Ott 072017
 
eliosfera

Tratto dal link origine : http://www.media.inaf.it/2017/04/26/eliosfera-con-o-senza-coda/

Uno studio presentato sulla rivista Nature Astronomy mette in crisi il modello secondo cui l’eliosfera, ovvero la bolla di influenza del campo magnetico solare, avrebbe una forma allungata, come la coda di una cometa. I dati indicano una forma simmetrica, dovuta probabilmente a un campo magnetico interstellare molto più intenso del previsto

Ulteriori informazioni: K. Dialynas et al. La forma bolla dell’elio- sfera osservata da Voyager e Cassini, Nature Astronomy (2017). DOI: 10.1038 / s41550-017-0115

Forma dell’eliosfera

Pare che il sistema solare sia circondato da un enorme campo magnetico di forma sferica dovuto alla presenza del Sole. A suggerirlo sono i dati raccolti dalla missione Cassini, dalle due sonde Voyager e dal satellite Interstellar Boundary Explorer (Ibex). I risultati sono in contraddizione con la teoria attualmente più accreditata, secondo cui la magnetosfera solare ha una forma oblunga, simile alla scia di una cometa. Il colpevole sarebbe il campo magnetico interstellare, molto più intenso di quanto previsto.

Il Sole emette un flusso costante di particelle, chiamato vento solare, che colpisce tutto il sistema solare, arrivando fino all’orbita di Nettuno. Tale vento crea una bolla, detta eliosfera, del diametro di circa 40 miliardi di chilometri. Per oltre 50 anni il dibattito circa la forma di questa struttura ha favorito l’ipotesi di una bolla di forma allungata, con una testa arrotondata e una coda. I nuovi dati coprono un intero ciclo di attività solare (11 anni circa) e mostrano che la realtà potrebbe essere molto diversa: l’eliosfera sembra avere entrambe le estremità arrotondate, assumendo una forma quasi sferica. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista Nature Astronomy.

Eliosfera

Grazie a una serie di dati provenienti dalle sonde Cassini, Voyager e Ibex, abbiamo scoperto che l’eliosfera potrebbe essere molto più arrotondata di quanto pensassimo. Questa illustrazione mostra un modello aggiornato. Crediti: Dialynas, et al.

«Al posto di una coda allungata abbiamo scoperto che l’eliosfera ha l’aspetto di una bolla, e questo a causa di un campo magnetico interstellare molto più intenso di quanto avessimo previsto», spiega Kostas Dialynas dell’Accademia di Atene, primo autore dello studio.

Oltre a esplorare Saturno e il suo sistema di anelli e satelliti, la sonda Cassini ha studiato anche il comportamento del vento solare, indagando in particolare ciò che accade alle sue estremità. Quando le particelle cariche provenienti dal Sole incontrano gli atomi di gas neutro del mezzo interstellare, lungo la vasta area di confine chiamata eliopausa, possono avvenire scambi di cariche, e alcuni atomi possono essere spinti verso il sistema solare e venire misurati da Cassini.

«La sonda Cassini è stata progettata per studiare gli ioni intrappolati nella magnetosfera di Saturno», dice Tom Krimigis della Johns Hopkins University, team leader per strumenti sulle sonde Voyager e Cassini, e coautore dello studio. «Non avremmo mai pensato di poter vedere e studiare anche i confini dell’eliosfera».

Poiché le particelle che compongono il vento solare viaggiano a velocità pari a frazioni della velocità della luce, i loro tragitti dal Sole all’eliopausa richiedono anni. Con il variare del numero di particelle, ovvero con la modulazione dovuta all’attività solare, occorrono anni perché questa si rifletta nella quantità di atomi misurati da Cassini. I dati recenti hanno mostrato qualcosa di inaspettato: le particelle provenienti dalla “coda” dell’eliosfera riflettono i cambiamenti del ciclo solare in modo molto simile a quelle provenienti dalla sua “testa”.

eliosfera

I dati raccolti dalle missioni della Nasa Cassini, Voyager e Ibex mostrano che l’eliosfera è molto più compatta e simmetrica di quanto pensassimo. L’immagine a sinistra mostra il modello supportato dai dati, mentre quella a destra mostra il modello a coda estesa, che era stato assunto come il più valido fino ad ora. Crediti: Dialynas, et al. (a sinistra); Nasa (a destra)

«Se la coda dell’eliosfera fosse allungata come quella di una cometa, gli effetti dovuti al ciclo solare dovrebbero apparire molto più tardi», spiega Krimigis. Dato che questo non accade, ma invece le tempistiche sono piuttosto simili, significa che, in direzione della coda, l’eliopausa si trova più o meno alla stessa distanza di quanto avviene per la testa. Dunque l’eliosfera deve avere una forma molto più simmetrica del previsto.

I dati raccolti dalle sonde Voyager hanno inoltre mostrato che il campo magnetico interstellare è più intenso rispetto alle stime fornite dai modelli. Questo significa che la forma arrotondata dell’eliosfera potrebbe essere dovuta all’interazione del vento solare con questo campo magnetico, che spingerebbe l’eliopausa verso il Sole. La struttura dell’eliosfera svolge un ruolo importante nel modo in cui le particelle provenienti dallo spazio interstellare, chiamate raggi cosmici, raggiungono il sistema solare interno, arrivando fino alla Terra.

Da consultare anche l’articolo presente su sito link : https://www.fortunadrago.it/2717/un-misterioso-nastro-intorno-il-nostro-sistema-solare/

Infinite Suns – Soli infiniti

Set 102017
 

Tratto dal link originale : https://ktwop.com/2017/09/09/hurricane-activity-is-linked-to-solar-cycles/

…anni con anomalie positive dell’indice SSN (Sun Spot Number), caratterizzate da numeri elevati di macchie solari periferiche mensili, ma bassi numeri stagionali hanno in media significativamente (79%) più uragani negli USA.
L’anomalia SSN è stata dimostrata essere statisticamente significativa nei modelli per gli uragani statunitensi e i principali uragani americani, dopo aver preso in considerazione le altre variabili climatiche.

L’attività degli uragani è collegata ai cicli solari

Stiamo arrivando alla fine del ciclo solare 24 (“curva discendente”), ma stiamo vedendo un’importante attività di tempesta solare. Sembra che le condizioni per la forte attività degli uragani siano ancora soddisfatte.
Nel 2010, ciclo solare 24 (“curva ascendente”), l’immagine la configurazione degli uragani era notevolmente simile a quella attualmente vista.

Uragani 2010 Vs 2017 (immagine Fox)

Anche prima della stagione di uragano 2010, questo articolo del Journal of Climatology internazionale ha trovato un nesso chiaro con la temperatura del mare (SST) e il ciclo solare link : http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1002/joc.2196/full

La relazione fra gli uragani americani e l’attività solare viene investigata empiricamente :

Primo, una relazione fra la probabilità di un uragano negli USA e il ciclo solare è mostrata influenzata dalle temperature superficiali dell’acqua (SST). Per gli anni con i valori SST sopra la media, la probabilità di avere 3 o più uragani negli USA diminuiva dal 40 al 20% al crescere del numero di macchie solari (SSN).

Secondo, finché il valore di SST è in fase con il ciclo di 11 anni dell’irradianza solare totale, ma la temperature dell’alta atmosfera è in fase con i cambiamenti mensili della radiazione ultravioletta, si nota la presenza di un indice SSN anomalo. L’indice è significativamente correlato con gli uragani negli USA e gli uragani più intensi durante il periodo dal 1866 al 2008. La possibilità che almeno un uragano che colpisce gli Stati Uniti nelle stagioni con la più bassa anomalia SSN e la più alta sono del 68 e 91% rispettivamente. Una relazione simile si nota usando i dati relativi agli uragani spalmati nel periodo dal 1749 al 1850, cosa che funziona come una conferma indipendente del legame fra la variabilità solare e la probabilità di uragani negli USA.

Il ciclo solare 24

Adesso ci stiamo avvicinando alla fine del ciclo solare 24

Cicli solari dal 22 al 24 (immagine Hathaway NASA / Marshall)

L’evidenza per una relazione sole-uragani era stata ulteriormente sostenuta, mostrando che una relazione simile fra l’anomalia SSN e gli uragani statunitensi (anni di anomalia SSN alta dà più uragani negli USA) è facilmente documentabile in un archivio degli uragani Atlantici, datato il lontano 1749.

Effetto Storm Surge degli uragani

Lo Storm Surge è un anomalo innalzamento dell’acqua causato dei venti e della bassa pressione di una tempesta. Lo Storm Surge, detto anche onda di tempesta, interessa principalmente le zone costiere, ma può penetrare anche sulle zone più interne. Ad esempio, durante l’Uragano Ike, l’onda di tempesta arrivò fino a quasi 50 chilometri dalla costa di Texas e Louisiana.
Lo Storm Surge è causato principalmente dai forti venti che ruotano intorno all’occhio del ciclone, mentre la bassa pressione della tempesta ha un ruolo solo marginale. Quando un uragano, un tifone o, in generale, una tempesta tropicale raggiunge la costa, la circolazione verticale dell’acqua provocata dai venti si scontra con il fondo marino. A questo punto, l’acqua, non potendo andare più verso il basso, si alza verso l’alto e verso la terraferma. I fattori che determinano l’altezza dello storm surge sono molteplici e dipendono dalla pressione della tempesta, dall’intensità dei venti, dalla velocità di movimento della tempesta, dall’angolo di avvicinamento alla costa, dalla geografia della linea costiera e dalla pendenza del fondale marino.

Caraguatatuba (SP) Brasile (13 Agosto 2017)

Long Island, Bahamas (9 Settembre 2017) Utente : Kelly Johnson

Da consultare l’articolo : https://www.fortunadrago.it/5084/non-bolle-sapone/

Ago 262017
 

Tratto dal link : http://www.heinrichfleck.net/astronomia/lemmi/ombre-volanti.pdf
Le ombre volanti (shadow bands) un fenomeno elusivo, di difficile visibilità, che si verifica prima della fase di totalità dell’eclisse, di cui non esiste un’esauriente trattazione né certezza scientifica intorno alla sua
dinamica
.
L’esperienza osservativa sembra suggerire che il fenomeno origini dall’interferenza degli ultimi raggi del Sole con strati non omogenei dell’atmosfera di differente densità, illuminati da una sorgente luminosa poco estesa, quale l’ultima falce solare, e mossi da venti e correnti di diversa velocità.
Il percorso leggermente diverso compiuto della luce prima di giungere a terra attraverso strati di diversa composizione e compattezza, genererebbe il fenomeno, che si presenta più accentuato quando maggiore è la turbolenza atmosferica e minore l’altezza del Sole eclissato, la cui luce giungerebbe così quasi radente.
In questo caso, se i raggi luminosi giungono leggermente sfasati in frequenza, si possono formare bande d’interferenza di colore chiaro e scuro, e poiché un eclisse è un processo in continuo evolvere di gradazione luminosa le bande d’interferenza si mostrano continue.
Dato il basso contrasto che presenta, il fenomeno si evidenzia in genere su superfici bianche come le pareti di una casa.

Disegno delle ombre volanti su una casa in Sicilia durante l’eclisse solare del 1970

Finora l’unica trattazione esaustiva del fenomeno è stata fornita da L. Codona (J. L. Codona. “The scintillation theory of eclipse shadow bands” In: Astronomy and Astrophysics, vol. 164, no. 2, (1986), pp. 415 – 427..).
Dal momento che il fenomeno si verifica (almeno in prevalenza) quando maggiore era la turbolenza atmosferica e minore l’altezza del Sole in eclisse, Codona ha ipotizzato che la falce di luce che giunge a terra compia, proprio a causa della turbolenza, posa compiere due percorsi, con la conseguenza che i raggi luminosi arrivano leggermente sfasati in frequenza formando proprio come avviene bande di interferenza chiare e scure.
Il movimento delle bande (delle ombre volanti) dipenderebbe di conseguenza dalla dinamicità del fenomeno: turbolenza continua e moto apparente del Sole e della Luna.

Diagramma sulle ombre volanti prima e dopo della totalità dell’eclisse ©1998, Eric Strach

Video sulle ombre volanti

video link : https://www.youtube.com/watch?v=1I4YNa5-nuk

L’effetto è sempre presente e risulta visibile solo in questa particolare situazione, ma quello che si realizza è un effetto stroboscopico.
Da consultare l’articolo al seguente link : https://www.fortunadrago.it/5504/sole-immoto-terra-stazionaria-meraviglioso-inganno/

In oltre la falce della luna crea un’altro effetto sull’ombra filtrata dagli alberi che mi piacerebbe chiamarle ombre a bolle (shadow bubbles)

Ombre a bolle

Si verifica quando la luce della falce dell’eclissi filtra attraverso i rami degli alberi :


video link : https://www.youtube.com/watch?v=i_L1xiy5260

Eclissi solare del 21 Agosto 2017
video link : https://www.youtube.com/watch?v=7RmczjiDlwE

Eclissi solare del 21 Agosto 2017 sulla Terra
video link : https://vimeo.com/231484786

2017 North America Total Solar Eclipse Close-up Real-time 4K from ByoungJun Jeong on Vimeo.

Lug 142017
 

Tratto dal link originale : https://www.astronomia.com/2017/06/19/le-stelle-di-piccola-massa-nascono-sempre-in-coppia-molte-come-il-nostro-sole-si-separano/

Forse il nostro Sole aveva una stella gemella quando è nato 4,5 miliardi di anni fa?

Quasi certamente sì – anche se non una gemella identica. E così ha fatto ogni altra stella simile al Sole nell’universo, secondo una nuova analisi effettuata da un fisico teorico presso l’University of California, Berkeley, e radioastronomo dall’Osservatorio Smithsonian Astrophysical presso la Harvard University.

Molte stelle hanno compagni, tra cui il nostro vicino più prossimo, Alpha Centauri, un sistema triplo. Gli astronomi hanno a lungo cercato una spiegazione. I sistemi stellari binari o tripli sono nati in quel modo? Una stella ha catturato l’altra? Le stelle binarie a volte si separano e diventano stelle singole?

Gli astronomi hanno anche cercato una compagna del nostro Sole, una stella soprannominata Nemesis perché si è a lungo supposto che abbia “preso a calci” un asteroide fino a dirottarlo in orbita terrestre, ed a farlo entrare in collisione con il nostro pianeta, sterminando i dinosauri. Ma non è mai stata trovata.

La nuova affermazione si basa su di un sondaggio radio di una nube molecolare gigante piena di stelle di recente formazione nella costellazione di Perseo, e su di un modello matematico che è in grado di spiegare le osservazioni nel Perseo solo se tutte le stelle di tipo solare sono nate con una compagna.

“Possiamo dire che, sì, probabilmente c’è stata una Nemesi, molto tempo fa,” ha detto il co-autore Steven Stahler, un astronomo ricercatore della UC Berkeley.

“Abbiamo sviluppato una serie di modelli statistici per vedere se potevamo tenere conto delle relative popolazioni di giovani stelle singole e binarie in tutte le sezioni della nube molecolare del Perseo, e l’unico modello che potrebbe riprodurre i dati è stato quello in cui tutte le stelle si formano inizialmente in larghi sistemi binari. Questi sistemi in seguito o si restringono o si rompono nell’arco di un milione di anni.”

In questo studio, “largo” significa che le due stelle sono separate da più di 500 unità astronomiche, o AU, dove un’unità astronomica è la distanza media tra il Sole e la Terra. Una “larga” compagna binaria del nostro Sole sarebbe stata 17 volte più lontana dal Sole rispetto al suo pianeta attualmente più lontano, Nettuno.

Sulla base di questo modello, la sorella del Sole molto probabilmente fuggì e si mescolò con tutte le altre stelle della nostra regione della Via Lattea, per non essere mai più vista.

“L’idea che molte stelle si formano con una compagna è stata suggerita da tempo, ma la domanda è: quante” dice la prima autrice Sarah Sadavoy, una collega della NASA – Hubble presso l’Osservatorio Astrofisico Smithsonian. “Sulla base del nostro semplice modello, possiamo dire che quasi tutte le stelle si formano con una compagna. La nube Perseo è generalmente considerata una tipica regione di formazione stellare di piccola massa, e quindi il nostro modello deve essere controllato in altre nuvole.”

L’idea che tutte le stelle nascono in una cucciolata ha implicazioni al di là di formazione stellare, tra cui le origini di galassie, dice Stahler.

Stahler e Sadavoy hanno pubblicato i loro risultati nel mese di aprile sul server arXiv. Il loro articolo è stato accettato per la pubblicazione nelle Monthly Notices of the Royal Astronomical Society .

Stelle nate in ‘nuclei densi’

Gli astronomi hanno speculato per centinaia di anni sulle origini di sistemi stellari binari e multipli, e negli ultimi anni hanno creato diverse simulazioni al computer del collasso di masse di gas per capire come si condensano per gravità in stelle. Hanno anche simulato l’interazione di molte giovani stelle appena liberatesi dai loro nubi di gas. Diversi anni fa, una di queste simulazioni al computer effettuate da Pavel Kroupa dell’Università di Bonn lo ha portato a concludere che tutte le stelle nascono come sistemi binari.

Eppure la prova diretta data dalle osservazioni è stata scarsa. Quando gli astronomi guardano stelle di volta in volta sempre più giovani, trovano una maggiore proporzione di binarie, ma il perché è ancora un mistero.

“Per risolvere il mistero, in questo caso è necessario capire che nessuno prima aveva studiato in modo sistematico il rapporto tra vere giovani stelle all’interno delle nubi in cui vengono deposte le uova”, ha detto Stahler. “Il nostro lavoro è un passo in avanti verso la comprensione sia di come formano i sistemi binari, sia di quale ruolo che i sistemi binari svolgono ai primordi dell’evoluzione stellare. Ora crediamo che la maggior parte delle stelle, che sono di fatto abbastanza simili al nostro Sole, di formano come sistemi binari. Penso che abbiamo ottenuto la prova più stringente fino ad oggi portata a favore di una simile affermazione “.

Secondo Stahler, gli astronomi sanno da decenni che le stelle nascono all’interno di bozzoli a forma di uovo chiamati nuclei densi, i quali sono sparsi all’interno di immense nubi di freddo idrogeno molecolare, che sono i vivai per le giovani stelle. Attraverso un telescopio ottico, queste nubi sembrano buchi nel cielo stellato, perché la polvere che accompagna il gas blocca la luce sia delle stelle che si formano all’interno che delle stelle dietro. Le nubi possono, tuttavia, essere sondate da radiotelescopi, poiché i grani di polvere fredda al loro interno emettono onde radio alle lunghezze d’onda che i radiotelescopi possono percepire, e le onde radio non sono bloccate dalla polvere.

La nube molecolare del Perseo è uno di questi vivai stellari, situata a circa 600 anni luce dalla Terra e lunga circa 50 anni luce. L’anno scorso, un gruppo di astronomi ha completato un sondaggio utilizzando il Very Large Array, un insieme di antenne radio nel New Mexico, ed ha scrutato la formazione stellare all’interno della nube. Chiamata VANDAM, è stata la prima indagine completa di tutti le giovani stelle in una nube molecolare, cioè di stelle con meno di circa 4 milioni di anni di età, tra cui stelle singole e multiple con separazioni tra loro fino a circa 15 unità astronomiche. Sono state quindi catalogate tutte le stelle multiple con separazione maggiore di 19 AU – circa il raggio dell’orbita di Urano nel nostro sistema solare.

Stahler ha sentito parlare del sondaggio dopo aver contattato Sadavoy, membro del team VANDAM, ed ha chiesto il suo aiuto per osservare le giovani stelle all’interno dei nuclei densi. L’indagine VANDAM ha prodotto un censimento di tutte le stelle di classe 0 – quelle con meno di circa 500.000 anni – e di classe I – tra circa 500.000 e 1 milione di anni. Entrambi i tipi di stelle sono così giovani che non stanno ancora bruciando idrogeno per produrre energia.

Sadavoy ha preso i risultati da VANDAM e li ha combinati con osservazioni aggiuntive che avevano rivelato i bozzoli a forma di uovo attorno alle stelle giovani. Queste osservazioni supplementari provengono dalla Gould Belt Survey con SCUBA-2 sul James Clerk Maxwell Telescope delle Hawaii. Grazie alla combinazione di questi due insiemi di dati, la Sadavoy è stata in grado di produrre un censimento consistente delle popolazioni di stelle binarie e singole nel Perseo, facendo emergere 55 giovani stelle in 24 sistemi a più stelle (tutti a parte cinque di loro erano sistemi binari) e 45 sistemi stellari singoli.

Utilizzando questi dati, Sadavoy e Stahler hanno scoperto che tutti i sistemi binari molto separati – quelli con le stelle divise da più di 500 AU – erano sistemi molto giovani, contenenti due stelle di classe 0. Questi sistemi inoltre tendevano ad essere allineati con l’asse longitudinale del denso nucleo ovoidale. Le leggermente più anziane stelle di classe I binarie erano più vicine, molte separate da circa 200 UA, e non hanno mostrato alcuna tendenza ad allinearsi lungo l’asse della uovo.

“Questo non è mai stato visto o testato prima, ed è super interessante”, ha detto Sadavoy. “Non sappiamo ancora bene cosa vuol dire, ma dal momento che non è casuale può dire qualcosa sul modo in cui formano i sistemi binari ampi.”

Un’immagine Radio di un giovanissimo sistema stellare binario (all’incirca meno di 1 milione di anni di età), che si sta formando all’interno di un denso nucleo (contorno ovale) nella nube molecolare Perseo. Tutte le stelle si formano probabilmente come sistemi binari all’interno di densi nuclei.
Credit: SCUBA-2 immagine indagine di Sarah Sadavoy, CFA

I nuclei ovoidali collassano in due centri

Stahler e Sadavoy hanno modellato matematicamente vari scenari per spiegare questa distribuzione di stelle, simulando la formazione tipica, la rottura ed i tempi di contrazione orbitali. Essi hanno concluso che l’unico modo per spiegare le osservazioni è di supporre che tutte le stelle di massa vicino a quella del Sole comincino la loro vita nella la più ampia classe 0 di sistemi binari in nuclei densi a forma di uovo, dopo di che circa il 60 per cento si divide nel tempo. Il resto si contrae a formare sistemi binari stretti.

“Come l’uovo si contrae, la sua parte più densa collassa verso il centro, a formare due concentrazioni di densità lungo l’asse centrale”, ha detto. “Questi centri di maggiore densità a loro volta ad un certo punto collasseranno su se stessi a causa della loro propria gravità per formare stelle di classe 0.”

“All’interno della nostra schema, stelle singole di piccola massa di tipo solare non sono primordiali”, ha aggiunto Stahler. “Sono il risultato della rottura dei sistemi binari.”

La loro teoria implica che ogni nucleo denso, che comprende in genere qualche massa solare, converte il doppio del materiale in stelle rispetto a come si pensava in precedenza.

Stahler ha detto che ha richiesto ai radioastronomi di comparare i nuclei densi e le loro giovani stelle incorporate per più di 20 anni, al fine di testare la teoria di formazione stellare binaria. I nuovi dati e il modello sono un inizio, dice, ma altro lavoro deve essere fatto per comprendere la fisica dietro la regola.

Tali studi potranno essere compiuti presto, perché le capacità di un VLA appena aggiornato ed il telescopio ALMA in Cile, oltre l’indagine SCUBA-2 delle Hawaii, “sono finalmente in grado di darci i dati e le statistiche di cui abbiamo bisogno. Questo cambierà velocemente la nostra comprensione dei nuclei densi e delle stelle incorporate al loro interno “, ha detto Sadavoy.

 

Fonte:

Il materiale è stato fornito dalla University of California – Berkeley .  Il lavoro originale è stato scritto da Robert Sanders.

 

Articolo originale QUI.

Tratto dal link originale : https://www.astronomia.com/2017/06/19/le-stelle-di-piccola-massa-nascono-sempre-in-coppia-molte-come-il-nostro-sole-si-separano/

Le stelle e buchi neri come fori in uno spazio che si comporta come un fluido liquido

Le stelle sono buchi nel cielo da cui filtra la luce dell’infinito

Confucio (cinese 孔夫子 Kǒng FūzWade-GilesK’ung-fu-tzu551 a.C. – 479 a.C.)

a cui fa eco Pier Luigi Ighina  (Tratto da “I Segreti di Guglielmo Marconi” Allegato N.30) :

Con la perforazione della cupola magnetica ci siamo trovati di fronte ad un enorme massa incandescente di origine sconosciuta la quale generava continuamente energia in quantità a sua volta trattenuta dalla cappa magnetica formata dal sole che con il suo movimento creava tra la cupola e la massa incandescente un cuscinetto di energia protettiva, o energia statica che perforata dalle stelle (buchi luminosi) facevano passare nella nostra atmosfera energia vitale.
Al contrario i (buchi neri) invece introducevano nel cuscinetto l’energia ritmica uscente dal nostro pianeta.
Il sole dunque è una stella, che riuscita a perforare il cuscinetto di energia statica protettiva, immette nel nostro sistema un piccola parte dell energia con la quale è composta la massa incandescente sconosciuta.

Pier Luigi Ighina (Milano; 23 Giugno del 1908 – Imola 8 Gennaio 2004)

Stelle e buchi neri possono essere considerati simili e cioè come dei fori in uno spazio che si comporta come un fluido liquido, come dimostra il Genegravimetro di Marco Todeschini, con la differenza che le stelle immettono energia vitale in questo spazio, mentre i buchi neri fanno la funzione opposta a verso invertito.

Da consultare anche il seguente link : http://www.focus.it/scienza/scienze/universo-misterioso-allineamento-di-buchi-neri

I buchi neri, risultano allineati tra di loro :

http://www.focus.it/scienza/scienze/universo-misterioso-allineamento-di-buchi-neri

A sinistra (nei cerchi) i buchi neri che mostrano la medesima direzione dei propri getti. A destra la stessa immagine senza cerchi. (RUSS TAYLOR)

Esempi di vortici in una comune piscina con Physics Girl

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=pnbJEg9r1o8

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=72LWr7BU8Ao

Da consultare il seguente link (I vortici forniscono nuove intuizioni per i buchi neri) : https://www.sciencenews.org/article/water-circling-drain-provides-insight-black-holes

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=4y-iRYDmJFg

Il gemello “perduto” del nostro sole è forse la stella sirius?

Tratto dal link originale : https://magneticnature.wordpress.com/2013/08/05/how-our-sun-orbits-sirius/

Questo può essere una conoscenza comune ormai, ma è fondamentale capire completamente cosa sia in realtà in corso. Ci sono molte fonti su Internet che parlano di questo in modo da tenerlo in conto. Il nostro sole è in un’orbita binaria con il sistema Sirius ed è il motivo della precessione dello zodiaco e non la lenta rivoluzione dei poli della Terra. Ci sono molte prove per questo e vorrei presentare ciò che ho imparato qui. A partire dal nostro circolo e al punto centrale, abbiamo una rappresentazione del nostro Sole e il suo limite d’influenza. Questa non è una rappresentazione esatta ma è molto vicino. Il sole è quasi una sfera perfetta, quindi è sicuro assumere che la sua orbita è anche molto circolare e non troppo eccentrica.oursun01Ora aggiungiamo un secondo cerchio dello stesso raggio che viene compensato al bordo di questo creando un’ellisse (vescica di pesce) tra di loro. Attualmente le due stelle stanno cominciando a chiudersi l’una sull’altra mentre si avvicinano alla curva dalla più lontana distanza. Attualmente i due sono circa 8,66 anni luce anni e sono stati in testa verso l’altro per circa 2000 anni or sono.oursun03È stato osservato prima di quel tempo che Sirius apparve rosso. Ciò ha senso perché quando le stelle si allontanano l’una dall’altra, appaiono rosse all’osservatore. E quando si muovono l’una verso l’altra appariranno azzurre. Le stelle che non si muovono in relazione si osservano bianche. La migliore prova che Sirius sia rosso deriva dall’astronomo greco Claudio Ptolemy che nel 150 dC scrisse che Sirius era di colore rosso. Ha confrontato Sirius con altre cinque stelle che oggi sono stelle rosse, Betelgeuse, Pollux, Aldebaran, Antares e Arcturus.oursun04Alcuni potrebbero credere che la precessione degli equinozi sia causata dalla lenta e stabile oscillazione dei poli della Terra causata da forze gravitazionali della Luna, del Sole e in parte di Giove. Le probabilità di questo che si verificano naturalmente a causa della gravità sono astronomiche a dir poco. L’alternativa è che siamo in un’orbita binaria con Sirius che richiede 24.000 anni per completare. La ragione per utilizzare la cifra 24.000 anni e non quella 26.000 anni, attualmente calcolata in base al movimento delle stelle, è perché quando le due stelle si avvicinano, più si avvicineranno più velocemente aumenterà la velocità. Quattro mila anni da oggi il tasso di precessione aumenterà. Betelgeuse, Pollux, Aldebaran, Antares e Arcturus.

L’astronomo greco Ipparco ha creato il suo catalogo delle stelle nel 129 aC. Pur confrontando le sue osservazioni con quelle fatte dagli astronomi precedenti babilonesi, ha notato che le stelle si erano spostate o meglio che la Terra stessa si era spostata. Ha calcolato che il tasso di precessione è stato di 1 grado per secolo, che è molto vicino al valore di oggi di un grado per ogni 72 anni. La sua stima avrebbe senso dato che Helios avrebbe viaggiato alla sua velocità più bassa rispetto a Sirius in questo momento della storia (intorno al tempo stava cambiando dal rosso all’azzurro). Sirius non precesse con le altre stelle. Invece si muove nell’esatta direzione opposta per equilibrare perfettamente il ciclo di precessione della Terra e sembra che sia ancora in piedi rispetto alle altre stelle.

Come detto in precedenza, Sirius è responsabile dell’eccentricità orbitale della Terra perché è noto che il perihelio / aphelion della Terra è allineato con Sirius. Allo stesso modo il perihelion della Luna è direttamente correlato alla sua posizione rispetto al Sole e alla Terra. Quando la Luna è piena, essa è in opposizione diretta al Sole è quando è più vicino alla Terra. Questo non è mai cambiato fin dall’inizio del tempo. Quindi è sicuro collegare Sirius e l’eccentricità orbitale della Terra. Mentre il Sole orbita a Sirius, i nodi dell’asse di perihelio / aphelione della Terra sono sempre di 90° gradi rispetto a Sirius e questo causerebbe lo zodiaco a ruotare nella direzione opposta che il Sole si muove attraverso di loro durante un ciclo ordinario annuale. In astrologia diciamo che il Sole inizia in Ariete e si muove attraverso Toro, Gemelli, Cancro, Leone, ecc. La precessione significa muoversi all’indietro in modo che il Sole orbita a Sirius, le stelle si muovono al contrario. Attualmente siamo appena trasferiti da Pesci e in Aquarius o 30° gradi del cerchio più vicino a Sirius.

sirius-orbita

Questo ciclo di 24.000 anni è anche chiamato “Grande Anno”, “Grande Ciclo” o “Ciclo dei Yugas”. Ci sono altri nomi, ma questi sono alcuni comuni. C’è un evento speciale associato a questo ciclo che è stato registrato nella storia e poi perso dall’antichità ma risente in noi e è qualcosa che non possiamo dimenticare come esseri umani.

Tratto dal link originale : https://magneticnature.wordpress.com/2013/08/05/how-our-sun-orbits-sirius/

(Tradotto con Google – traduzione rivisitata)

Come sarebbe il nostro cielo con altre stelle al posto del sole

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=ywvUTWPlBhM

Lug 122017
 

Tratto dal link originale : http://www.ucl.ac.uk/mathematical-physical-sciences/maps-news-publication/saturn-sun-magnetic-rope

Collegamento magnetico in serie tra il sole ed i pianeti

La struttura di campo magnetico torcente, precedentemente mai osservata prima su Saturno, è stata rilevata per la prima volta, usando la strumentazione costruita presso UCL e Imperial College.

Quando il campo magnetico del Sole interagisce con il campo magnetico della Terra (la magnetosfera), si verifica un processo complesso chiamato riconnessione magnetica che può ruotare il campo in forma elicoidale.

Questi campi magnetici a spirale con struttura a spirale sono chiamati funi di flusso o “eventi di trasferimento del flusso” (FTE) e sono osservati sulla Terra e ancora più comunemente su Mercurio. Le condizioni che consentono di generare una FTE in un pianeta peggiorano con la distanza dal Sole, tuttavia sono state osservate in tutti i pianeti verso Giove.

L’osservazione di questo fenomeno con Saturno è stato inafferrabile. Sono state intraprese ricerche per trovare un FTE con la nave spaziale Cassini della NASA, senza successo. Fino ad ora….

La navicella Cassini è stata in orbita intorno a Saturno dal 2004, e dopo molti anni analizzando i dati raccolti, Cassini ha osservato la prima FTE con Saturno. La firma magnetica osservata è stata confrontata con successo rispetto a quella di un modello per dimostrare che Cassini ha effettivamente osservato una corda di flusso in questa gigantesca magnetosfera e che l’astronave passava vicino al centro della struttura. Si calcola inoltre che la fune di flusso potrebbe essere di larghezza fino a 8.300 chilometri.

“Contrariamente alle idee precedenti sulla magnetosfera di Saturno a differenza della sua controparte terrestre, questi risultati rivelano che Saturno a volte si comporta e interagisce con il Sole nello stesso modo della Terra”

.
Jamie Jasinski, UCL Space e fisica climatica laureato in PhD ora con sede presso l’Università del Michigan e autore principale del nuovo articolo pubblicato in Geophysical Research Letters. Si calcola inoltre che la fune di flusso potrebbe essere di larghezza fino a 8300 chilometri.

Ciò non solo mostra che la riconnessione magnetica si verifica con Saturno ma anche che il campo magnetico di Saturno può interagire a volte con il Sole in modo molto simile a quello della Terra.

L’analisi è stata completata usando uno spettrometro di particelle costruito a UCL e un magnetometro costruito presso l’Imperial College, entrambi a bordo della nave spaziale NASA Cassini.

La missione di Cassini terminerà nel novembre del 2017, quando la nave spaziale verrà fatta precipitare nel pianeta per studiarlo, prima di disintegrarsi nella fitta atmosfera di Saturno.

Tratto dal link originale : http://www.ucl.ac.uk/mathematical-physical-sciences/maps-news-publication/saturn-sun-magnetic-rope
(Tradotto con google, traduzione rivisitata)

Un’energia spaventosa, di un’immensa potenza ed inarrestabile!
Un flusso abbondante e continuo che impregna l’intero sistema solare da milioni e milioni di anni.

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=qWlmz0K5Vwc

Pier Luigi Ighina : Prospetto della massa precipitante

Dall’allegato numero 26 del C.I.S.M. datato Luglio 1976 si può visualizzare questo prospetto :

Mag 102017
 

Original link : https://phys.org/news/2017-05-space-weather-simulates-solar-storms.html

(Tradotto con Google, traduzione rivisitata)

CME Stealth

Il nostro sole in continua evoluzione espelle continuamente materiale solare nello spazio. I più grandi tali eventi sono enormi nuvole che eruttano dal sole, chiamate espulsioni di massa coronale, o CME. Queste tempeste solari spesso al primo posto con una sorta di avvertimento del flash luminoso di un solar flare, una raffica di calore o di una raffica di particelle energetiche solari. Ma un altro tipo di tempesta ha lasciato perplessi gli scienziati per la sua mancanza di segnali di pericolo tipici: Essi sembrano venire dal nulla, e gli scienziati li chiamano CME stealth.

Differenze tra solar flare (brillamento solare) ed eruzioni di massa coronale CME by NASA

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=TWjtYSRlOUI

Ora, un team internazionale di scienziati, guidati dal laboratorio spaziale Scienze presso l’Università della California, Berkeley, e finanziato in parte dalla NASA, ha sviluppato un  che simula l’evoluzione di queste furtive  . Gli scienziati hanno invocato le missioni NASA STEREO e SOHO per questo lavoro, per una messa a punto del loro modello fino a quando le simulazioni saranno abbinate alle osservazioni spaziali. Il loro lavoro mostra come un lento, silenzioso processo può inaspettatamente creare una massa contorta di campi magnetici sul sole, che poi si stacca via dal sole ed accelera nello spazio, il tutto senza alcun preavviso.

Rispetto alle CME tipiche, che scoppiano dal sole veloce come 1800 miglia al secondo, le CME furtive (Stealth) si muovono ad una sconnessa andatura tra i 250 a 435 miglia al secondo. Che è approssimativamente la velocità del vento solare più comune, il flusso costante di particelle cariche che fluisce dal sole. A quella velocità, le CME Stealth non sono in genere abbastanza potenti per scatenare grandi eventi meteorologici spaziali, ma a causa della loro struttura magnetica interna possono ancora causare lieve a moderati disturbi al  magnetico terrestre.

Per scoprire le origini delle CME Stealth, gli scienziati hanno sviluppato un modello di campi magnetici del sole, simulando la loro forza ed il movimento nell’atmosfera del sole. Decisivo per il modello è la rotazione differenziale del sole, il che significa diverse regioni sul sole che ruotano a velocità diverse. A differenza della Terra, che ruota come un corpo solido, il sole ruota più velocemente all’equatore di quanto non faccia ai poli.

Il modello mostra che la rotazione differenziale provoca campi magnetici nel sole che si allungano e diffondono a velocità diverse. Gli scienziati hanno dimostrato questo processo costante genera energia sufficiente per formare CME furtive nel corso di circa due settimane. La rotazione del sole sottolinea sempre le linee del  nel tempo, alla fine li orditura in una bobina tesa di energia. Quando la tensione è cresciuta abbastanza, la bobina si espande e scatta via in un enorme bolla di campi magnetici intrecciati senza nessun preavviso, quindi la CME Stealth abbandona tranquillamente il sole.

L’evoluzione di un CME Stealth in questa simulazione. rotazione differenziale crea una massa contorta di campi magnetici sul sole, che poi si stacca ed accelera nello spazio. L’immagine del sole è da STEREO della NASA. linee colorate rappresentano linee di campo magnetico, ei diversi colori indicano in cui gli strati di atmosfera del sole hanno origine. Le linee bianche diventano stressati e formano una spirale, eventualmente in eruzione dal sole. Credit: NASA Goddard Space Flight Center / ARMS / Joy Ng,

 

Tali modelli di computer possono aiutare i ricercatori a capire meglio come il sole colpisce lo spazio vicino alla Terra, e, potenzialmente, migliorare la nostra capacità di prevedere tempo, come avviene per la nazione dalla National Oceanic Atmospheric Administration degli Stati Uniti e. Un documento pubblicato nel Journal of Geophysical Research il 5 novembre 2016, riassume questo lavoro.

Original link : https://phys.org/news/2017-05-space-weather-simulates-solar-storms.html

La progressione di un’eruzione solare CME in 5 passi by NASA

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=-tdRTn2lwng

Una Recente attività solare dal 18 Aprile 2017

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=qWlmz0K5Vwc

Apr 262017
 

Fluorescenza visibile indotta (UVF) e riflessa (UVR) da radiazione ultravioletta applicata ai fiori e alle piante.

Tratto da : https://www.nikonschool.it/experience/fluorescenza6.php

L’Ultravioletto indotto “UVF”

La fluorescenza UV è la proprietà che posseggono alcuni corpi di emettere radiazioni di energia minore, quindi a maggiore lunghezza d’onda, nella banda del visibile quando sono sottoposti ad irraggiamento con radiazione UV. Quando questo avviene si dice che la sostanza è fluorescente. Il fenomeno, che termina in pratica quando cessa l’eccitazione (con ritardi nell’ordine di 10-9 – 10-3s), ha spesso entità molto modesta e risulta osservabile solo in un ambiente totalmente oscurato e dopo un adattamento visivo dell’occhio a bassi livelli di luminosità.

L’Ultravioletto Riflesso “UVR”

L’Ultravioletto Riflesso (UVR) che raccoglie solo la componente UV riflessa dalla superficie oggetto di indagine. La differenza principale rispetto alla fluorescenza UV è da ricercare nei risultati che si possono ottenere e nella metodologia di impiego. L’Ultravioletto Riflesso, a differenza dell’UVF, richiede che solamente la radiazione UV sia registrata dalla fotocamera, perciò bisogna eliminare la radiazione visibile con un filtro da apporre davanti all’obiettivo che deve essere completamente trasparente all’UV, in modo da bloccare la radiazione visibile parassita della sorgente luminosa e la luce visibile della fluorescenza. Dato che il fenomeno della riflessione dell’UV caratterizza i materiali in modo diverso rispetto alla fluorescenza, la versatilità e gli ambiti di applicazione sono molto ristretti.

Da consultare anche l’articolo al seguente link : http://www.holovachov.com/fluorescence

Da consultare anche l’articolo presente sul sito sulla Camera Kirlian link : https://www.fortunadrago.it/3729/kirlian-camera/

Video di David Wolfe link : https://www.facebook.com/DavidAvocadoWolfe/

video link : https://www.facebook.com/DavidAvocadoWolfe/videos/10154427297426512/

Fluorescenza indotta (UVF) su piante e fiori

La seguente galleria di foto è di proprietà di Craig P. Burrows link : https://www.facebook.com/cpburrowsphotography/
Sito di Craig P. Burrows link : http://www.cpburrows.com/

La seguente galleria di foto è di proprietà di Oleksandr Holovachov link : http://www.holovachov.com/
Tratto dal link : http://www.holovachov.com/p187256964

Da consultare anche l’articolo presente sul sito sulla Camera Kirlian link : https://www.fortunadrago.it/3729/kirlian-camera/

Apr 122017
 

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza).

Sole immoto

Negli scritti di Pier Luigi Ighina e nelle sue interviste spesso fa riferimento al fatto che la Terra è ferma e che viviamo in una riflessione di energia, che ci fa vedere le cose all’incontrario.

 

Adesso come si collega tutto ciò con quello che è scritto nella Bibbia :

Tratto da : http://labibbiatrastoriaescienza.blogspot.it/2015/12/il-sole-immoto.html

Giosuè cap 10
12 Fu allora che Giosuè parlava a Geova, il giorno che Geova abbandonò gli amorrei ai figli d’Israele, e diceva davanti agli occhi d’Israele: “Sole, resta immoto su Gabaon, E, luna, sul bassopiano di Aialon”.
13 Pertanto il sole rimase immoto, e la luna in effetti si fermò, finché la nazione poté far vendetta dei suoi nemici. Non è scritto nel libro di Iashar? E il sole stava fermo in mezzo ai cieli e non si affrettò a tramontare per circa un giorno intero.
14 E nessun giorno è stato come quello, né prima né dopo, in quanto Geova ascoltò la voce di un uomo, poiché Geova stesso combatteva per Israele.

Il Sole si fermò sopra la pianura e la Luna interruppe anch’essa il suo viaggiare, il giorno più lungo della storia dell’umanità si stava compiendo. Gli eserciti di Giosuè trucidarono le truppe nemiche che stavano fuggendo ed il tempo riprese a scorrere.

Ma a questo punto cosa succedeva dall’altra parte dell’emisfero terrestre ?
Succedeva l’esatto opposto, ovvero piombò nelle tenebre per un tempo corrispondente :

Raccontano le leggende azteche,di un giorno in cui la Terra piombò nell’oscurità più completa fatta eccezione per Teotihuacan dove continuò ad ardere una fiamma sacra. Allora in quel luogo si radunarono tutti gli dei e tentarono di spostare Sole e Luna,che erano immobili. A seconda delle diverse versioni della leggenda,venne lanciata una freccia o il dio del vento soffiò nel cielo.In ogni caso,il risultato fu che il Sole e la Luna ripresero il loro corso e la Terra fu salva. Gli Aztechi trassero da questa leggenda la nozione che il tempo si era fermato e che poi aveva ricominciato a scorrere, e dunque le piramidi di Teotihuacan vennero collegate idealmente al Sole e alla Luna.Queste leggende Azteche indicano con forza che le Piramidi de Sole e della Luna vennero costruite per ricordare il giorno in cui non ci fu il sorgere del Sole.

Se dunque a Canaan il Sole non tramontò per venti ore, nelle Ande per le stesse venti ore il Sole non sorse!
Questo fenomeno avvenne nel 1393 circa A.C. come citano le fonti…
i racconti non descrivono un arresto repentino del Sole (e della Luna), bensì una momentanea alterazione del movimento di rotazione della volta celeste.

Premessa

Premesso che : L’Energia positiva primordiale che proviene dal sole, nel suo incedere nello spazio è praticamente nulla (irrivelabile analogamente come in una camera oscura), essa si rivela solo quando impatta contro la materia di un corpo celeste, allora la luce diventa tale, calore, radiazioni etc.

Impatti o riflessi

In pratica la Terra come gli altri pianeti del sistema solare, non gira intorno al sole, quello che vediamo è solo l’impatto con l’energia solare, se non c’è impatto, non vediamo nulla.
Ma è più appropriato parlare piuttosto che di impatti, di riflessi come ne parlava Pier Luigi Ighina, infatti il risultato di un impatto con un corpo celeste, noi ne vediamo il riflesso e in quanto tale
sono soggetti ad inversioni (flip) sia verticali che orizzontali (dipende dalla natura del riflesso).

Camera oscura (Flip verticale)

(Inversione orizzontale ed inversione verticale)

Duran Duran The Reflex : https://www.youtube.com/watch?v=oDnNF5cHCdo

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=vBpxhfBlVLU

Terra stazionaria

Quindi ciò che vediamo sono riflessi che sono scaturiti dagli impatti, trascinati quindi dal vorticare dell’energia primordiale solare ne vediamo l’orbitare del corpo solare intorno al sole.
La natura quindi non sposta masse planetarie, che rimangono ben ferme al loro posto, ma solo il loro riflesso corrispondente.
Per questo motivo quando s’è avuto il transito del pianeta Venere nel 2012, la sua immagine ne è risultata “trasparente” al disco solare, poiché quello che vediamo non è la massa planetaria del pianeta, ma il suo impatto/riflesso.

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=d2-PVognJ94

La massa planetaria del pianeta, non è lì, ma seguendo il suo impatto visivo, compiremo un percorso orbitale (mai diretto) che ci consentirà di arrivare alla congiunzione dell’impatto con la massa planetaria stessa.

Andare al di fuori di questa rotta significa navigare nel vortice solare senza nessun tipo di riferimento, con l’inevitabile destino di finire prima o poi nel centro del vortice solare (nel sole).

Il meraviglioso inganno

Ma Pier Luigi Ighina parla anche di un effetto stroboscopico che crea l’alternarsi del giorno e della notte con il movimento di energia solare.
Ciò è spiegabile con la natura stessa della legge del ritmo (Gravità).
Infatti l’energia positiva (luminosa/Gialla/calda) proveniente dal sole, raggiunge il centro della Terra, dove si inverte in negativa (opaca/Blu/fredda) e risale alla superficie del pianeta per ritornare al sole.
Questo crea l’alternarsi pulsante tra luce (sole) e tenebre (sole nero), la cui frequenza mette in moto l’effetto stroboscopico di cui parla Pier Luigi Ighina.

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=pB4hFDZSn-I

Vivendo in questa riflessione di energia solare/terrestre ovvero luminosa/opaca abbiamo lo stabilizzarsi della forza di Gravità e il procedere dell’alternarsi pulsante del giorno/notte così come lo conosciamo.
Senza le tenebre saremmo ridotti come chi subisce gli interrogatori di terzo grado, con il riflettore (il sole) continuamente puntato contro senza nessuna difesa 24 ore su 24.

Il sole la nostra stella è l’unico corpo attivo di tutto il sistema solare, l’unico motore del sistema solare.

Da consultare anche : La Colla Magnetica (Universale)

Conclusioni

Oggi si cerca di dare spiegazioni su cosa sia la Gravità, tralasciando su cosa sia realmente la Materia e il legame tra di esse.
S’è arrivato a dire che la Gravità non esiste in quanto forza risultante o “effetto” vuoto!
Si ci ostina con la legge di gravitazione universale di Newton, ma i conti non tornano, e s’è inventata la Materia Oscura, l’Energia oscura o l’Universo olografico fino ad arrivare alla teoria di  Terra-piatta (in cui lo scrivente non crede).
Quello che credo è che la natura sia molto più semplice e che è l’essere umano a complicare il tutto.

Feb 092017
 

Rifrazione (significato) : deviazione subita da un’onda che ha luogo quando questa passa da un mezzo ad un altro nel quale la sua velocità di propagazione cambia. La rifrazione della luce è l’esempio più comunemente osservato, ma ogni tipo di onda può essere rifratta, per esempio quando le onde sonore passano da un mezzo ad un altro o quando le onde dell’acqua si spostano a zone con diversa profondità.

Link originale : https://www.artofclaytaylor.com/single-post/2017/02/07/Spherical-Refraction—The-Relationship-Between-Light-and-the-Universal-Shape

Tratto dall’articolo di Clay Taylor

Rifrazione Sferica – Il rapporto magnetico tra luce e la forma universale

Una domanda principale che si pone nello studio della geometria e lo studio della luce riguarda il comportamento della luce sulla sfera.

La sfera è di per sé niente di meno che la forma universale e perfetta. E ‘in un certo senso la prima e l’ultima possibilità di grande miracolo della dimensione l’unico grande matrimonio di singolarità e l’infinito, l’unificazione della polarità e la causa prima delle 3 dimensioni di base dello spazio triangolare. È insieme un unico punto, una singola superficie ma un contenitore di infiniti punti. E ‘infinitamente divisibile, ha curvatura completa che esprime ogni angolo e sia la convessità e concavità è costruito in esso. Chiaramente, per descrivere le sue caratteristiche è quella di utilizzare parole che sembrano paradossali e contraddittorie …

È per mezzo della sfera che l’uomo e la sua scienza può arrivare a capire veramente la natura e, forse, la grande verità della causa. La totalità della matematica vera, geometria e fisica devono la loro fedeltà alla sua ragione. Allo stesso modo, è stato elogiato per tutto il tempo come la forma dei cieli e dello stesso Dio.

Quale sarebbe la sfera aiutare a rivelare per quanto riguarda la natura della luce? Ho lavorato per osservare da vicino e documentare le molte dinamiche sottili di questa domanda in molti modi.

L’immagine vista riflessa su di una bolla di sapone, per esempio era piuttosto un puzzle da capogiro. La superficie esterna della bolla riflette un’immagine e quindi è la superficie interna. Si può anche vedere la luce da oltre la bolla che ha reso con il tuo occhio senza riflessione. Poi vi è la distorsione sia quella luce e la luce riflessa da due emisferi però il gradiente completa di curvatura. Poi vi è la rifrazione della luce sui fenomeni di colore che vediamo in più nella bolla di sapone. Il risultato è un’immagine altamente complessa con numerose sottigliezze facilmente trascurate.

Considerando tutto questo? Non è facile mettere alcuni di questi concetti in un linguaggio, e tuttavia abbiamo tutti giocato con questa forma da quando eravamo bambini. Ma andiamo avanti con fiducia, esso diventa sempre più interessante lo prometto!

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

(n.d.r. Da consultare anche l’articolo : Tutto non è che bolle di sapone )

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=GKvT1lRWhE0

Naturalmente una sfera di cristallo (o sfera di vetro ottico) non è affatto una semplice impresa da comprendere. Le informazioni elettromagnetiche visive sta convergendo su di essa da tutte le direzioni, con alcuni comportamenti conseguenti, eppure affascinanti concernenti la luce.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

L’Inversione

Uno dei principali fenomeni di ottica sferica è il “flip”, l’inversione dell’immagine del mondo oltre la visuale. Tuttavia, questo fenomeno dipende interamente la vicinanza di oggetti in relazione alla sfera, così come il ricevitore riceve l’immagine (come l’occhio della telecamera.) L’immagine sarebbe in un determinato rapporto di distanza ingrandimento in una misura che sarebbe poi per capovolgere  ottenendo il corretto orientamento tramite un’inversione polare.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Ecco un esempio di inversione polare di un capovolgimento immagine da capovolta verso lato destro in alto. L’immagine di un occhio a distanze abbastanza lontano dalla sfera è a testa in giù, come il paesaggio è nell’immagine precedente. Quanto più la l’immagine dell’occhio fotocamera o arriva a sfera, tanto più amplificato l’occhio diventa, fino a quando l’immagine capovolge totalmente lato destro in alto. L’anello blu circonda l’occhio è in realtà lo stesso occhio capovolto ingrandito, prima del confine dell’ inversione polare. Questo è un esempio di un comportamento fondamentale di spazio- che di una condizione al contorno . Il mondo materiale è formato per mezzo di condizioni al contorno. Ogni atomo è fatto individuale e distinta da una condizione al contorno, mentre simultaneamente condivisione di una connessione con l’universo è una parte costitutiva. Qui la luce immateriale dimostra questa impresa misteriosa e fondamentale per mezzo della forma universale della sfera.

Questo effetto di prossimità stavo osservando sfidato alcune riflessioni fondamentali che ho avuto per quanto riguarda la luce in vicinanza. Si potrebbe naturalmente pensare che la luce che cade su una sfera, semplicemente cade su una sfera non diversamente indipendentemente da quanto vicino o quanto era in relazione alla sfera. Voglio dire, non vedete l’immagine del paesaggio capovolto dal lato destro all’interno di una porzione dell’immagine che si crea? Cosa c’è di diverso dalla luce che ha colpito la sfera da diversi piedi di distanza rispetto alla luce che ha colpito la sfera da 2 pollici di distanza? Forse la luce è più di particelle fotoniche o di onde che viaggiano attraverso lo spazio vuoto disconnesso? Forse vi è infatti un campo magnetico “eterico”, che definisce lo spazio in un modo che si comporta in conformità con le leggi armoniche immutabili che non abbiamo ancora imparato?

Era evidente vi è infatti una geometria definitiva che impone questo processo, ho dovuto trovare metodi per rivelare ciò che stava accadendo con i raggi di luce. Ho deciso di studiare la sfera come vorrei tramite un prisma. Usando solo la luce del sole, eliminando la prossimità della sorgente luminosa possa essere un fattore nella geometria prospettiva. Per esempio, una torcia elettrica, per la vicinanza magnificata ombre in un angolo e lanciare una prospettiva e mi darebbe misurazioni meno ideali degli effetti di lente e rifrazione generati dalla sfera. Il sole però è virtualmente a ciò che noi chiamiamo una distanza infinita. Nella geometria, a distanza infinita, oggetti tridimensionali appaiono bi-dimensionali. Le ombre proiettate da un oggetto da raggi di luce del sole sono perfettamente parallele. Così il sole fornirà una misura ideale e costante nei fenomeni risultanti.

Il primo metodo che ho provato era di creare vapore acqueo intorno alla sfera e fotografare il comportamento dei raggi solari. Questo metodo ha rivelato in modo spettacolare uno dei comportamenti chiave della lente sferica – il punto focale.

Rifrazione Sferica by Clay Taylor

Rifrazione Sferica by Clay Taylor

Il Punto focale

Qui vediamo tutto alla luce del sole che ha colpito l’emisfero adiacente, con particolare attenzione a un certo punto. Vediamo questa luce apparentemente curva a mezz’aria come un imbuto, con un raggio centrale incredibilmente luminoso che si ferma improvvisamente in un punto costante e determinante nello spazio. Come una lente di ingrandimento della forma ideale, questo fascio è estremamente concentrato e potente e ha bruciato molte cose che possiedo in procinto di ottenere la sua foto scattata. Sembra quasi innaturale, anche, come una “spada laser” direttamente da Star Wars. Perché il fascio di luce termina a mezz’aria in un punto così definitivo? Come si curva a mezz’aria esternamente alla sfera?

Utilizzando l’esempio dell’immagine della sfera con l’occhio, è all’interno della vicinanza di questa luce cono che il sole (se fosse un osservatore stesso) avrebbe essenzialmente vedere l’immagine dell’occhio come lato destro alto. Al di fuori di questo cono di luce, l’occhio sarebbe osservata dal sole come capovolta. Il confine di questo cono di luce è dove l’occhio si è ingrandita al cerchio che circonda l’immagine corretta all’interno di esso. Questa condizione al contorno è un caratteristica neutra una condizione di inversione polare interscambio / polare è un concetto fondamentale per capire quando si cerca di comprendere campi magnetici e teoria atomica. Come si può vedere documentata a immagine di questo imbuto luce, condizioni al contorno neutro (che sono stati dati molti nomi nel corso del tempo, come il campo dielettrico e molti altri) possono assumere diverse forme geometriche. Esso può essere un punto, una circonferenza, un aereo, un cono, un asse, un equatore e come rivelato in campi magnetici, una spirale di quiete bilanciare le correnti di polarità magnetica opposte nel campo magnetico universale sono un costituente. Questo elemento neutro è uno dei componenti di base tridimensionale di spazio-tempo e tutte le sue manifestazioni dell’energia.

Da consultare anche il sito di Jon DePew link : www.coralcastlecode.com

Sono stato in grado di effettuare una misurazione precisa di questa caratteristica della luce. Come previsto, ho trovato il punto focale di estendere ad una distanza pari alla metà del raggio della sfera. In teoria musicale, ciò rappresenterebbe l’ottava. Si potrebbe dire il punto focale della sfera mantiene sostanzialmente il tono fondamentale della luce solare geometricamente.

L’imbuto luce emerge da un cerchio uguale a 20 gradi di diametro di 360 gradi della circonferenza della sfera, che dividono la circonferenza esattamente 18 volte.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Ho citato sopra il concetto di punto di vista del sole nel descrivere ciò che stava avvenendo qui. Beh, sono stato anche in grado di catturare ciò che il sole vedrebbe dal suo “punto di vista”. Ho dovuto fotografare la sfera da molto lontano con una fotocamera abbastanza piccola da oscurare il sole per quanto più era possibile farlo.

La Vista dall’occhio degli Dei

Io chiamo questo, “Vista dall’occhio degli dei” La circonferenza esterna e il punto direttamente in mezzo sono assolutamente illuminati con i soli propri della luce riflessa. Questa vista dei soli forse di quello che Jon DePew chiama “la particella neutra della materia.” Mi ricorda l’antico simbolo egizio per il Sole, o Amon Ra. Vedremo questo fenomeno rivelato in dettaglio più avanti.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Sapevo che c’era molto di più da trovare. Mentre stavo studiando la teoria dei colori e la rifrazione della luce, al momento, ero intento a mappare gli effetti di rifrazione prodotti della sfera.

Da consultare l’articolo al seguente link : https://www.artofclaytaylor.com/single-post/2016/08/22/The-Magnetic-Spectrum-of-Inertial-Polarization

Da consultare l’articolo al seguente link : https://www.fortunadrago.it/2839/la-luce-il-buio-e-i-colori/

Il mio metodo per rivelare ulteriormente questi effetti è stato quello di dividere in qualche modo la sfera al suo piano centrale parallelo ai raggi del sole. Per fare questo, ho prodotto un grande, dritto e carta sottile e tagliare un foro in esso esattamente la dimensione della sfera. La vestibilità sfera in esso come un guanto. Inclinando il bordo della carta direttamente verso il sole per ridurre la sua ombra, per quanto possibile, sono stato in grado di rivelare tutti i fenomeni luminosi che si sono verificati sulla sua superficie piana senza limitare alla luce solare l’accesso alla sfera stessa.

Ecco alcune delle immagini che ho prodotto in questo processo:

Questo ha rivelato un mondo molto più elaborato nascosto della luce di quanto mi aspettassi, con una moltitudine di comportamenti leggeri specifici. E ‘veramente mi ha lasciato a bocca aperta per la parte migliore di una settimana … e non vorrei far finta che non ha ancora timore di lasciarmi!

Ancora una volta, il sole mi ha fornito comportamenti costanti e misure definitive. Queste caratteristiche erano presenti in qualsiasi momento i raggi elettromagnetici del sole di luce venivano indotte all’interno di questa sfera di vetro. E non fare errore su di esso, che è esattamente ciò che stiamo studiando qui- le geometrie di induzione elettromagnetica e rifrazione.

Anatomia della Rifrazione Sferica

Ho preso le misure dettagliate di tutti gli angoli e le posizioni e grandezza di queste molte caratteristiche ottiche e riprodotto il più esattamente possibile in questa immagine singola. È importante comprendere che tutti questi angoli e proporzioni verrebbero mantenuti indipendentemente dalle dimensioni della Sfera ed i rapporti dei fenomeni luminosi sono tutti scalate insieme con le dimensioni della sfera.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Quello che vediamo in questa immagine come linee angolate sono in realtà coni tipo-arcobaleno (come un dato di fatto, sono la fonte dei fenomeni arcobaleno.) Le singole rette sono i raggi. C’è una linea orizzontale che è un arcobaleno davvero affascinante che si estende come un disco piatto perfetto dal fronte della sfera. È possibile vedere i cilindri perfettamente paralleli che sono l’ombra della sfera e la luce riflessa ritornare verso il sole dalla circonferenza dell’emisfero lato sole. Un raggio centrale riflette come ben questo è il cerchio illuminato e punto di luce che abbiamo visto nel “Vista dall’occhio degli dei”.

Qui ci sono entrambi gli emisferi in maggior dettaglio, click to expand:

Chiaramente ci sono molte dinamiche disponibili per essere sezionato in dettaglio. Ho iniziato impostando i miei set sulle caratteristiche principali della rifrazione, con la speranza che rivelerebbero un principio guida.

Direttamente parallele ai raggi solari si estendono due fasci spettro spettacolari, uno riflette direttamente verso il sole dalla punta del fronte dell’emisfero sole e altro fascio esteso esattamente dalla parte opposta. Ancora una volta, queste travi avevano distanze definite, che termina in un punto come se dovessero dissolversi nel nulla. Mi aspettavo che avrei trovato il rapporto aureo Phi a dirigere questi comportamenti.

Phi e spettro magnetico

Ho preso le loro misure e analizzato proprio come ho fatto le lunghezze d’onda dei colori nel mio progetto rifrazione ho collegato in precedenza (ho trovato rapporti phi che determinano le lunghezze d’onda centrali di tutti i colori che hanno portato al processo di rifrazione.) Come è la dimensione della la sfera stessa che gestisce le scale di questi fasci, ho misurato il rapporto del 3 di loro insieme. L’ ampio raggio di punta lontano dal sole meno il diametro della sfera al diametro della sfera meno il raggio più piccolo che punta verso il sole mi ha dato il rapporto Phi!

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Questo è il modo che ho più volte usato per trovare phi quando si studia la luce e l’elettromagnetismo. Come si ottiene un rapporto di due valori tra 3 oggetti? Si potrebbe trovare nella differenza tra il 3. Inoltre, se qualcosa ha una grandezza di sorta, come un diametro nel caso di questa sfera, o una lunghezza d’onda o frequenza nel caso di luce e colore, la differenza tra grandezze possono prevedere un rapporto, dal momento che non hanno altrimenti a che fare con i punti adimensionali.

Questa scoperta fenomeni luce ulteriormente dimostrato a me premessa di Jon DePew in materia di energia (anche molto sfuggiva a da altri come Ed Leedskalnin e Walter Russell e innumerevoli antiche filosofie e gli insegnamenti tramandati nel tempo in maniera innumerevole.) Tutta l’energia è composto da 2 opposti correnti magnetiche e le particelle neutre di materia, e che il valore intrinseco finale tra queste 3 cose è Phi (che non dovrebbe essere limitata al singolo rapporto numerico prescritto ad esso, ma piuttosto come dividendo/rapporto equale di qualcosa.) vedere alcuni dei lavori di Jon al sito  : www.coralcastlecode.com

È come se il sole e la sfera si concordano perfettamente. Quale migliore analogia con una “particella neutra della materia” di una Sfera chiara e trasparente con l’energia della luce che la colpisce viene perfettamente divisa in due opposti raggi dello spettro magnetico in proporzione aurea alla sfera come particella neutra in sé?

Naturalmente, ho trovato phi manifestarsi nella geometria dei fenomeni luminosi anche in molti altri modi. Per esempio, il centro della sfera all’inizio del fascio spettro miniatura sporge appena sopra la sua superficie rispetto alla parte superiore della trave spettro estende oltre che uno:

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Questo mi porta a una caratteristica sorprendente di rifrazione sferica che vorrei concludere su per ora.

Come si può notare, queste travi spettro sono arricchiti da un cono di rifrazione e una colonna centrale di luce bianca. Un cono di luce arcobaleno emerge dalla superficie della sfera e converge verso un punto, da dove è sostanzialmente invertita là mentre si espande quindi oltre questo punto. Sì … un altro concetto difficile da trasmettere a parole.

Se avete tenuto un pezzo di carta perpendicolare al cono di luce, si vedrebbe che viene proiettato un arcobaleno circolare che farebbe diminuire in termini di dimensioni quanto più si è vicini al colore centrale della luce verde, da dove il cerchio sarebbe quindi espandere con le posizioni del colori all’interno l’arcobaleno invertito. Ad un punto, ogni colore ha il suo centro in questo processo che si manifesta radialmente nel fascio di luce colorata.

Ecco un video che ho preso di questo fenomeno esatto:
Video link : https://youtu.be/LpbOj05Ut-I

Un fatto notevole è che l’angolo che il cono di luce arcobaleno assume il lato che riflette indietro verso il sole è molto antica e celebrata una, molto legata a innumerevoli costanti matematiche. L’angolo che porta al centro di questo fascio spettro nella posizione di luce verde (posizione centrale dello spettro di luce visibile) è pari a 51,84 gradi dal piano centrale perpendicolare della sfera.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

rullo di tamburi … questo è l’angolo di inclinazione della Grande Piramide di Giza!

 Inoltre, se fossi di includere il design della piramide, la superficie della sfera sarebbe uguale altezza al piano della “Camera del Re”. Questo fascio spettro più piccolo avrebbe cominciato a lo stesso livello ed estendere alla parte superiore del soffitto della “Grande Galleria”. La camera della regina andrebbe a toccare il disco arcobaleno in rifrazione orizzontale e molto altro ancora.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

La realtà di questa antica struttura stupefacente è sempre di gran lunga più strana della fantascienza stessa …

Beh, ho bisogno di fermarsi da qualche parte. Spero vi sia piaciuto questo incursione nel mondo segreto della luce e guadagnato un po ‘di apprezzamento per la forma sferica universale della natura!

Vi lascio con la mia poesia dal titolo, “The Riddle of the Sphere” (l’indovinello della sfera)

My outside faces in, my inside faces out, but only when you try for once to finally figure me out.

I am the perfect shape, within and without my equal mates, those who think me flat haven’t turned me all about.

I was the center of the universe, yet I orbit my own sun.

Those who think we three are different, would be surprised that we are one.

Traduzione :

Nei miei volti esterni, il mio intimo si affaccia, ma solo quando si tenta per una volta di capirmi finalmente figuro fuori.

Sono la forma perfetta, dentro e fuori i miei uguali compagni, quelli che pensano di me piatto non sono ancora rivolti a me.

Io ero il centro dell’universo, ma in orbita nel mio sole.

Coloro che pensano che noi tre siamo diversi, rimarranno sorpresi che siamo uno.

Tratto dal link originale : https://www.artofclaytaylor.com/single-post/2017/02/07/Spherical-Refraction—The-Relationship-Between-Light-and-the-Universal-Shape

(c) Clay Taylor 2017

Tradotto con google, traduzione rivisitata.

Ago 182016
 

Una nuova scienza, Astrocronologia, potrebbe finalmente fissare date precise per gli eventi principali della preistoria utilizzando le tracce di violente tempeste solari conservati dagli alberi

Tratto dal link origine : https://www.theguardian.com/science/2016/aug/17/traces-of-sun-storms-locked-in-tree-rings-could-confirm-ancient-historical-dates-astrochronology

Gli archeologi ritengono di aver identificato un nuovo metodo di risalire a date precise per grandi eventi della preistoria. Rare e spettacolari tempeste sul sole sembrano aver lasciato il segno nei boschi e nei campi di tutto il pianeta nel corso degli ultimi 5.000 anni.

Michael W. Dee, del laboratorio di ricerca dell’Università di Oxford per l’archeologia e la storia dell’arte, pensa che le prove di tali tempeste solari potrebbe aiutare a risalire ad anni precisi per alcuni delle grandi incertezze nella storia: la costruzione della Grande Piramide d’Egitto di Giza, il crollo dell’antico civiltà Maya in America centrale, e forse anche l’arrivo dei Vichinghi nelle Americhe.

Anelli degli Alberi

Anelli degli Alberi

Ogni albero mantiene il proprio almanacco in forma di anelli di crescita annuale. Per decenni i cronologisti hanno utilizzato la prova degli anelli degli alberi e datazione al radiocarbonio per costruire un calendario di eventi che confermano i resoconti storici, anche quelli antecedenti le prime cronache scritte.

La datazione al carbonio funziona confrontando il rapporto tra due isotopi l’elemento carbonio, C-14 e C-12, presente in vecchi campioni di materiale organico. A causa del continuo bombardamento da raggi cosmici, rapporti di C-14 nell’atmosfera superiore sono più o meno costante, e poiché radioisotopi decadimento con il tempo, ad un tasso prevedibile, il rapporto di C-14 per la forma stabile C-12 è un guida per l’età di ogni legname da un tetto di una cattedrale o un luogo di sepoltura dell’età della pietra, per esempio.

La tecnica è impreciso, con un margine di errore di 50-100 anni, e anche costoso. Tuttavia, la scoperta di livelli insolitamente elevati di C-14 – fino a 20 volte il livello normale – stabilita durante le tempeste solari particolarmente violente possono consentire agli scienziati di fatto una data molto più precisa. Ogni albero che cresce al momento di una tale tempesta solare, in qualsiasi parte del mondo, avrebbe conservato una traccia di esso.

M6.6_30_1_2014

Nel 2012, lo scienziato giapponese Fusa Miyake ha identificato un notevole picco del livello di C-14 in una serie di anelli di crescita che è noto per la data del 775 A.D. Da allora, quello che il team di Oxford chiama un secondo evento Miyake – ovvero come una conseguenza di una scarica extraterrestre catastrofica di energia – è stato identificato per l’anno 994 A.D.

M.W.Dee e il suo co-autore Benjamin Pope propongono una nuova scienza, l’Astrocrolologia, per sfruttare come prova la tempesta solare, in un articolo sulla rivista Proceedings of the Royal Society A . La tecnica potrebbe molto precisa per identificare e collegare le cosiddette “cronologie galleggianti” dell’ antico Egitto, la civiltà Maya o all’età del bronzo alle date fissate nel calendario universale. Il sistema di numerazione giorno Maya si estende mille anni ed è ben stabilito – ma i ricercatori non sono stati finora in grado di collegare nessun caso, con qualsiasi data nel calendario gregoriano d’Europa.

In effetti, la data veramente identificabile prima nelle Americhe è ancora considerato come l’arrivo di Colombo nel 1492,” scrivono gli autori.

Se i controlli che sono stati precedentemente effettuati in anelli degli alberi, questi sono stati su base decennale – è il motivo per cui nessuno ha notato in un singolo anno le rare anomalie nel passato. Tali violente tempeste solari potrebbero anche essere state testimoniate: la Cronaca anglosassone registra un inquietante “crocifisso rosso” nel cielo nel 774 A.D. Un altra spettacolare tempesta solare nel 1859 ha portato ad aurore visibili nelle Hawaii e nei Caraibi.

Bardarbunga_13-9-2014

Gli scienziati propongono all’avanguardia tecniche matematiche per riesaminare tutti i dati esistenti ed identificare i suggerimenti di altri possibili picchi di tempesta solare.

“Quello di cui abbiamo bisogno è un record decennale per tornare indietro di 10.000 anni”, ha detto Dee. “Ci devono essere più di questi eventi e cercheremo di trovare dove possiamo cercare per loro. Non si può semplicemente misurare ogni singolo anello albero perché costerebbe decine di milioni di sterline, in quanto ogni anello albero deve essere misurato in triplice copia essenzialmente e ci sono un sacco di anni, tra oggi e il 5000 A.C. “.

Se i ricercatori riescono ad identificare un altro picco, si aspettano che esso sia duplicato nel tessuto vegetale in tutto il mondo da quell’anno: nelle canne che divennero papiro, in lino che è stata conservata come lino, nelle travi che puntellare antiche tombe . Picchi di anelli degli alberi del 775 A.D. sono stati trovati in Germania, Russia, Stati Uniti e Nuova Zelanda. L’Astrocronologia ha un potenziale di datazione di gran lunga più preciso di uno scriba umano.

“La chiave qui è che abbiamo cronologie lungamente collegate. Nel Antico Regno, abbiamo tutta la sequenza dei re, e l’ordine dei re è abbastanza ben stabilito. Abbiamo una ragionevole appiglio su quanto tempo erano al potere “, ha detto Dee.

“Se abbiamo trovato due o tre picchi nel terzo millennio A.C. non solo saremmo in grado di definire con precisione la sequenza dei 400-500 anno del Regno, ma saremmo messi in grado di verificare che gli anni tra i regni si sommano; non ci saranno anni mancanti, perché la data dell’anello di albero è assolutamente stabilita”.

Pioggia coronale link al video : https://ok.ru/video/86110898814

Tradotto con google, rivisitato manualmente.

Articoli da consultare :

Vita Vegetale : https://www.fortunadrago.it/5200/vita-vegetale-vegetable-life/
Esagono solare : https://www.fortunadrago.it/infinite-energy/esagono-solare/
Aspettando il super solar flare (brillamento) : https://www.fortunadrago.it/4407/aspettando-il-super-solar-flare-brillamento/