Esistenza

 

Etere si o Etere no?

Se cerchiamo su Wikipedia alla parola “Etere” (e chiaramente non Etere come anestetico) troviamo la seguente descrizione :

L’etere (in greco antico αθήρ , confluito in latino come aether) , sinonimo di quintessenza (dal latino medievale quinta essentia , a sua volta variazione del greco pémpton stoichêion, quinto elemento) , era un elemento che secondo Aristotele si andava a sommare agli altri quattro già noti : il fuoco , l’acqua , la terra , l’aria . Secondo gli alchimisti , l’etere sarebbe il composto principale della pietra filosofale .

La storia dell’etere inizia con Aristotele , secondo il quale era l’essenza del mondo celeste , diversa dalle quattro essenze (o elementi) di cui si riteneva composto il mondo terrestre : terra , aria , fuoco e acqua . Aristotele credeva che l’etere fosse eterno , immutabile , senza peso e trasparente . Proprio per l’eternità e l’immutabilità dell’etere , il cosmo era un luogo immutabile , in contrapposizione alla Terra , luogo di cambiamento .

Per gli antichi Etere era la parte più alta , pura e luminosa , dello spazio al di sopra dell’atmosfera . Nel secolo XIX , la scoperta delle onde elettromagnetiche , (Guglielmo Marconi) unita alla convinzione che la loro propagazione richiedesse il supporto di un mezzo materiale , aveva ripreso l’antica parola , che , più di altre , si avvicinava all’idea delle proprietà di cui quel mezzo doveva essere dotato . L’esperienza di Michelson-Morley ha dimostrato che una delle proprietà che l’etere avrebbe dovuto possedere secondo quella teoria , la sua assoluta immobilità , non era vera . Ha dimostrato più che altro la sua inutilità agli effetti della propagazione delle onde più che la sua inesistenza . Le onde elettromagnetiche non hanno bisogno di alcun mezzo materiale per propagarsi . Ad esse basta il vuoto e , quando si dice propagazione via etere , etere è sinonimo di vuoto . In questa espressione l’etere riprende il suo antico significato , ampliato dalle conoscenze scientifiche accumulate : è una parola che indica l’atmosfera , la sua parte più alta cui si è aggiunto ciò che ci è ancora più lontano : il vuoto cosmico .

Cronologicamente è seguita la teoria della relatività di Albert Einstein salutata con entusiasmo dal mondo accademico permettendo di consegnare all’oblio il concetto di Etere come sostanza “imponderabile” concetto evidentemente troppo ingombrante e faticoso .

C’è un però : Guglielmo Marconi ha scoperto le onde elettromagnetiche proprio perchè credeva nell’esistenza dell’Etere e nello scambio d’energie che si verifica tra il sole e la terra , gli scienziati e ricercatori vissuti nel XIX secolo (come Nikola Tesla a cui sarà attribuita dalla corte suprema degli Stati Uniti nel 1943 l’invenzione della radio) conoscevano l’etere come definizione ed esistenza !

La Scienza non dovrebbe mai vergognarsi di se stessa.

Tanto è vero che se andiamo a consultare una vecchia Enciclopedia , ad esempio la Pomba , dell’anno 1926 , addirittura sotto il lemma “Etere cosmico” si scrive : mezzo straordinario , tenue ed elastico che pervade tutto lo spazio e si rende veicolo delle azioni a distanza , le quali non si potrebbero altrimenti giustificare . La prima idea dell’etere cosmico fu lanciata da Cartesio ; sostenuta ed applicata nella teoria ondulatoria della luce da Huyghens , prese salde basi nel campo delle scienze fisiche per opera di Joung , Fresnel , Faraday , ecc. La densità dell’etere e
a sua elasticità variano penetrando nei corpi , qualunque sia il loro stato di aggregazione .

E similmente nell’Enciclopedia Motta , primi anni ’50 del secolo scorso , si scrive ancora : sostanza imponderabile e tenuissima che costituisce il mezzo di propagazione delle vibrazioni che caratterizzano i fenomeni luminosi e della quale dovrebbe essere pregno tutto l’Universo .

Ma oggi l’etere viene paragonato al vuoto cosmico , quindi la domanda non’è tanto se esista o no l’etere quanto : Esiste il vuoto cosmico o vuoto assoluto ?

Questa domanda se la pose Marco Todeschini (1899 – 1988) e conseguentemente porta ad un’ulteriore domanda : il movimento dei corpi si provoca con l’urto o premendoli con altri corpi , oppure applicando loro delle forze ?

Insomma quel’è la vera causa del moto della materia ?

La teoria del carrellino oscillante

Trasformazione di forze centrifughe rotanti in forze alternate rettilinee e viceversa .

Supponiamo di avere un carrellino su quattro ruote (come quello costruito di cui vi allego un paio di foto) sul quale sia montato un motore che faccia ruotare il suo asse centrale , disposto verticalmente , sul quale sia fissato un braccio all’estremità del quale sia fissata una massa .

Sappiamo tutti che una massa che ruota attorno ad un centro sviluppa una forza chiamata forza centrifuga . Tale forza tende ad allontanare la massa dal centro di rotazione secondo gli innumerevoli raggi che escono a stella dal centro di rotazione . Si intuisce facilmente che , se il carrellino non avesse le ruote , la spinta provocata dalla forza centrifuga otterrebbe l’effetto di far muovere il carrellino secondo un moto circolare . Ma , poichè le ruote impediscono la traslazione laterale del mezzo , ecco che l’effetto sarà quello di spostare il carrellino soltanto verso due direzioni e cioè avanti e indietro .

A questo punto ci si potrebbe chiedere a quali dimostrazioni porta questa esperienza . Esse sono almeno due . La prima ci porta a vedere come non non risulti corretto , come insegna la fisica , l’affermazione che un sistema non può spostarsi con forze generate al suo interno , e la seconda che se si siuscisse a a indirizzare tali foze soltanto in una ben precisa direzione otterremmo lo spostamento del mezzo nella direzione voluta sia essa avanti , indietro o verso l’alto .

Motore a forza propulsiva centrifuga

E’ un dispositivo che ha per scopo di trasformare la forza centrifuga rotante generata dalla rivoluzione di una massa attorno ad un centro , in forza propulsiva orientata costantemente in una ben determinata direzione e senso , ed atta perciò a trainare un veicolo , oppure a sollevarlo da terra , anche fuori dell’atmosfera che circonda il nostro globo .

La meccanica classica ci assicura che un sistema nel vuoto , non può spostarsi con forze generate nel suo interno . Si sposta invece in uno spazio pieno di fluido se il veicolo è munito di eliche le quali ruotando si avvitano e trovano presa reattiva in un mezzo fluido ambiente , come gli aeroplani e gli elicotteri nell’aria , e le navi nell’acqua . Poichè ho dimostrato che lo spazio in qualsiasi punto dell’universo non è mai vuoto , perchè si comporta come un fluido , così risulta che tale fluido , reagendo sulle masse rotanti dell’apparecchio le sottopone a forza centrifuga , la cui natura misteriosa risulta così svelata come reazione del mezzo fluido ambiente all’accelerazione centripeta di quelle masse , atta perciò a provocare lo spostamento di un veicolo rispetto a tale mezzo , in obbedienza alle leggi della meccanica classica . L’apparecchio è basato perciò sulla fluidodinamicità dello spazio , concezione che sta a fondamento di tutta la scienza cosmica unitaria da me ideata . (Marco Todeschini)

Dimostrazione effettuata da Mirco Gregori nel Primo Convegno Nazionale del Circolo di Psicobiofisica a Valsecca il 29 aprile 2012

 
Prof. Eric Roberts Laithwaite – Modificazione della forza di gravità tramite giroscopio
 

 
Prof. Eric Roberts Laithwaite – Propulsione non Newtoniana di un carrellino brevetto DE2341245A1
 

 

Ed ecco arrivare greci e  americani :

Con il loro “Meccanismo di propulsione antigravitazionale” chissà magari finalmente qualcuno si ricorderà di Marco Todeschini .

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