Così la vespa orientalis utilizza l’energia solare

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Ago 172018
 
vespa orientalis

Tratto dall’originale link : http://www.nextme.it/scienza/natura-e-ambiente/1302-cosi-le-vespe-producono-energia-solare

vespa_orientalis

Un gruppo di scienziati di Tel Aviv ha scoperto che una particolare specie di vespepresenta un apparato simile alle celle solariper la produzione di energia. La vespa in questione è un imenottero della famiglia delle Vespidae, simile al calabrone, che può raggiungere le dimensioni di circa tre centimetri, precisamente identificata con il nome di ‘vespa orientalis’ (Vespa orientalis Linnaeus).

È diffusa soprattutto nel sud est dell’Europa e nel Medio Oriente; in Italia è presente nelle regioni meridionali e in Sicilia e nidifica solitamente all’interno di cavità ricavate nei muri e negli alberi, oppure direttamente nel terreno. Osservandone l’attività giornaliera, che consiste soprattutto nel lavoro presso la propria tana, gli scienziati hanno appurato che questo tipo di vespe lavora molto anche durante l’inverno, e che la loro attività è molto più frenetica durante le ore centrali della giornata.

Pare che il numero di vespe che entrano ed escono dalla tana, infatti, sia doppio quando il sole è alto, esattamente al contrario di ciò che succede con altri insetti simili. Ipotizzando una correlazione tra la maggiore insolazione e la maggiore attività, le osservazioni e gli esperimenti si sono indirizzati nello studio dei processi metabolici.

I ricercatori israeliani non sono nuovi a questo tipo di scoperte che riguardano le vespe: alcuni importanti studi sia sul comportamento sociale che sulla biologia di questi insetti, sono stati pubblicati dal 2004 al 2007 e costituiscono la logica premessa a quanto reso noto solo pochi giorni fa da Jacob Ishay, professore alla Facoltà di Medicina dell’università di Tel Aviv, durante un’intervista alla ‘BBC’.

Le vespe, come se fossero dei veri pannelli solari, utilizzano due zone corporee che si trovano sull’esoscheletro, (detto anche cuticola, che altro non è che un rivestimento esterno che protegge l’animale) una di colore marrone e l’altra gialla. Per molto tempo si è pensato che questa doppia colorazione avesse fondamentalmente una funzione difensiva rispetto agli altri animali. In realtà, secondo Ishay, l’esoscheletro ha delle proprietà molto più interessanti: la parte marrone contiene melanina e la parte gialla contiene xantopterina, che è il pigmento giallo presente in molti animali, specialmente nelle farfalle e nelle vespe, ma presente anche nell’urina dei mammiferi.

Ebbene, le due superfici corporee diversamente pigmentate e presenti sul corpo della vespa orientalis, sono capaci di catturare il 99 per cento dell’energia solare da cui sono colpite. Le radiazioni sono assorbite dalla cuticola attraverso i pigmenti e trasformate in energia.

È da molti anni che siamo a conoscenza del fatto che le piante utilizzano l’energia del sole, ma “è’ la prima volta che si scopre che una creatura utilizza il sole come forma diretta di energia”, ha detto Ishay, il quale ha aggiunto che dalle applicazioni dello studio di questo animale “potremmo imparare a costruire celle solari molto efficienti”.

Pasquale Veltri

Tratto dall’originale link : http://www.nextme.it/scienza/natura-e-ambiente/1302-cosi-le-vespe-producono-energia-solare

 

Osservazioni

E’ interessante notare come le zone che sono interessate al pigmento, che attira l’energia solare, siano quelle identificate dalla seguente immagine…

E cioè cervello (5) e cuore (14)

Tratto da link : http://www.mielidautore.it/alveare-morfologia.htm

Schema anatomico di un insetto generico

Schema anatomico di un insetto generico A– Capo; B– Torace; C– Addome

 

1 antenna;
2 ocello inferiore;
3 ocello superiore;
4 occhio composito;
5 cerebro (cervello);
6 protorace;
7 arteria dorsale (aorta);
8 apparato tracheale (trachee + spiracoli tracheali);
9 mesotorace;
10 metatorace;
11 ali (primo paio);
12 ali (secondo paio);
13 mesenteron (tratto medio del tubo digerente);
14 cuore;
15 ovario;
16 proctodeo (tratto finale del tubo digerente);
17 ano;
18 genitali;
19 catena gangliare ventrale;
20 tubi Malpighiani;
21 ultimo tarsomero;
22 unghie del pretarso;
23 tarso + pretarso;
24 tibia;
25 femore;
26 trocantere;
27 stomodeo (prima parte del tubo digerente);
28 ganglio toracico;
29 coxa;
30 ghiandola salivare;
31 gnatocerebro;
32 apparato boccale.



Antenne (1)
Nell’ape, ciascuna antenna (breve, filiforme e genicolata) è costituita da un articolo basale, o scapo, seguito da un articolo più breve detto pedicello e da una porzione distale, o flagello, quest’ultimo composto da 11 articoli nelle femmine e di 12 nei maschi. Il flagello contiene numerose fossette olfattive che conferiscono all’ape un acuto senso dell’olfatto; esse sono in numero di 1600 nell’antenna della regina, 2400 in quella di un’operaia e 1000 in quella di un fuco, e sono frammiste a numerosi peli tattili, in numero di circa 7000 sull’antenna dell’operaia e di 1000 su quella del fuco. Lo scapo si articola con il capo entro una fossetta, detta torulo, attraverso la quale giungono fino all’apice antennale liquidi e tessuti di provenienza interna (nervi, trachee, emolinfa,ecc.).

Apparato boccale (32)
L’apparato boccale tipico degli insetti era in origine masticatore, quale si ritrova ancora negli Ortotteri, Coleotteri, etc. Gli adattamenti dovuti ai regimi alimentari hanno però determinato negli insetti radicali trasformazioni. Nell’ape, i pezzi originari si sono trasformati costituendo un apparato boccale lambente e succhiante. Il complesso maxillo-facciale si piega tra cardini e stipiti, e si sposta un po’ all’indietro sotto il cranio, costituendo un canale temporaneo per suggere il nettare. L’organo aspirante, lungo e flessibile, è formato dalle glosse labiali; per mezzo di questo le api raccolgono il nettare e manipolano il miele nell’arnia. I lati di questa ligula sono ripiegati verso l’interno e verso il basso, fino quasi ad incontrarsi, per formare un tubo racchiuso dalle mascelle e dai palpi labiali.Il labium (labbro inferiore) è provvisto di palpi assai sviluppati e 4-articolati (con il primo articolo molto allungato e piuttosto largo, il secondo più corto, gli ultimi molto brevi) e di una ligula (o glossa, o lingua) lunga (in estensione misura 5,5-7 mm), cilindrica, densamente pelosa, flessibile e contrattile, percorsa da un solco ventrale (canale ligulare) e terminante con un’espansione a cucchiaio (labello o flabello). Le galee mascellari ed i palpi labiali, accostandosi alla ligula formano un tubo, o proboscide, delimitante un canale di suzione che permette all’ape di succhiare il nettare liquido mediante l’azione aspirante del cibario (porzione della cavità boccale anteriore alla faringe) e della faringe (pompa cibario-faringea), convogliandolo nella grande ingluvie (o borsa o borsetta melaria, o stomaco mellifico), un sacco a parete estensibile costituito da una dilatazione dell’esofago, dove il nettare subisce una prima trasformazione chimico-fisica che lo converte in miele.
Alla base della faccia interna delle mandibole sboccano 2 ghiandole mandibolari; nelle operaie esse producono una frazione della gelatina, o pappa reale, e sono funzionali in relazione alla lavorazione della cera; nei fuchi sono ridotte ad una piccola masserella; nella regina sono molto sviluppate e producono il feromone di coesione della colonia (miscela degli acidi 9-ossodeca-trans-2-dnoico e 9-idrossi-2-dnoico che ha la funzione di far identificare la regina come tale all’interno e fuori dell’alveare, di inibire lo sviluppo dei loro ovarìoli, e di impedire la costruzione di celle reali).
Quando il livello di questo feromone nella colonia scende al disotto di un certo valore (per la morte o l’invecchiamento della regina, o per un eccessivo aumento della popolazione), l’inibizione cessa e le operaie cominciano a costruire celle reali in cui allevare nuove regine o, eccezionalmente, sviluppano ovarioli funzionali (operaie ovificatrici) e depongono uova partenogenetiche maschili. Sulla superficie dorsale del labbro inferiore sboccano le ghiandole labiali, o salivari, presenti in tutte e tre le caste, e costituite da due distinti sistemi ghiandolari: le ghiandole postcerebrali, situate contro la parete posteriore del capo, e le ghiandole toraciche, situate nella porzione ventrale anteriore del torace; il loro secreto ha funzioni non ancora del tutto chiarite, una della quali è probabilmente quella di sciogliere le sostanze zuccherine presenti nell’alimento facilitandone così la suzione.

Zampe (21-22-23-24-25)
La zampa di Apis mellifica porta un tarso 5-articolato con pretarso con 2 unghie ed arolio. Nella zampa anteriore (protoracica), la tibia reca sul margine anteriore della superficie interna una frangia di peli corti e rigidi che costituiscono la spazzola degli occhi , usata dall’ape per pulire gli occhi composti, e, inserita sul suo margine distale esterno, una spina mobile piatta detta sperone o raschiatoio semicircolare provvisto di spine disposte circolarmente a pettine, che si sviluppa sul margine interno del primo articolo del tarso. Quando la zampa si piega, lo sperone chiude l’apertura dell’incavo delimitando, in tal modo, un foro attraverso il quale l’ape fa passare l’antenna per pulirla e liberarla dalla polvere e dai granuli di polline. Lunghi peli distribuiti sul basitarso formano la spazzola del polline che l’ape usa per raccogliere i granuli pollinici dalle parti anteriori del corpo: incrociando le zampe l’ape spinge il polline dentro la cestella aiutandosi con la spazzola del polline situata sul primo articolo del tarso, che è particolarmente sviluppata. Nella zampa media (o mesotoracica), il tarso appiattito è provvisto anch’esso di una spazzola del polline per asportare i granuli pollinici dalle zampe anteriori e dal corpo; e l’estremità distale interna della tibia reca uno sperone o spina tibiale che l’ape usa come leva per staccare le lamelle di cera, secrete dalle ghiandole situate nella regione sternale dell’addome, e le pallottoline di polline dalle cestelle quando, giunta nell’alveare, deve scaricarle e disporle nelle apposite celle, come dispositivo di pulizia per liberare dai corpi estranei le ali e gli spiracoli tracheali,ecc. Nella zampa posteriore (o metatoracica), la larga tibia presenta esternamente una lieve concavità marginata da forti e lunghi peli incurvati, che forma la cestella (o cestello, o corbella, o corbicula) dove l’ape accumula il polline per trasportarlo nell’alveare. In corrispondenza della articolazione tibio-tarsale, il margine distale libero della tibia, provvisto di un pettine o spazzola della cera, formato da numerose grosse spine, ed il margine prossimale libero del tarso, provvisto di peli e ricurvo a forma di becco (sperone tarsale o auricola), formano una pinza tibio-tarsale che serve per raccogliere le lamelle di cera dall’addome. La faccia esterna del basitarso è provvista di peli collettori per raccogliere i granuli pollinici dalle parti posteriori del corpo e la sua faccia interna reca una decina di serie trasversali di spine brevi e robuste, rivolte verso il basso, che costituiscono la spazzola del polline o scopa.

Torace (B)
Nell’ape si ha un grande sviluppo del mesotorace, suddiviso in scleriti secondari e col noto distinto in una porzione anteriore prescuto-scutale ed in una posteriore scutello-postscutellare. Modesto sviluppo del protorace. Il primo urite ha perduto la regione sternale ed è venuto ad accollarsi al metanoto, entrando a far parte integrante del torace (epinoto o propodeo), cosicché il torace medesimo, veduto dorsalmente, appare costituito da 4 anzicchè 3 regioni tergali.

Addome (C)
L’addome dell’ape è costituito da 10 segmenti (o uriti, da urà, coda), dei quali, però, solo alcuni morfologici e visibili esternamente (col decimo comunemente ridotto o membranaceo, o fuso col nono). Il primo urotergo e le sue aree laterali si sono integrati col torace formando, in questo tagma, un quarto tergo che ha preso il nome di propodeo, o epinoto. Conseguentemente la parte rimanente dell’addome, dal secondo urite in dietro (detta gastro) si collega col propodeo mediante un peduncolo detto peziolo. Il VII urosterno funziona sempre da lamina sottogenitale. VIII e IX urite non risultano distinti quali scleriti a sé stanti. IV e VII prosterno ciascuno con due larghe aree ovoidali (specchi) attraverso i quali passa la cera fluida attraversando la loro sottile cuticola. La ghiandola di Nassonoff è sita sotto la membrana intersegmentale, tra il VI ed il VII urotergo e sbocca nella parte anteriore di quest’ ultimo.

Pungiglione
All’estremità distale del corpo dell’ape è presente l’aculeo, o pungiglione, un ovopositore modificato di cui sono provviste solo le operaie e la regina. È formato da uno stilo lungo e sottile che nella parte prossimale si allarga in un bulbo cavo. Lo stilo è formato da una guaina a doccia che si prolunga con il bulbo ed abbraccia due stiletti slanciati e seghettati per la presenza di una decina di denti rivolti all’indietro. Gli stiletti e la guaina delimitano un canale che si apre alla estremità dello stilo, ai lati del quale si trovano le due valve dell’aculeo dotate di numerose piccole spine e di sensilli. L’apparato del pungiglione comprende: – una guaina dorsale cava; – uno stilo o dardo, costituito da due stiletti, o aghi, o lamelle, ciascuno dei quali è provvisto di circa 9 dentelli con la punta rivolta all’indietro che trattengono lo stilo nella ferita (quando questa è inferta in tessuti elastici e molli, come quelli dei mammiferi), ed è percorso ventralmente da un solco che permette loro di scorrere l’uno sull’altro sotto l’azione dei muscoli situati alla loro base interna e di penetrare così alternativamente e sempre più profondamente nei tessuti della vittima; – 2 processi digitiformi rivolti all’indietro quando l’aculeo è protratto e disposti ai suoi lati quando è retratto, i quali sono chiamati appendici palpiformi o palpi dell’aculeo, poiché sono considerati come organi di senso che comunicano all’ape quando l’addome è a contatto con il corpo in cui essa vuole infiggere il suo aculeo; – un grande sacco del veleno mediano, alimentato da una ghiandola acida (formata da due masse ghiandolari) e da una ghiandola alcalina, il cui secreto viene miscelato ed iniettato nella ferita al momento della puntura. Fra i componenti identificati del veleno vi sono: istamina (un aminoacido che determina reazioni allergiche), melittina (una proteina farmacologicamente attiva), fosfolipasi A (un enzima che idrolizza i fosfolipidi), ialuronidasi (un complesso enzimatico di natura proteica che depolimerizza l’acido ialuronico facilitando lo scambio dei liquidi attraverso il tessuto connettivale), apamina (un peptide basico ricco di zolfo). Al momento della puntura, al veleno si mescola il feromone di allarme (a base di acetato di amile) che attira le altre operaie sulla vittima. Un’operaia muore un paio di giorni dopo avere usato il suo aculeo, poiché tutto l’apparato del veleno ed altre parti adiacenti vengono strappate del corpo dall’ape, assicurando così un’azione protratta dell’aculeo che continua la penetrazione e ad iniettare veleno nella ferita anche dopo che l’ape si è allontanata. Quando l’ape operaia infigge il suo pungiglione nel tessuti di un vertebrato, essa non può più estrarlo a causa degli uncini di arpionamento rivolti all’indietro, come le punte della lancia di un fucile subacqueo. L’ape, allontanandosi, strappa i propri tessuti; insieme al pungiglione, allora, essa lascia anche le annesse ghiandole velenifere, muscoli, gangli nervosi e la ghiandola che emette il feromone di allarme. L’aculeo che rimane nella ferita è in grado di fungere da arma automatica, continuando da solo la penetrazione nella ferita e ad iniettare il veleno, mentre la ghiandola continua ad emettere il feromone di allarme; quest’ultimo richiama le altre operaie e le induce ad aggredire, a loro volta, la vittima.

Apparato digerente (C)
Alla faringe segue l’esofago, un lungo e sottile tubo che, dopo avere attraversato tutto il torace, entra nell’addome; qui si allarga a formare l’ingluvie o borsa melaria, notevole serbatoio dalle pareti estensibili. All’ingluvie segue il proventricolo (con cui termina l’intestino anteriore o stomodeo (27), comprendente la faringe, l’esofago con l’ingluvie, e il proventricolo) il quale si apre nell’ingluvie mediante un dispositivo valvolare costituito da 4 bande delimitanti un’apertura a X (e perciò denominato valvola a X), che favorisce il passaggio dell’alimento nello stomaco ed impedisce il rigurgito. La valvola ad X fa sì che il miele non fluisca oltre, nel tubo digerente, e venga quindi digerito; essa impedisce al nettare ed al miele di entrare nell’intestino medio quando non si rendono necessari come alimenti e di impedire al contenuto dell’intestino di riversarsi nell’ingluvie quando l’ape rigurgita il miele contenuto in essa. L’operaia, infatti, quando ha fame, apre la valvola e si somministra la sua razione. L’intestino medio, o mesenteron, detto anche stomaco, o ventricolo, o ventricolo chilifero, è tappezzato da uno strato di cellule epiteliali deputate alla secrezione dei succhi digestivi per la digestione dell’alimento e all’assorbimento delle sostanze digerite. L’intestino posteriore (16), o proctodeo, comprende l’intestino tenue e l’intestino retto. L’intestino tenue, in cui si apre l’intestino medio mediante la valvola pilorica, riceve nel suo tratto iniziale lo sbocco di circa 100 tubi malpighiani (20), lunghi e contorti, deputati all’espulsione dei cataboiliti. L’intestino retto comprende una parte prossimale, la cui parete è percorsa da cordoni longitudinali detti papille rettali ed aventi una funzione imprecisata, ed una porzione distale voluminosa, chiamata ampolla rettale, in cui vengono accumulate le feci per essere espulse attraverso l’ano (17) nei cosiddetti “voli di purificazione” (le api non evacuano all’interno dell’alveare, ma in volo).

Apparato respiratorio
Apis mellifica è specie olopneustica poiché possiede 10 paia di stigmi, 2 nella regione pleurale del II e II segmento toracico, ed 8 nelle regioni laterali degli uriti (addome).

Apparato circolatorio
Il vaso dorsale si presenta differenziato in un primo tratto addominale (cuore) (14) a fondo cieco e ricco di fibre muscolari circolari e longitudinali, ed è, a sua volta, suddiviso in camere (4-5 ventricoliti); ogni camera cardiaca è munita di un paio di aperture a valvola (ostioli) che favoriscono l’entrata dell’emolinfa dalla cavità. Il cuore si continua in avanti con un tubo che si estende fino nel capo (aorta) (7). L’aorta presenta pareti sottili e lisce, non forate, ed è spesso ramificata, soprattutto nel capo.

Sistema nervoso
Il cerebro (5) delle api occupa un volume di circa 1 mm3 e pesa circa 1 mg, cioè 1/100 del peso dell’ape. Il numero totale di neuroni nel cervello è stimato in 950 000. I principali territori del cervello dell’ape sono i lobi ottici, i lobi antennali, i corpi fungiformi e il complesso centrale.

Corredi genetici dei membri della colonia
Apis mellifera è specie aplo-diploide in quanto il maschio è aploide, derivante da uova non e la femmina è diploide, derivante da uova regolarmente fecondate. Il corredo cromosomico è 2n=32 , ed i maschi, quindi, sono portatori del solo corredo n=16 di derivazione materna. La determinazione aplo-diploide del sesso, caratteristica nelle formiche, vespe ed api ( Hymenoptera Formicoidea, Vespoidea ed Apoidea) secondo alcuni autori sarebbe particolarmente favorevole alla evoluzione sociale, e spiegherebbe perciò il suo ripetuto comparire nell’ambito di questi gruppi. Le madri e le figlie hanno in comune 1/2 dei geni, le sorelle ne hanno i 3/4; conseguentemente, le figlie risultano meglio predisposte ad aiutare la madre a prolificare ulteriormente che non a prolificare esse stesse, favorendo la nascita di individui che, per i 3/4, hanno il loro medesimo corredo genetico. Sarebbe questa una spiegazione del perché, negli Imenotteri sociali, i maschi non sono “socializzati”, mentre lo sono negli Isotteri, i cui maschi sono invece diploidi. Negli Imenotteri, infatti, i maschi e le loro figlie hanno in comune 1/2 dei geni ereditari, i maschi e le loro sorelle e fratelli solamente 1/4 dei geni. Anche l’Apis cerana ha 32 cromosomi, ed è ibridabile con Apis mellifica.
Sono stati documentati i meccanismi genetici che determinano l’indirizzo di sviluppo di una giovane ape in operaia oppure in regina. Legando una serie di immagini che descrivono quali geni sono attivi, sono stati individuati con esattezza i meccanismi con i quali gli ormoni, stimolati da fattori ambientali, nutrizionali e feromonici, fanno sì che le larve attivino i geni necessari a compiere il loro destino. Ciò rappresenta la prima visione su scala genomica di questo tipo di sviluppo. Le femmine di Apis mellifica, infatti, cominciano la loro esistenza come larve bipotenziali, sebbene ospitate in celle diverse, con la capacità cioè di formarsi nella morfologia ed anatomia di entrambe le caste, quella delle operaie o quella delle regine. (questa potenzialità è detta polifenismo). Il risultato è stato ottenuto utilizzando profili di espressione dei geni noti come “array”; con essi è stato possibile stabilire esattamente quali geni fossero attivi durante lo sviluppo delle larve. Dalle osservazioni si è potuto concludere che le larve destinate a diventare regine sembrano attivare un insieme distinto di geni legati alla casta, inclusi quelli responsabili del metabolismo e della respirazione. Nel caso delle api operaie, viceversa, continuano a esprimersi i geni tipici della fase giovanile di larva. La differenza nell’espressione dei geni porterebbe alle differenze morfo-anatomiche e funzionali. I geni regolerebbero molto da vicino il comportamento delle api, al punto che l’occupazione e il ruolo di una singola ape può essere prevista conoscendo il profilo dell’espressione genica nel suo cervello. Un complesso studio molecolare su 6878 differenti geni, replicati con 72 microarray di cDNA, che hanno catturato l’essenza dell’attività genica del cervello delle api ha rivelato che, anche se la maggior parte delle differenze nell’espressione genica era molto piccola, erano osservabili cambiamenti significativi nel 40 per cento dei geni studiati. Le microarray hanno consentito di studiare l’attività dei geni generando misure simultanee dell’RNA-messaggero, che riflette i livelli dell’attività delle proteine. Il mRNA si lega a siti specifici sulle array, consentendo la misura dell’espressione di migliaia di geni. Quindi vi è una chiara impronta molecolare nel cervello delle api associata in modo consistente con il comportamento specifico dell’individuo, e questo fatto dà una immagine del genoma come entità dinamica, coinvolta nella modulazione del comportamento nel cervello adulto (da Robinson).

Da consultare anche il seguente link : https://www.fortunadrago.it/4258/apis-mellifera-ape-mielifera/

Le Api Mellifere difendono l’alveare dalla vespa orientalis, soffocandole :

Defending the Nest Against Its Archenemy, The Cyprian Honeybee Apis Mellifera Cypria Confronting the Orient… by D.Domenico on Scribd

Rileggere Wilhelm Reich: l’origine del cancro

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Ott 182017
 

Tratto dal link origine : https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/cancro-medicina-alternativa-cure-naturali/rileggere-wilhelm-reich-l-039-origine-del-cancro

Tra le altre cose Einstein disse che, nonostante tutti i successi ottenuti in campo scientifico, sussisteva comunque un dubbio nei concetti fondamentali delle scienze naturali. Questo dubbio é diventato patrimonio comune degli studiosi di queste scienze. In tema di cancerologia, il prof. Gerhard Domagk, durante il congresso sul cancro svoltosi a Salzburg nel lontano 1961, affermò che ci doveva essere un quid d’importanza fondamentale, di cui però veniva fatto un uso improprio. Se si vogliono acquisire nuove conoscenze in campo scientifico allora bisognerebbe avere il coraggio di sostenere delle idee eretiche, che sono una forma di pensiero assolutamente necessaria. Solo una critica obiettiva, indipendentemente dal metodo usato, potrebbe esser d’aiuto al progresso. Un siffatto eretico si dimostrò Wilhelm Reich, quando affrontò il problema del cancro da una visione completamente diversa ed indicò alla ricerca sul cancro nuove vie. Era un fatto straordinario che un medico e psichiatra, uno dei più dotati allievi di Freud, rendesse pubbliche simili affermazioni, eretiche e provocatorie. Reich in principio non aveva intenzione di occuparsi del problema del cancro. S’imbatté inaspettatamente in questa problematica nel corso delle sue ricerche, in quanto la malattia del cancro sembrava mostrare connessioni fondamentali con i problemi della vita e della morte. Egli definì la malattia del cancro una biopatia cancerosa. Una biopatia è causata da un disturbo bio-energetico del sistema plasmatico. Un simile disturbo può portare al cancro, ma anche a tutta un’altra serie di malattie come l’angine pectoris, disturbi cardio-vascolari, l’ulcera gastrica-duodenale, l’epilessia, le psicosi ecc… Il tumore canceroso é il sintomo tardivo di un processo patologico generale grave, che precede di anni l’effettiva formazione del tumore. Ora vorrei tentare di illustrare lo sviluppo bio-psichico e bio-fisico del processo cancerogeno alla luce dell’orgonomia. L’orgonomia é una scienza naturale che si basa sull’energia orgonica scoperta da Wilhelm Reich. L’orgone è l’energia biologica e venne scoperto nell’atmosfera.

E’ stato dimostrato che l’energia sessuale e l’energia biologica sono funzionalmente identiche, e che sono soggette alle fisica dell’energia orgonica. Ogni disturbo dell’energia sessuale provoca una stasi sessuale nell’organismo. Ogni disturbo psichico ha un nucleo di energia sessuale ingorgata. I conflitti nevrotici sono di natura psichica, mentre l’eccitazione sessuale é di natura somatica. Se l’eccitazione sessuale subisce una frustrazione, allora la scarica sessuale nell’orgasmo sarà insufficiente o non avverrà affatto. L’orgasmo non é solo un capriccio della natura, bensì deve adempiere a delle funzioni d’importanza vitale. Un orgasmo cronicamente insuficiente o del tutto assente può dare origine a gravi disturbi funzionali dell’intero organismo: le biopatie. Com’é possibile questa cronica mancanza di scarica dell’eccitazione sessuale nell’orgasmo? Il conflitto psichico si esplica come un conflitto tra l’impulso libidico da un lato e la minaccia del mondo esterno dall’altro. Il perdurare cronico di questo conflitto causa alla persona che ne é afflitta un comportamento rigido. Si forma una corazza caratteriale che respinge le richieste del mondo esterno ed anche le pulsioni interne.

A causa del conflitto psichico, le pulsioni interne si sono tramutate in sensazioni di ansia e di dolore? La corazza riduce la sensibilità nei confronti dell’ansia e del dolore, e di conseguenza acquista la funzione di meccanismo di difesa dall’ansia e dal dolore. Ma questo meccanismo protettivo funziona a scapito della vivacità interna. La corazza caratteriale consuma quindi energia biologica. La corrente vegetativa viene in tal modo bloccata. Le inibizioni della mobilità psichica e della corrente vegetativa si manifestano anche sotto forma di corazza muscolare. Questa é riconoscibile non solo perché emozionalmente si sviluppa una corazza caratteriale, ma anche perchè il tono muscolare mostra una maggiore rigidità; vediamo quindi che la muscolatura e quella caratteriale sono funzionalmente identiche. Bloccano l’energia biologica ed hanno entrambi la funzione di difesa dalle emozioni. Nella terapia bio-psichiatrica il processo subisce un rovesciamento. I sistemi di difesa vengono allentati, le bio-energie vengono liberate, e le correnti vegetative ingorgate vengono rimesse in movimento. Le emozioni represse dalla corazza vengono mobilizzate e, in caso di successo (terapeutico) aboliscono i blocchi sessuali originali. Tutti gli oncologi sanno bene che l’alta percentuale di malattie cancerogene delle donne é da attribuirsi ai loro organi sessuali. In caso di contrazioni muscolari croniche si ha riduzione dell’eccitazione bio-sessuale. Ciò corrisponde, nelle pazienti di sesso femminile, ad un blocco dell’eccitazione bio-sessuale nei genitali con contrazioni spastiche della muscolatura pelvica, fatto comune nelle donne frigide. Tali spasmi causano disturbi mestruali e dolori. La funzione di questo spasmo dell’utero è diminuire la sensibilità vaginale. A questo meccanismo difensivo corrispondono le contrazioni della muscolatura orbitale vaginale, anale e degli adduttori (delle cosce) definiti in modo caratteristico dall’anatonomo Tandler come i “muscoli della decenza”.

Spasmi che presuppongono repressioni di energie bio-energetiche si notano soprattutto in presenza di muscoli orbicolari, come nella gola, alla bocca dello stomaco, nel piloro, l’ano ecc… La localizzazione di un tumore canceroso viene stabilita dall’inattività biologica della zona immediatamente circostante. Ciò introduce il problema delle metastasi, che non devono essere necessariamente portate dalla corrente ematica. Possono anche insorgere direttamente in quelle zone dell’organismo dove la debolezza biologica del tessuto é riscontrabile nelle zone immediate. Reich definì il decorso del cancro un processo di retrazione. La retrazione biopatica nel cancro é il risultato di una contrazione cronica dell’apparato autonomo, una simpaticotonia. Essa colpisce il tessuto degli organi, il sistema sanguigno e linfatico ed anche la struttura del carettere. Nel sangue é caratteristica la retrazione dei globuli rossi, che può condurre fino alla poichilocitosi. I test ematici di Reich rivelano tale retrazione e servono quindi per la diagnosi di cancro sia all’inizio che nel suo progredire: un chiaro indice é la velocità di disintegrazione dei globuli rossi vivi in soluzione fisiologica (osservata) al microscopio. I globuli rossi biologicamente forti possono mantenere la loro forma per venti minuti ed oltre; mentre, per esempio, un periodo di decomposizione da 1 a 3 minuti indica una mancata debolezza biologica. Le punte T indicano sempre un processo di retrazione avanzato.

Per gli oncologi l’anemia é una caratteristica degli ammalati di cancro. La retrazione biopatica inizia con una preponderanza di contrazione del sistema plasmatico e con l’arresto della sua espansione. Ciò é particolarmente evidente in caso di disturbi respiratori, per cui la pulsazione (cioè l’alternanza di espansione nell’espirazione e di contrazione nell’inspirazione) é limitata. Oltre a ciò l’espirazione é assai minore dell’inspirazione. Molti pazienti con il loro petto in fuori mostrano una caratteristica “posizione inspiratoria”, posizione nella quale l’inspirazione prevale di molto sull’espirazione. La cattiva respirazione esterna porta ad un disturbo respiratorio interno, nei tessuti. Reich fu in grado di stabilire che in tutti i malati di cancro vi é una grave forma di ansia di cadere, il cui inizio risaliva a parecchi anni indietro. Di per sé l’ansia di cadere compare anche come sintomo psichico nelle nevrosi caratteriali, e in tali casi può esser innocua.

Nei pazienti nevrotici, come in tutte le biopatie, la corazza caratteriale e muscolare si può presentare anche insieme ai disturbi respiratori. Ma questo ancora non indica una vera e propria biopatia retraente, finché il sistema plasmatico non inizia a restringersi, cosa che dipende di volta in volta dall’intesità della contrazione. L’aver riscontrato un’intensa ansia di cadere in un bambino di 2 settimane, spiegabile solo bio-energeticamente e riconducibile allo scarso contatto della madre con il figlio, portò alla conclusione che nei neonati una simile ansia può essere il punto di partenza di una biopatia retraente, che da il via al processo canceroso. La chiave per comprendere l’origine di una cellula cancerosa sono gli esperimenti di Reich sui bioni, che precedettero di anni la sua ricerca sul cancro, e che condussero direttamente al nucleo centrale del problema del cancro. I bioni, da lui scoperti, sono vescicole energetiche che si formano per mezzo di alte temperature con conseguente rigonfiamento (rispettivamente) da sostanze organiche ed inorganiche (ad esempio: erba, muschio, terra, carbone, ferro e sabbia oceanica). Essi hanno tutti qualcosa in comune: possono essere visti al microscopio a 2OOO-5OOO ingrandimenti; si contraggono e si espandono (cioè mostrano una pulsazione biologica); reagiscono positivamente alla colorazione biologica; non devono essere però scambiati col movimento browniano. Reich giunse alla conclusione che tutta la materia (organica e inorganica), se sottoposta ad alta temperature e al conseguente rigonfiamento, si disintegra sotto forma di vescicole energetiche pulsanti, i bioni. I bioni sono forme di transizione dalla materia non vivente a quella vivente. Dagli esperimenti sui bioni non viene prodotta vita, bensì dato il via ad un processo tramite il quale possono formarsi protozoi ma anche cellule cancerose. I bioni non sono microrganismi completi, bensì portatori di energia biologica. Gli esperimenti sui bioni hanno dimostrato che questi si attraggono reciprocamente e possono formare ammassi, attorno ai quali si crea una membrana, dai quali infine si sviluppa una mono-cellula, il protozoo. Ciò é valido anche in caso di cellule cancerose, che si organizzano da tessuti animali ed umani in disintegrazione, come i protozoi dell’erba e del muschio. La cellula cancerosa é quindi un protozoo. L’inizio del processo canceroso é sempre dato dalla disintegrazione sotto forma di vescicole, come venne descritto negli esperimenti sui bioni. La disintegrazione sotto forma di vescicole viene causata dalla contrazione biopatica, mentre il tessuto plasmatico s’indebolisce mutevolmente. Nel processo di disintegrazione si formano due tipi di strutture:

– i c.d. bioni PA, cioé i bioni che, secondo Reich, caratterizzano lo stato di salute.

– i bacilli-T (T = morte), i quali traggono origine dalla degenerazione e dalla disintegrazione di tessuti viventi e non viventi.

Data la loro piccolezza essi sono visibili al microscopio solo a 3OOO-5OOO ingrandimenti. Questi ingrandimenti microscopici comportano una perdita di nitidezza dei contorni, ma evidenziano ancor più il movimento. Io stesso in America ho potuto osservare con il microscopio Reichert “Z” i nitidi movimenti a zig-zag dei bacilli-T. Un microscopio elettronico é inadatto a questo scopo, in quanto permette di esaminare solo materia morta. Questo bacilli-T sono presenti in ogni tumore canceroso, così come nel sangue dei malati di cancro. I bacilli-T non sono un’infezione proveniente dal di fuori, con essi impariamo a conoscere l’insolito concetto di auto-infezione. I bioni PA si trovano a combattere contro i bacilli-T, poiché i bioni PA hanno la tendenza a sopraffare e uccidere i bacili-T. La cellula tumorale attraversa varie fasi fino al protozoo ameboide mobile. Lo sviluppo fino al protozoo ameboide mobile può essere osservato al microscopio per quanto riguarda i topi, mentre é impossibile seguire negli uomini perché la morte sopraggiunge prima. Secondo la scienza orgonomica, l’insorgere del tumore canceroso attraverso il processo di scissione è da considerare non solo come ectopia del nucleo e del plasma, ma anche dal punto di vista bio-energetico. Una legge fondamentale dell’energia orgonica sostiene che un sistema orgonotico debole viene attratto da un sistema orgonitico forte: l’orgone ha quindi un potenziale invertito. Secondo la teoria orgonomica, il nucleo della cellula forma il sistema energeticamente più forte, mentre al plasma arriva di continuo nutrimento ed ossigeno. Nel sistema cellulare biologicamente indebolito il rapporto di energia si sposta rapidamente a favore del nuocleo: mentre il plasma sembra ormai soffocare, il nucleo lotta ancora. Ciò porta ad un accumulo di energia nel nucleo con conseguente scarica e cariocinesi. Si tratta, in questo caso, di un processo biologico a quattro tempi: tensione meccanica; carica energetica; scarica energetica; rilassamento meccanico.

 

In the 1940s, psychiatrist Wilhelm Reich touted his orgone energy accumulators, exhibited here in 1956 by the Food and Drug Administration, as a treatment for emotional disturbances. Eventually, the FDA ruled Reich’s treatment to be a “fraud of the first magnitude.”

E’ lo stesso processo a quattro tempi dell’orgasmo sessuale, cosicché i due processi, orgasmo e cariocinesi, possono essere definiti funzionalmente identici. Il processo biologico a quattro tempi governa, in base alla stessa legge, l’intero organismo così come i singoli organi: cuore, intestino, vescica e sistema respiratorio. La formula dell’orgasmo diventa perciò la formula della vita, ed il processo sessuale (diventa) il processo creatore della vita. L’inizio del processo discariocinetico della leucemia necessita ancora di una ricerca più accurata. Secondo la teoria orgonomica, la leucemia non é una malattia dei globuli bianchi, bensì di quelli rossi. Qui la leucocitosi ha la funzione di difesa dalla malattia del sistema sanguigno rosso. Gli eritrociti appaiono sovraccarichi dal punto di vista bio-energetico. Mostrano un bordo fortemente luminoso e al centro sono spesso rossastri. Riscaldati con autoclave gli eritrociti s’indeboliscono marcatamente, cosa che sembra trovarsi in contraddizione con il contemporaneo sovraccarico bio-energetico, ma questa contraddizione si dissolve se si pensa alla febbre alta in caso di setticemia o di gravi infezioni. In questo contesto può essere interessante ricordare che la bomba di Hiroshima causò moltissimi casi di leucemia. Nel cosiddetto esperimento ORANUR, nel corso del quale vengono a contatto piccolissime quantità di radium ed energia orgonica altamente concentrata, l’energia orgonica dell’atmosfera viene iper-eccitata e diventa mortalmente pericolosa. Il radium della bomba atomica causa evidentemente nell’atmosfera una reazione corrispondente. Questa iper-eccitazione si comunuica, come nell’esperimento ORANUR, agli organismi viventi e produce nella serie ematica rossa un sovraccarico bioenergetico e, contemporaneamente, un indebolimento; perciò é comprensibile l’insorgere della leucemia in seguito a forte radioattività.

Nella profilassi contro il cancro, l’accumulatore di energia orgonica, che ricarica l’organismo di nuova energia biologica, avrà probabilmente una maggiore importanza. L’orgono-terapia psichiatrica in confronto all’accumulatore di energia orgonica può tornare a vantaggio di pochi e quindi non rivestire importanza alcuna per una profilassi di massa. Dovremo però risolvere il problema e trovare una soluzione per evitare una biopatia retraente già nel primo anno di vita. Dovremo risolvere questo problema per proteggere i bambini del futuro dai disturbi della pulsazione biologica. Questo ci porta, quindi, ad un tema che necessita una trattazione a parte.

Dr. Walter Hoppe

Psichiatra orgonomista. Munchen (Germania Ovest). E’ stato membro dell’American College of Orgonomy (USA) e dell’Accademia Sybaris Magna Grecia (Italia). Già direttore dei laboratori dell’Istituto Orgone di Tel Aviv (Israele), e già direttore della rivista Internazionale “Zeitschrift fur Orgonomie”.

Tratto dal link origine : https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/cancro-medicina-alternativa-cure-naturali/rileggere-wilhelm-reich-l-039-origine-del-cancro

link sul sito consigliati per un ulteriore approfondimento :

Gaston Naessens : https://www.fortunadrago.it/approfondimenti/gaston-naessens/
I Bioni di Wilhem Reich : https://www.fortunadrago.it/approfondimenti/wilhem-reich/bioni/
La Scienza di Frontiera per la salute : https://www.fortunadrago.it/2052/la-scienza-di-frontiera-per-la-salute/

Impronte umane di 5,7 milioni di anni fa, duro colpo all’ evoluzionismo

 Archeologia, Biologia  Commenti disabilitati su Impronte umane di 5,7 milioni di anni fa, duro colpo all’ evoluzionismo
Set 242017
 
Impronte umane

Tratto dal link origine : http://epochtimes.it/news/impronte-umane-di-57-milioni-di-anni-fa-duro-colpo-allevoluzionismo/

La scoperta a Creta di impronte umane impresse in una antichissima pietra fossile, minaccia di azzerare tutto quello che gli scienziati attualmente sanno sullo sviluppo della civiltà umana. Il nuovo reperto di Creta viene dopo altri recenti ritrovamenti in Europa che mettono in dubbio l’ipotesi che l’Africa sia stato il luogo che ha ospitato i primi esseri umani.

Il fossile di Creta risale a 5,7 milioni di anni fa, e quindi non è conforme alle credenze degli scienziati che seguono la teoria dell’evoluzione: sul fossile sono ben visibili delle impronte umane, non di scimmie. Questo vuol dire che l’umanità ha un’origine molto più antica di quello che si è pensato finora e che esiste una linea diversa di sviluppo dell’uomo, dato che la scoperta sposterebbe la nostra origine in un periodo molto più lontano e in un luogo molto diverso rispetto a quello indicato dagli evoluzionisti nelle teorie pre-esistenti.

Impronte umane scoperte nel sito di Trachilos (Creta)

La forma dell’impronta sul fossile di Creta riflette la struttura di un piede che supporta lo stare eretti: la pianta lunga, le dita corte con un dito più grande (l’alluce), l’avampiede ben distinto e l’assenza di artigli dell’impronta sono senza dubbio umani; se fosse stata l’impronta di una grande scimmia sarebbe stata molto più simile ad una mano umana.

Analisi degli strati sedimentari del reperto di Creta (Andrzej Boczarowski)

La scoperta stupisce e fa sorgere dubbi in quanto indicherebbe che gli esseri umani erano presenti sulla terra molto prima di quanto si era pensato fino ad ora e che le origini dell’umanità non sono in Africa o per lo meno per le scoperte di fossili più vecchi ritrovati fuori dall’Africa. Potrebbe indicare molto di più e suggerire che esistono diverse linee di progenitori di diverse stirpi dell’umanità.

Quello che gli scienziati prima pensavano era che le impronte trovate in Tanzania risalenti a 3,7 milioni di anni fa, rappresentassero il reperto più antico, sebbene anche per questo si ritiene che siano più simili alle impronte di scimmie che di esseri umani.

Il fossile di Creta è stato scoperto da Gerard Gierlinski, paleontologo del Polish Geological Institute, mentre era in vacanza sull’isola nel 2002 e fin da allora è stato sottoposto a un decennio di studi.

Le impronte sono state lasciate quando Creta era ancora parte della Penisola greca, l’età è stata dedotta analizzandole con il metodo chiamato ‘foraminifera’ che analizza i microfossili marini, insieme con l’analisi della posizione delle impronte negli strati sedimentari del terreno in cui sono state trovate; gli strati sedimentari si sono formati, circa 5,6 milioni di anni fa, quando il mar Mediterraneo si è prosciugato parzialmente abbassandosi.

Le più antiche orme umane conosciute

Come ha riportato il Telegraph un’altra scoperta paleontologica che mette a soqquadro le menti degli scienziati e crea una rottura con il concetto che sia l’Africa il più antico e l’unico luogo in cui è sorta l’umanità, sono i fossili di 7,2 milioni di anni fa ritrovati in un’altra parte della Grecia e in Bulgaria, che hanno subito una riclassificazione come appartenenti ad antenati pre-umani.

A dispetto delle continue scoperte ci sono ancora scienziati che rifiutano qualsiasi nozione che includa la possibile origine dell’umanità anche in Europa.

Traduzione di Fabio Cotroneo

Tradotto dall’articolo originale in inglese link : http://www.theepochtimes.com/n3/2290562-5-7-million-year-old-human-footprints-found-in-crete-obliterate-previous-thinking-on-human-origins/

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La scienza è in crisi: fallito il 70% dei test di riproducibilità

 Biologia, Salute  Commenti disabilitati su La scienza è in crisi: fallito il 70% dei test di riproducibilità
Set 212017
 

Tratto dal link origine : http://saluteuropa.org/scoprire-la-scienza/la-scienza-crisi-ricercatori-non-sanno-piu-riprodurre-confermare-molti-degli-esperimenti-moderni/

La scienza è in crisi: i ricercatori non sanno più riprodurre e confermare molti degli esperimenti moderni

Non prendiamo neppure sul serio le nostre proprie osservazioni, né le accettiamo come osservazioni scientifiche, finché non le abbiamo ripetute e controllate

(Citazione Karl Popper)

Per la scienza un esperimento deve dare lo stesso risultato anche se condotto da persone diverse in luoghi differenti. Ma cosa succederebbe se di colpo ci rendessimo conto che la maggior parte degli esperimenti su cui ci si basa per sviluppare nuove ricerche e nuovi farmaci non fossero riproducibili?

Non è l’inizio di un libro di fantascienza, questa è la pura realtà. Recentemente Nature, una delle più prestigiose riviste scientifiche al mondo, ha pubblicato un articolo nel quale si è dimostrato come più del 70% delle ricerche scientifiche prese in esame avesse fallito i test di riproducibilità1; nonostante ciò sono state pubblicate, diffuse e citate da altri ricercatori come base delle loro nuove ricerche. Dei 1576 scienziati intervistati non solo più di due terzi ha provato e fallito nel riprodurre l’esperimento di un collega, ma più di metà di loro hanno fallito nel riprodurre i loro stessi esperimenti.

Prima di giudicare però bisognerebbe considerare che “con l’evoluzione della scienza diventa sempre più difficile replicare un esperimento perchè le tecniche e i reagenti sono sempre più sofisticati, dispendiosi in tempo per la loro preparazione e difficili da insegnare” , spiega Mina Bissel, una delle ricercatrici americane più premiate per le sue innovative ricerche in oncologia. La cosa migliore, continua la Bissel, “sarebbe quella di contattare direttamente il collega, se necessario incontrarsi e cercare assieme di capire come mai non si riesca a riprodurre l’esperimento. Risolvere quindi il problema amichevolmente”.

Anche l’industria farmaceutica si ferma di fronte alla non riproducibilità degli esperimenti

Nel 2011 Glenn Begley, ai tempi direttore del dipartimento di oncologia medica della Amgen, una delle più grosse multinazionali di biotecnologie, aveva deciso prima di procedere con nuovi e costosi esperimenti, di replicare i 53 lavori scientifici considerati come fondamentali su cui si sarebbero basate le future ricerche della Amgen in oncologia. Risultato? Non fu in grado di replicare 47 su 53, ossia l’89%3.
Se vogliamo scriverlo in altro modo possiamo dire che solo l’11% degli esperimenti scientifici considerati come pietre miliari in quel settore di ricerca, erano riproducibili.

“Rimasi scioccato – racconta Begley – si trattava di studi su cui si affidano tutte le industrie farmaceutiche per identificare nuovi target nello sviluppo di farmaci innovativi. Ma se tu stai per investire 1 milione, 2 milioni o 5 milioni scommettendo su un’osservazione hai bisogno di essere sicuro. Così abbiamo provato a riprodurre questi lavori pubblicati e ci siamo convinti che non puoi prendere più nulla per quello che sembra”

Per cercare di calmare le acque il premio Nobel Philip Sharp è intervenuto spiegando come “una cellula tumorale può rispondere in modi diversi a seconda delle differenti condizioni sperimentali. Penso che molta della variabilità nella riproducibilità possa venire da qui”.

Per escludere ogni tipo di errore nella riproduzione delle condizioni sperimentali, spesso dovuti a problemi di manualità o di utilizzo di specifici reagenti, Bagely ed il suo team le hanno provate tutte a partire dall’incontrare direttamente gli autori degli studi originali, racconta “abbiamo ripercorso i lavori pubblicati linea per linea, figura per figura, abbiamo rifatto gli esperimenti per 50 volte senza riuscire a riprodurre quei risultati. Alla fine l’autore originale ci ha detto che lo aveva ripetuto sei volte ma gli era riuscito una volta sola e poi ha pubblicato nell’articolo scientifico solo i dati relativi a quella volta sola.”

Così si stanno investendo soldi su fallimenti annunciati

Se un esperimento che riesce solo una volta vi venisse proposto come la base per investire milioni di dollari in ricerca e produrre un nuovo farmaco, voi investireste tutti quei soldi?

E’ la domanda che si sono posti Leonard Freedman del Global Biological Standard Institute di Washington, Iain Cockburn e Timothy Simcoe della Boston University School of Management. In una recente ricerca hanno stimato che ogni anno il governo americano spende 28 miliardi di dollari in lavori scientifici non riproducibili. “Non vogliamo dire – spiega Freedman – che siano soldi buttati, in qualche modo contribuiscono all’evoluzione della scienza, si può però dire con certezza che dal punto di vista economico il sistema attuale della ricerca scientifica è un sistema estremamente inefficiente” 5.

Non è forse un caso quindi che i primi a far emergere il problema della riproducibilità siano ricercatori che lavorano presso multinazionali, sicuramente più attenti al bilancio e alla resa dell’investimento. Forse è grazie a ciò che la lista degli illustri ricercatori che denunciano questo “corto circuito” è in continua crescita.

Il dott. il dott. Khusru Asadullah, alto dirigente della Bayer, ha dichiarato come i ricercatori della multinazionale tedesca non erano riusciti a replicare più del 65% degli esperimenti su cui stavano lavorando per portare avanti nuove ricerche3.

Anche il prof. George Robertson della Dalhouise University in Nova Scozia racconta di quando lavorava per l’azienda Merck sulle malattie neuro-degenerative e si erano accorti che molti lavori scientifici accademici non reggevano alla prova della riproducibilità4.

Alla ricerca delle cause di questa crisi della scienza

La scienza è in crisi: non lo si vuole ancora ammettere pubblicamente ma è tempo che si inizi a stimolare un dibattito.

Tra le cause di questa “crisi di riproducibilità” sicuramente ci sono le tematiche tecniche descritte dalla Bissel, ci sono però anche aspetti più umani quali il bisogno degli scienziati di pubblicare per far carriera e ricevere finanziamenti, a volte i loro stessi contratti di lavoro sono vincolati al numero di pubblicazioni che riescono a fare, come racconta Ferric Fang, dell’Università di Washington “il biglietto più sicuro per prendere un finanziamento o un lavoro è quello di venir pubblicato su una rivista scientifica di alto profilo. Questo è qualcosa di poco sano che può condurre gli scienziati a cercare notizie sensazionalistiche o in alcune volte ad assumere comportamenti disonesti“.

In maniera ancora più diretta interviene la professoressa Ken Kaitin, direttrice del Tufts Center for the Study of the Drug Develompment che afferma “Se puoi scrivere un articolo che possa essere pubblicato non ci pensi nemmeno al tema della riproducibilità, fai un’osservazione e vai avanti. Non c’è nessun incentivo per capire se l’osservazione originale fosse per caso sbagliata. “

Un Sistema, quello della ricerca accademica, che sta evidentemente trascinando la Scienza verso una crisi di identità e di credibilità. Nel 2009 il prof. Daniele Fanelli, dell’Università di Edimburgo, ha realizzato e pubblicato uno studio dal titolo emblematico: “Quanti scienziati falsificano i dati e fabbricano ad hoc le ricerche?” 6

Quasi il 14% degli scienziati intervistati ha affermato di conoscere colleghi che hanno totalmente inventato dei dati, ed il 34% ha affermato di aver appositamente selezionato i dati per far emergere i risultati che gli interessavano.

A giugno 2017 il prof. Jonathan Kimmelmann, direttore del Biomedical Ethics Unit presso la McGill University di Montreal ha pubblicato un nuovo studio che conferma questa crisi di riproducibilità e cerca di mettere il luce su alcune delle principali cause quali la variabilità dei materiali di laboratorio, problemi legati alla complessità delle procedure sperimentali, la scarsa organizzazione nel team di ricerca, e la poca capacità di analisi critica. 7

Né le università né le riviste scientifiche sono interessate agli studi di riproducibilità

E’ inoltre necessario considerare che il sistema accademico non premia per niente chi fa studi di riproducibilità, sono tempo e soldi buttati via dal punto di vista delle “performance produttive” del gruppo di ricerca.

Le stesse riviste scientifiche non sono un gran che interessate a pubblicare ricerche che dimostrano la non riproducibilità di un precedente lavoro pubblicato, preferiscono pubblicare ricerche innovative o risultati sorprendenti e così ecco com’è facile far sparire le notizie dei fallimenti delle repliche.

In ultima analisi bisogna tenere a mente che oggi ci sono ricerche tanto specifiche che solo pochi esperti le possono capire e valutare; in questo modo si sterilizza l’attività di peer review (ossia il lavoro di revisione dello studio scientifico da parte di esperti così da poter decidere se pubblicarlo, chiedere chiarimenti o respingerlo). In alcuni casi c’è il grosso rischio che le riviste scientifiche pubblicano quasi alla cieca, del tipo: non ho capito di cosa stai parlando però mi sembra tutto serio e ben fatto, tu hai una buona reputazione, quindi lo pubblico.

“Non per questo adesso bisogna pensare che tutti gli studi scientifici siano inaffidabili – afferma Andrea Pensotti, direttore dell’Interdisciplinary Life Science Institute – bisogna avere la forza di fare una seria autocritica nel mondo della scienza senza cadere nell’eccesso opposto della “caccia alle streghe” che porterebbe ad una grave crisi di credibilità non solo verso la popolazione generale ma anche verso gli stessi medici e tra colleghi ricercatori.”

La storia della Scienza ci ha sempre raccontato di un’evoluzione che passa attraverso grosse crisi: dalla messa in dubbio del sistema geocentrico fino all’introduzione della fisica quantistica. Il bello della scienza è sempre stato quello di saper mettersi in crisi ed uscirne più bella di prima e spesso queste grandi rivoluzioni non necessitano di grossi finanziamenti ma solo di genuini lampi di genio ed onestà.

“Mettere il dito nella piaga di questa crisi di credibilità è di vitale importanza per noi che lavoriamo sull’ interdisciplinarità, la necessità di integrare diverse discipline richiede più che mai un chiaro confronto e fa emergere con maggior facilità eventuali incongruenze – spiega Andrea Pensotti in occasione del congresso mondiale di studi sulla Coscienza tenutosi a San Diego assieme al linguista Noam Chomsky – per anni la scienza si è concentrata sull’ analisi dei “singoli pezzi” della natura, l’ha sezionata alla ricerca degli ingranaggi primordiali. E’ ora necessario riscoprire la capacità di collegare i singoli pezzi studiati e comprendere meglio il senso di quei processi che guidano l’organizzazione e l’evoluzione della materia vivente. Bisogna tornare alla semplificazione dei concetti, passare da una sintattica della vita ad una semantica della vita”.

 

Fonti:

1 – Nature – 1,500 scientists lift the lid on reproducibility – survey sheds light on the crisis’ rocking research

(http://www.nature.com/news/1-500-scientists-lift-the-lid-on-reproducibility-1.19970)

2 – Nature – Reproducibility: The risks of the replication drive

(http://www.nature.com/news/reproducibility-the-risks-of-the-replication-drive-1.14184)

3 – Nature – Believe it or not: how much can we rely on published data on potential drug targets?

https://www.nature.com/nrd/journal/v10/n9/full/nrd3439-c1.html

4 – Reuters – In cancer science, many “discoveries” don’t hold up

(http://www.reuters.com/article/us-science-cancer-idUSBRE82R12P20120328)

5 – Plos One – The Economics of Reproducibility in Preclinical Research

(http://journals.plos.org/plosbiology/article?id=10.1371/journal.pbio.1002165)

6 – Plos One – How many scientists fabricate and falsify research? A systematic review and meta-analysis of survey data

(https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/19478950)

7 – Plos One – Can cancer researchers accurately judge whether preclinical reports will reproduce?

(https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/28662052)

FONTE 

Vita Animale – Animal life

 Biologia, Energia, Magnetismo, Salute  Commenti disabilitati su Vita Animale – Animal life
Ago 192016
 
vita animale

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza).

In quest’articolo tratteremo quelli che sono gli scritti di Edward Leedskalnin (il singolo creatore della struttura di Coral Castle in Homestead – Florida -U.S.A.).

Ed in particolare della sua pubblicazione : “Mineral, Vegetable and Animal Life” di cui ho pubblicato una traduzione consultabile al seguente link : https://www.scribd.com/doc/110746960/Edward-Leedskalnin-Mineral-Vegetable-and-Animal-Life-Eng-Ita

Una particolare attenzione merita il seguente scritto :

What is life? Mineral life is to hold the mineral matter together. Vegetable life is to hold the vegetable matter together and increases in volume. Animal life is to hold the animal matter or flesh together increase the volume and give motion to muscles. The base of life is the North and South pole magnets. The magnets are indestructible.

La cui traduzione in italiano è la seguente :

Che cos’è la vita? La vita minerale tiene insieme le sostanze minerali. La vita vegetale tiene insieme la materia vegetale ed aumenta di volume. La vita animale mantiene la materia animale o carne e ne aumenta il volume dando movimento ai muscoli. La base della vita è il Nord e il Sud dei poli magnetici (mono-poli magnetici N.d.r.).
I magneti sono indistruttibili.

Vita Animale – Animal Life

Chi scrive non è un biologo, ne tanto meno un botanico, cerco solo di darmi delle spiegazioni in base alle nozioni acquisite.

Quindi, considerando, grazie alla tassonomia, la catalogazione dei esseri viventi nei seguenti regni come da immagine seguente :

I 5 regni (dettagliata)

direi di considerare gli animali che hanno organi ben definiti (con buona pace delle spugne) per  una scelta di delucidazione.

L’organo sul quale si vuole porre all’attenzione è il cuore, presente sia negli vertebrati che nei invertebrati in cui è presente un sistema circolatorio che principalmente può essere aperto o chiuso :

Sistema circolatorio Aperto e Chiuso

Sistema circolatorio Aperto e Chiuso

e nella maggioranza degli animali, siamo in presenza di un sistema circolatorio chiuso, ma a secondo del tipo di animale che andiamo a considerare, avremo una differente disposizione dell’apparato circolatorio e del cuore (come Atrio e Ventricolo) :

Apparato circolatorio

Apparato circolatorio

Articolo da consultare :

Il Magnetismo e il regno animale

Insetti

Apis Mellifera

Apis Mellifera

Ritengo che insieme ai gasteropodi, sono gli esseri viventi più vicini all’energia vitale, da consultare l’articolo “Apis Mellifera (Ape Mielifera)” link :
https://www.fortunadrago.it/4258/apis-mellifera-ape-mielifera/

Gasteropodi

Da consultare l’articolo sulle sperimentazioni con le conchiglie : https://www.fortunadrago.it/4557/conchiglie-sperimentazioni/

lumaca_0

Gasteropode Anatomia

Gasteropode Anatomia

Da consultare l’articolo “Il segreto di madre natura” : https://www.fortunadrago.it/approfondimenti/pierluigi-ighina/il-segreto-di-madre-natura/

Uccelli

Altrettanto sorprendente è la capacità degli uccelli di orientarsi e non perdere mai la rotta. I piccioni che vivono nelle nostre, ad esempio, città si orientano grazie ai tracciati delle nostre strade e ferrovie, senza mai perdersi. E’ questo quello che è merso dagli studi di Tim Guilford, professore della facoltà di zoologia dell’università di Oxford. Dopo aver applicato a 50 piccioni sottili dispositivi che, trasmettendo segnali a un satellite, permettevano di visualizzarne la posizione e gli spostamenti in ogni momento, il ricercatore con la sua equipe ha trascorso giorni e giorni a tracciare, minuto per minuto, i percorsi quotidiani degli uccelli. La capacità di orientarsi dei piccioni dipende in gran parte dalla loro bravura nel crearsi una sorta di mappa mentale dove, come punti di riferimento, vengono presi tre elementi principali: il sole, il campo magnetico terrestre (che riuscirebbero a cogliere grazie a sottili particelle di magnete che hanno nel becco), l’olfatto e la loro capacità nel seguire tracciati familiari. L’associazione e la diversa combinazione di questi elementi li aiuta a non perdersi e a trovare sempre la strada più facile da prendere.

Tim Guilford – I misteri della navigazione degli uccelli link : https://vimeo.com/116943321

Stormi di uccelli sui cieli di Roma link : https://www.youtube.com/watch?v=cU__7cODaes

Articolo da consultare : “E’ nato prima l’uovo o la gallina?” link : https://www.fortunadrago.it/4008/e-nato-prima-luovo-o-la-gallina/

Rettili

Anche nei rettili troviamo la geometria degli Esagoni i cui angoli interni sono uguali a 120° angolo che si forma nell’unione delle lamine saponose articolo sulle bolle : https://www.fortunadrago.it/5084/non-bolle-sapone/

Dettaglio squame serpente corallo

Dettaglio squame serpente corallo

Dettaglio Carapace di Tartaruga

Dettaglio Carapace di Tartaruga

Tartaruga Albina

Tartaruga Albina

Da consultare l’articolo “Esagono solare” : https://www.fortunadrago.it/infinite-energy/esagono-solare/

Pesci

Uno squalo reagisce ritraendosi violentemente all’avvicinamento di un semplice magnete link : https://www.youtube.com/watch?v=8UzXn4BYAoM

Mammiferi

Tratto dal link origine : http://www.petsblog.it/post/75507/i-cani-sono-molto-piu-affidabili-delle-bussole-ecco-perche
Scienziati dell’Università della Scienza della Vita di Praga hanno trovato il modo per dimostrare che i cani sono sensibili al campo elettromagnetico della Terra; così sensibili che, secondo gli studiosi, il ben noto camminare in tondo che i cani compiono prima di fare i bisogni altro non sarebbe che una sorta di danza per sincronizzarsi con il pianeta.
La ricerca è stata pubblicata dalla rivista Frontiers in Zoology e gli scienziati affermano che i cani

in condizioni tranquille del campo elettromagnetico, preferiscono defecare con il corpo allineato sull’asse nord-sud.

Nel caso in cui tale campo sia instabile (come, per esempio, quando ci sono tormente solari) allora i cani si confondono.

Secondo i ricercatori si tratta di una scoperta importante perché comporta conclusioni rilevanti per le varie forme di vita sulla Terra perché se i cani sono sensibili al magnetismo terrestre allora tale sensibilità è in qualche modo misurabile anche negli altri mammiferi. Il fatto che i cani possano sentire le fluttuazioni del campo elettromagnetico è “biologicamente rilevante” e, stando agli studiosi, “apre nuovi orizzonti nella ricerca della magnetorecezione”. E come sarebbe rilevante tale scoperta? Ecco quel che scrivono gli scienziati:

“Considerando che il campo elettromagnetico è calmo solo per circa il 20% del periodo diurno, i nostri risultati potrebbero offrire una spiegazione del perché molti esperimenti sulla magnetorecezione sono difficilmente replicabili e perché i valori direzionali dei registri in diverse osservazioni sono spesso compromessi dalla dispersione”

In altre parole, i cani non sono solo i migliori amici dell’uomo, ma sono anche una bussola molto più affidabile di quelle costruite a mano. Dunque, se vi perdete e avete con voi Fido, potete guardare come si siede quando fa i bisogni per capire da che parte è il Nord!

Mammiferi – sensibilità ai terremoti

link al video : https://www.youtube.com/watch?v=1MFzcl-kZHo

Comportamento anomalo degli animali prima di un Terremoto

Comportamento anomalo degli animali prima di un Terremoto

Essere Umano

Da consultare i seguenti articoli :

Similitudini tra M.T.Keshe ed Edward Leedskalnin link : https://www.fortunadrago.it/2707/similitudini-tra-m-t-keshe-ed-edward-leedskalnin/
Il Cuore non è una pompa, il Sangue non circola ! link : https://www.fortunadrago.it/3620/il-cuore-non-e-una-pompa-il-sangue-non-circola/
Il Primo Guerriero link : https://www.fortunadrago.it/4739/il-primo-guerriero/
La Scienza di Frontiera per la Salute link : https://www.fortunadrago.it/2052/la-scienza-di-frontiera-per-la-salute/
L’Essere Umano come le piante link : https://www.fortunadrago.it/2963/lessere-umano-come-le-piante/

Sul nostro pianeta non esiste un cm3 senza vita proprio perché non esiste un cm3 senza Energia (Citazione Domenico D.)

Spugne

Che precisiamo quanto segue: le spugne non possiedono muscolatura, neuroni, sistema nervoso o giunzioni intercellulari inoltre, non possiedono un apparato digerente e ne tantomeno un apparato riproduttore. Sono organismi longevi, ben organizzati e resistenti lungo il percorso evolutivo ma per i motivi sopra non possiedono un sistema fisico-cerebrale che gli dia una coscienza o una percezione sensoriale. Ne segue, alla luce di quanto studiato, che le spugne siano molto più simili alle piante e, la principale ragione per cui non vengono classificate come tali è che, non svolgono la fotosintesi clorofilliana, ma bensì si nutrono microfiltrando piccoli organismi e particelle organiche che fluttuano sospese nell’acqua.

Link video : https://vimeo.com/88829079

Perché la natura preferisce gli esagoni

 Biologia, Geometria  Commenti disabilitati su Perché la natura preferisce gli esagoni
Mag 302016
 

Link origine : http://nautil.us/issue/35/boundaries/why-nature-prefers-hexagons

Come fanno le api? I nidi d’ape in cui conservano il loro nettare ambrato sono meraviglie della meccanica di precisione, una matrice di celle a forma di prisma con una sezione perfettamente esagonale. Le pareti di cera sono realizzati con uno spessore molto preciso, le celle sono leggermente inclinati rispetto all’orizzontale per evitare il miele viscoso esaurisca, e l’intero pettine è allineato con il campo magnetico terrestre (In natura le api costruiscono i favi in serie parallele secondo una direzione costante, questo modo di costruire sembra per l’influenza del campo magnetico terrestre). Eppure questa struttura è realizzata senza alcun modello o lungimiranza, da molte api che lavorano contemporaneamente e in qualche modo coordinare i loro sforzi per evitare le celle non corrispondenti.

L’antico filosofo greco Pappo di Alessandria ritiene che le api devono essere dotate di “una certa preveggenza geometrica.” E chi avrebbe potuto dare loro questa saggezza, se non Dio? Secondo William Kirby nel 1852, le api sono “dei matematici istruiti dal paradiso” Charles Darwin non era così sicuro, e lui ha condotto esperimenti per stabilire se le api sono in grado di costruire favi perfetti utilizzando nient’altro che istinto evoluti e ereditari, come la sua teoria della evoluzione implicherebbe.

FORZE IN CAMPO: Api sembrano aver sviluppato le capacità per fare le celle perfettamente esagonali dalla cera morbida che secernono. Tuttavia, alcuni ricercatori ritengono che la tensione superficiale della cera morbida potrebbe essere sufficiente per tirare le celle nella loro forma, nello stesso modo in cui organizzano le bolle.

Perché esagoni, però? E ‘una semplice questione di geometria. Se si vuole unire in un insieme le celle che sono identici per forma e dimensione in modo che riempiano tutte un piano piatto, solo tre forme regolari (con tutti i lati e angoli uguali) funzionerà: triangoli equilateri, quadrati ed esagoni. Di questi, celle esagonali richiedono la lunghezza totale di almeno un lato della parete, rispetto ai triangoli o quadrati della stessa zona. Quindi ha senso che le api sceglierebbero esagoni, dal momento che produrre la cera costa loro energia, e che vorranno utilizzare meno cera possibile, proprio come costruttori potrebbe desiderare di risparmiare sul costo dei mattoni. Questo è stato compreso nel 18° secolo, e Darwin ha dichiarato che il nido d’ape esagonale è “assolutamente perfetto per economizzare il lavoro e la cera.”

Darwin pensava che la selezione naturale aveva dotato le api con istinto per fare queste camere di cera, che aveva il vantaggio di richiedere meno energia e tempo rispetto a quelli con altre forme. Ma anche se le api sembrano possedere competenze specialistiche per misurare gli angoli e lo spessore della parete, non tutti sono d’accordo su quanto devono contare su di loro. Ecco perché realizzare le matrici esagonali delle celle è qualcosa che la natura fa comunque.

MONTAGGIO IN: Un solo strato o “zattera” di bollicine contiene bolle per lo più esagonali, anche se non tutti esagoni perfetti. Ci sono alcune bolle “difettose” con forse cinque o sette lati. Tuttavia, tutte le giunzioni delle pareti bolla sono tre, si intersecano ad angoli che sono vicino a 120 gradi.

Se si soffia uno strato di bolle sulla superficie dell’acqua in una cosiddetta “bolla zattera” le bolle diventano esagonali, o quasi. Non troverete mai una serie di bolle quadrate: se quattro mura di bolla si incontrano, esse immediatamente si riorganizzare in giunzioni a tre pareti con angoli più o meno uguali di 120 gradi tra di loro, come il centro del simbolo della Mercedes-Benz.

Evidentemente non ci sono agenti che modellano queste zattere come fanno le api con i loro pettini. Tutto ciò che è guidare il modello sono le leggi della fisica. Tali leggi hanno evidentemente preferenze definite, quali la polarizzazione verso giunzioni a tre vie delle pareti bolla. Lo stesso vale per schiume più complicate. Se si accumulano bolle in tre dimensioni soffiando con una cannuccia in una ciotola di acqua e sapone si vedrà che quando le pareti bolla si incontrano in un vertice, è sempre una unione a quattro vie con angoli tra le pellicole che si intersecano o meno pari a circa 109 gradi-un angolo relativo al tetraedro geometrica a quattro sfaccettato.

Vista a Bolle: Gli occhi composti degli insetti sono raggruppati in esagonale, proprio come le bolle di una bolla il rafting anche se, in effetti, ciascuna sfaccettatura è una lente collegato ad un lungo e sottile, cellule, retina sotto. Le strutture che si formano da grappoli di cellule biologiche hanno spesso forme disciplinati da più o meno le stesse regole schiume e zattere a bolla esempio, solo tre pareti cellulari si incontrano in ogni vertice. La struttura microscopica delle sfaccettature degli occhi di una mosca al di là di ciò che è visibile qui fornisce uno dei migliori esempi. Ogni faccia contiene un gruppo di quattro celle fotosensibili che hanno la stessa forma come un gruppo di quattro bolle ordinarie.

Che cosa determina queste regole di giunzioni tra le pellicole di sapone e le forme delle bolle? La natura è ancora più preoccupata per economizzare per quanto lo sono le api. Bolle e pellicole di sapone sono in acqua (lamine saponose) e la tensione superficiale tira la superficie del liquido per dare come piccola area possibile. Ecco perché gocce di pioggia sono sferici (più o meno) che cadono: Una sfera ha meno superficie di qualsiasi altra forma con lo stesso volume. Su una foglia ceroso, goccioline d’acqua rientrano nelle perline per lo stesso motivo.

Questa tensione superficiale spiega i modelli di “bolla a zattera”. La schiuma cercherà di trovare la struttura che ha la tensione superficiale totale più basso, il che significa meno area per la lamina saponosa. Ma la configurazione delle pareti bolla deve anche essere meccanicamente stabile: I rimorchiatori in giunzione da direzioni diverse si devono bilanciare perfettamente, proprio come le forze devono essere equilibrate nelle pareti di una cattedrale se l’edificio deve mantenersi su. La giunzione a tre vie in una zattera bolla, e le quattro vie giunzioni in poliuretano, sono le configurazioni per raggiungere questo equilibrio.

Ma chi pensa (come fanno alcuni) che il nido d’ape è solo una “zattera bolla” solidificata di cera molle potrebbe avere difficoltà a spiegare come la stessa matrice esagonale di cellule si trova nei nidi di vespe di carta, che non costruiscono con la cera, ma masticando ed impastando mazzette di legno fibroso e gli steli centrali, da cui fanno un tipo di carta. Non solo è possibile che la tensione superficiale hanno scarso effetto qui, ma sembra anche chiaro che i diversi tipi di vespa hanno differenti istinti ereditati per i loro progetti architettonici, che possono variare in modo significativo da una specie all’altra.

PLASMARE UN GOCCIOLINA: Quando l’acqua si siede su una superficie idrorepellente, si può rompere in goccioline. Le forme di queste gocce sono regolate dalla tensione superficiale, che lo tira in forme approssimativamente sferica, così come per gravità (che appiattire una goccia su una superficie orizzontale) e le forze che agiscono tra l’acqua e la superficie solida sottostante. Se queste ultime forze sono abbastanza forti, le goccioline sono tirati in “lentine”. E se la superficie non è fortemente idrorepellente, le goccioline si possono spargere lungo tutta la pellicola liscia.

Anche se la geometria delle giunzioni tra le pellicole si sapone è dettata da questa interazione di forze meccaniche, che non ci dice quale sarà la forma della schiuma. Una schiuma tipica contiene cellule poliedriche di varie forme e dimensioni diverse. Guardare da vicino e vedrete che i loro bordi raramente sono perfettamente dritto; sono un po ‘curvo. Questo perché la pressione del gas all’interno di una cella o bolla diventa più grande quando la bolla si riduce, per cui la parete di una piccola bolla accanto ad una più grande sarà rigonfiamento leggermente verso l’esterno. Cosa c’è di più, alcuni aspetti sono di cinque lati, altri sei, e alcuni solo quattro o anche tre. Con un po flessione delle pareti, tutte queste forme può acquisire giunzioni a quattro vie vicino alla disposizione “tetraedrica” ​​necessario per la stabilità meccanica. Quindi c’è un bel po ‘di flessibilità (letteralmente) nelle forme delle cellule. Schiume, mentre è soggetto a regole geometriche, sono piuttosto disordinata.

Supponiamo che si potrebbe fare una schiuma “perfetto” in cui tutte le bolle sono della stessa dimensione. Qual è allora la forma delle cellule ideale che rende la superficie della parete della bolla totale più piccolo possibile, pur rispettando le richieste degli angoli alla giunzioni? Che è stato dibattuto per molti anni, e per molto tempo si è pensato che la forma delle cellule ideale era un poliedro 14 lati con facce quadrate e esagonali. Ma nel 1993 leggermente più economico, anche se meno ordinato-struttura è stato scoperto, che consiste di un gruppo ripetuto di otto forme di cellule differenti. Questo modello più complesso è stato utilizzato come ispirazione per la progettazione di schiuma-like dello stadio di nuoto dei Giochi Olimpici del 2008 a Pechino.

Le regole di forme cellulari in schiume controllano anche alcuni dei modelli visti nelle cellule viventi. Non solo occhio composto di una mosca mostrare lo stesso formato esagonale di sfaccettature come una “zattera bolla”, ma le cellule sensibili alla luce all’interno di ciascuna delle singole lenti sono anche raggruppati in gruppi di quattro che sembrano proprio come le bolle di sapone. In mosche mutanti con più di quattro di queste cellule per gruppo, gli arrangiamenti sono anche più o meno identiche a quelle che avrebbe adottato le bolle.

FARE USO DI BOLLE: Bolle e schiume sono messi da utilizzare in natura. Qui la lumaca viola comune pende sulla superficie del mare da una zattera galleggiante fatto di bolle rivestiti con muco. In questo modo la lumaca di nutrirsi di piccole creature che vivono sulla superficie dell’acqua.

A causa della tensione superficiale, una pellicola di sapone che si estende attraverso un cappio di filo è tirato piatta come la membrana elastica di un trampolino. Se il telaio di filo è piegato, il film si piega anche con un elegante profilo che indica automaticamente il modo più economico, in termini di materiale, di coprire lo spazio racchiuso dalla cornice. Che può mostrare un architetto come fare un tetto di una struttura complicata utilizzando la minor quantità di materiale. Tuttavia, è tanto per la bellezza e l’eleganza di queste cosiddette “superfici minime”, come a causa della loro economia che architetti come Frei Otto le hanno usato nei loro edifici.

Queste superfici minimizzare non solo la loro superficie, ma anche la loro curvatura totale. La stretta curva, maggiore è la curvatura. Curvatura può essere positivo (rigonfiamenti) o negativa (avvallamenti, depressioni, e selle). Una superficie curva può quindi avere zero curvatura media fintanto che gli aspetti positivi e negativi si annullano a vicenda.

Quindi, un foglio può essere piena di curvatura e hanno ancora molto poco o addirittura nessun curvatura media. Tale superficie minimamente curvo può suddividere lo spazio in un labirinto ordinata di passaggi e canali-rete. Questi sono chiamati superfici minime periodiche. (Periodico significa solo una struttura che si ripete identico ancora e ancora, o in altre parole, uno schema regolare.) Quando tali modelli sono stati scoperti nel 19° secolo, sembravano essere solo una curiosità matematica. Ma ora sappiamo che la natura fa uso di essi.

Le cellule di molti diversi tipi di organismi, dalle lamprede ai ratti, contenere membrane con strutture microscopiche come questo. Nessuno sa che cosa sono per, ma sono così diffusa che è giusto presumere che hanno una sorta di ruolo utile. Forse isolare un processo biochimico da un altro, evitando interferenze e le interferenze. O forse sono solo un modo efficace di creare un sacco di “piano di lavoro”, dal momento che molti processi biochimici avvengono nella superficie delle membrane, in cui gli enzimi e altre molecole attive possono essere incorporati. Qualunque sia la sua funzione, non si necessita di istruzioni genetiche complicate per creare un tale labirinto: Le leggi della fisica lo farà per voi.

Alcune farfalle, come la Lepidoptera verde europea e la Parides sesostris, hanno squame nell’ala contenenti un labirinto ordinato del materiale duro chiamato chitina, a forma di una particolare superficie minima periodica chiamato gyroid. Interferenza tra onde di luce che rimbalzano array regolari di creste e altre strutture sulla superficie dell’ala scala fa sì che alcune lunghezze d’onda, cioè, alcuni colori a scomparire, mentre altri si rafforzano a vicenda. Quindi, ecco i modelli offrono un mezzo per produrre il colore degli animali.

MINERALE MESH: La filigrana scheletri porosi di spugne, come il cesto di fiori di questa Venere, sono forme di “schiuma congelata”, in cui un minerale è gettato intorno alle giunzioni e le intersezioni di tessuti molli (come nelle lamine saponose).

Lo scheletro del riccio di mare Rugosa Cidaris è una maglia porosa con la forma di un altro tipo di superficie minima periodica. In realtà è un esoscheletro, seduti fuori dei tessuti molli dell’organismo, un guscio protettivo che germoglia spine pericolose dall’aspetto fatto dallo stesso minerale come il gesso e marmo. La struttura reticolare aperta significa che il materiale è forte senza essere troppo pesante, simile alle schiume metalliche utilizzate per la costruzione di aeromobili.

Per rendere le reti ordinato dal disco, minerali rigido, questi organismi a quanto pare fanno uno stampo da morbide, membrane flessibili e quindi cristallizzare il materiale duro all’interno di una delle reti compenetrano. Le altre creature possono lanciare schiume minerali ordinati in questo modo per scopi più sofisticati. A causa del modo in cui luce rimbalza gli elementi della struttura fantasia, tali tralicci possono agire un po ‘come specchi per confinare e la luce guida. Una disposizione a nido d’ape di canali microscopici vuoti all’interno delle spine chitina di un verme marino peculiare noto come il mouse mare trasforma queste strutture filiformi in fibre ottiche naturali che possono incanalare luce, rendendo il cambiamento creatura dal rosso al verde bluastro seconda direzione l’illuminazione. Questo cambiamento di colore potrebbe servire a scoraggiare i predatori.

Questo principio di utilizzare tessuti molli e delle membrane come stampi per la formazione di esoscheletri minerali fantasia è ampiamente usato nel mare. Alcune spugne hanno esoscheletri fatti di barre di minerali legati come strutture per l’arrampicata, che sembrano molto simili ai modelli formate dai bordi e incroci di pellicole di sapone in schiuma non a caso, se la tensione superficiale impone l’architettura.

Tali processi, noti come bio-mineralizzazione, generano risultati spettacolari in organismi marini chiamati radiolari e diatomee. Alcuni di questi hanno esoscheletri delicatamente fantasia a base di una rete di esagoni e pentagoni minerali: Si potrebbe chiamare loro i favi del mare. Quando il biologo tedesco (e artista di talento) Ernst Haeckel ha visto prima le loro forme in un microscopio nel tardo 19° secolo, ha fatto loro l’attrazione principale di un portafoglio di disegni chiamati Forme d’arte in natura , che erano molto influente tra artisti del primo 20° secolo e ancora ispirano ammirazione oggi. Per Haeckel, sembravano offrire la prova di una creatività fondamentale e arte nel mondo naturale, una preferenza per l’ordine e la struttura costruita sulle stesse leggi della natura. Anche se noi non sottoscriviamo tale nozione ora, c’è qualcosa nella convinzione di Haeckel che i modelli sono un impulso irrefrenabile del mondo naturale, la bellezza che abbiamo tutto il diritto di trovare.

Philip Ball è l’autore di invisibile: Il fascino pericoloso dell’Invisibile e molti libri sulla scienza e l’arte.

Ristampato con il permesso di Reticoli in natura: perché il mondo naturale ha assunto l’aspetto che fa , da Philip Ball, pubblicato da The University of Chicago Press. © 2016 da Marshall Editions. Tutti i diritti riservati.

Link Origine : http://nautil.us/issue/35/boundaries/why-nature-prefers-hexagons
Tradotto con Google (traduzione rivisitata)

 

Conclusioni

L’articolo è molto interessante e per questo ho deciso di tradurlo e pubblicarlo.
Credo che alla fine le api, vespe costruiscano le celle esagonali per 2 fondamentali motivi :

Gravitazionale

Gli esagoni avendo solo 3 punti di appoggio sulle pareti, rispettano l’equilibrio di minima energia osservato anche nelle lamine saponose.

I ritrovamenti negli scavi di Pompei ed Ercolano, hanno portato alla luce dei tavolini a 3 gambe (Tripodi) potevano infatti essere utilizzati all’aperto su qualunque fondo dissestato, il tripode rimarrà sempre in equilibrio (a differenza di un tavolo a 4 gambe magari usati per gli interni).
Un tavolino a 3 gambe non traballerà MAI.

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Energetico

I favi degli alveari vengono costruiti orientandoli verso il campo magnetico terrestre per intercettare/rallentare l’energia vitale proveniente dal sole all’interno degli esagoni ed aiutare/accelerare la crescita delle larve (periodo di sviluppo di 21 Giorni).

Da Consultare anche :
Esagono Solare : https://www.fortunadrago.it/infinite-energy/esagono-solare/
Apis Mellifera : https://www.fortunadrago.it/4258/apis-mellifera-ape-mielifera/
Geometria : https://www.fortunadrago.it/etere/geometria/

L’evoluzione degli insetti data almeno dal periodo Devoniano, epoca a cui risale il più antico fossile di insetto rinvenuto, Rhyniognatha hirsti, la cui età è stimata fra i 407 e i 396 milioni di anni fa.
Sono creature che sono più vicine di noi all’energia vitale.

Da consultare Kirlian Camera : https://www.fortunadrago.it/3729/kirlian-camera/

La costruzione comincia a partire da una base a forma di cuspide con tre losanghe inclinate di 109°28' , su cui le api premendo contemporaneamente ai lati innalzano le pareti cellulari a forma esagonale,con un inclinazione tra i 9 e 13 gradi, sufficiente a impedire il deflusso del miele liquido immagazzinato nelle celle.

La costruzione comincia a partire da una base a forma di cuspide con tre losanghe inclinate di 109°28′ , su cui le api premendo contemporaneamente ai lati innalzano le pareti cellulari a forma esagonale,con un inclinazione tra i 9 e 13 gradi, sufficiente a impedire il deflusso del miele liquido immagazzinato nelle celle.

Nella costruzione, regolare delle celle, le api percepiscono il campo gravitazionale e il campo magnetico terrestre. In natura le api costruiscono i favi in serie parallele secondo una direzione costante, questo modo di costruire sembra per l'influenza del campo magnetico terrestre.

Nella costruzione, regolare delle celle, le api percepiscono il campo gravitazionale e il campo magnetico terrestre. In natura le api costruiscono i favi in serie parallele secondo una direzione costante, questo modo di costruire sembra per l’influenza del campo magnetico terrestre.

Apis mellifera (Ape mielifera)

 Biologia, Geometria, Salute, Sole  Commenti disabilitati su Apis mellifera (Ape mielifera)
Mag 242015
 

Essendo sempre vissuto in città, la frase : “Se l’ape scomparisse dalla faccia della terra, all’uomo non resterebbero che quattro anni di vita” (“If the bee disappears from the surface of the earth, man would have no more than four years to live” viene erroneamente attribuita ad Albert Einstein) mi ha sempre creato un po’ di angoscia…

Perché l’esistenza delle api è così legata a quella dell’umanità ?

Tratto da : http://www.ecoblog.it/post/118833/un-mondo-senza-api-ecco-come-sarebbe-il-video

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Le api da miele come altri impollinatori sono responsabili di 1 dei 3 bocconi di cibo che mangiamo . Le api impollinano 71 delle 100 colture che costituiscono il 90 % dell’approvvigionamento alimentare del mondo. Frutta e ortaggi, tra cui mele, mirtilli, fragole, carote e broccoli, così come le mandorle e caffè, si basano sulle api Questi insetti benefici sono fondamentali per mantenere il nostro approvvigionamento alimentare diversificato.

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Inoltre da un fiore impollinato dalle api (entomogama) genererà un frutto qualitativamente migliore rispetto l’impollinazione da vento (anemogama).

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Scienziati in Tonaca

Tratto da : http://www.corrieredelsud.it/nsite/home/corriere-letterario/19684-uno-scienziato-in-tonaca-tra-le-api.html

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Nelle Sacre Scritture il miele si trova nominato molto spesso: dalla Palestina, che è citata come la terra dove scorre latte e miele (Esodo, III, 8), fino ad arrivare a San Giovanni Battista che si nutre di miele selvatico (Matteo, III,4). Anche nell’antico Egitto non mancano i riferimenti a questo prezioso alimento ricco di calorie come pure tra gli scrittori greci e romani. Il bacino del Mediterraneo, grazie al suo clima mite, era ed è particolarmente favorevole alla vita delle api che, sensibili alle basse temperature, garantivano una produzione di miele quasi ininterrotta.

È appunto in Europa che nasce l’apicultura moderna e che trova nei monasteri medioevali il luogo di rinascita e di crescita. Non solo il miele, unico dolcificante noto fino alla lavorazione della canna da zucchero, ma anche la cera che era fondamentale per l’illuminazione in particolar modo delle chiese e questo spiega anche perché tra i principali apicoltori si trovino in maggioranza degli ecclesiastici.

Tra questi Juraj Fándly (1750-1811), Štefan Závodník (1813 – 1885), linguista, patriota, nella sua parrocchia si riunirono i primi apicoltori della Slovacchia e fondarono la “Società degli apicoltori slovacchi nell’Alta Ungheria”.

Johann Dzierzon , (1811 – 1906), pioniere dell’apicultura, scoprì il fenomeno della partenogenesi nelle api divenendo famoso negli ambienti scientifici, fu riconosciuto come il padre della moderna apicoltura.

L’Abate Emile Warré (1867 – 1951), per 25 anni curato nella regione francese della Somme, mise a punto l’arnia del popolo, e il metodo di allevamento naturale delle api. Lʼarnia Warré venne poi riscoperta, rivalutata e giudicata da molti la più adatta a far prosperare le api e ad allevarle in maniera “biologica”.

Don Giacomo Angeleri (1877-1957) fece da collegamento tra l’apicoltura del passato e quella di oggi ed è da considerarsi uno dei padri dell’apicoltura nazionale.

Karl Kehle (noto come Padre Adam) (1898 – 1996), monaco tedesco appartenente all’ordine benedettino per più di 60 anni responsabile dell’apicoltura all’Abbazia di Buckfast, nel Devon (GB). Creò l’ibrido ape di Buckfast, col quale sconfisse l’epidemia di acariosi che aveva portato alla scomparsa pressoché totale dell’ape nera britannica.

A questo lungo elenco di sacerdoti bisogna aggiungere il nome di Giotto Ulivi (1820-1892) che durante gli anni in cui era parroco a S. Andrea a Gricigliano, vicino Firenze, si dedicò allo studio delle api e della loro vita sia teoricamente che praticamente. Aveva a cuore in particolar modo l’istruzione dei contadini e inventò un’arnia molto innovativa e particolarmente economica, l’Arnia Giotto, presentata al secondo congresso apistico di Firenze nel 1874. Presidente e socio di molte società fu ricordato per aver dato molto a questa industria risollevandone le sorti e facendo così ridurre notevolmente le importazioni di cera e miele.

Video time lapse sullo sviluppo delle api in 1 minuto (per un’ape operaia sono necessari 21 giorni) Dal National Geographic versione elettronica del numero di maggio 2015
Sono anche visibili gli acari Varroa destructor che tormentano le larve!

Link : https://www.youtube.com/watch?v=ZYSDZeggLG0

Geometria delle api

Cosa hanno in comune le api e le bolle di sapone ?

Le api e le bolle di sapone hanno in comune : gli angoli !
Infatti le lamine saponose quando si dispongono creano solo due tipi di angoli : da 120° oppure da 109° e 28′ dalle osservazioni di Antoine Ferdinand Plateau (1801-1883) nel 1873.

bolle

L’angolo di 120° sono gli angoli interni di un esagono forma delle celle delle api :

 Mentre l’angolo di 109° e 28′ è l’angolo tetraedrico disegnato dalla parte finale delle celle delle api ed utilizzato per far combaciare le celle tra di loro nella costruzione finale del favo : 

Vista frontale intersezione di celle delle api, dove andrà orientato il Nord Magnetico

La costruzione comincia a partire da una base a forma di cuspide con tre losanghe inclinate di 109°28′ , su cui le api premendo contemporaneamente ai lati innalzano le pareti cellulari a forma esagonale,con un inclinazione tra i 9 e 13 gradi, sufficiente a impedire il deflusso del miele liquido immagazzinato nelle celle.

Nella costruzione, regolare delle celle, le api percepiscono il campo gravitazionale e il campo magnetico terrestre. In natura le api costruiscono i favi in serie parallele secondo una direzione costante, questo modo di costruire sembra per l’influenza del campo magnetico terrestre.

Orientamento dei favi con muschio su albero

Crescita del muschio e punti cardinali

Il canto dell’ape regina

Con canto della regina si intende il rumore emesso dalle api regine. Le regine adulte comunicano attraverso segnali vibranti: suoni acuti da parte delle regine vergini nelle loro celle regali e modulati da parte delle regine libere nella colonia. Una regina vergine può emettere il canto frequentemente prima di emergere dalla sua cella e per un breve periodo in seguito. Le regine accompagnate possono emettere questo richiamo brevemente dopo essere state rilasciate in un alveare. Il canto è descritto in vari modi come la trombetta suonante e schiamazzante di un bambino. È abbastanza rumoroso e può essere sentito chiaramente fuori dall’alveare. Il canto è prodotto dal moto del volo senza il movimento delle ali. L’energia della vibrazione risuona nel torace.
Durante il canto della regina, le operaie si immobilizzano !
link video : https://www.youtube.com/watch?v=kYQAt8ZO7OA

Estrazione del miele

Nel seguente documento vengono illustrati i metodi per l’estrazione del miele in uso oggi : http://www.mieliditalia.it/download/c_tecnologia_es_lav_1.pdf

Lo stesso Giuseppe Garibaldi ritiratosi a Caprera, si dedica all’apicultura con circa 80 alveari (una quantità piuttosto rilevante per l’epoca) : http://www.winenews.it/print/attualita/11014/la-passione-segreta-di-giuseppe-garibaldi-lapicoltura-nobile-arte-che-leroe-dei-due-mondi-ha-tramandatodi-generazione-in-generazione

Fino ad arrivare ai giorni nostri in cui Cedar Anderson ha lanciato una raccolta fondi per il suo metodo sull’estrazione del miele completamente innovativo (miele dall’alveare direttamente al barattolo senza stressare le povere api) : https://www.indiegogo.com/projects/flow-hive-honey-on-tap-directly-from-your-beehive#/story

La campagna lanciata il 19 Aprile 2015 ed inizialmente stimata di $70.000 USD, s’è chiusa raccogliendone $12.211.609 USD !!! (con un’efficienza del 17.445%)

Il video della campagna indiegogo :

Link : https://www.youtube.com/watch?v=WbMV9qYIXqM

I prodotti della campagna sono comunque acquistabili al seguente link :

http://www.honeyflow.com/shop/p/94

Perché muoiono le api?

Questo è un servizio che spiega una possibile causa della morte delle api dovuto al Neonicotinoide.

Articolo su Oggiscienza Link : http://oggiscienza.it/2014/07/02/neonicotinoidi-a-rischio-non-solo-le-api/

Link : https://www.youtube.com/watch?v=VeiHVa8F8AY

Un presente senza api!

Tratto da : http://www.ecoblog.it/post/162839/api-cina-impollinatori

Nella contea cinese di Hanyuan, situata all’interno della provincia cinese di Sichuan, non ci sono più api. Quando arriva la stagione della fioritura, gli impollinatori salgono sugli alberi e fanno manualmente il lavoro che in natura viene svolto dalle api operose che ci regalano il miele.
La sparizione delle api non è casuale, ma dovuta a responsabilità umane: per anni nella contea di Hanyuan sono stati utilizzati pesticidi che hanno fatto scomparire le api impollinatrici. E così, ogni primavera, alla fioritura dei peri, i contadini si arrampicano sui rami e iniziano a impollinare i fiori a mano.

Le fotografie della gallery di apertura possono sembrare surreali, ma è quanto accade ormai da anni nella contea di Hanyuan che continua a descriversi come la “capitale mondiale del pero”. La redditività a lungo termine dell’impollinazione a mano è messa in discussione dall’aumento dei costi del lavoro e dal calo dei rendimenti della frutta.

La Cina non è il solo luogo in cui scompaiono gli impollinatori: sta succedendo in Inghilterra e negli Stati Uniti dove spariscono bombi e calabroni. Secondo Potts il numero degli alveari statunitensi è sceso dai 5,5 milioni del 1961 ai 2,5 milioni del 2012; secondo le ultime stime in possesso del ricercatore ora dovrebbero essere circa 2,7 milioni, la metà rispetto a mezzo secolo fa.

Un futuro senza api?

Se l’uomo sarà così follemente cieco da avvelenare la vita delle api facendole estinguere, la verità è che comunque non potremmo mai farne a meno!

Greenpeace presenta il corto di animazione “Robobees”, ambientato in un futuro non troppo lontano, nel quale le api sono ormai estinte. E quale sarà la risposta delle grandi aziende
agrochimiche, secondo gli ideatori del corto? Produrranno delle api artificiali per impollinare i campi dai quali dipende la produzione alimentare.

Link : https://www.youtube.com/watch?v=x6p6b55J_PQ

Api Vs. Calabrone gigante asiatico (Japanese Giant Hornet)

Le api contro il Calabrone gigante asiatico, una formidabile macchina da guerra, ne bastano 30 per distruggere totalmente una colonia di 30.000 api da miele.
I calabroni adulti non possono digerire le proteine solide, perché il loro peziolo (congiunzione tra torace e addome) è troppo stretto, così non mangiano le loro prede, ma le masticano ottenendo una pasta che danno alle loro larve; esse producono in cambio un liquido chiaro, la miscela aminoacida di vespa, che poi gli adulti consumano.

Le api giapponesi, della sottospecie Apis cerana japonica, hanno sviluppato un metodo per combattere il calabrone. Quando un’operaia di calabrone localizza un nido, le api la fanno avvicinare e poi la ricoprono completamente con i loro corpi, producendo calore (fino a 47° gradi) mediante i muscoli alari ed arrostendo il calabrone. Questo metodo funziona fintanto che le api riescono ad abbindolare il calabrone. Se esso sopravvive, tornerà assieme a numerosi altri compagni che saranno in grado di estinguere la colonia. Le api europee, non essendosi evolute nell’ambiente naturale del calabrone gigante, non hanno sviluppato questa tecnica: le colonie di api europee in Giappone sono minacciate e spesso sterminate, nel giro di pochissimi anni, da sciami di calabroni.

E’ nato prima l’uovo o la gallina?

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Apr 022015
 

Questa è una delle eterne domande che non ha una risposta, magari viene fatta per mettere in difficoltà qualcuno e testare la sua capacità di adattamento.

 

E’ nato prima l’uovo o la gallina?

 

Una risposta tipo potrebbe essere : “La gallina perché furono creati prima gli animali”. (basta e avanza per non fare scena muta)

Ma la risposta non è nella domanda, infatti uovo e la gallina è come un cane che si morde la coda chiudendosi su se stesso.

Scriveva Edward Leedskalnin (il creatore di Coral Castle) nel suo testo aggiuntivo a Correnti Magnetiche :

Ogni periodo della vita materiale passa attraverso due periodi, la crescita ed il periodo della distruzione (disfacimento N.d.r.), ma
la vita è indistruttibile, la vita non ha inizio né fine.

Quindi possiamo considerare l’uovo come la nascita (crescita) e la gallina come il disfacimento.

Tutto ciò che si trova nel mezzo è la vita.

C’è un’ulteriore aspetto da considerare, mentre un qualunque altro feto di mammifero, si sviluppa nel corpo della madre e nelle prime settimane di vita, si alimenta tramite il cordone ombelicale dal quale prima di avviare i primi battiti dal proprio cuore, utilizza il battito del cuore della madre. (nel feto umano il battito in genere si rileva alla settima settimana)

Ma a questo punto come fa un’embrione all’interno di un uovo di gallina e separato dal corpo e quindi dal battito del cuore della gallina a svilupparsi ? (ad arrivare cioè a crescere ed a riuscire a far partire il proprio heartbeat-battito?)

Il fenomeno è stato già osservato, come riportato dal link originale : http://www.arnoldehret.it/il-cuore-non-e-una-pompa

Bremer (Bremer, J. 1932) effettuò una notevole serie di osservazioni sulla circolazione del sangue in un embrione di pulcino nei primissimi stadi di sviluppo prima della formazione delle valvole cardiache. Descrisse i due flussi di sangue con movimento in avanti a spirale di diversa velocità nello stadio in cui il cuore è un singolo condotto. Tuttavia, si è notato che il sangue ha una precisa direzione di flusso all’interno del condotto e si muove apparentemente senza un meccanismo di propulsione. Questi flussi si muovono a spirale lungo il proprio asse longitudinale e uno intorno all’altro. I flussi sembrano essere a considerevole distanza, non riempono i loro vasi sanguigni, e sembrano essere in segmenti discontinui.

 

Questo pezzo è riportato anche nell’articolo : Il Cuore non è una pompa, il Sangue non circola !

Quindi riassumendo abbiamo due flussi di sangue che si muovono senza meccanismo di propulsione in avanti a spirale di diversa velocità.

L’embrione nei primissi stadi di sviluppo, come il mondo vegetale, utilizza il ritmo sole-Terra, il battito unico (heartbeat) esistente negli scambi energetici tra il sole e la Terra (prego visionare la teoria di Pier Luigi Ighina : “La Legge del Ritmo“)

La risposta alla domanda : E’ nato prima il Ritmo (il battito sole-Terra)

 

L’Uovo e l’eclissi

Uno strano fenomeno s’è verificato il giorno dopo l’eclissi parziale lunare di Venerdì 20 Marzo 2015, a Gualdo Tadino (PG) così come riferito nell’articolo : https://camminanelsole.wordpress.com/2015/03/31/luovo-e-leclissi/

Una gallina ha deposto un uovo differente da tutti gli altri, quello che viene chiamato : “L’uovo eclissi”

Un singolare uovo di gallina con scolpita l’immagine del sole, un uovo simile è conservato all’antiquarium nazionale di Sestino in provincia di Arezzo.

Video del servizio sull’uovo eclissi : https://www.youtube.com/watch?v=sJWkKdMNlB8

 

Il Cuore non è una pompa, il Sangue non circola !

 Biologia, Legge del Ritmo, Salute  Commenti disabilitati su Il Cuore non è una pompa, il Sangue non circola !
Apr 032014
 

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza)

Il Cuore non è una pompa

The Helical Heart

Tratto dal sito Arnold Ehret Italia Link : http://www.arnoldehret.it/il-cuore-non-e-una-pompa

Leggendo la lezione V del Sistema di Guarigione della Dieta Senza Muco, a un certo punto ci si trova di fronte a una affermazione dell’autore, Arnold Ehret, che la maggior parte dei lettori non accetta immediatamente, mentre altri persino la rifiutano categoricamente: IL CUORE NON E’ UNA POMPA.

Non è facile accettare tale asserzione per il semplice fatto che da sempre viene insegnato già da bambini che il cuore è una pompa, che spinge il sangue nelle arterie, fino ai più piccoli capillari poi passa nel sistema venoso e così via e tutto riprende da capo. E’ una credenza così consolidata nella nostra cultura e istruzione da essere diventata una certezza, e prima di leggere i libri di Ehret non avevo mai nemmeno pensato, né nessuno mai mi aveva detto il contrario, e se qualcuno me lo avesse detto con convinzione lo avrei considerato un tipo un po’ bizzarro.

Ehret lo dichiarava apertamente nelle sue conferenze a partire dal 1915 a Los Angeles e diversi suoi colleghi naturopati presero le distanze da lui, senza nemmeno tentare di valutare se le affermazioni di Ehret potessero essere vere. Alcuni scrissero anche dei libri includendo la maggior parte dei principi insegnati da Ehret ma si guardarono bene dal menzionarlo.

Negli anni ’20 Rudolf Steiner sosteneva la stessa cosa durante le sue conferenze, e negli anni ’30 vennero fatti degli studi per dimostrare che il cuore non è una pompa. Non ebbero seguito perché all’establishment medico ortodosso conveniva, e tuttora conviene, che si continuasse a considerare il cuore una pompa.

Per chi fosse interessato ho tradotto l’articolo seguente. Le figure indicate in più punti non ci sono perché non ho la pubblicazione cartacea e nel documento che ho tradotto sono state omesse. Dovessi un giorno trovarle verranno aggiunte.

Se incontrassi dei termini medici che non comprendi, cerca le definizioni in un dizionario o internet, ti eviterai irritabilità e nervosismo, o di abbandonare la lettura, come ho fatto io diverse volte prima di completare la traduzione e solo dopo aver compreso cosa stavo traducendo. D’altra parte i termini medici sono intenzionalmente ostici, per far credere che la materia sia difficile e che solo gli addetti ai lavori debbano occuparsene. E’ una specie di linguaggio come quello egizio riservato solo alla casta sacerdotale che il popolo non conosceva. Eventuali errori o granchi che possa aver preso sarebbe gradito che mi venissero segnalati.

(Il seguente articolo è stato pubblicato sul numero 1, Autunno-Inverno 1995 [Volume 5, # 1] di “Frontier Perspectives“, la rivista del Centro per le Scienze di Frontiera presso la Temple University di Philadelphia, Pa.)
Traduzione di Luciano Gianazza.

Il cuore non e’ una pompa:
Una confutazione della presupposizione della funzione cardiaca di propulsione per pressione

Ralph Marinelli (1) ; Branko Fuerst (2) Hoyte van der Zee (3) ; Andrew McGinn (4) ; William Marinelli (5)

(1) Rudolf Steiner Research Center, Royal Oak, MI
(2) Dept. of Anesthesiology, Albany Medical College, Albany, NY
(3) Dept. of Anesthesiology and Physiology, Albany Medical College, NY
(4) Cardiovascular Consultants Ltd., Minneapolis, MN. Department of Medicine, University of Minnesota, MN
(5) Hennipen County Medical Center and Dept. of Medicine, University of Minnesota, MN

Sinossi

Nel 1932, Bremer di Harvard filmò nei primi stadi di un embrione il sangue che circolava per autopropulsione in flussi a spirale, prima che il cuore iniziasse a funzionare. Sorprendentemente, fu così impressionato dalla caratteristica a spirale del modello del flusso del sangue che non si rese conto che il fenomeno davanti ai suoi occhi aveva demolito il principio della propulsione per pressione. In precedenza, nel 1920, Steiner, del Goetheanum in Svizzera, aveva fatto notare in conferenze rivolgendosi a dei medici, che il cuore non è una pompa che costringe del sangue inerte a muoversi con la pressione, ma che il sangue ha una sua propria dinamica biologica, come si può vedere nell’embrione, e si dà un’ulteriore spinta con le forze “indotte” dal cuore. Inoltre affermava che la pressione non provoca la circolazione del sangue, ma è causata interrompendo la circolazione. La conferma sperimentale dei concetti di Steiner inerenti all’embrione e agli adulti viene presentata qui di seguito.

Introduzione

Il fatto che il cuore di per sé non è in grado di sostenere la circolazione del sangue era noto ai medici dell’antichità. Ricercarono possibili forze ausiliarie della circolazione del sangue nei vari tipi di “eterizzazione” e “pneumatizzazione” o “ensoulement” del sangue durante il suo passaggio attraverso il cuore ed i polmoni. Agli albori della scienza moderna e nel corso degli ultimi trecento anni, tali concetti divennero insostenibili. Il concetto meccanicistico del cuore come pompa idraulica prevalse e si stabilì saldamente intorno alla metà del XIX secolo.

Il cuore, un organo del peso di circa trecento grammi, si suppone che “pompi” circa otto mila litri di sangue al giorno a riposo e molto di più durante l’attività, senza fatica. In termini di lavoro meccanico, questo rappresenta il sollevamento di circa 45 chilogrammi all’altezza di un chilometro e mezzo! In termini di flusso capillare, il cuore eseguirebbe il compito ancora più prodigioso di “spingere” il sangue con una viscosità cinque volte superiore a quella dell’acqua in milioni di capillari con diametro spesso inferiore a quello dei globuli rossi stessi! Chiaramente, tali pretese vanno oltre la ragione e l’immaginazione. A causa della complessità delle variabili in gioco, non è stato possibile calcolare la vera resistenza periferica, neanche di un singolo organo, per non parlare di tutta la circolazione periferica. Inoltre, il concetto di una fonte centralizzata di pressione (il cuore) che genera alla sua sorgente una pressione al di là dei normali limiti, in modo tale che sufficiente pressione rimanga nei capillari più remoti, non è dei migliori.

La nostra comprensione e la terapia delle aree chiave di fisiopatologia cardiovascolare, come lo shock settico, l’ipertensione e l’ischemia miocardica sono ben lungi dall’essere complete. L’impatto della spesa di miliardi di dollari per la ricerca cardiovascolare utilizzando un presupposto erroneo è enorme. Riguardo a questo, gli sforzi per costruire un cuore artificiale soddisfacente non hanno ancora portato i loro frutti. Entro i confini del pensiero della biologia e della medicina contemporanee, la forza propulsiva del sangue rimane un mistero. Se il cuore in realtà non fornisce al sangue tutta la forza motrice necessaria, dove è la fonte della forza ausiliaria e qual è la sua natura? La risposta a questa domanda apporterà un nuovo livello di comprensione dei fenomeni della vita nelle scienze biologiche e fornirà ai medici la capacità di riscoprire l’essere umano che, troppo spesso, molti sentono di aver perso.

Panoramica

Impliciti nel concetto di propulsione per pressione nel sistema cardiovascolare sono i seguenti quattro concetti principali:

Il sangue è naturalmente inerte e deve quindi essere spinto per circolare.
C’è una combinazione casuale delle particelle composte nel sangue.
I globuli rossi sono sotto pressione in ogni momento.
Il sangue è amorfo e viene costretto a riempire i suoi vasi e quindi ne assume la forma.
Tuttavia, ci sono osservazioni che sfidano queste nozioni. Si è visto che il sangue ha una sua propria forma, il vortice, che determina la forma piuttosto che adattarla alla sezione vascolare e circola nell’embrione con la sua intrinseca dinamica biologica prima che il cuore cominci a funzionare. Proprio come in natura un vortice inerte pulsa in senso radiale e longitudinale, timidamente assumiamo che il sangue è anche libero di pulsare e non è soggetto alla pressione che limita il suo pulsare implicita nel concetto di propulsione della pressione. Il sangue non è azionato da una pressione, ma da un proprio moto biologico rafforzato dal cuore.

Quando il cuore comincia a funzionare, rafforza il moto del sangue con impulsi a spirale. Le arterie hanno una funzione sussidiaria che mimica quella del cuore fornendo ulteriori impulsi a spirale al sangue circolante. In tal modo le arterie si dilatano nel ricevere il sangue in entrata e si contraggono per fornire un impulso per aumentare la quantità di moto del sangue.

Storia

La storia della presupposizione della propulsione per pressione risale a Galileo e a Leonardo da Vinci. Il concetto del cuore che funziona come una pompa di pressione che pompa il sangue, ritenuto essere amorfo e inanimato, nei suoi vasi sanguigni e che ne assume la forma fu suggerito da Borelli (1), uno studente e amico di Galileo, che osservando il cuore a spirale paragonò la sua funzione al fuoriuscire dell’acqua strizzando un panno umido. Borelli non ha confermato la sua congettura con esperimenti, ma è stata sostenuta da disegni ingannevoli del ventricolo sinistro trovati in seguito in un’opera di Leonardo. Nei quaderni di Leonardo la parete del ventricolo sinistro viene mostrata di spessore uniforme come uno si aspetta di trovare in una camera di pressione.

Tuttavia, al contrario, lo spessore della parete del ventricolo sinistro varia del 1.800% circa, come abbiamo visto in dissezioni di cuori bovini. Lo spessore va da 0,23 centimetri all’apice a 4,3 centimetri nella zona equatoriale. La parete all’apice è così morbida e debole che può essere trafitta con il dito indice. La peculiare variabilità dello spessore della parete ventricolare non è in linea con l’idea del cuore come generatore di pressione. Tuttavia, si potrebbe concepire che una simile conformazione della parete ventricolare massimizzi l’inerzia del moto senza alcuna pressione statica all’apice del ventricolo. L’apice sottile, flessibile, a forma di cono e la sospensione dall’aorta suggeriscono la presenza di una funzione di torsione in particolare se si tiene conto dell’orientamento a spirale degli strati del muscolo miocardico.

Il movimento rotatorio del cuore, delle arterie, e del sangue è stato misurato o rilevato da vari ricercatori (2), (18), (19). Con lievi variazioni, il disegno erroneo nei Quaderni di Leonardo è stato utilizzato nella maggior parte dei testi di biologia, fisiologia e medicina nel corso delle ultime poche centinaia di anni, così come nella maggior parte dei testi di anatomia moderna negli ultimi decenni. Così, schizzi falsi sono serviti a testimoniare falsi presupposti.

William Harvey (1578-1657) frequentò l’Università di Padova, mentre Galileo era nella Facoltà della stessa. Sembra che stesse per decidere in favore del moto propulsivo secondo i suoi stessi esperimenti incentrati sul flusso del sangue e la propulsione per pressione, probabilmente sotto l’influenza di Borelli, che era focalizzato sul movimento del cuore. A quel tempo suggeriva un concetto del moto propulsivo: “L’atrio del cuore spinge il sangue nel ventricolo” e “il ventricolo proietta il sangue in movimento nell’aorta. ” “Il sangue viene proiettato da ogni pulsazione del cuore.” Altre volte ha usato espressioni che implicano un concetto di propulsione per pressione. “Il cuore spreme fuori il sangue.” “Il sangue viene spinto nell’aorta per contrazione del ventricolo.” In alcuni casi parla della pressione del sangue. Tuttavia, di volta in volta ha anche usato termini neutri, “il sangue viene trasferito, trasfuso, trasmesso e inviato” Successivamente dei ricercatori che hanno contribuito a stabilire con fermezza il concetto di propulsione per pressione sono i seguenti: Stephen Hales (1677-1761) che inserì un tubo di vetro nell’arteria di un cavallo e assunse che la colonna di sangue è stata bilanciata da pressione statica. Jean-Léonard-Marie Poiseuille (1799-1869) scoprì che la dilatazione delle arterie era in fase con l’espulsione effettuata dal ventricolo sinistro. Pertanto ipotizzò che la dilatazione fosse la risposta passiva alla pressione del sangue. Tra le altre cose sostituì un manometro a mercurio al manometro a sangue di Hales. Carl Ludwig (1816-1895) ha inventato il manometro grafico aggiungendo un galleggiante con penna e carta mobile al manometro al mercurio di Poiseuille, e inaugurò l’era della registrazione continua della pressione. Infine, Scipione Riva-Rocci (1896-1903) ha perfezionato lo sfigmomanometro nel 1903 e ha portato l’esame della pressione arteriosa nella pratica clinica.

Il problema e la proposta per la sua soluzione

La situazione problematica nella fisiologia cardiovascolare è stata espressa da Berne e Levy (3) che ha scritto: “Il problema di esporre il flusso pulsante attraverso il sistema cardiovascolare in precisi termini matematici è praticamente insuperabile.” Un aspetto fondamentale di questo problema riguarda il fatto che la maggior parte della nostra conoscenza della dinamica cardiaca è stata dedotta da dati sulla pressione. Infatti la nostra conoscenza del sistema ha due fonti indipendenti: fatti determinati sperimentalmente e concetti logicamente dedotti dalla presunta propulsione per pressione. La situazione è talmente confusa che alcuni scienziati della vita prendono in considerazione la teoria del caos e la matematica per cercare di trovare coerenza nel sistema. Sarà mostrato che il caos deriva da un mix di fatti e congetture, e non dalla natura del fenomeno stesso.

Il nostro scopo è di dimostrare che la congettura di Borelli è errata e di proporre il concetto che il sangue viene spinto da una forma unica di moto. In primo luogo, l’arco dell’aorta non risponderebbe come previsto, se il sangue in esso fosse sotto pressione. L’aorta è un tubo ricurvo e tale è la forma di base dell’elemento sensibile alla pressione del manometro di Bourdon (*), ampiamente utilizzato. Quando il tubo ricurvo del manometro di Bourdon è soggetto a pressione positiva, è costretto a raddrizzarsi, come si può vedere con una canna dell’acqua da giardino. Quando è invece soggetto a una pressione negativa, la curvatura del tubo aumenta. Durante l’eiezione sistolica (periodo in cui il sangue viene espulso dal ventricolo), la curvatura dell’aorta si vede che aumenta, significando che l’aorta non è sottoposta a una pressione positiva, ma a una pressione negativa (4). Abbiamo dimostrato che questa pressione negativa è quella associata con il centro vuoto del movimento dei vortici di sangue. Quindi il movimento della aorta, se considerato come sensore di una pressione della stessa natura, contraddice l’assunto della propulsione per pressione. Naturalmente, le correnti a spirale del vortice hanno una pressione potenziale, così qualsiasi tentativo di misurare la pressione si tradurrà in una lettura positiva della pressione a causa del moto proprio interrotto.

Il movimento senza pressione applicata è movimento di moto proprio, come si osserva in modo così drammatico nei lunghi salti dei gatti che corrono. Questo moto proprio si manifesta anche in natura nel fluire dell’acqua nei fiumi, nell’avanzare dei tornado, e nei jet stream che sono in realtà spirali orizzontali di aria e di umidità che possono essere lunghe migliaia di miglia di lunghezza che si muovono come fiumi vorticanti nell’alta atmosfera. Una palla lanciata nella sua traiettoria, anch’essa si muove senza pressione.

E la pressione sanguigna che viene misurata? Il concetto in esame è qui il ben noto il rapporto forza/area:

pressione = forza/area (forza per unità di superficie)

La pressione è un rapporto aritmetico derivato dalla forza media del sangue in movimento, e, come tale, indica il fenomeno del sangue che si muove in modo indiretto. In un sistema di moto proprio la pressione è potenziale mentre l’oggetto è in movimento e si manifesta quando la velocità è ostacolata:

moto (massa x velocità) = impulso (forza x tempo)

Il sangue si muove con velocità diverse nei suoi flussi vorticosi. Al momento dell’impatto di un oggetto che si muove di moto proprio, la velocità diminuisce mentre appare la pressione di una certa grandezza.

Rudolf Steiner, scienziato e filosofo, ha sottolineato in diverse occasioni che il sangue si muove autonomamente (5), e che la pressione non è la causa del flusso di sangue, ma il risultato di esso (6). I medici del passato usavano metodi elaborati per descrivere la natura del polso arterioso e del battito del cuore o del battito dell’apice, che è l’impulso del cuore contro la parete toracica. Molti termini descrittivi, come fibrillazione da shock ipovolemico, collasso o polso a martello d’acqua per insufficienza aortica e “ansante” impulso apicale di ipertrofia ventricolare sinistra, trasmettono la comprensione intuitiva del vero e proprio meccanismo di azione del cuore.

Un tentativo di caratterizzare la funzione ventricolare sinistra mediante gli indici, come la velocità massima di contrazione (V max) e la variazione massima di pressione ventricolare sinistra nel tempo (dP/dt max) lascia intendere la sentita inadeguatezza del semplice concetto di propulsione per pressione.

Flusso e Pressione

Considerazioni

Quando una massa fluida è soggetta a una forza sotto forma di pressione, dapprima resisterà al movimento a causa della sua inerzia e viscosità. In un sistema azionato dalla pressione, la pressione si alza più velocemente di quanto il fluido si muova; la pressione raggiungerà il picco prima che la velocità del fluido raggiunga il suo picco. Tuttavia, quando si misurano contemporaneamente la pressione e il flusso nell’aorta, il picco del flusso precede nettamente il picco della pressione. Questo fenomeno è stato osservato già nel 1860 da Chauveau e Lortet e, come riportato da McDonald (7), in contraddizione con la legge dell’inerzia nel concetto di propulsione per pressione. Mentre questo rapporto di fase in realtà conferma il principio di propulsione di moto proprio, tuttavia esso rimase una fonte di congetture per un considerevole periodo di tempo negli anni ’50 fino a quando non è stato “salvato” con l’aiuto di elaborati modelli matematici per i flussi oscillanti.

Un’osservazione in favore del concetto del sangue con il suo proprio moto è stato riferito da Noble (8) nel 1968. Con misurazioni della pressione simultanea nel ventricolo sinistro e nella radice dell’aorta di un cane, ha dimostrato che la pressione nel ventricolo sinistro supera la pressione aortica solo durante la prima metà della sistole e che la pressione aortica è in realtà più elevata durante la seconda metà. Trovò paradossale che il sangue espulso dal ventricolo continui nell’aorta, nonostante l’aumento della pressione positiva. L’erroneo concetto di pressione ventricolare sinistra che superi la pressione aortica durante tutta la sistole proposto da Wiggers nel 1928 ancora è presente in molti testi moderni di fisiologia. Noble ha proposto che questo tipo di modello di pressione potrebbe essere il risultato del flusso di moto proprio, ma questa idea è stata adombrata dal carrozzone della propulsione per pressione.

Il concetto di propulsione per pressione ha arruolato fisiologi e scienziati provenienti da diversi campi in una crociata che ha portato a numerose ipotesi e teorie sulla meccanica del sistema cardiovascolare. Il detto che “I Dinamisti del fluido nel XIX secolo erano suddivisi in ingegneri idraulici che osservavano cose che non potevano essere spiegate e matematici che spiegavano cose che non potevano essere osservate” è ancora valido al giorno d’oggi..

Osservazioni Embriologiche

Steiner (6) mostrò che l’embriologia fornisce gli indizi per risolvere il problema della circolazione. In relazione a questo, Bremer (9) effettuò una notevole serie di osservazioni sulla circolazione del sangue in un embrione di pulcino nei primissimi stadi di sviluppo prima della formazione delle valvole cardiache. Descrisse i due flussi di sangue con movimento in avanti a spirale di diversa velocità nello stadio in cui il cuore è un singolo condotto. Tuttavia, si è notato che il sangue ha una precisa direzione di flusso all’interno del condotto e si muove apparentemente senza un meccanismo di propulsione. Questi flussi si muovono a spirale lungo il proprio asse longitudinale e uno intorno all’altro. I flussi sembrano essere a considerevole distanza, non riempono i loro vasi sanguigni, e sembrano essere in segmenti discontinui.

In un film fatto da Bremer sul battito del cuore embrionale, si osserva che il sangue a spirale è ulteriormente rafforzato dal cuore pulsante senza creare turbolenza nel sangue. Questo suggerisce che il trasferimento di moto che si verifica tra il cuore e il sangue riguarda una fase, il sincronismo, il cuore deve in qualche modo sentire il movimento del sangue e rispondere ad esso, a sua volta con impulsi a spirale alla stessa velocità del sangue, sincronizzando il moto del sangue e il moto del cuore.

Si presume che gli strati del muscolo cardiaco abbiano lo stesso modello di distribuzione di velocità, come i flussi concentrici di un vortice libero per consentire al cuore e al movimento del sangue di accordarsi a differenti velocità. È significativo osservare che il movimento del cuore avviene con il minimo movimento interno della parete cardiaca. Che il fluire del sangue può essere osservato prima che il cuore entri in funzione è supportato da osservazioni sul fatto che la circolazione in un precoce embrione di pulcino si è mantenuta fino a circa 10 minuti dopo che il cuore era stato asportato (10) . Inoltre, la mobilità intrinseca del sangue è stata evidenziata da Pomerance e Davies (11) , che trovarono un embrione che visse a lungo senza cuore, ma nacque morto e gravemente sfigurato. Così la visione composita del sistema cardiovascolare embrionale ci dice che il sangue non viene spinto dalla pressione, ma si muove con una sua propria dinamica biologica e con il suo intrinseco modello di flusso.

Alternanze di Vortici di Liquidi e di Gas nel Sangue

L’esistenza di spazio apparentemente vuoto tra e all’interno del flusso a spirale di un liquido può essere spiegata come spazio riempito di gas o vapore. Tuttavia, questa ipotesi appare assurda se si considera che anche piccole bolle nella circolazione arteriosa possono provocare una embolia significativa. Ogni segmento di 100 cm di sangue arterioso contiene 0,3 ml di ossigeno libero fisicamente disciolto, 2,6 ml di anidride carbonica e 1 ml di azoto.

L’importanza della piccola quantità di ossigeno disciolto è riconosciuta solo in casi estremi di anemia quando diventa una notevole fonte alternativa di ossigenazione dei tessuti. Quando viene visto nei termini di una distribuzione altamente differenziata di componenti solidi, liquidi e vaporosi e/o gassosi del vortice composito, questa quantità di gas libero assume fondamentale importanza.

Il fatto che il gas sia elusivo nello sfuggente sangue liquido è molto allineato con la constatazione che il sangue, come vortici caratteristici di liquidi e gas, si muove di moto proprio senza alcuna pressione. Il vortice nei tornado è una configurazione molto stabile e coesa, con un centro vuoto, fortemente tenuta insieme da un sistema di forze centripete. Non ha le proprietà fisiche del gas amorfo sotto pressione che tende ad espandersi.

Per chiarire ulteriormente le nostre osservazioni, abbiamo escogitato un modello di ventricolo con un contenitore sigillato, a forma di cono rovesciato, un fiasco di vetro trasparente da mezzo litro pieno d’acqua. L’attrezzaggio consistette nell’installare due tubi all’interno del fiasco collegati a dei trasduttori per registrare il vuoto al centro del vortice e l’impulso di potenziale pressione nel moto dell’acqua vorticosa. Il segnale di pressione in funzione del tempo fu visualizzato sullo schermo dell’oscilloscopio e anche memorizzato sul computer per ulteriori analisi. Il “ventricolo” fu messo in funzione tenendolo in mano e dandogli un movimento oscillatorio e contemporaneamente circolare per creare un vortice. Per aumentare la visibilità, abbiamo riempito il contenitore con acqua colorata di blu di metilene.

Anche operazioni delle più energiche risultarono in quasi nessun movimento dell’acqua. Con alcuni esperimenti abbiamo determinato che, a meno che nel modello di ventricolo non ci fosse circa 1/3 del suo volume di aria, non era possibile formare un vortice. Questo ci ha portato alla conclusione che il gas altamente organizzato e a bassa densità nel plasma è una componente necessaria del vortice del sangue. Questo fa sorgere anche la questione di come elementi gassosi e fluidi possano rivelare le proprietà di locomozione della vita.

L’idea del vortice composito di globuli rossi-plasma-gas è in accordo con i “gap” nel flusso dei vasi embrionali. Per valutare quanto fosse valido il nostro modello di ventricolo, abbiamo misurato la pressione del suo impulso potenziale (pressione arteriosa come viene in genere misurata) nell’acqua vorticosa e nel vuoto al suo centro e rilevammo che erano rispettivamente +130 e -180 mm Hg.

Inoltre, abbiamo costruito un “ventricolo” di vetro con attaccata una “aorta” e dimostrammo che fino al 50% del volume del liquido potrebbe essere espulso sottoponendolo a un impulso oscillante e rotatorio, senza il movimento verso l’interno della parete “ventricolare”.

Una Funzione Ben Nota del Vortice

E ‘noto che il modello del flusso sanguigno attraverso il cuore contribuisce in modo significativo alla dinamica delle valvole cardiache, come è stato dimostrato da numerosi studi che utilizzano cineradiografia di contrasto e, più recentemente, l’ecografia Doppler a colori. Taylor e Wade (12) hanno confermato modelli di flussi di stabili vortici dietro le cuspidi delle valvole, mitrale e tricuspide, visualizzando il minutamente preciso contrasto del flusso immesso. Inoltre, la formazione di vortici nel seno aortico non solo è stata dimostrata nel modello del cuore, ma anche visualizzata con la mappatura della velocità per mezzo della risonanza tridirezionale. (13) Senza la formazione di un vortice nel seno aortico, possiamo concepire che, con il sangue che spinge con impeto dal tratto di efflusso del ventricolo sinistro alla velocità da uno a due metri al secondo, le arterie coronarie sarebbero malamente irrorate, come avviene nei casi di grave stenosi aortica (restringimento), dove il flusso di sangue ad alta velocità non consente la formazione dei vortici normali sovravalvolari.

Evidenze di Moto Proprio nell’Adulto

Non solo il flusso di sangue è ben mantenuto nell’embrione prima della formazione delle valvole, non ci sono segnalazioni di adulti in cui entrambe le valvole tricuspide e polmonare infette siano state rimosse chirurgicamente e non sostituite da protesi valvolari, senza problemi significativi (14). Werner (15) tramite due ecocardiografie bidimensionali ha osservato che le valvole mitrale e aortica erano aperte durante la compressione toracica esterna e che le cavità cardiache erano passive e non cambiavano di dimensione.

Il Vortice Perpetuo nel Ventricolo

La tecnica ampiamente utilizzata della misurazione della gittata cardiaca con il metodo della termodiluizione è piena di deviazioni significative delle singole misurazioni. Questa tecnica si basa sul principio del sangue caldo che viene miscelato con il bolo di soluzione salina fredda nel ventricolo e individuando l’aumento della temperatura della miscela nell’arteria polmonare. Il valore finale viene ottenuto facendo la media dei risultati delle diverse misurazioni.

Misurando la conducibilità elettrica in varie località del ventricolo sinistro di un cane, Irisawa16 non fu in grado di mostrare una miscelazione uniforme della soluzione salina. Le rilevazioni sulla conducibilità hanno mostrato i flussi vorticosi di sangue di diverse concentrazioni saline dentro i ventricoli durante la sistole e la diastole (la fase di dilatazione o di espansione del muscolo cardiaco, che permette alle cavità del cuore di riempirsi di sangue), confermando ulteriormente il concetto dei modelli vorticosi altamente organizzati all’interno delle camere del cuore.

Brecher (17) ha condotto un esperimento su un cane che ha evidenziato una regione della continua pressione negativa nel ventricolo osservando il flusso continuo di soluzione di Ringer da un vaso al di fuori del cuore attraverso una cannula posizionata nel ventricolo sinistro attraverso l’atrio del cuore. Questo conferma ulteriormente il nostro concetto della persistenza del vortice nel ventricolo con il suo centro di pressione negativa e il potenziale dell’impulso positivo di pressione nella sua vorticosa periferia per tutto il ciclo cardiaco. Così il cuore come organo minimo funzionale consiste non solo del suo tessuto, ma anche del vortice continuo di sangue, che provvede al vuoto perpetuo nel suo centro che probabilmente aiuta a richiamare indietro nel cuore il sangue dai capillari e dalle vene. La persistenza del vortice spiega agli ingegneri l’anomalia di una presunta pompa che conserva il 40% della sua carica ad ogni espulsione; una pompa dovrebbe espellere quasi il 100% del suo carico. Il concetto di pompa è assurdo, ciò che è presentato qui è geniale. Pettigrew (2) ha trovato tre colonne di spirale di sangue nel ventricolo sinistro.

Corpuscoli del Sangue Orbitanti

In contrasto con il profilo della velocità parabolica assunta da sospensioni di particelle di piccole dimensioni sotto pressione in tubi rigidi di piccolo diametro, in un modello di flusso in vivo gli elementi cellulari del sangue si dispongono in modo tale che i più pesanti globuli rossi orbitano più vicini al centro con le più leggere piastrine in orbite più distanti circondate da un rivestimento di plasma alle pareti dei vasi sanguigni. Tale disposizione ordinata di configurazione di particelle del sangue vista in una sezione delle arterie nega un meccanismo di propulsione omnidirezionale per pressione e conferma la premessa vortice/moto.

Si può dimostrare questo fenomeno di differenziazione in termini di massa nel vortice facendo girare liberamente in acqua delle sfere scelte per comodità di stesse dimensioni (3 mm di diametro) e di colore diverso per peso diverso. Si vedrà che le sfere più pesanti orbiteranno più vicino al centro di rotazione. La velocità orbitale del vortice aumenta nella misura in cui le orbite si avvicinano al centro di rotazione. Al contrario, durante il tempo che una coppia di forza viene applicata per ruotare nel recipiente, creando un vortice forzato, tutte le sfere sono costrette a dirigersi verso la periferia, dove le velocità sono più elevate, come in una centrifuga.

Ad ulteriore conferma dell’esistenza in vivo del modello di velocità di un vortice indipendente, abbiamo sondato il flusso di sangue nella carotide posizionandovi un trasduttore Doppler a 900 Hz per rivelare il movimento vorticoso del sangue e elaborato gli echi Doppler attraverso un filtro passa banda variabile cercando modelli di frequenza (velocità) di distribuzione. Abbiamo rilevato echi da raggruppamenti di particelle a frequenze trasdotte da 400 a 650 Hz, da 650 a 900 Hz e inferiori a 200 Hz. Questi tre gruppi indicano tre diverse velocità e regioni orbitali. Osservazioni preliminari indicano una distribuzione altamente ordinata di componenti cellulari e di plasma del sangue.

Globuli Rossi

Globuli Rossi

Inoltre, quando si muovono attraverso le arterie più grandi, i globuli rossi sono in forma toroidale, con la loro massa alla periferia per massimizzare il momento di inerzia, e si presume che ruotino attorno al proprio asse individuale a causa del fenomeno del vorticismo (la creazione di micro-vortici tra gli strati vorticosi nel vortice principale che si muovono a velocità differenti). Così ci si può aspettare di scoprire che i miliardi di globuli rossi in realtà viaggiano nel proprio spazio unico come una prova ulteriore dell’ordine estremo del movimento del sangue.

Il tema ricorrente della Spirale

Il tema della spirale è evidente anche nella forma e nella funzione del cuore e dei vasi sanguigni. La muscolatura del cuore e delle arterie giù fino ai capillari è orientata a spirale, e sia il cuore che le arterie hanno movimento a spirale per aumentare la quantità di moto del sangue (2), (18), (19). La letteratura su considerazioni anatomiche e fisiologiche del moto a torsione del cuore e dei vasi è completa ed è stata recentemente rivista (2). Il fatto che l’orientamento delle cellule endoteliali arteriose segue da vicino i modelli di flusso del sangue è ben consolidata (18), (19).

In un gruppo di pazienti sottoposti a chirurgia ricostruttiva vascolare delle estremità inferiori, Stonebridge e Brophy hanno osservato, con un esame angioscopico diretto, che la superficie interna delle arterie era organizzata in una serie di pieghe a spirale. Hanno osservato che le pieghe si verificano a causa del flusso sanguigno a spirale, che può essere più efficiente, richiedendo meno energia per guidare il sangue attraverso l’affusolato e ramificato sistema arterioso (19). Hanno inoltre osservato il sangue vorticante con le fibre ottiche nella regione delle pieghe endoluminali. Riguardo a questo, gli appassionati sanno che le canne di fucile rigate, costringendo la pallottola a ruotare, rendono più stabile la sua traiettoria, e quindi più precisa nel raggiungere il suo bersaglio. Nei vasi il sangue “riga” i suoi condotti proprio allo scopo di rafforzare il suo impulso di torsione. Tuttavia, queste pieghe a spirale non si trovano nelle arterie asportate, sono dinamiche del tessuto vivente.

Conclusioni Fisiologiche

Il movimento autonomo a vortice discusso nel presente documento è inerente al movimento del sangue. Non è un disturbo accidentale locale spesso spiegato come turbolenza o correnti parassite, né un fenomeno localizzato, con un unico scopo funzionale come nella dinamica delle valvole cardiache. Da una visione più ampia si può prevedere che il sangue dovrebbe muoversi così, considerando che i fluidi in natura tendono a muoversi in modo curvilineo, che è il loro percorso con il minimo impiego di energia. L’espressione estrema di questa tendenza nella natura, in termini di ordine, stabilità e minor consumo di energia sono i tornado e le scie dei “jet”.

Potenziali Conseguenze Cliniche

Queste considerazioni dovrebbero favorire una comprensione più rapida del sistema cardiovascolare attraverso un riesame della grande quantità di preziosi dati sperimentali raccolti in tutto il mondo. Dal momento che abbiamo osservato che il sangue ha una forma altamente dinamica e ordinata, e un moto e un orientamento ordinato dei corpuscoli del sangue, dovremmo essere in grado di sviluppare dispositivi e tecniche per rilevare piccole deviazioni da norme di gruppo e singole, e quindi costituire una base per una diagnosi molto precoce delle malattie cardiovascolari, che resta la prima causa di morte negli Stati Uniti. Nuove e più efficaci terapie per le malattie cardiovascolari, si spera, potrebbero anche evolvere da questa nuova prospettiva sulla fisiologia cardiovascolare.

Nota finale

*Il manometro a tubo di Bourdon prende il nome dal suo inventore, Bourdon. Il suo elemento sensibile alla pressione è costituito da un tubo piegato circolarmente che è appiattito per aumentare la sua sensibilità alla pressione. Quando il tubo è sottoposto ad una pressione interna positiva tende a raddrizzarsi; quando è sottoposto ad una pressione interna negativa la curvatura aumenta. La deformazione del tubo è proporzionale alla pressione e viene trasmessa tramite collegamenti e ingranaggi a meccanismi che dirigono una lancetta su una scala graduata per indicare la pressione.

Ringraziamenti

Ringraziamo Larry W. Stephenson, MD, Chief of Cardiothoracic Surgery, Wayne State University School of Medicine e Beverly Rubik, Ph.D., per i loro commenti su questo lavoro.

Riferimenti

(1) Borelli, De Motu Animalium. Rome, 1681.
(2) Marinelli, R., Penney, D.G., et al. 1991. Rotary motion in the heart and blood vessels: a review. Journal of Applied Cardiology 6: 421-431.
(3) Berne, R., Levy, M., 1986. Cardiovascular Physiology. St. Louis, MO: C.V. Mossy Co., p. 105.
(4) Rushmer, R.F., D.K. Crystal. 1951. Changes in configuration of the ventricular chambers during cardiac cycle. Circulation 4: 211-218.
(5) Steiner, R., 1990. Psychoanalysis and Spiritual Psychology. Hudson, NY: Anthroposophic Press, p. 126.
(6) Steiner, R., 1920. Spiritual Science and Medicine. London, England: Rudolf Steiner Press, 24-25.
(7) McDonald, D.,1952. The velocity of blood flow in the rabbit aorta studied with high speed cinematography. Journal of Physiology 118: 328-329.
(8) Noble, M.I., 1968. The contribution of blood momentum to left ventricular ejection in dog. Circulation Res. 26: 663-670.
(9) Bremer, J. 1932. Presence and influence of spiral streams in the heart of the chick embryo. American Journal of Anatomy, 49: 409-440.
(10) Manteuffel-Szoege, L., 1969. Remarks on blood flow. J. of Cardiovasc. Surg. 10: 22-30.
(11) Pomerance, A., Davies, M. 1975. Pathology of the Heart London, England: Blackwell Scientific Publications, pp. 538-39.
(12) Taylor, D.E.M., J.D. Wade. 1973. Pattern of blood flow in the heart. Cardiovascular Research 7:14-21.
(13) Kilner P.J., Z. Y. Guang, et al. 1993. Helical and retrograde secondary flow patterns in the aortic arch studied by three-directional magnetic velocity mapping. Circulation 88: 2235-2247.
(14) Arbulu, A., I. Asfaw. 1981. Tricuspid valvulectomy without prosthetic replacement. J. Thorac Cardiovasc Surg 82: 684-691.
(15) Werner, J.A., H.L. Greene, et al. 1981. Visualization of cardiac valve motion in man during external chest compression using two dimensional echocardiography. Circulation 63: 1417-1421.
(16) Irisawa, H., M. F., Wilson, R.F. Rushmer. 1960. Left ventricle as mixing chamber. Circulation Research 8:183-87.
(17) Brecher,G.A. 1956. Experimental evidence of ventricular diastolic suction. Circulation Research 4:513-18.
(18) Lowell, L.B., L.S. Adamson. 1980. Relationship between blood flow direction and endothelial cell orientation at arterial branch sites in rabbits and mice. Circ. Res. 48: 481-488.
(19) Stonebridge, P.A., C. M. Brophy. 1991. Spiral flow in arteries? The Lancet 338:1360-61.

In English : http://aetherforce.com/the-heart-is-not-a-pump-the-blood-moves-the-heart-not-vice-versa/

Il Sangue non circola

Moto Browniano :

Impulsi Ritmici :

Articolo su ScienceAlert link : http://www.sciencealert.com/news/20141108-26002.html

Tratto dalla Seconda Conferenza di Alberto Tavanti:

Link : http://it.scribd.com/doc/147562110/Conferenze-Di-Alberto-Tavanti-Su-Ighina-Completo

(…) Il cuore non è una pompa semplicemente perché il sangue come liquido non circola. Se il sangue circolasse veramente in tutte quelle decine di chilometri di .vene e capillari, sarebbe necessaria una pompa muscolare di grandissime dimensioni che consumerebbe un’enorme quantità di energia per mantenere una pressione adeguata capace di vincere tutte le resistenze e gli attriti di percorsi tanto sottili, tortuosi e lunghi. Se parlate con un cardiologo che ama la Verità, vi confesserà che per la scienza medica è un vero mistero capire come possa un muscolo della grossezza di un pugno, pompare il sangue nella rete vascolare instancabilmente settanta novanta volte al minuto per l’intero arco della vita umana e cioè anche per cento anni e più. Se il cuore fosse una pompa bisognerebbe gridare di continuo al miracolo, perché non c’è modo di trovare nessuna spiegazione veramente scientifica al suo funzionamento. A questo punto voi direte: “Se il sangue non circola, come fa ad ossigenarsi nei polmoni, a filtrarsi nei reni, a rigenerarsi nel fegato, ecc?” Cercherò di spiegarlo, ma per prima cosa è necessario stabilire come base un concetto fondamentale e cioè che un organismo vivente è Unitario. Cosa vuol dire Unitario? Che tutte le parti che lo compongono agiscono per un obiettivo comune che è il mantenimento e l’accrescimento della vita. Anche l’apparato vascolare è a sua volta unitario nel suo complesso volto al servizio dell’organismo e il sangue al suo interno è Omogeneo. Cosa vuoi dire Omogeneo? Che la sua composizione di base è sostanzialmente identica sia nel cuore, nelle arterie, nelle vene che nel più piccolo dei capillari. Essendo il sangue per sua natura omogeneo, tende con costanza, direi quasi con volontà costante, a mantenere le caratteristiche fondamentali della sua omogeneità, cioè ad avere nel suo interno una equa distribuzione di tutti quegli elementi che sono indispensabili alla vita delle cellule che compongono l’organismo, cioè ossigeno, sostanze nutrienti, agenti di protezione, ecc.. Quando il sangue presente nei polmoni viene. ossigenato dal ritmo respiratorio, subito l’ossigeno prelevato viene distribuito a tutto il sangue non tramite il movimento circolatorio, ma per mezzo della trasmissione diffusiva che non essendo meccanica, né tanto meno idraulica, ma essenzialmente ritmico magnetica, è assai più rapida e precisa.
Mi chiederete: “Ma cos’è questa trasmissione ritmica che ha così tante qualità intelligenti?”. Non solo intelligenti ma anche di ordine morale. Infatti è sempre presente, attenta ai bisogni di tutte le cellule, giusta nel distribuire a ciascuna quanto necessario alla vita, pronta ad accogliere i rifiuti e a trasmetterli per osmosi là dove possono essere eliminati, sempre vigile , per difendere, curare ed equilibrare le sue protette. Avete ragione: il meccanismo della trasmissione ritmica che agisce non solo per Osmosi ma soprattutto per Induzione e Risonanza in tutto l’organismo vivente, dovrebbe essere preso come modello da tutte le amministrazioni comunali, regionali e statali che sono così inadeguate al confronto. Dunque cos’è questa benedetta trasmissione? Potrei cavarmela con una risposta semplice e comoda dicendovi che è qualcosa di simile ad una trasmissione televisiva in diretta.
Noi siamo comodamente seduti in poltrona ed accendendo il televisore vediamo e sentiamo cosa avviene su un campo di calcio giapponese in contemporanea. Possiamo ammirare il bel gioco, udire gli incitamenti degli spettatori e provare più o meno le stesse emozioni del pubblico presente nello stadio. Ma la trasmissione ritmica organico cellulare è qualcosa di meglio e di più di una irradiazione di onde elettromagnetiche. Infatti non perturba l’etere, né abbisogna di satelliti artificiali perché avviene essenzialmente per Corrispondenza pur esprimendosi come Diffusione.
Per esempio nel caso della ossigenazione, ogni globulo rosso trasmette a tutti gli altri l’ossigeno che riceve PERCHÉ SI IDENTIFICA IN TUTTI GLI ALTRI. Voi obietterete che cerco di spiegare il mistero della Trasmissione nell’ambito di un mezzo sostanzialmente statico come il sangue, con altri termini misteriosi quali la Corrispondenza e l’identificazione.
Beh, allora per rincarare la dose vi parlerò di un altro concetto misterioso quale è appunto la Risonanza. Voi sapete che se fate vibrare la corda di una chitarra o di un pianoforte, se nell’ambiente vi è un altro strumento simile accordato con l’altro, ebbene, anche se distante diversi metri, la corda corrispondente di quest’ultimo vibra e risuona come se fosse stata veramente pizzicata o percossa. Si potrebbe quasi parlare di simpatia, di amore, di condivisione o meglio ancora di unità fra i due strumenti. Ma poi basta pensare alla Radio:
com’è possibile che una scintilla elettrica generata in Europa riesca a comandare l’accensione delle luci in una città dell’Australia? È quello che riuscì a fare Marconi nonostante che i notabili della Scienza del tempo affermassero che ciò non era assolutamente possibile. A posteriori di fronte all’evidenza, ripiegarono sull’esistenza di campi elettrici nelle zone superiori dell’atmosfera che avrebbero agito da specchi riflettendo le onde radio.
In realtà la spiegazione risiede nell’effetto della risonanza che ha un carattere universale. Avrete senz’altro sentito parlare di cosa succede fra gemelli e cioè come sovente sia lo stato d’animo che di salute di uno, si ripercuote anche a grande distanza sull’altro.
Bene, le cellule presenti nel nostro sangue sono tutte gemelle monozigotiche, per cui la totalità condivide ciò che avviene nel singolo individuo e viceversa. A dir la verità esiste una spiegazione più esauriente di come avvengono, Corrispondenza e Risonanza; ne ho scritto in modo dettagliato in un altro libro che verrà forse pubblicato tra qualche tempo. Credo di interpretare il vostro pensiero dicendo: “Ammesso e non concesso che il sangue non circoli, allora a cosa serve il cuore?” A cosa serve il cuore? Ma lui è il Regista, il Capo, il Sole, la Cellula Madre, il Direttore d’orchestra che dirige e guida tutta la Sinfonia della Vita coordinando i suoni prodotti o meglio riprodotti per risonanza dagli orchestrali, cioè le innumerevoli cellule che compongono la struttura di un organismo vivente.
In ogni cellula dell’organismo risuona ridotto in maniera proporzionale alle dimensioni e alla distanza, ciò che avviene nella grande Cellula Cuore di cui tutti gli altri organi sono duplicati specifici, che filtrano magneticamente suddividendola fra loro in modo diverso, l’energia che il Cuore distribuisce, perché a loro volta la distribuiscano alle varie cellule.
E’ chiaro che nel corso di una conferenza divulgativa non si può scendere troppo nei particolari e quindi mi fermo per darvi modo di “masticare” il cibo un po’ indigesto che vi ho propinato. So che avrete mille domande e obiezioni da farmi, ma al momento anticiperò la risposta solo a quelle più prevedibili. Nella chirurgia cardiaca si sono fatti dei progressi eccezionali in questi ultimi tempi.
By Pass, sostituzione di cuori ammalati con quelli prelevati a cadaveri sono interventi ormai all’ordine del giorno e sono tutti resi possibili grazie all’uso del cuore artificiale che è appunto una pompa e alla circolazione extracorporea. Non è forse questa la prova più evidente che anche il cuore di carne funziona in modo analogo?
Non è così e cercherò di spiegarvene i motivi. Tutto ciò che è interno ad un campo magnetico, inverte la sua polarità quando ne esce. Abituati come siamo ad associare il concetto di polarità con quello di elettricità, facciamo una grande fatica ad estenderne il significato alle funzioni, agli stati fisici, alle caratteristiche spaziali e temporali. Noi tutti vediamo il Sole muoversi nel cielo attorno alla Terra, ma gli scienziati ci dicono che è la Terra a ruotare su se stessa.
Un tempo si credeva alla prima ipotesi, oggi si crede alla seconda; poi è arrivato Ighina a dirci che sia la Terra che il Sole sono fermi e che si muove solo la luce all’interno del campo magnetico. Quale di queste tre ipotesi è quella vera? Tolomeo aveva supportato la sua cosmologia con un apparato geometrico e matematico di prim’ordine. Copernico era stato assai più scadente al confronto per giustificare la sua. Ighina poi non ha nemmeno tentato di fornire delle vere spiegazioni. razionali; lui SAPEVA che sia il Sole che la Terra sono fermi e chi non ci credeva peggio per lui. lo credo a ciò che Gigi mi ha insegnato e mi sforzo di trovare anche delle spiegazioni razionali per non costringere le persone a fare esclusivamente degli atti di fede in argomenti così controversi.
La Fede è indispensabile, ma se gli si può dare una mano anche con un po’ di logica, forse si facilitano le cose. A parte questo mio lavoro che non so quanto potrà essere utile, vorrei dirvi che ciò che conquista di più nelle rivelazioni di Ighina, è l’universalità dei suoi insegnamenti che si possono estendere. a tutti i campi, sia dell’esistenza che dello scibile umano. Per cui ciò che vale per il Cosmo, ha valore pure per un Pianeta e nell’ambito di un pianeta per un essere vivente, per una singola cellula, per un atomo. La scoperta fondamentale dell’identità delle Funzioni indipendentemente dalle dimensioni e dell’aspetto esteriore degli organismi in cui si esplicano, è forse una delle scoperte più rivoluzionarie di Ighina, che abbinata con la rivelazione che tutte le forze e le materie provengono da una sola Energia Fondamentale che riflettendosi in se stessa e moltiplicandosi ha creato l’Universo, lo qualificano di diritto come il più grande scienziato che sia mai apparso sulla superficie della terra.
Tornando al cuore artificiale il suo funzionamento esteriore sostituisce, anche se per breve tempo, quello del cuore interiore con una funzione inversa. Il movimento supplisce anche se in maniera non altrettanto perfetta, quelle trasmissioni ritmiche che si verificavano nella staticità complessiva dei sangue.
I due fenomeni e cioè movimento esteriore e trasmissione interiore, si integrano fra loro dal momento che ciascuno di essi agisce nell’ambito suo proprio nel rispetto dalla diversa funzionalità. Un’altra prevedibile obiezione è questa: quando si recide un’arteria, il sangue scorre fuori a fiotti seguendo gli impulsi del battito cardiaco; non dimostra questo che il sangue circola spinto dal cuore? A questo riguardo non bisogna far confusione. Se si rompe un tubo, sia che in esso il liquido stagni o circoli, ne consegue la fuoriuscita.
Il fatto, poi che il sangue sgorghi in sintonia col battito cardiaco si può spiegare anche col fatto che sangue e cuore sono un tutt’uno, cioè il cuore esercita dall’esterno sul sangue una funzione che il sangue esercita sul cuore dall’interno. Si tratta di un rapporto simile a quello che intercorre fra la corrente elettrica e il suo campo magnetico e cioè sono fra loro interdipendenti.
Infatti il cuore vive e funziona perché il sangue lo alimenta, così come il sangue mantiene in sè l’omogeneità perché il cuore gliene trasmette gli impulsi energetici. Ma da chi riceve il cuore gli impulsi magnetici che poi a sua volta dirama al sangue agli organi e a tutte le cellule?Dalla spina dorsale, cioè dal Ritmo Tensivo che intercorre fra il sesso ed il cervello tramite il midollo spinale.
Il Ritmo Spinale poi corrisponde con le debite proporzioni al Ritmo Tensivo perpendicolare Sole e Terra, mentre il Ritmo Cardiaco ne rivela, per così dire, i moti spiraliformi apparenti, ripeto “apparenti”, perché ciò che sembra muoversi nello Spazio SI TRASMETTE come cercherò di spiegare più avanti. Questo Ritmo nascosto nel midollo si trasmette per Induzione al cuore, che lo rivela in modo Trasversale nei suoi battiti contrattivi ed espansivi che si ripercuotono su tutte le cellule che compongono l’organismo.
A sua volta il Ritmo Cardiaco sostiene energeticamente le cellule coinvolte nel Ritmo Spinale permettendone così la continuità e il mantenimento. Il battito cardiaco è diffuso in tutto l’organismo perché le cellule battono per Corrispondenza, per Riflessione indotta, lo stesso ritmo del muscolo cardiaco. E allo stesso modo nella Rete Nervosa e cioè nei singoli nervi che pervadono l’organismo, si distribuisce la Sensibilità corporea di cui il Ritmo Spinale è il Promotore e il Regista. Ciò che è il Cuore per il sangue e le vene, lo è la Spina Dorsale per i nervi e la sensibilità; le singole cellule poi partecipano per Empatia alle influenze energetiche di entrambi. Ecco perché è possibile sentire la pulsazione del cuore in qualsiasi parte dei corpo; basta comprimere una qualsiasi parte di esso per sentire non solo con lo stetoscopio ma anche con le dita, quella che è la Pulsazione Vitale diffusa in tutto l’organismo vivente.
Io non sono un medico, perciò affronto i problemi della Fisiologia con poca competenza specifica ma appunto per ciò con grande libertà di spirito. Ora rileggendo quanto ho scritto, mi rendo conto che le mie affermazioni non sono sufficientemente spiegate. Per ciò riassumo aggiungendo ulteriori dettagli. Dunque, in un organismo vivente vi sono Tre Ritmi Fondamentali, quello Cardiaco, quello Spinale e quello Respiratorio che sono interdipendenti fra loro.
II Ritmo Respiratorio porta all’interno dell’Organismo l’Ossigeno che altro non è che l’aspetto Atomico e quindi materiale, dell’Energia Solare presente nell’aria. Il Ritmo cardiaco assorbe dall’intestino l’Energia Terrestre prelevata dalla digestione alimentare e infine il Ritmo spinale che mettendo in comunicazione diretta tra loro sia l’Energia Solare presente nel Cervello, sia quella Terrestre accumulata nei Sesso, ne determina lo Scontro Tensivo che si esprime nel cuore per Induzione tramite successive contrazioni e dilatazioni dello stesso, che si irradiano per Diffusione Ematica, a tutte le cellule dell’organismo.
Ora è importante chiarire sia cos’è l’Ossigenazione del sangue venoso nei polmoni, sia in cosa consiste l’Apporto Nutrizionale che trasforma il sangue arterioso in venoso soprattutto nell’intestino oltre che in altri organi che si trovano all’interno del tronco. Si dirà che anche nel cervello il sangue arterioso si trasforma in venoso e questo, anche se può sembrare inverosimile, dipende dalla “Alimentazione Sensoriale”. Infatti all’interno dell’organismo non entrano solo il cibo e l’aria, ma anche le Percezioni che sono l’alimento dell’apparato digestivo cerebrale. Attraverso la lingua, il naso, gli occhi, gli orecchi, l’epidermide, la mente “mangia” sapori, odori, visioni, suoni, percezioni tattili che “digerisce” come esperienze nel cervello, per alimentare il Corpo Denso della Memoria di cui le emozioni e i sentimenti sono l’Anima e le intuizioni lo Spirito. Si potrebbe anche dire, sotto un altro punto di vista, che la Memoria Atavica sia lo Scheletro, quella individuale la Carne e il Grasso, le Emozioni e i Sentimenti il Sangue, le Intuizioni i Nervi, di quel Ritmico Organo Vivente che risiede nella testa sotto forma di Cervello pervaso dalla Mente. Dunque, come si ossigena il sangue nei polmoni? Non è che i Globuli rossi catturino l’ossigeno come tale comportandosi come quei carrelli che nelle miniere trasportano il carbone. Infatti i Globuli rossi trasformano, tramite la loro membrana cellulare, l’Ossigeno in Energia Solare che come tale viene ricevuta dall’emoglobina presente in essi. Ecco perché l’Energia Solare si trasmette a tutto il circuito arterioso per Corrispondenza e non per circolazione. La stessa cosa avviene nell’intestino dove le sostanze nutritive, grazie anche alla collaborazione dello stomaco, del fegato e del pancreas che contribuiscono alla dissoluzione molecolare del cibo, vengono trasformate dalle membrane cellulari dei villi intestinali in Energia Terrestre, ed è in tale forma che essa giunge nel sangue arterioso intestinale trasformandolo in venoso, da dove viene trasmessa per Corrispondenza diffusiva, a tutto il circuito venoso.
Ora io vi scandalizzerò ulteriormente dicendovi che la Contrapposizione fra il Sistema venoso e quello arterioso, uno carico soprattutto di Energia Terrestre, l’altro di Energia Solare, avviene nel Cuore e di riflesso in tutti gli organi e in tutte le cellule, producendo “Scintille” invisibili di Vitalità energetica che poi si trasformano, là dove è necessario e cioè all’interno delle cellule, in Particelle visibili materiali che sono i “mattoni” che servono all’alimentazione, alla riparazione e alla riproduzione cellulare. Non è pensabile che quello che di materiale viene prelevato dall’ambiente esterno, possa essere utilizzato come tale all’interno di un organismo vivente e questo per due buoni motivi. Primo: perché i glucidi, i lipidi, i protidi, le vitamine, ecc. hanno una struttura biologica e quindi un D.N.A. completamente diverso da quello tipico dell’organismo che se ne nutre. Secondo: perché è una elementare Legge di Natura che tutto ciò che entra di materiale all’interno di un Campo Magnetico vivente venga smaterializzato e quando ciò non sia possibile, venga vomitato o comunque espulso. Dovrei parlare e scrivere per ore per spiegare più dettagliatamente queste affermazioni, ma sinceramente non mi sembra il caso. Il mio compito specifico è quello di trasformare in concetti comprensibili le Rivelazioni d’origine Spirituale portate nel mondo da Ighina, che aprono una strada nuova per chi vuole comprendere la Verità nascosta dietro il velo delle apparenze. L’approfondimento di queste conoscenze è un compito che viene affidato alle nuove generazioni di ricercatori che hanno abbastanza coraggio per scegliere liberamente fra una visione materialista del mondo che sta precipitando sempre più l’umanità nel baratro della disgregazione e quella spirituale che è la sola capace non solo di preservare e migliorare la vita, ma anche di conoscerla pienamente. Ma torniamo al sangue la cui staticità complessiva sarà la pietra di scandalo su cui inciamperanno molti fra quelli qui presenti e colgo l’occasione per rispondere in anticipo ad un’altra possibile obiezione, facendo notare che l’apparente moto ascendente e discendente dei sangue, corrisponde al Ritmo di scambio di Calore e Luce fra la Terra e il Sole. Così come il Calore Tenebroso della Terra si ritrasforma in Luce nel Sole, così il Sangue venoso scontrandosi energeticamente col Sangue arterioso nel Cuore, genera delle Scintille di Luce che si irradiano a tutto l’organismo. Questo avviene grazie al Setto che divide il Cuore a metà, che impedisce il contatto materiale fra i due tipi di sangue, ma appunto perciò ne favorisce le interferenze energetiche e spirituali.
Il cuore si comporta come uno Scambiatore di Calore: trasmette le qualità non solo termiche di un liquido ad un altro invertendone la polarità, trasformando in Luce il Calore delle Calorie senza che essi entrino a diretto contatto fra loro. Ma, negli scambiatori Termici utilizzati in campo idraulico, i due liquidi, quello caldo e quello freddo, si muovono; allora come faccio io a sostenere che il sangue è sostanzialmente fermo? Vi risponderò con un esempio tratto dalla Natura e vi chiedo a mia volta: “Voi pensate che l’acqua dei mare si muova?” “Certo – voi mi risponderete – basta osservare le onde” Le onde: questa è appunto la parola che mi permette di rispondere alle vostre obiezioni. Le onde sia nel Mare di acqua che nell’Oceano Eterico dello Spazio, si trasmettono l’un l’altra il movimento ma per se stesse, come Molecole d’acqua o Cellule eteriche, rimangono quasi praticamente immobili. Ogni molecola d’acqua di mare al pari di ogni cellula eterica che compone lo spazio, trasmette a quelle adiacenti un impulso che a sua volta ha ricevuto da altre. La somma dei singoli impulsi trasmessi si accumula dando origine ad onde anche gigantesche, all’interno e al di sotto delle quali le molecole; d’acqua rimangono immobili subito dopo aver trasmesso a zone successive di mare l’energia ricevuta. Quando la trasmissione energetica arriva alla sponda, si infrange con violenza dando inizio nel contempo a degli impulsi riflessi. di senso contrario, che tornano indietro come risacca.
Tutto ciò è analogo a quanto avviene nel cuore che si espande e si contrae come un’onda nel mare di sangue, diffondendo all’intorno gli impulsi energetici che sono il Calore venoso e la Luce arteriosa che si combinano fra loro materializzandosi nella forma più adatta alle necessità delle cellule, in tutte le parti dell’organismo dove risuona, dove si ripercuote il medesimo ritmo che si realizza nel cuore. Ma voglio affrontare questo argomento anche da un altro punto di vista. Vedete, nel linguaggio comune è nascosta una Sapienza Divina che si rivela non solo nell’etimologia dei termini e nella struttura delle frasi, ma anche nel suono stesso delle parole. Ascoltate la parola “Circolazione” e confrontatela con quest’altra “Diffusione”, non sentite anche voi come il suono della prima è più duro, denso, materiale, mentre quello della seconda è più dolce , leggero, eterico? Infatti la Circolazione è un moto determinato e differenziato che si svolge SOPRA ad una omogeneità spaziale quale ad esempio una strada, una ferrovia o anche l’acqua, l’aria, mentre la Diffusione è una Trasmissione che si effettua soprattutto DENTRO un mezzo omogeneo. II più grave errore di noi uomini suggestionati dalle illusorie percezioni esteriori, è quello di voler applicare all’interiorità ciò che ha una validità relativa solo nell’Esteriorità e questo perché non riusciamo, non vogliamo capire che fra DENTRO e FUORI vi è una corrispondenza inversa non solo di Polarità ma anche di Funzionalità. Ma non. voglio insistere oltre anche perché non credo proprio di avervi convinto. Tuttavia prima di arrendermi passo al contrattacco chiedendovi: “Esistono alberi giganteschi che arrivano e superano i cento metri di altezza. Come fa la linfa a salire e scendere dalle radici al più alto dei rami e viceversa? Gli alberi non hanno un cuore-pompa, né si rivela in essi alcun segnale esteriore di circolazione; allora, come si spiega la loro continua crescita? Ancora: si dice che negli organismi animali la linfa circoli, eppure è evidente che non esiste un “cuore linfatico” che la faccia muovere. Come si spiega?” Paradossalmente potrei dare io stesso una risposta a queste domande tirando in ballo il cosiddetto “Moto Browniano”. C
irca 37 anni fa quando non ero ancora convinto che Gigi avesse ragione circa l’immobilità della Terra, avevo scritto una breve relazione in cui cercavo di trovare una mediazione fra la sua cosmologia e quella della Scienza ufficiale. In essa sostituivo alla rotazione della Terra sul suo asse, un moto spiraliforme nello spazio conseguente al Ritmo magnetico di scambio energetico fra Sole e Terra, per cui la Terra trasformava in un moto Ciclico Parabolico il ritmico impulso attrattivo e repulsivo operato dal Sole. Tale moto eliminava di fatto l’esistenza necessaria di una Forza Centrifuga conseguente alla rotazione sul proprio asse, che all’equatore non poteva essere neutralizzata da una Forza di Gravità equamente distribuita in relazione alla massa. Per ciò che riguardava la circolazione del sangue che non poteva essere spiegata razionalmente dal funzionamento di un cuore-pompa, avevo ipotizzato che essa fosse una conseguenza dei Moto Browniano, cioè di quel moto vorticoso ed incessante che anima le particelle colloidali sospese in un liquido. Di questo Moto Browniano non c’era e non c’è tuttora alcuna spiegazione scientifica veramente valida.
Lo stesso Einstein con poca convinzione, aveva cercato di attribuirlo agli urti accidentali di tali particelle con le molecole del mezzo liquido in cui erano in sospensione, ma si trattava di una ipotesi veramente troppo aleatoria e indimostrabile. Ora dal momento che sia il sangue che la linfa animale e vegetale sono colloidi, io avevo supposto che fosse il Ritmo Magnetico presente negli organismi ad indurre il Moto Browniano nelle cellule che compongono il sangue e che tale Moto Ciclico, simile a quello della Terra nello Spazio, si tramutasse in un moto unidirezionale circolatorio prima ascendente poi discendente grazie alla elasticità dei vasi sanguigni, alla presenza delle valvole semilunari e del cuore che io non consideravo una pompa, ma una semplice e importante valvola di scambio. Quindi allora sostenevo che NON ERA IL CUORE A FAR CIRCOLARE IL SANGUE, MA BENSÌ LA CIRCOLAZIONE DEL SANGUE A FAR PULSARE IL CUORE.
Forse se sostenessi ancor oggi questa teoria, ci sarebbero senz’altro più probabilità che venisse accettata in confronto con quella ché vi io proposto in precedenza. Ma io DEVO SOSTENERE FERMAMENTE CIO’ CHE HO AFFERMATO PERCHÉ VI SIA PERFETTA ARMONIA FRA LE SINGOLE PARTI E IL TUTTO. Non posso fare eccezioni che sarebbero come Travi difettose nell’esposizione costruttiva dell’edificio della Creazione. Le Verità portate sulla Terra da Ighina, si contrappongono nettamente alle illusioni sostenute dalla Scienza ufficiale, perché lo Spirito che ha pur creato la Materia scontrandosi ed equilibrandosi con la propria Riflessione, si trova in una Dimensione inversa rispetto ad essa. Ora la Verità è Spirituale e può spiegare anche le illusioni provocate dall’Effetto Stroboscopico sulla Materia, mentre non è possibile fare il contrario se non eliminando lo Spirito che è il Fondamento della Vita.
Una concezione materialistica della Creazione che nega lo Spirito e la sua Verità, uccide la Vita e porta il mondo alla distruzione. Riassumendo, posso affermare che l’unico vero moto esistente nell’Universo è il Moto Ciclico o Convettivo che anima ogni Atomo, che ritmicamente assorbe ed emana l’Energia Ritmica che lo alimenta. Tale Moto Apparente (con entrambi i significati, di questo aggettivo), è la manifestazione esteriore alla periferia di un Atomo, di una Pulsazione, cioè di una espansione e di una contrazione alterne che avvengono nel suo Centro o Cuore come conseguenza esteriore di una immobile e invisibile Tensione interiore. Nell’Universo la Staticità è la Regola che racchiude in sé il Paradosso di una Vibrazione o Pulsazione ritmica interiore, in un certo senso Neutralizzata dall’Apparente Manifestazione di un Moto Ciclico esteriore. II Moto Spiraliforme apparente e quindi luminoso che caratterizza le manifestazioni cosmiche anche di enormi dimensioni, è in un certo senso la conseguenza del sommarsi di innumerevoli Moti ciclici eterici ed atomici che lo compongono e che si trasmettono l’un l’altro gli impulsi ritmici che li animano. Per cui dire che nell’Universo tutto si muove, è apparente, cioè visibile, ma Falso e Illusorio. Dire che nell’Universo tutto è statico, è Impercettibile ma Vero. Faccio ancora un tentativo per rendere più comprensibile questo difficile concetto. Osserviamo un corpo planetario che si muove apparentemente nello Spazio. Tale Moto è espressione della somma degli innumerevoli Moti Convettivi degli Atomi che compongono quel Corpo, che “materializzano” in tal modo la Pulsazione delle Cellule eteriche che di tali Atomi sono la Matrice. Questo che ora descrivo è un primo Ciclo di Manifestazione completo: UNA TENSIONE ENERGETICA ALL’INTERNO DI UNA CELLULA ETERICA CHE E’ LA PIÙ’ PICCOLA DELLE FORME CREATE, E’ DI PER SE’ STATICA, MA RIFLETTENDOSI IN SE STESSA, DETERMINA CIRCA AL CENTRO DELLA PROPRIA INTERIORE TENSIONE, UNA RITMICA PULSAZIONE CHE POI SI TRASFORMA ALTERNATIVAMENTE IN UNA CONTRAZIONE CHE ASSORBE CALORE ED IN UNA ESPANSIONE CHE IRRADIA LUCE. A QUESTO PUNTO SI PUÒ DIRE CHE LA CELLULA ETERICA SI E’ TRASFORMATA IN UN ATOMO CHE SOSTANZIALMENTE E’ COMPOSTO DA UN MOTO CONVETTIVO CHE ESCE DAL CENTRO DELLA CELLULA IN FORMA LUMINOSA, PER POI RITORNARVI IN. FORMA DI CALORE TENEBROSO DALLA PARTE OPPOSTA E IN SENSO INVERSO. QUESTO CICLO ORA DESCRITTO SI RIPETE IN MODO IDENTICO IN TUTTI I LIVELLI DI MANIFESTAZIONE DEL CREATO. IN UNA TENSIONE CHE FINCHE’ RIMANE TALE, NON ESISTE NE’ MOVIMENTO NE’ TEMPO, MA NELL’ISTANTE IN CUI DA ESSA SI MANIFESTA LA PULSAZIONE, IL TEMPO AL PARI DEL MOTO DI CUI È MISURA, NASCE DAL CENTRO CHE ERA “ETERNO ” FINCHE’ ERA BLOCCATO COME TENSIONE, E DIVENTA “TEMPO CHE PASSA” E QUINDI “PASSATO”. FIN CHE DURA IL MOTO ESPANSIVO DELLA PULSAZIONE, CHE POI Sl TRASFORMA IN “TEMPO CHE SI RIASSORBE” E QUINDI “FUTURO” FIN TANTO CHE DURA IL MOTO CONTRATTIVO. L’INSIEME DEI DUE MOTI CHE COSTITUISCE L’INTERA PULSAZIONE, FORMA “L’ATTIMO PRESENTE” CHE MANIFESTA UN ‘ ATOMO DI ETERNITÀ, CIOÈ LA RICOSTITUZIONE MOMENTANEA DELL’EQUILIBRIO NELLA TENSIONE CHE, FINCHE’ E’ TALE, E’ SPIRITUALE. ECCOCI ORA AL PUNTO CULMINANTE DI TUTTA QUESTA SPIEGAZIONE: TUTTO CIO’ CHE E’ TENSIVO, E’ IMMOBILE, SPIRITUALE, REALE ED ETERNO. TUTTO CIO’ CHE È’ MOTORIO, E’ MATERIALE, TEMPORALE, TRANSITORIO ED ILLUSORIO. L’INTERA CREAZIONE PARTECIPA AD ENTRAMBI QUESTI STATI CHE SONO FRA LORO CONTRADDITTORI, SVILUPPANDO PIAN PIANO. UNA CONOSCENZA DI ESPERIENZA CHE SI TRADUCE IN COSCIENZA, LA QUALE E’ UNO STATO DI EQUILIBRIO E QUINDI DI LIBERTÀ, CHIAMATO A SCEGLIERE FRA CIO’ CHE E’ VERO, REALE, MA INVISIBILE E CIO’ CHE E’ FALSO, ILLUSORIO MA PERCEPIBILE. LA VERITÀ’ STATICA MA INVISIBILE E LA MOBILITÀ’ ILLUSORIA MA APPARENTE, SONO I TERMINI CONTRAPPOSTI CON CUI OGNI UOMO DEVE CONFRONTARSI NEL CORSO DELLA SUA VITA PER OPERARE UNA SCELTA CHE DECIDERÀ’ DEL SUO DESTINO.
II Moto Ciclico o convettivo che si genera da un punto immobile per ritornarvi ed esservi assorbito, esprime assai bene la posizione dell’uomo nella natura, in quanto il suo lo,sede della sua coscienza di esistere, oscilla fra il sesso e la mente e l’Oscillazione è un Moto Ciclico. L’Energia Vitale dell’uomo nasce dal cuore e con un duplice moto, convettivo in se stesso ma trasmissivo nell’insieme e che si identifica in quelle che la Scienza medica chiama Grande e Piccola Circolazione del sangue, si filtra nel sesso e nel cervello dove si accumula con una preponderanza di Energia Calorica da una parte, compensata da una preponderanza di Energia Luminosa dall’altra.
Questa “Oscillazione Pendolare” dell’Io, è il corrispettivo a livello animico dell’apparente moto convettivo dei sangue. E qui qualcuno giustamente chiederà: “Ma insomma, spiegati! Questo Moto Convettivo è reale o apparente? Prima hai detto che il Moto Ciclico è l’unico vero moto esistente nell’universo, poi dici che è apparente.
Non riusciamo assolutamente a capire quello che vuoi dire”. Avete ragione di non capire perché la Verità è paradossale e si può cercare di comunicarla solo con dei paradossi incomprensibili per la ragione rinchiusa nella logica. Faccio un ultimo tentativo per spiegarmi. Se voi vi identificate nella carne e nella materia, allora la Verità per voi è che tutto si muove. Se vi identificate nello Spirito, allora la Realtà è che tutto è fermo. Ma poiché voi siete uomini nati dalla collaborazione dello Spirito con la Materia, la Verità è che esiste un Moto Ciclico universale nelle Cellule Eteriche che formano lo Spazio da cui nascono e muoiono di continuo gli Atomi, che parte dall’immobilità Spirituale Tensiva per poi ritornarvi dopo aver compiuto una breve Parabola “materiale”. Pertanto non si può definire con una parola univoca ciò che appare e scompare, ciò che si muove ma che è in sé fermo. Questo però non esime dall’operare una scelta di fondo che conduce o alla più profonda Immedesimazione nell’illusorietà della Materia destinata prima o poi alla Disintegrazione Radioattiva, o all’identificazione con lo Spirito destinata alla Fusione con Dio nell’Unità più perfetta.
E’ chiaro che io sono orientato spiritualmente e. cerco anche di favorire una vostra eventuale scelta in tale direzione. Nel frattempo vivo come tutti nello Spazio e nel tempo in cui agisce il Moto Convettivo particolare e generale, che però, causa l’Effetto Stroboscopio, non si percepisce com’è veramente ma solo come sembra, come appare. Io mi sforzo di fare da intermediario fra l’Oscillazione Umana e la Fissità Divina. Mi rendo conto perché lo so per esperienza, quanto è difficile accettare il rovesciamento di convinzioni che si ritengono certe anche se non si è mai provveduto a verificarne la validità. Vi capisco benissimo anche perché io ho impiegato quarant’anni prima di farmi completamente conquistare dagli insegnamenti di Gigi.
Negli ultimi anni della sua vita era una gioia per entrambi incontrarci e parlare delle nostre antiche discussioni. mentre scoprivamo quasi con sorpresa, di essere giunti ad. un tale grado di sintonia da poterci considerare uno l’eco dell’altro. Ed ora per portare a termine questo lungo discorso, affronterò il problema dei rapporti della Vita col tempo, però se siete stanchi, ditemelo e mi fermerò qui. Continuo? Va bene. Dunque, da un lato c’è la Nascita, il Passato, dall’altro c’è la Morte, il Futuro; fra i due estremi una serie ininterrotta di Attimi Presenti che manifestano il Ritmo, il Battito Vitale fra Nascita e Morte, fra Passato e Futuro. La vita Eterna è nascosta nell’Attimo, in ogni Attimo Presente. BISOGNA ENTRARE NELL’ATTIMO, VIVERE NELL’ATTIMO, CREDERE NELL’ATTIMO, AMARE L’ATTIMO, PER SCOPRIRE IN ESSO LA GIOIA, LA PRESENZA MANIFESTA DI DIO. Noi uomini non riusciamo a vivere l’Attimo Presente che è Gioia Creativa, Perfetto e Dinamico Equilibrio fra gli estremi. I nostri atti sono sempre squilibrati perché orientati verso il Passato, verso ciò che non esiste più, o verso il Futuro, verso ciò che non esiste ancora. In noi il Ritmo del Tempo Vitale Globale è squilibrato dal Ritmo particolare che intercorre fra la Mente e il Sesso, cioè da ciò che proviene dal Passato attraverso il Sesso e da ciò che proviene dal Futuro tramite la Mente. II nostro Ritmo individuale che si manifesta nel battito del cuore, non è in Armonia col Ritmo Sole e Terra che è il ritmo naturale e vitale dei nostro Pianeta, ed è questa sfasatura che trasforma l’Attimo Presente in Attimo Fuggente. Per questo noi non ci identifichiamo coi Centro del Cuore, ma in un punto più o meno lontano dell’anima esteriore ad esso. E pensare che se noi ci identificassimo nel Centro del Cuore e vivessimo pienamente ogni Attimo Presente, parteciperemmo alla Onnipotenza di Dio diventando CREATORI DI REALTA’ PERCHÉ CIO’ CHE CREDIAMO VERO NELL’ATTIMO PRESENTE, DIVENTA REALE. Gigi non era solo un dispensatore di Verità, ma anche un Creatore di Realtà. Spesso, specie all’inizio della nostra amicizia, quando mi accorgevo che buona parte delle sue comunicazioni in cui lui dava come certe ed esistenti delle cose che non avevano riscontro alcuno nella realtà contingente, mi veniva spontaneo pensare che si trattasse di fantasie o bugie. Questo perché non avevo ancora ben capito che egli partecipava non solo al mondo terrestre ma anche a quello celeste. Vivendo contemporaneamente su due diverse dimensioni una materiale e l’altra spirituale, che corrispondevano fra loro ma in maniera inversa, per cui ciò appariva vero nel livello superiore sembrava falso in quello inferiore, ciò che era interiore in alto appariva esteriore in basso, ciò che era già accaduto nell’Eternità doveva ancora verificarsi nel Tempo, Gigi era costretto suo malgrado a comportarsi in una maniera contraddittoria che non poteva venir compresa né tanto meno creduta da coloro che confidavano solo nelle esperienze sensoriali comuni. Povero Gigi, quanto ha sofferto! EGLI VEDEVA NEL FUTURO CHE NELLO SPIRITO ERA GIÀ PASSATO, MA CHE LUI SAPEVA DI POTER MODIFICARE AGENDO COSCIENTEMENTE NELL’ATTIMO PRESENTE, CON LA FEDE CERTA DI CHI SA CIO’ CHE VUOLE. ECCO PERCHÉ TUTTO CIO’ CHE LUI HA DETTO E’ VERO, E DIVENTERA’ ANCHE REALE NEL TEMPO E NELLO SPAZIO PER MEZZO DELLA DIVINA POTENZA CREATRICE. Vi faccio un esempio leggendovi sommariamente il comunicato n°3 datato 3 agosto 1971, in cui è scritto che i 333 Centri Internazionali Studi Magnetici sparsi in tutto il mondo, in stretta collaborazione, sono arrivati ad ottenere la ricostruzione nel vuoto dell’esatto Campo Magnetico Terrestre naturale, con la conoscenza di tutte le manifestazioni magnetiche che si producono nel nostro globo Terrestre e in tutti gli altri Sistemi Ritmici Solari. Poiché noi uomini viviamo in una dimensione temporale e motoria ben diversa dall’Immobile Divina ed Eterna Realtà, se allora avessimo cercato di trovare, magari utilizzando tutte le polizie del mondo, anche uno solo dei 333 Centri di cui si parla in questo avviso, non l’avremmo certamente trovato ed avremmo concluso la nostra inchiesta dicendo: “Sono le solite fantasie di megalomani che direbbero e farebbero qualunque cosa pur di farsi notare.” Invece tutto ciò che Gigi ha detto è vero ed esiste già da allora anche se solo potenzialmente, perché egli ha creato il Campo Magnetico o meglio la Forma Eterica invisibile ma reale dei 333 Centri che diventerà anche materiale e quindi visibile a suo tempo. Da parte mia vi posso dire che fra voi che siete qui presenti, vi sono alcune persone destinate a diventare i responsabili, i dirigenti di alcuni di questi 333 Centri precostruiti da Gigi che si realizzeranno in Italia. Sapete in che modo un’Idea che è sempre una verità nello Spirito, diventa anche una realtà sulla Terra? Quando s’incarna. E’ come il discorso sugli Angeli Custodi che in un certo senso sono le Idee Viventi di Dio, che aspettano con pazienza che gli essere umani con cui e a cui corrispondono, diventino abbastanza Puri e Duttili così da poter entrare e coincidere con la Forma Eterica, cioè con l’impronta del loro Angelo, trasformandosi così in veri Figli di Dio che, al pari di Gesù, possono vivere nell’Eternità Spirituale del Cielo e anche manifestarsi nella Temporale Materialità della terra. Questo spiega perché ancor oggi la stragrande maggioranza degli uomini non sono ancora come Dio li ha ideati e voluti, infatti sono stati creati liberi di scegliere se uniformarsi al Modello Angelico, cioè alla Luminosa Impronta Diretta ideata da Dio, o alla sua Immagine riflessa sui confini dell’Universo. La volontà espressa da Dio è Luce di verità che appare nelle Tenebre, ma le Tenebre non l’hanno accolta. Una verità manifestata e quindi delimitata, ha nel tempo un valore momentaneo corrispondente all’Attimo Presente in cui viene espressa o udita. Nel susseguirsi degli Attimi Presenti, tale Verità momentaneamente definita non è immutabile, altrimenti diventerebbe una Menzogna perché toglierebbe di fatto allo Spirito Divino, potenzialmente presente nell’uomo, la Libertà di manifestarsi in lui anche in maniera diversa. Solo l’identificazione dell’uomo con Dio che si manifesta sempre in maniera contraddittoria e paradossale, può permettergli di esprimere nel tempo la Verità con piena Libertà. Ne consegue qualcosa di Terribile per tutte le mentalità che sono schiave della Logica, che pretendono che una verità non cambi. Se una verità cambia, esse dicono, o era menzogna prima o lo è diventata dopo. ECCO LA SENTENZA DI MORTE DELLA LOGICA: TUTTO CIO’ CHE NON PUÒ MUTARE E’ FALSO E APPARENTE, SOLO CIO’ CHE CAMBIA O PUÒ CAMBIARE E’ VERO. TUTTO CIO’ CHE NEL TEMPO VIENE DEFINITO VERO E PER CIO’ REALE, IN REALTÀ CAMBIA DI CONTINUO E L’UOMO SCAMBIA PER VERITA’ LA MOMENTANEA IMMOBILITÀ DELLA REALTÀ APPARENTE. SOLO CIO’ CHE E’ LIBERO E’ VERO, ED E’ QUESTA LA VERITA’ CHE RENDE LIBERI. UN UOMO LIBERO É UN UOMO EQUILIBRATO PERCHÉ SOLO NELL’EQUILIBRIO DI DUE O PIÙ’ FORZE CONTRASTANTI C’E’ L’INDIPENDENZA CHE GARANTISCE LA LIBERTÀ. L’UOMO CHE SI FA DOMINARE DA UNA O PIÙ PASSIONI PRESENTI IN LUI, NE DIVENTA SCHIAVO. LE FORZE CONTRASTANTI PRESENTI NELL’UOMO SERVONO A DETERMINARE LA POTENZA CHE SI RIVELA NEL LORO EQUILIBRIO. LA POTENZA DELL’EQUILIBRIO DOMINA LE FORZE, LE COMANDA ED ESSE UBBIDISCONO, PERCHÉ NELLA POTENZA VI E’ L’AUTORITÀ CHE ESPRIME LA VOLONTÀ DI DIO. L’UOMO CONSEGUE LA LIBERA VOLONTÀ DELL’AUTORITÀ RESISTENDO ALLE FORZE E RINUNCIANDO A SEGUIRNE GLI IMPULSI. LA RINUNCIA AL RITMO ESTERIORE DELLE FORZE, ATTIVA IL RITMO INTERIORE DELLA POTENZA CHE COME TENSIONE DIVENUTA COSCIENZA, APPARE NEL MONDO E SCOMPARE NEL DIVINO, MENTRE LE FORZE SI TRASFORMANO OGNUNA NEL SUO ANTAGONISTA RIFLETTENDOSI NEL MONDO. LA POTENZA MANIFESTA LIBERAMENTE LE FORZE, MA SOLO CHI SI FA VIOLENZA , RESISTENDO ALLE FORZE PERVIENE ALLA POTENZA. NECESSARIAMENTE LA POTENZA GENERA COME FIGLI LE FORZE CHE NASCONO LIBERE DI FARSI RIASSORBIRE NEL CENTRO DELLA POTENZA CHE LE HA GENERATE, O DI RIFLETTERSI SUI CONFINI DELLA PROPRIA LIBERTÀ, PERCHÉ NON VI PUÒ ESSERE LIBERTÀ SE NON ENTRO I CONFINI CHE LA COSCIENTE VOLONTÀ DELLA POTENZA IMPONE A SE STESSA E DI CONSEGUENZA ALLE FORZE DA LEI GENERATE. IL RIASSORBIMENTO DELLE FORZE NEL CENTRO DOVE EQUILIBRIO ED AUTORITÀ SI IDENTIFICANO, NE AUMENTA LA COSCIENZA CHE POI SI ESPRIME COME AUMENTO DI POTENZA. NELLA CONSEGUENTE EMANAZIONE DI FORZE. GLI UOMINI SCAMBIANO LE FORZE PER POTENZA E SE NE FANNO SCHIAVI PER POTER CON ESSE RENDER SCHIAVI I LORO FRATELLI. LA LIBERA POTENZA DELL’AUTORITÀ LASCIA LIBERE LE FORZE DI DISUBBIDIRE ALLA SUA VOLONTÀ POICHÉ SA CHE LA DISUBBIDIENZA E’ UBBIDIENZA RITARDATA MA NON IMPEDITA. L’ATTESA PAZIENTE DELLA CONVERSIONE NON VERRA’ DELUSA. CON LA PAZIENZA L’UOMO NON SOLO CONVERTE IL PROSSIMO ALLA SALVEZZA NELL’UNITA’, MA CONQUISTA ANCHE IL PIENO DOMINIO DELLA SUA ANIMA RENDENDOLA LIBERA DA OGNI INDEBITA INFLUENZA.
State tranquilli, ho finito. Se non altro questa conferenza sarà servita ad esercitare la vostra pazienza nell’ascoltare fino in fondo una proposta culturale alternativa che sia che venga accettata o rifiutata, vi darà comunque modo di esercitare il vostro libero arbitrio.
Ho proprio finito. Grazie per l’ascolto.

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Giu 142013
 
l'essere umano come le piante

Sistema Circolatorio

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza)

Scriveva nel 1945 Edward Leedskalnin (il creatore di Coral Castle – Homestead – Florida USA) nel suo testo : “MINERAL, VEGETABLE AND ANIMAL LIFE” :

“Che cos’è la vita? La vita minerale tiene insieme le sostanze minerali. La vita vegetale tiene insieme la materia vegetale ed aumenta di volume. La vita animale mantiene la materia animale o carne e ne aumenta il volume dando movimento ai muscoli. La base della vita è il Nord e il Sud dei poli magnetici (come “Magneti Individuali” o mono-poli N.d.r.). I magneti sono indistruttibili.”

L’essere umano (non essendo un minerale) è come le piante.

Emoglobina e Clorofilla

Emoglobina e Clorofilla

Considerando l’articolo : “Scintille Gravitazionali (mono-Magnetiche)”

Anche nell’anatomia dell’essere umano , nel suo sistema respiratorio , e poi circolatorio c’è la ramificazione per la raccolta di queste energie vitali , la cui fonte principale è il nostro stomaco , dove avviene il disfacimento della materia a mezzo degli acidi (a terminare l’estrazione dal cibo ingerito delle sostanze nutritive ci penserà in seguito l’apparato digerente).

Infatti il nostro stomaco si può definire come una  “Reattore al plasma” , così come lo definisce anche M.T.Keshe nell’esperimento “Keshe Plasma Electric Generation”…

Prego considerare l’articolo : “Similitudini tra M.T.Keshe ed Edward Leedskalnin

L’energia viene “prodotta/liberata” dal nostro “reattore al plasma personale” ma non è il solo organo che provvede a strappare energia all’ambiente che ci circonda , così come descritto da Alberto Tavanti (Amico e collaboratore di Pier Luigi Ighina) nel testo : “Seconda Conferenza” e presente in calce a quest’articolo.

Anche il sistema bronchiale è dedicato a “strappare” dall’aria non solo l’ossigeno , ma anche l’energia vitale.

Sistema Bronchiale

L’aria che respiriamo è così piena di particelle (mono)  magnetiche che ogni nostro respiro è più che sufficiente per generare la carica abbiamo bisogno per alimentare il cuore. È facile come rendersi conto che l’aria si separa nella trachea attraverso bronchi e si verifica una separazione di carica, come il diaframma spinge costringendo i polmoni parte nei lobi inferiori, generando una differenza di potenziale tra i polmoni dove è posizionato il cuore. Lo stesso accadrà con le persone con un solo polmone, ma la separazione di carica non è così grande. Questo è il motivo per cui non è più in grado di funzionare per lunghi periodi o fare cose che richiedono un sacco di energia come i loro generatori di carica sono fondamentalmente funziona a metà della capacità.

Metodi per rallentare il battito cardiaco mediante respirazione : http://it.wikihow.com/Rallentare-il-tuo-Battito-Cardiaco

body001Ogni elemento esistente è saturo in questo fluido (mono) magnetico, e senza di essa non vi è alcun movimento, vibrazioni, calore o luce.

Nei nostri corpi scorrono le stesse Energie che muovono le Galassie! (citazione Domenico D.)

A differenza del mondo vegetale (ben piantato nella terra) che preleva il suo Ritmo impulso dal sistema “Sole-Terra” (Tramite la legge del Ritmo) , l’essere umano (che deve potersi muovere continuamente) è fornito di un generatore di ritmo personale : Il nostro Cuore , e spetterà infine ad esso , tramite il suo Ritmo impulso/battito , distribuire le cariche di energia (mono) Magnetica raccolte dall’intero organismo per l’intero organismo stesso (dalla punta dei capelli a quella delle unghie delle dita) per la crescita ed il sostentamento della vita non solo a livello energetico , ma creando istantaneamente tutta la Materia di cui il nostro corpo (di Materia) ha bisogno.

 
video link : https://www.youtube.com/watch?v=hIWova0DG48

Per questo motivo , per la vita ed il sostentamento della stessa è tragicamente importante l’aspetto energetico vitale dell’essere umano.

Da consultare il seguente articolo : https://www.fortunadrago.it/4739/il-primo-guerriero/

Aspetto completamente trascurato dalla Scienza medica moderna (che si e ci illude di porvi rimedio tramite integratori alimentari, sali minerali e vitamine).

Gambe di Bartosz Huzarski ciclista del Tour de France dopo aver percorso una pesante e ripida tratta di 145 km, nelle montagne dei Pirenei.
I vasi sono estremamente dilatati perchè le gambe richiedono una grande quantità di sangue dopo l’enorme sforzo; il fatto che il soggetto sia in piedi poi amplifica il fenomeno.

Architettura della fascia umana extracellulare

video link : https://www.youtube.com/watch?v=u-LtkwmWAkw

Prego considerare gli articoli : “La Scienza di Frontiera per la Salute
Tutto non è che bolle di sapone link : https://www.fortunadrago.it/5084/non-bolle-sapone/
In oltre si consiglia (per migliorare l’apporto energetico al proprio organismo) preferibilmente in camera da letto, dotarsi di E.R.I.M. (Acronimo di Emettitore Ritmo Impulsivo Magnetico) di Pier Luigi Ighina o in alternativa di tenere in casa composizioni di Cristalli e Conchiglie o Orgoniti.

Segue il documento contenente “Prima Conferenza, Seconda Conferenza e Terza Conferenza”  (di Alberto Tavanti) estratto dal libro “Pier Luigi Ighina Profeta Sconosciuto”.

Conferenze Di Alberto Tavanti Su Ighina Completo by D.Domenico

Quest’articolo è dedicato alla memoria di Gennaro di Carluccio (21 Anni) Portici (Napoli)