Giu 062016
 

Tratto dal link origine : http://www.focus.it/scienza/spazio/incredibile-ce-ghiaccio-su-mercurio

Mercurio è il primo pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole e il più piccolo come dimensioni. La sua superficie, riarsa da una radiazione…

Mercurio è il primo pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole e il più piccolo come dimensioni. La sua superficie, riarsa da una radiazione solare che è circa dieci volte più intensa di quella che raggiunge la Terra, è saturata da crateri da impatto e per questo il suo aspetto ricorda da vicino quello della Luna. Non essendo dotato di un’atmosfera, le sue temperature superficiali variano in maniera drastica tra il giorno e la notte. Nell’emisfero esposto al Sole si superano infatti i 400 °C, mentre nell’emisfero notte la temperatura raggiunge i -170 °C. Per questi motivi esistevano forti dubbi che su questo piccolo pianeta potesse essere presente del ghiaccio d’acqua. I primi sospetti si ebbero nei primi anni ’90, quando gli echi di segnali radar inviati da Terra e riflessi dalle regioni polari di Mercurio mostravano le caratteristiche di analoghi segnali riflessi da superfici ricoperte di ghiaccio. Adesso, grazie ai dati raccolti dalla sonda della NASA MESSENGER (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging) abbiamo avuto la conferma. Sul fondo dei crateri da impatto presenti al polo nord sono presenti dei cospicui depositi di ghiaccio d’acqua. Gran parte di questo è coperto da un sottile strato di materiale che lo protegge, ma in poche aree, laddove il Sole non riesce a far giungere la propria luce, parte del ghiaccio si mostra anche in superficie. La scoperta è basata sulle misurazioni di riflettività effettuate tramite l’altimetro laser e simulazioni computerizzate che spiegano il modo in cui il ghiaccio può persistere su un pianeta così prossimo al Sole. Le regioni polari del pianeta Mercurio restano infatti fredde poiché l’asse di rotazione di Mercurio è praticamente perpendicolare al piano della sua orbita, ragion per cui i raggi luminosi provenienti dal Sole in queste zone sono molto radenti e non possono raggiungere il fondo dei crateri da impatto.

In questa immagine, centrata sul polo nord di Mercurio, in rosso sono rappresentate le zone che appaiono in ombra in tutte le immagini riprese finora dalla sonda MESSENGER, mentre in giallo sono indicate le aree di alta riflettività rilevate dalle osservazioni radar effettuate nei primi anni ’90 e consistenti con la presenza di depositi di ghiaccio. Tutte quante coincidono con le regioni in ombra osservate da MESSENGER. (NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington/National Astronomy and Ionosphere Center, Arecibo Observatory)

I nuovi studi hanno interessato in particolare il polo nord del pianeta e le aree circostanti. Quando è stata misurata la riflettività nel vicino infrarosso, tramite l’altimetro a bordo di MESSENGER, sono state trovate più di cento regioni scure che riflettevano meno della metà della luce mediamente riflessa dalla superficie mercuriana. Poche eccezionali aree brillanti sono invece presenti nei crateri da impatto Prokofiev e Kandinsky. Nessuno aveva notato queste regioni scure prima d’ora, quindi inizialmente si sono presentate come un mistero. Dal momento che lo scopo principale dell’altimetro è mappare la superficie del pianeta, si è subito notato che queste zone erano in ombra. Nel frattempo, le misurazioni delle concentrazioni di idrogeno ad opera dello spettrometro indicavano che i depositi brillanti erano costituiti da ghiaccio di acqua. Queste aree ricche di idrogeno giacciono sotto uno strato privo di idrogeno. I risultati di altimetro e spettrometro hanno senso, quindi, ipotizzando del ghiaccio d’acqua coperto da uno strato di altro materiale. Le regioni brillanti viste dall’altimetro indicherebbero invece la presenza di ghiaccio esposto in superficie. I modelli al computer hanno mostrato che le temperature medie in queste aree di Mercurio possono raggiungere i – 220 °C e consentire quindi la stabilità del ghiaccio anche in tempi molto lunghi: uno strato di materiale isolante è necessario per mantenere il ghiaccio nelle zone scure, ma in altre, dove la radiazione solare è praticamente assente, il ghiaccio può esistere anche in superficie. Il ghiaccio sembra essere relativamente recente, forse portato da comete o altri piccoli corpi di natura asteroidale, e dei composti organici potrebbero essere presenti nel materiale che ricopre il ghiaccio, ma per questo occorrono altre analisi. La quantità di ghiaccio esistente nella regione polare di Mercurio, secondo una stima preliminare, dovrebbe essere compresa tra 100 e 1.000 miliardi di tonnellate. In questo breve filmato una sequenza di immagini che mostrano le zone permanentemente in ombra della regione polare settentrionale di Mercurio nel corso di una rotazione completa del pianeta: https://www.youtube.com/watch?v=T3zAGK82kkU

Tratto dal link origine : http://www.focus.it/scienza/spazio/incredibile-ce-ghiaccio-su-mercurio

Conclusioni

La logica dovrebbe suggerire che data l’estrema vicinanza del pianeta Mercurio al sole, il ghiaccio non dovrebbe assolutamente esistere sulla superficie del pianeta, e neanche nelle sue profondità!

Invece il ghiaccio esiste sul pianeta, ed esiste sotto il sole.

Il passaggio del pianeta Mercurio sul disco solare del giorno 9/10 Maggio 2016 : https://www.youtube.com/watch?v=PhO6Ufw9h_s

Da consultare : https://www.fortunadrago.it/etere/yang-e-yin/

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