN5W1dE

Dr. Masaru Emoto cristallizzazione dell’acqua con la musica : https://www.youtube.com/watch?v=JsMb8qpiVUw

Nel cinema troviamo il film : “The Monolith Monsters” (1957) “La meteora infernale” in cui una meteora caduta sulla Terra cresce a dismisura mediante l’acqua distruggendo tutto al suo passaggio : https://www.youtube.com/watch?v=iWB95GVoH5o

Galleria sulle formazioni di cristalli

Tutto non è che bolle di sapone

 Energia, Etere, Geometria, Materia, Universo  Commenti disabilitati su Tutto non è che bolle di sapone
Giu 222016
 
bolle

Tratto dal link origine : http://www.romabambina.org/2016/05/07/tutto-non-e-che-bolle-di-sapone/

Tutto non è che bolle di sapone

di Michele Emmer

La conferma più evidente si è avuta qualche anno fa:

Abbi divertimento sulla terra e sul mare/ Infelice è il diventare famoso!/ Ricchezze, onori, false illusioni di questo mondo, / Tutto non è che bolle di sapone.

Il 9 dicembre 1992 il fisico francese Pierre-Gilles de Gennes, professore al Collège de France, dopo il conferimento del premio Nobel per la fisica concludeva la sua conferenza a Stoccolma con questa poesia, aggiungendo che nessuna conclusione gli sembrava più appropriata. Le bolle di sapone erano uno degli argomenti della sua relazione, che era tutta dedicata alla Soft matter, le bolle di sapone che come scrive «sono la delizia dei nostri bambini». (P.G. de Gennes Soft matter , Science, vol 256, 24 aprile1992, pp. 495-497).
E proprio ai bambini (ma con uno spazio anche per gli adulti) sono dedicati i laboratori «Spettacoli di matematica e fantasia» che si tengono ogni mattina per tutta la durata del festival della letteratura a Mantova, argomento le bolle e lamine di sapone.
Naturalmente i laboratori per i più piccoli saranno diversi da quelli per i grandi. Per esempio ai più piccoli verrà letta una delle poesie di Rodari, mentre voleranno nell’aria bolle dalle forme più strane.

Gli uomini di sapone/ e le loro signore/ sono sempre puliti/ e mandano buon odore./ Sono bolle di sapone / le loro parole,/ escono dalla bocca/ e danzano al sole./ ….Nelle case, per le strade/ dappertutto in ogni momento/ milioni di bolle/ Volano via con il vento./ Il vento le fa scoppiare/ silenziosamente…/ e di tante belle parole/ non rimane più niente.

ed ancora :

“Fate una bolla di sapone e osservatela: potreste passare tutta la vita a studiarla.”

Lord Kelvin

Se certo i bambini sono sempre entusiasti delle bolle di sapone, è giustificato un tale interesse per questi oggetti belli, colorati ma fragili, eterei, un soffio e nulla più? Insomma bolle di sapone ad un festival della letteratura?
Le bolle di sapone sono uno degli argomenti più interessanti in molti settori della ricerca scientifica: dalla matematica alla chimica, dalla fisica alla biologia. Non solo, anche nell’architettura e nell’arte, per non parlare del design e persino della pubblicità.
Una storia che inizia molti secoli fa e che continua tuttora.
Basterà ricordare che Isaac Newton nella Opticks, la cui prima edizione è del 1704, è stato il primo a descrivere in dettaglio il colore che si osserva sulla superficie delle lamine saponate. Perché si forma una bolla, una sfera, quando soffiamo su una lamina di sapone?
È attribuita ad Archimede e a Zenodoro, vissuto si ritiene in un periodo tra il 200 a.C. e il 100 d.C., l’osservazione che di tutti i solidi con la stessa superficie la sfera è quello che ha il volume maggiore. Quella che si chiama la proprietà isoperimetrica (stesso perimetro) della sfera.
Quando soffiamo, la lamina cattura (per effetto della tensione superficiale) il volume d’aria e minimizzando la superficie della lamina forma la bolla sferica.
Se ad un fisico può bastare sperimentare che succede sempre così, per i matematici la sfida è dimostrare che la proprietà è caratterista della forma della sfera.
Si dovrà arrivare fino al matematico Schwarz nel 1884 perché si trovi una dimostrazione! Schwarz dimostra la proprietà isoperimetrica della sfera nello spazio cui siamo abituati, quello euclideo a tre dimensioni.
La stessa proprietà ha la sfera in qualsiasi dimensione, sarà il famoso matematico italiano Ennio De Giorgi, scomparso nel 1996, a dimostrarlo nel 1958. De Giorgi utilizzerà la teoria dei Perimetri che per primo aveva introdotto Renato Caccioppoli.
Nel film Morte di un matematico napoletano di Mario Martone, Carlo Cecchi, che impersona Caccioppoli, si aggira per le strade di Napoli ed ogni tanto scrive delle formule: tra le altre la definizione di Perimetro, che è una generalizzazione dell’area di una superficie. Antoine Ferdinand Plateau (1801-1883) nel 1873 pubblica il risultato di quindici anni di ricerche: Statique expérimentale et théorique des liquides soumis aux seules forces moléculaires.
In quel libro si pongono molti problemi che riguardano le lamine e le bolle di sapone.
Nasce la moderna teoria delle superfici minime, quelle superfici che minimizzano l’area della superficie rispetto a qualche proprietà, nel caso della bolla di sapone, rispetto al volume d’aria contenuto. Una delle cose più stupefacenti che osserva Plateau è che se si soffia con una cannuccia in una soluzione d’acqua saponata (ovvero se si lavano i piatti o si agita una bottiglia di birra) gli angoli che le lamine formano sono solo di due tipi: o di 120° (n.d.r. Angolo interno di un Esagono) o di 109° 28′ (n.d.r. Angolo di inclinazione dei tre rombi di una cella di api). Risultato che sarà dimostrato solo nel 1976 dalla matematica americana Jean Taylor.
(n.d.r. angoli comunque utilizzati dalle api per la costruzione dei loro alveari)
In oltre, le superfici possono incontrarsi solo in DUE modi: o tre superfici che si incontrano lungo una linea o sei superfici che danno luogo a quattro curve che si incontrano in un vertice.

bolle

Tra i tanti problemi che studia Plateau vi è quello che in matematica porta il suo nome, il problema di Plateau. Si immerge un telaio di metallo nell’acqua saponata e come per incanto si ottengono delle forme che per il principio di minima energia che la natura sceglie (o almeno così riteniamo) sono le migliori possibili.
Bolla_platonica
E sono affascinanti: si ottengono così delle bolle a forma cubica, delle bolle a forma di piramide, si ottengo le geometrie che sembrano così complesse ma basate sulle regole scoperte da Plateau. Ed è possibile risolvere il problema del commesso viaggiatore, delle rete di cavi che collegano tanti luoghi in modo che la lunghezza dei cavi sia la più breve possibile. Sì, con le lamine di sapone.
E tutte queste cose vedranno i bambini che avranno pazienza e saranno attenti. E sentiranno anche «suonare» una bolla di sapone, con la musica che Claudio Ambrosini si è immaginato per una opera buffa Il giudizio universale del 1996.
Per gli artisti è il secolo XVII quello in cui si manifesta il maggiore interesse per le bolle di sapone, è infatti in questo secolo che l’utilizzazione della bolla diviene una costante nell’arte all’interno del più vasto tema della fragilità umana, tema per il quale vennero utilizzati tra gli altri il teschio ed il fumo.
Una delle opere più famose, ricordata nei suoi scritti anche da de Gennes, è stata realizzata nella prima parte del Settecento da Jean Baptiste Siméon Chardin (1699-1779), in diverse versioni, dal titolo Les Bulles de savon. È un quadro di rara bellezza e suggestione.
Negli stessi anni in cui Plateau studiava la geometria delle bolle, Manet dipingeva l’altro grande capolavoro sul tema delle bolle oggi alla Fondazione Gulbenkian a Lisbona.
Qualche anno dopo le bolle fanno il loro ingresso trionfale nella pubblicità con un quadro di Millais, era il primo poster pubblicitario mai realizzato, il prodotto pubblicizzato esiste ancora, è il sapone trasparente Pears.
Immagino che qualcuno penserà: i soliti matematici che non hanno nulla da fare e si occupano di una cosa così inutile come la geometria delle lamine e bolle di sapone! Roba da bambini!
Non bisogna mai chiedere ai matematici a che cosa servono le ricerche di cui si occupano. Quando nell’Ottocento si introdusse la teoria dei nodi per seguire una ipotesi del tutto assurda (tutte le idee sono assurde quando si è chiarito che non funzionano) sulla struttura dell’atomo, nessuno poteva immaginare che esistesse il Dna e che la teoria dei nodi sarebbe servita a spiegarne la struttura.
Non tutti i fenomeni che si vogliono studiare con le lamine saponate si possono ottenere con le lamine saponate reali, allora i matematici sono rincorsi a quelle virtuali, alle lamine saponate fatte al computer. Sono risultati che hanno portato tra l’altro alla creazione di immagini negli ultimi vent’anni che hanno avuto una eco importante non solo in matematica ma anche nel campo dell’arte.
Artisti americani hanno utilizzato queste nuove forme per realizzare sculture utilizzando materiali tradizionali. Il che pone interessanti domande alla questione, virtuale e/o reale.
Qualcuno starà ancora pensando: sì va bene, ma a che servono? Mai stati a vedere una partita di calcio allo stadio Olimpico di Roma o in quello di Monaco di Baviera, l’esempio più famoso? Bene, quelle tende sospese che coprono gli spettatori sono realizzate utilizzando modelli di lamini saponate, il primo che ebbe l’idea?
L’architetto tedesco Frei Otto. La matematica serve, non si sa come né si deve chiedere perché. In fondo è come la poesia. Amicizia:

Bolla di sapone:
/iridescente apparenza/da fragili contorni. Più durevole il soffio/così ampia la sfera, /pervasa d’istanti vissuti insieme./Un attimo…/ e nulla più./ Ancora sapone/nella vaschetta,/ancora fiato/nell’anima.

Tratto dal link origine : http://www.romabambina.org/2016/05/07/tutto-non-e-che-bolle-di-sapone/

Tratto dal link origine : http://www.focus.it/scienza/scienze/un-ciclone-in-una-bolla-di-sapone

Un ciclone in una bolla di sapone

Studiare i più violenti fenomeni atmosferici utilizzando un semplice gioco da bambini: la sfida di un gruppo di fisici francesi.

Una minacciosa e imminente tempesta aliena? Fortunatamente no. Quella che vedete è la superficie iridescente di una bolla di sapone: la complessa struttura a vortice – che ricorda quelle dei cicloni, terrestri e non – è stata generata di proposito nel corso di un esperimento di Fisica all’Università di Bordeaux, Francia. Un gruppo di ricercatori ha riscaldato una serie di bolle di sapone dal basso, creando pattern rotanti come quello in questo video, realizzato con una fotocamera a 500 frame per secondo.

Controllando la temperatura e la rotazione delle bolle per simulare le diverse condizioni di formazione dei vortici gli scienziati hanno scoperto che, proprio come accade per le tempeste atmosferiche – cicloni tropicali, uragani, tifoni – anche i vortici sulle bolle di sapone subiscono un picco di intensità a metà della loro vita, prima di esaurirsi del tutto.

Studiando le dinamiche dei fluidi in rotazione sulle bolle i ricercatori hanno elaborato un modello teorico sul comportamento dei cicloni che ben si adatta a 150 cicloni realmente abbattutisi su Atlantico e Pacifico. La speranza è che in futuro, modelli come questo e come quelli elaborati in passato dallo stesso gruppo di ricerca possano servire sempre di più a formulare previsioni precise sul comportamento di questi fenomeni atmosferici.

Ricette per bolle di sapone giganti

Tratto dal link origine : http://www.showclap.it/it/blog/showtime/ricetta-bolle-sapone-giganti/

Ricetta 1

1 misurino di detersivo concentrato per i piatti
10 misurini di acqua
1/3 di misurino di glicerina liquida
1 cucchiaio abbondante di zucchero a velo
Utilizzate per le dosi 1 vasetto di yogurt vuoto. Mescolate gli ingredienti tra loro cercando di ottenere un liquido liscio e omogeneo. Fate riposare in un contenitore con coperchio per 48 h prima di utilizzare. Se desiderate una maggiore quantità, raddoppiate le dosi.

Ricetta 2

1,25 lt acqua distillata
120 gr di detersivo concentrato per i piatti
1 cucchiaio di miele (sostituibile con zucchero in pari quantità)
Questa ricetta delle bolle di sapone giganti è senza glicerina e prevede l’utilizzo di miele, che può anche essere sostituito con la stessa quantità di zucchero. Per prima cosa provvedete a sciogliere il miele nell’acqua e solo successivamente aggiungete il detersivo. Il miele, come lo zucchero servono come stabilizzatori delle bolle, rendendole più resistenti. Fate riposare in frigo per almeno 1 giorno prima dell’utilizzo e conservate in un contenitore ermetico. Per produrre più liquido aumentate le dosi mantenendo le proporzioni indicate.

Ricetta 3

750 ml di acqua tiepida
10 cucchiaino di zucchero a velo
1 litro di detersivo per piatti
½ litro di glicerina
Sciogliete per prima cosa lo zucchero a velo nell’acqua tiepida, poi aggiungete il detersivo concentrato per i piatti e la glicerina. Mescolate e riponete il tutto in un contenitore che può essere chiuso con un tappo e conservate in frigo.

Da consultare inoltre :
Capire il mondo attraverso una bolla : http://dm.unife.it/matematicainsieme/schiume/storia00.htm
La matematica è una bolla di sapone : http://lgxserve.ciseca.uniba.it/lei/rassegna/000514i.htm
Perché la natura preferisce gli esagoni : https://www.fortunadrago.it/5042/perche-la-natura-preferisce-gli-esagoni/
Esagono Solare : https://www.fortunadrago.it/infinite-energy/esagono-solare/
La Materia Energia solidificata : https://www.fortunadrago.it/3868/la-materia-energia-solidificata/

Elettricità statica & le Bolle di sapone

Bolle di sapone a -15°

Bolle di plasma sulla superficie del sole

Galleria di foto sulle bolle di sapone e affini