Rifrazione Sferica

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Feb 092017
 

Rifrazione (significato) : deviazione subita da un’onda che ha luogo quando questa passa da un mezzo ad un altro nel quale la sua velocità di propagazione cambia. La rifrazione della luce è l’esempio più comunemente osservato, ma ogni tipo di onda può essere rifratta, per esempio quando le onde sonore passano da un mezzo ad un altro o quando le onde dell’acqua si spostano a zone con diversa profondità.

Link originale : https://www.artofclaytaylor.com/single-post/2017/02/07/Spherical-Refraction—The-Relationship-Between-Light-and-the-Universal-Shape

Tratto dall’articolo di Clay Taylor

Rifrazione Sferica – Il rapporto magnetico tra luce e la forma universale

Una domanda principale che si pone nello studio della geometria e lo studio della luce riguarda il comportamento della luce sulla sfera.

La sfera è di per sé niente di meno che la forma universale e perfetta. E ‘in un certo senso la prima e l’ultima possibilità di grande miracolo della dimensione l’unico grande matrimonio di singolarità e l’infinito, l’unificazione della polarità e la causa prima delle 3 dimensioni di base dello spazio triangolare. È insieme un unico punto, una singola superficie ma un contenitore di infiniti punti. E ‘infinitamente divisibile, ha curvatura completa che esprime ogni angolo e sia la convessità e concavità è costruito in esso. Chiaramente, per descrivere le sue caratteristiche è quella di utilizzare parole che sembrano paradossali e contraddittorie …

È per mezzo della sfera che l’uomo e la sua scienza può arrivare a capire veramente la natura e, forse, la grande verità della causa. La totalità della matematica vera, geometria e fisica devono la loro fedeltà alla sua ragione. Allo stesso modo, è stato elogiato per tutto il tempo come la forma dei cieli e dello stesso Dio.

Quale sarebbe la sfera aiutare a rivelare per quanto riguarda la natura della luce? Ho lavorato per osservare da vicino e documentare le molte dinamiche sottili di questa domanda in molti modi.

L’immagine vista riflessa su di una bolla di sapone, per esempio era piuttosto un puzzle da capogiro. La superficie esterna della bolla riflette un’immagine e quindi è la superficie interna. Si può anche vedere la luce da oltre la bolla che ha reso con il tuo occhio senza riflessione. Poi vi è la distorsione sia quella luce e la luce riflessa da due emisferi però il gradiente completa di curvatura. Poi vi è la rifrazione della luce sui fenomeni di colore che vediamo in più nella bolla di sapone. Il risultato è un’immagine altamente complessa con numerose sottigliezze facilmente trascurate.

Considerando tutto questo? Non è facile mettere alcuni di questi concetti in un linguaggio, e tuttavia abbiamo tutti giocato con questa forma da quando eravamo bambini. Ma andiamo avanti con fiducia, esso diventa sempre più interessante lo prometto!

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

(n.d.r. Da consultare anche l’articolo : Tutto non è che bolle di sapone )

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=GKvT1lRWhE0

Naturalmente una sfera di cristallo (o sfera di vetro ottico) non è affatto una semplice impresa da comprendere. Le informazioni elettromagnetiche visive sta convergendo su di essa da tutte le direzioni, con alcuni comportamenti conseguenti, eppure affascinanti concernenti la luce.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

L’Inversione

Uno dei principali fenomeni di ottica sferica è il “flip”, l’inversione dell’immagine del mondo oltre la visuale. Tuttavia, questo fenomeno dipende interamente la vicinanza di oggetti in relazione alla sfera, così come il ricevitore riceve l’immagine (come l’occhio della telecamera.) L’immagine sarebbe in un determinato rapporto di distanza ingrandimento in una misura che sarebbe poi per capovolgere  ottenendo il corretto orientamento tramite un’inversione polare.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Ecco un esempio di inversione polare di un capovolgimento immagine da capovolta verso lato destro in alto. L’immagine di un occhio a distanze abbastanza lontano dalla sfera è a testa in giù, come il paesaggio è nell’immagine precedente. Quanto più la l’immagine dell’occhio fotocamera o arriva a sfera, tanto più amplificato l’occhio diventa, fino a quando l’immagine capovolge totalmente lato destro in alto. L’anello blu circonda l’occhio è in realtà lo stesso occhio capovolto ingrandito, prima del confine dell’ inversione polare. Questo è un esempio di un comportamento fondamentale di spazio- che di una condizione al contorno . Il mondo materiale è formato per mezzo di condizioni al contorno. Ogni atomo è fatto individuale e distinta da una condizione al contorno, mentre simultaneamente condivisione di una connessione con l’universo è una parte costitutiva. Qui la luce immateriale dimostra questa impresa misteriosa e fondamentale per mezzo della forma universale della sfera.

Questo effetto di prossimità stavo osservando sfidato alcune riflessioni fondamentali che ho avuto per quanto riguarda la luce in vicinanza. Si potrebbe naturalmente pensare che la luce che cade su una sfera, semplicemente cade su una sfera non diversamente indipendentemente da quanto vicino o quanto era in relazione alla sfera. Voglio dire, non vedete l’immagine del paesaggio capovolto dal lato destro all’interno di una porzione dell’immagine che si crea? Cosa c’è di diverso dalla luce che ha colpito la sfera da diversi piedi di distanza rispetto alla luce che ha colpito la sfera da 2 pollici di distanza? Forse la luce è più di particelle fotoniche o di onde che viaggiano attraverso lo spazio vuoto disconnesso? Forse vi è infatti un campo magnetico “eterico”, che definisce lo spazio in un modo che si comporta in conformità con le leggi armoniche immutabili che non abbiamo ancora imparato?

Era evidente vi è infatti una geometria definitiva che impone questo processo, ho dovuto trovare metodi per rivelare ciò che stava accadendo con i raggi di luce. Ho deciso di studiare la sfera come vorrei tramite un prisma. Usando solo la luce del sole, eliminando la prossimità della sorgente luminosa possa essere un fattore nella geometria prospettiva. Per esempio, una torcia elettrica, per la vicinanza magnificata ombre in un angolo e lanciare una prospettiva e mi darebbe misurazioni meno ideali degli effetti di lente e rifrazione generati dalla sfera. Il sole però è virtualmente a ciò che noi chiamiamo una distanza infinita. Nella geometria, a distanza infinita, oggetti tridimensionali appaiono bi-dimensionali. Le ombre proiettate da un oggetto da raggi di luce del sole sono perfettamente parallele. Così il sole fornirà una misura ideale e costante nei fenomeni risultanti.

Il primo metodo che ho provato era di creare vapore acqueo intorno alla sfera e fotografare il comportamento dei raggi solari. Questo metodo ha rivelato in modo spettacolare uno dei comportamenti chiave della lente sferica – il punto focale.

Rifrazione Sferica by Clay Taylor

Rifrazione Sferica by Clay Taylor

Il Punto focale

Qui vediamo tutto alla luce del sole che ha colpito l’emisfero adiacente, con particolare attenzione a un certo punto. Vediamo questa luce apparentemente curva a mezz’aria come un imbuto, con un raggio centrale incredibilmente luminoso che si ferma improvvisamente in un punto costante e determinante nello spazio. Come una lente di ingrandimento della forma ideale, questo fascio è estremamente concentrato e potente e ha bruciato molte cose che possiedo in procinto di ottenere la sua foto scattata. Sembra quasi innaturale, anche, come una “spada laser” direttamente da Star Wars. Perché il fascio di luce termina a mezz’aria in un punto così definitivo? Come si curva a mezz’aria esternamente alla sfera?

Utilizzando l’esempio dell’immagine della sfera con l’occhio, è all’interno della vicinanza di questa luce cono che il sole (se fosse un osservatore stesso) avrebbe essenzialmente vedere l’immagine dell’occhio come lato destro alto. Al di fuori di questo cono di luce, l’occhio sarebbe osservata dal sole come capovolta. Il confine di questo cono di luce è dove l’occhio si è ingrandita al cerchio che circonda l’immagine corretta all’interno di esso. Questa condizione al contorno è un caratteristica neutra una condizione di inversione polare interscambio / polare è un concetto fondamentale per capire quando si cerca di comprendere campi magnetici e teoria atomica. Come si può vedere documentata a immagine di questo imbuto luce, condizioni al contorno neutro (che sono stati dati molti nomi nel corso del tempo, come il campo dielettrico e molti altri) possono assumere diverse forme geometriche. Esso può essere un punto, una circonferenza, un aereo, un cono, un asse, un equatore e come rivelato in campi magnetici, una spirale di quiete bilanciare le correnti di polarità magnetica opposte nel campo magnetico universale sono un costituente. Questo elemento neutro è uno dei componenti di base tridimensionale di spazio-tempo e tutte le sue manifestazioni dell’energia.

Da consultare anche il sito di Jon DePew link : www.coralcastlecode.com

Sono stato in grado di effettuare una misurazione precisa di questa caratteristica della luce. Come previsto, ho trovato il punto focale di estendere ad una distanza pari alla metà del raggio della sfera. In teoria musicale, ciò rappresenterebbe l’ottava. Si potrebbe dire il punto focale della sfera mantiene sostanzialmente il tono fondamentale della luce solare geometricamente.

L’imbuto luce emerge da un cerchio uguale a 20 gradi di diametro di 360 gradi della circonferenza della sfera, che dividono la circonferenza esattamente 18 volte.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Ho citato sopra il concetto di punto di vista del sole nel descrivere ciò che stava avvenendo qui. Beh, sono stato anche in grado di catturare ciò che il sole vedrebbe dal suo “punto di vista”. Ho dovuto fotografare la sfera da molto lontano con una fotocamera abbastanza piccola da oscurare il sole per quanto più era possibile farlo.

La Vista dall’occhio degli Dei

Io chiamo questo, “Vista dall’occhio degli dei” La circonferenza esterna e il punto direttamente in mezzo sono assolutamente illuminati con i soli propri della luce riflessa. Questa vista dei soli forse di quello che Jon DePew chiama “la particella neutra della materia.” Mi ricorda l’antico simbolo egizio per il Sole, o Amon Ra. Vedremo questo fenomeno rivelato in dettaglio più avanti.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Sapevo che c’era molto di più da trovare. Mentre stavo studiando la teoria dei colori e la rifrazione della luce, al momento, ero intento a mappare gli effetti di rifrazione prodotti della sfera.

Da consultare l’articolo al seguente link : https://www.artofclaytaylor.com/single-post/2016/08/22/The-Magnetic-Spectrum-of-Inertial-Polarization

Da consultare l’articolo al seguente link : https://www.fortunadrago.it/2839/la-luce-il-buio-e-i-colori/

Il mio metodo per rivelare ulteriormente questi effetti è stato quello di dividere in qualche modo la sfera al suo piano centrale parallelo ai raggi del sole. Per fare questo, ho prodotto un grande, dritto e carta sottile e tagliare un foro in esso esattamente la dimensione della sfera. La vestibilità sfera in esso come un guanto. Inclinando il bordo della carta direttamente verso il sole per ridurre la sua ombra, per quanto possibile, sono stato in grado di rivelare tutti i fenomeni luminosi che si sono verificati sulla sua superficie piana senza limitare alla luce solare l’accesso alla sfera stessa.

Ecco alcune delle immagini che ho prodotto in questo processo:

Questo ha rivelato un mondo molto più elaborato nascosto della luce di quanto mi aspettassi, con una moltitudine di comportamenti leggeri specifici. E ‘veramente mi ha lasciato a bocca aperta per la parte migliore di una settimana … e non vorrei far finta che non ha ancora timore di lasciarmi!

Ancora una volta, il sole mi ha fornito comportamenti costanti e misure definitive. Queste caratteristiche erano presenti in qualsiasi momento i raggi elettromagnetici del sole di luce venivano indotte all’interno di questa sfera di vetro. E non fare errore su di esso, che è esattamente ciò che stiamo studiando qui- le geometrie di induzione elettromagnetica e rifrazione.

Anatomia della Rifrazione Sferica

Ho preso le misure dettagliate di tutti gli angoli e le posizioni e grandezza di queste molte caratteristiche ottiche e riprodotto il più esattamente possibile in questa immagine singola. È importante comprendere che tutti questi angoli e proporzioni verrebbero mantenuti indipendentemente dalle dimensioni della Sfera ed i rapporti dei fenomeni luminosi sono tutti scalate insieme con le dimensioni della sfera.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Quello che vediamo in questa immagine come linee angolate sono in realtà coni tipo-arcobaleno (come un dato di fatto, sono la fonte dei fenomeni arcobaleno.) Le singole rette sono i raggi. C’è una linea orizzontale che è un arcobaleno davvero affascinante che si estende come un disco piatto perfetto dal fronte della sfera. È possibile vedere i cilindri perfettamente paralleli che sono l’ombra della sfera e la luce riflessa ritornare verso il sole dalla circonferenza dell’emisfero lato sole. Un raggio centrale riflette come ben questo è il cerchio illuminato e punto di luce che abbiamo visto nel “Vista dall’occhio degli dei”.

Qui ci sono entrambi gli emisferi in maggior dettaglio, click to expand:

Chiaramente ci sono molte dinamiche disponibili per essere sezionato in dettaglio. Ho iniziato impostando i miei set sulle caratteristiche principali della rifrazione, con la speranza che rivelerebbero un principio guida.

Direttamente parallele ai raggi solari si estendono due fasci spettro spettacolari, uno riflette direttamente verso il sole dalla punta del fronte dell’emisfero sole e altro fascio esteso esattamente dalla parte opposta. Ancora una volta, queste travi avevano distanze definite, che termina in un punto come se dovessero dissolversi nel nulla. Mi aspettavo che avrei trovato il rapporto aureo Phi a dirigere questi comportamenti.

Phi e spettro magnetico

Ho preso le loro misure e analizzato proprio come ho fatto le lunghezze d’onda dei colori nel mio progetto rifrazione ho collegato in precedenza (ho trovato rapporti phi che determinano le lunghezze d’onda centrali di tutti i colori che hanno portato al processo di rifrazione.) Come è la dimensione della la sfera stessa che gestisce le scale di questi fasci, ho misurato il rapporto del 3 di loro insieme. L’ ampio raggio di punta lontano dal sole meno il diametro della sfera al diametro della sfera meno il raggio più piccolo che punta verso il sole mi ha dato il rapporto Phi!

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Questo è il modo che ho più volte usato per trovare phi quando si studia la luce e l’elettromagnetismo. Come si ottiene un rapporto di due valori tra 3 oggetti? Si potrebbe trovare nella differenza tra il 3. Inoltre, se qualcosa ha una grandezza di sorta, come un diametro nel caso di questa sfera, o una lunghezza d’onda o frequenza nel caso di luce e colore, la differenza tra grandezze possono prevedere un rapporto, dal momento che non hanno altrimenti a che fare con i punti adimensionali.

Questa scoperta fenomeni luce ulteriormente dimostrato a me premessa di Jon DePew in materia di energia (anche molto sfuggiva a da altri come Ed Leedskalnin e Walter Russell e innumerevoli antiche filosofie e gli insegnamenti tramandati nel tempo in maniera innumerevole.) Tutta l’energia è composto da 2 opposti correnti magnetiche e le particelle neutre di materia, e che il valore intrinseco finale tra queste 3 cose è Phi (che non dovrebbe essere limitata al singolo rapporto numerico prescritto ad esso, ma piuttosto come dividendo/rapporto equale di qualcosa.) vedere alcuni dei lavori di Jon al sito  : www.coralcastlecode.com

È come se il sole e la sfera si concordano perfettamente. Quale migliore analogia con una “particella neutra della materia” di una Sfera chiara e trasparente con l’energia della luce che la colpisce viene perfettamente divisa in due opposti raggi dello spettro magnetico in proporzione aurea alla sfera come particella neutra in sé?

Naturalmente, ho trovato phi manifestarsi nella geometria dei fenomeni luminosi anche in molti altri modi. Per esempio, il centro della sfera all’inizio del fascio spettro miniatura sporge appena sopra la sua superficie rispetto alla parte superiore della trave spettro estende oltre che uno:

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Questo mi porta a una caratteristica sorprendente di rifrazione sferica che vorrei concludere su per ora.

Come si può notare, queste travi spettro sono arricchiti da un cono di rifrazione e una colonna centrale di luce bianca. Un cono di luce arcobaleno emerge dalla superficie della sfera e converge verso un punto, da dove è sostanzialmente invertita là mentre si espande quindi oltre questo punto. Sì … un altro concetto difficile da trasmettere a parole.

Se avete tenuto un pezzo di carta perpendicolare al cono di luce, si vedrebbe che viene proiettato un arcobaleno circolare che farebbe diminuire in termini di dimensioni quanto più si è vicini al colore centrale della luce verde, da dove il cerchio sarebbe quindi espandere con le posizioni del colori all’interno l’arcobaleno invertito. Ad un punto, ogni colore ha il suo centro in questo processo che si manifesta radialmente nel fascio di luce colorata.

Ecco un video che ho preso di questo fenomeno esatto:
Video link : https://youtu.be/LpbOj05Ut-I

Un fatto notevole è che l’angolo che il cono di luce arcobaleno assume il lato che riflette indietro verso il sole è molto antica e celebrata una, molto legata a innumerevoli costanti matematiche. L’angolo che porta al centro di questo fascio spettro nella posizione di luce verde (posizione centrale dello spettro di luce visibile) è pari a 51,84 gradi dal piano centrale perpendicolare della sfera.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

rullo di tamburi … questo è l’angolo di inclinazione della Grande Piramide di Giza!

 Inoltre, se fossi di includere il design della piramide, la superficie della sfera sarebbe uguale altezza al piano della “Camera del Re”. Questo fascio spettro più piccolo avrebbe cominciato a lo stesso livello ed estendere alla parte superiore del soffitto della “Grande Galleria”. La camera della regina andrebbe a toccare il disco arcobaleno in rifrazione orizzontale e molto altro ancora.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

La realtà di questa antica struttura stupefacente è sempre di gran lunga più strana della fantascienza stessa …

Beh, ho bisogno di fermarsi da qualche parte. Spero vi sia piaciuto questo incursione nel mondo segreto della luce e guadagnato un po ‘di apprezzamento per la forma sferica universale della natura!

Vi lascio con la mia poesia dal titolo, “The Riddle of the Sphere” (l’indovinello della sfera)

My outside faces in, my inside faces out, but only when you try for once to finally figure me out.

I am the perfect shape, within and without my equal mates, those who think me flat haven’t turned me all about.

I was the center of the universe, yet I orbit my own sun.

Those who think we three are different, would be surprised that we are one.

Traduzione :

Nei miei volti esterni, il mio intimo si affaccia, ma solo quando si tenta per una volta di capirmi finalmente figuro fuori.

Sono la forma perfetta, dentro e fuori i miei uguali compagni, quelli che pensano di me piatto non sono ancora rivolti a me.

Io ero il centro dell’universo, ma in orbita nel mio sole.

Coloro che pensano che noi tre siamo diversi, rimarranno sorpresi che siamo uno.

Tratto dal link originale : https://www.artofclaytaylor.com/single-post/2017/02/07/Spherical-Refraction—The-Relationship-Between-Light-and-the-Universal-Shape

(c) Clay Taylor 2017

Tradotto con google, traduzione rivisitata.

Tracce di tempeste solari negli anelli degli alberi

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Ago 182016
 

Una nuova scienza, Astrocronologia, potrebbe finalmente fissare date precise per gli eventi principali della preistoria utilizzando le tracce di violente tempeste solari conservati dagli alberi

Tratto dal link origine : https://www.theguardian.com/science/2016/aug/17/traces-of-sun-storms-locked-in-tree-rings-could-confirm-ancient-historical-dates-astrochronology

Gli archeologi ritengono di aver identificato un nuovo metodo di risalire a date precise per grandi eventi della preistoria. Rare e spettacolari tempeste sul sole sembrano aver lasciato il segno nei boschi e nei campi di tutto il pianeta nel corso degli ultimi 5.000 anni.

Michael W. Dee, del laboratorio di ricerca dell’Università di Oxford per l’archeologia e la storia dell’arte, pensa che le prove di tali tempeste solari potrebbe aiutare a risalire ad anni precisi per alcuni delle grandi incertezze nella storia: la costruzione della Grande Piramide d’Egitto di Giza, il crollo dell’antico civiltà Maya in America centrale, e forse anche l’arrivo dei Vichinghi nelle Americhe.

Anelli degli Alberi

Anelli degli Alberi

Ogni albero mantiene il proprio almanacco in forma di anelli di crescita annuale. Per decenni i cronologisti hanno utilizzato la prova degli anelli degli alberi e datazione al radiocarbonio per costruire un calendario di eventi che confermano i resoconti storici, anche quelli antecedenti le prime cronache scritte.

La datazione al carbonio funziona confrontando il rapporto tra due isotopi l’elemento carbonio, C-14 e C-12, presente in vecchi campioni di materiale organico. A causa del continuo bombardamento da raggi cosmici, rapporti di C-14 nell’atmosfera superiore sono più o meno costante, e poiché radioisotopi decadimento con il tempo, ad un tasso prevedibile, il rapporto di C-14 per la forma stabile C-12 è un guida per l’età di ogni legname da un tetto di una cattedrale o un luogo di sepoltura dell’età della pietra, per esempio.

La tecnica è impreciso, con un margine di errore di 50-100 anni, e anche costoso. Tuttavia, la scoperta di livelli insolitamente elevati di C-14 – fino a 20 volte il livello normale – stabilita durante le tempeste solari particolarmente violente possono consentire agli scienziati di fatto una data molto più precisa. Ogni albero che cresce al momento di una tale tempesta solare, in qualsiasi parte del mondo, avrebbe conservato una traccia di esso.

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Nel 2012, lo scienziato giapponese Fusa Miyake ha identificato un notevole picco del livello di C-14 in una serie di anelli di crescita che è noto per la data del 775 A.D. Da allora, quello che il team di Oxford chiama un secondo evento Miyake – ovvero come una conseguenza di una scarica extraterrestre catastrofica di energia – è stato identificato per l’anno 994 A.D.

M.W.Dee e il suo co-autore Benjamin Pope propongono una nuova scienza, l’Astrocrolologia, per sfruttare come prova la tempesta solare, in un articolo sulla rivista Proceedings of the Royal Society A . La tecnica potrebbe molto precisa per identificare e collegare le cosiddette “cronologie galleggianti” dell’ antico Egitto, la civiltà Maya o all’età del bronzo alle date fissate nel calendario universale. Il sistema di numerazione giorno Maya si estende mille anni ed è ben stabilito – ma i ricercatori non sono stati finora in grado di collegare nessun caso, con qualsiasi data nel calendario gregoriano d’Europa.

In effetti, la data veramente identificabile prima nelle Americhe è ancora considerato come l’arrivo di Colombo nel 1492,” scrivono gli autori.

Se i controlli che sono stati precedentemente effettuati in anelli degli alberi, questi sono stati su base decennale – è il motivo per cui nessuno ha notato in un singolo anno le rare anomalie nel passato. Tali violente tempeste solari potrebbero anche essere state testimoniate: la Cronaca anglosassone registra un inquietante “crocifisso rosso” nel cielo nel 774 A.D. Un altra spettacolare tempesta solare nel 1859 ha portato ad aurore visibili nelle Hawaii e nei Caraibi.

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Gli scienziati propongono all’avanguardia tecniche matematiche per riesaminare tutti i dati esistenti ed identificare i suggerimenti di altri possibili picchi di tempesta solare.

“Quello di cui abbiamo bisogno è un record decennale per tornare indietro di 10.000 anni”, ha detto Dee. “Ci devono essere più di questi eventi e cercheremo di trovare dove possiamo cercare per loro. Non si può semplicemente misurare ogni singolo anello albero perché costerebbe decine di milioni di sterline, in quanto ogni anello albero deve essere misurato in triplice copia essenzialmente e ci sono un sacco di anni, tra oggi e il 5000 A.C. “.

Se i ricercatori riescono ad identificare un altro picco, si aspettano che esso sia duplicato nel tessuto vegetale in tutto il mondo da quell’anno: nelle canne che divennero papiro, in lino che è stata conservata come lino, nelle travi che puntellare antiche tombe . Picchi di anelli degli alberi del 775 A.D. sono stati trovati in Germania, Russia, Stati Uniti e Nuova Zelanda. L’Astrocronologia ha un potenziale di datazione di gran lunga più preciso di uno scriba umano.

“La chiave qui è che abbiamo cronologie lungamente collegate. Nel Antico Regno, abbiamo tutta la sequenza dei re, e l’ordine dei re è abbastanza ben stabilito. Abbiamo una ragionevole appiglio su quanto tempo erano al potere “, ha detto Dee.

“Se abbiamo trovato due o tre picchi nel terzo millennio A.C. non solo saremmo in grado di definire con precisione la sequenza dei 400-500 anno del Regno, ma saremmo messi in grado di verificare che gli anni tra i regni si sommano; non ci saranno anni mancanti, perché la data dell’anello di albero è assolutamente stabilita”.

Pioggia coronale link al video : https://ok.ru/video/86110898814

Tradotto con google, rivisitato manualmente.

Articoli da consultare :

Vita Vegetale : https://www.fortunadrago.it/5200/vita-vegetale-vegetable-life/
Esagono solare : https://www.fortunadrago.it/infinite-energy/esagono-solare/
Aspettando il super solar flare (brillamento) : https://www.fortunadrago.it/4407/aspettando-il-super-solar-flare-brillamento/

Vita Minerale – Mineral Life

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Giu 242016
 
Vita minerale

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza).

In quest’articolo tratteremo quelli che sono gli scritti di Edward Leedskalnin (il singolo creatore della struttura di Coral Castle in Homestead – Florida -U.S.A.).

Ed in particolare della sua pubblicazione : “Mineral, Vegetable and Animal Life” di cui ho pubblicato una traduzione consultabile al seguente link : https://www.scribd.com/doc/110746960/Edward-Leedskalnin-Mineral-Vegetable-and-Animal-Life-Eng-Ita

Una particolare attenzione merita il seguente scritto :

What is life? Mineral life is to hold the mineral matter together. Vegetable life is to hold the vegetable matter together and increases in volume. Animal life is to hold the animal matter or flesh together increase the volume and give motion to muscles. The base of life is the North and South pole magnets. The magnets are indestructible.

La cui traduzione in italiano è la seguente :

Che cos’è la vita? La vita minerale tiene insieme le sostanze minerali. La vita vegetale tiene insieme la materia vegetale ed aumenta di volume. La vita animale mantiene la materia animale o carne e ne aumenta il volume dando movimento ai muscoli. La base della vita è il Nord e il Sud dei poli magnetici (mono-poli magnetici N.d.r.).
I magneti sono indistruttibili.

se vogliamo analizzare a mente libera quel che vuol intendere Leedskalnin per quanto riguarda la vita minerale : in effetti che differenza c’è tra un pugno di sabbia ed un sasso ?

Sabbia e Sasso

Sabbia e Sasso

Noi siamo in grado di frantumare un sasso fino a farlo diventare sabbia, ma non possiamo fare il contrario, a meno che non ricorriamo ad un collante come malta o cemento.

Nel caso della natura questa è quella che Pier Luigi Ighina chiamava colla magnetica, Edward Leedskalnin scrive di Nord e il Sud dei poli magnetici individuali (mono-poli magnetici N.d.r.) ne parla come forze cosmiche che :

“Tengono unita questa Terra ed ogni cosa su di essa”

(citazione dallo scritto “Magnetic Current“).

Ed inoltre :

The sun is living in a destruction period and the earth in a construction period. In the sun only mineral life exist but on earth mineral, vegetable and animal life exist – Il sole sta vivendo in un periodo di distruzione e la terra in un periodo di costruzione. Sotto il sole solo la vita minerale esiste, ma sulla Terra, la vita minerale, vegetale e animale co-esistono.

Quindi se prendiamo un pianeta del sistema solare come ad esempio Marte o Venere, possiamo essere sicuri che su di esso si creeranno le formazioni (cluster) di cristalli (la vita minerale), ma solo sul nostro pianeta Terra abbiamo anche la vita vegetale ed animale che coesistono tra di loro.

Estratto da:
“Il problema di aumentare l’energia umana con riferimenti in particolare allo sfruttamento dell’energia del sole”
The Century Illustrated Magazine, giugno 1900
di Nikola Tesla

 

(…) In un cristallo abbiamo la prova evidente dell’esistenza di un principio di vita formativo e, anche se non riusciamo a capire la vita di un cristallo, è tuttavia un essere vivente.

 

La chiave in comune ai tre tipi di “Vita” Minerale, Vegetale ed Animale è dunque la crescita!


Struttura di crescita dei cristalli : http://www.faden.it/pagine_htm/013pagina_struttura.htm

La proiezione sul piano mostra l'andamento di un cristallo destro ; al centro è schematizzata la proiezione di una spirale esagonale a doppio passo formata dall'unione di sei spirali semplici di senso contrario .

La proiezione sul piano mostra l’andamento di un cristallo destro ; al centro è schematizzata la proiezione di una spirale esagonale a doppio passo formata dall’unione di sei spirali semplici di senso contrario .

Linee di crescita su un cristallo di quarzo

Linee di crescita su un cristallo di quarzo

Infatti il sole vive il suo periodo di distruzione (disfacimento) mentre tutti gli altri pianeti, inclusi la Terra vivono il loro periodo di costruzione (crescita). Nel caso del nostro pianeta, la crescita è stata misurata dal Dr. Konstantin Meyl in 19 centimetri all’anno.

Teoria sull’espansione della Terra : https://www.youtube.com/watch?v=7kL7qDeI05U

Figura 1: Modelli di Terra in espansione, dall'Archeano sino al futuro, che mostrano le antiche linee costiere (linee scure), le terre emerse ed i mari continentali poco profondi. Ogni immagine procede di 15 gradi di longitudine lungo la sequenza per mostrare un'ampia copertura dello sviluppo geografico durante gli enoni Precambriano e Fanerozoico.

Figura 1: Modelli di Terra in espansione, dall’Archeano sino al futuro, che mostrano le antiche linee costiere (linee scure), le terre emerse ed i mari continentali poco profondi. Ogni immagine procede di 15 gradi di longitudine lungo la sequenza per mostrare un’ampia copertura dello sviluppo geografico durante gli enoni Precambriano e Fanerozoico.

Per approfondimenti sulla teoria sull’espansione della Terra : http://www.mednat.org/misteri/espansione_terra.htm

Documentario sulla crescita dei cristalli : https://www.youtube.com/watch?v=Y3GwvN5W1dE

Dr. Masaru Emoto cristallizzazione dell’acqua con la musica : https://www.youtube.com/watch?v=JsMb8qpiVUw

Nel cinema troviamo il film : “The Monolith Monsters” (1957) “La meteora infernale” in cui una meteora caduta sulla Terra cresce a dismisura mediante l’acqua distruggendo tutto al suo passaggio : https://www.youtube.com/watch?v=iWB95GVoH5o

Galleria sulle formazioni di cristalli

 

 

Incredibile, c’è ghiaccio su Mercurio

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Giu 062016
 

Tratto dal link origine : http://www.focus.it/scienza/spazio/incredibile-ce-ghiaccio-su-mercurio

Mercurio è il primo pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole e il più piccolo come dimensioni. La sua superficie, riarsa da una radiazione…

Mercurio è il primo pianeta del Sistema Solare in ordine di distanza dal Sole e il più piccolo come dimensioni. La sua superficie, riarsa da una radiazione solare che è circa dieci volte più intensa di quella che raggiunge la Terra, è saturata da crateri da impatto e per questo il suo aspetto ricorda da vicino quello della Luna. Non essendo dotato di un’atmosfera, le sue temperature superficiali variano in maniera drastica tra il giorno e la notte. Nell’emisfero esposto al Sole si superano infatti i 400 °C, mentre nell’emisfero notte la temperatura raggiunge i -170 °C. Per questi motivi esistevano forti dubbi che su questo piccolo pianeta potesse essere presente del ghiaccio d’acqua. I primi sospetti si ebbero nei primi anni ’90, quando gli echi di segnali radar inviati da Terra e riflessi dalle regioni polari di Mercurio mostravano le caratteristiche di analoghi segnali riflessi da superfici ricoperte di ghiaccio. Adesso, grazie ai dati raccolti dalla sonda della NASA MESSENGER (MErcury Surface, Space ENvironment, GEochemistry, and Ranging) abbiamo avuto la conferma. Sul fondo dei crateri da impatto presenti al polo nord sono presenti dei cospicui depositi di ghiaccio d’acqua. Gran parte di questo è coperto da un sottile strato di materiale che lo protegge, ma in poche aree, laddove il Sole non riesce a far giungere la propria luce, parte del ghiaccio si mostra anche in superficie. La scoperta è basata sulle misurazioni di riflettività effettuate tramite l’altimetro laser e simulazioni computerizzate che spiegano il modo in cui il ghiaccio può persistere su un pianeta così prossimo al Sole. Le regioni polari del pianeta Mercurio restano infatti fredde poiché l’asse di rotazione di Mercurio è praticamente perpendicolare al piano della sua orbita, ragion per cui i raggi luminosi provenienti dal Sole in queste zone sono molto radenti e non possono raggiungere il fondo dei crateri da impatto.

In questa immagine, centrata sul polo nord di Mercurio, in rosso sono rappresentate le zone che appaiono in ombra in tutte le immagini riprese finora dalla sonda MESSENGER, mentre in giallo sono indicate le aree di alta riflettività rilevate dalle osservazioni radar effettuate nei primi anni ’90 e consistenti con la presenza di depositi di ghiaccio. Tutte quante coincidono con le regioni in ombra osservate da MESSENGER. (NASA/Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory/Carnegie Institution of Washington/National Astronomy and Ionosphere Center, Arecibo Observatory)

I nuovi studi hanno interessato in particolare il polo nord del pianeta e le aree circostanti. Quando è stata misurata la riflettività nel vicino infrarosso, tramite l’altimetro a bordo di MESSENGER, sono state trovate più di cento regioni scure che riflettevano meno della metà della luce mediamente riflessa dalla superficie mercuriana. Poche eccezionali aree brillanti sono invece presenti nei crateri da impatto Prokofiev e Kandinsky. Nessuno aveva notato queste regioni scure prima d’ora, quindi inizialmente si sono presentate come un mistero. Dal momento che lo scopo principale dell’altimetro è mappare la superficie del pianeta, si è subito notato che queste zone erano in ombra. Nel frattempo, le misurazioni delle concentrazioni di idrogeno ad opera dello spettrometro indicavano che i depositi brillanti erano costituiti da ghiaccio di acqua. Queste aree ricche di idrogeno giacciono sotto uno strato privo di idrogeno. I risultati di altimetro e spettrometro hanno senso, quindi, ipotizzando del ghiaccio d’acqua coperto da uno strato di altro materiale. Le regioni brillanti viste dall’altimetro indicherebbero invece la presenza di ghiaccio esposto in superficie. I modelli al computer hanno mostrato che le temperature medie in queste aree di Mercurio possono raggiungere i – 220 °C e consentire quindi la stabilità del ghiaccio anche in tempi molto lunghi: uno strato di materiale isolante è necessario per mantenere il ghiaccio nelle zone scure, ma in altre, dove la radiazione solare è praticamente assente, il ghiaccio può esistere anche in superficie. Il ghiaccio sembra essere relativamente recente, forse portato da comete o altri piccoli corpi di natura asteroidale, e dei composti organici potrebbero essere presenti nel materiale che ricopre il ghiaccio, ma per questo occorrono altre analisi. La quantità di ghiaccio esistente nella regione polare di Mercurio, secondo una stima preliminare, dovrebbe essere compresa tra 100 e 1.000 miliardi di tonnellate. In questo breve filmato una sequenza di immagini che mostrano le zone permanentemente in ombra della regione polare settentrionale di Mercurio nel corso di una rotazione completa del pianeta: https://www.youtube.com/watch?v=T3zAGK82kkU

Tratto dal link origine : http://www.focus.it/scienza/spazio/incredibile-ce-ghiaccio-su-mercurio

Conclusioni

La logica dovrebbe suggerire che data l’estrema vicinanza del pianeta Mercurio al sole, il ghiaccio non dovrebbe assolutamente esistere sulla superficie del pianeta, e neanche nelle sue profondità!

Invece il ghiaccio esiste sul pianeta, ed esiste sotto il sole.

Il passaggio del pianeta Mercurio sul disco solare del giorno 9/10 Maggio 2016 : https://www.youtube.com/watch?v=PhO6Ufw9h_s

Da consultare : https://www.fortunadrago.it/etere/yang-e-yin/

Impronte magnetiche

 Magnetismo, Sole  Commenti disabilitati su Impronte magnetiche
Apr 132016
 

Tratto da : http://www.focus.it/scienza/spazio/planck-rileva-le-impronte-magnetiche-della-via-lattea

L'impronta magnetica della Via Lattea (© ESA)

L’impronta magnetica della Via Lattea (© ESA)

Tra le forme che può assumere l’energia, la luce è quella che ci è forse più familiare. Eppure alcune delle sue proprietà rimangono pressoché inaccessibili alla nostra esperienza quotidiana. Una di queste è la polarizzazione: in essa gli astronomi sono in grado di rinvenire numerose informazioni su quanto è accaduto a un raggio di luce lungo il tragitto che lo ha condotto sino a noi.

Luce “polarizzata”

La luce può essere descritta come una serie di onde formate da campi elettrici e magnetici che oscillano lungo piani ortogonali l’uno nei confronti dell’altro e rispetto alla direzione di marcia. Questi campi, di norma, sono orientati indistintamente in tutte le direzioni. Se però le oscillazioni tendono a preferire un orientamento particolare, diciamo che la luce è “polarizzata”. È quanto accade, per esempio, con la luce riflessa da una superficie, come quella di uno specchio o del mare. Esistono anche particolari filtri – come quelli usati negli occhiali polarizzati – in grado d’assorbire la luce polarizzata, riducendo così l’abbaglio dovuto ai riflessi del sole.

Campi magnetici

Nello spazio, anche la luce emessa da stelle, gas e polvere può essere polarizzata, e in vari modi. Misurando la quantità di polarizzazione in essa presente, gli astronomi riescono a studiare i processi fisici che l’hanno causata. In particolare, la polarizzazione può essere la spia dell’esistenza di campi magnetici nel mezzo interstellare che la luce ha attraversato, e può aiutare a ricostruirne le proprietà.

La nostra galassia

La mappa rilasciata oggi è stata ottenuta utilizzando i rivelatori a bordo di Planck come se fossero l’equivalente astronomico di occhiali da sole polarizzati. Un’immagine inedita nella quale vortici, anse e archi ricalcano la topografia del campo magnetico nella nostra galassia, la Via Lattea.

Miscela di gas e polveri

Oltre a ospitare centinaia di miliardi di stelle, infatti, la nostra galassia contiene una miscela di gas e polveri, che è poi la materia prima necessaria a formare le stelle stesse. I minuscoli grani di polvere in essa presenti, pur avendo temperature bassissime, riescono comunque a emettere radiazione elettromagnetica, ma solo a frequenze inferiori a quelle della luce visibile – dagli infrarossi alle microonde. Nel caso in cui la conformazione dei singoli grani non sia sferica, si registrerà un’asimmetria nella radiazione da essi emessa: in particolare, sarà maggiore quella che oscilla parallelamente all’asse più lungo del grano. Di conseguenza, avremo luce polarizzata.

Nubi interstellari

Se l’orientamento dei singoli grani presenti in una nube di polvere fosse casuale, nel complesso la luce risultante non apparirebbe polarizzata. Ma nella maggior parte dei casi i grani di polvere cosmica, spinti da collisioni con fotoni e atomi in rapido movimento, ruotano su se stessi a velocità impressionante, decine di miliardi di volte al secondo. E poiché le nubi interstellari presenti nella Via Lattea sono solcate da campi magnetici, l’asse di rotazione dei grani di polvere tende ad allinearsi in modo perpendicolare alla direzione del campo magnetico che li avvolge. Nella luce emessa è così possibile riscontrare – e misurare – una componente in polarizzazione. Permettendo così agli astronomi di studiare la struttura del campo magnetico galattico e, in particolare, l’orientamento assunto dalle linee di campo proiettate sul piano celeste.

Struttura tridimensionale

Nella nuova immagine prodotta da Planck, le zone più scure corrispondono a quelle nelle quali l’emissione polarizzata è più intensa, mentre le striature indicano la direzione del campo magnetico proiettata sul piano celeste. Avendo il campo magnetico della Via Lattea una struttura tridimensionale, se lungo la linea di vista le curve del campo sono molto disorganizzate diventa molto difficile interpretarne l’orientamento complessivo: un po’ come cercare di cogliere l’allineamento prevalente d’una matassa di filo studiandone una sezione che l’attraversa. Tuttavia, l’immagine di Planck mostra come, in alcune regioni del campo magnetico galattico, sia presente un’organizzazione a grande scala.

Piano galattico

La banda scura che corre orizzontalmente al centro dell’immagine corrisponde al piano galattico. In esso, dalla polarizzazione emerge uno schema regolare, su grandi scale angolari, dovuto al fatto che le linee del campo magnetico scorrono prevalentemente parallele al piano della Via Lattea. I dati rivelano anche variazioni nella direzione di polarizzazione all’interno delle nubi di gas e polvere confinanti. Un fenomeno ben visibile in alcune forme aggrovigliate presenti al di sopra e al di sotto del piano galattico, laddove il campo magnetico locale è particolarmente disorganizzato.

(…) Continua sul link originale

Tratto da : http://www.focus.it/scienza/spazio/planck-dipinge-il-campo-magnetico-della-via-lattea

L'immagine ottenuta dai dati di Planck. (Photo acknowledgment: M.-A. Miville-Deschênes, CNRS – Institut d’Astrophysique Spatiale, Université Paris-XI, Orsay, France) ESA/PLANCK COLLABORATION

L’immagine ottenuta dai dati di Planck. (Photo acknowledgment: M.-A. Miville-Deschênes, CNRS – Institut d’Astrophysique Spatiale, Université Paris-XI, Orsay, France) ESA/PLANCK COLLABORATION

Un acquerello dai toni pastello? Una foto da satellite? Niente di tutto ciò. Quella che vedete è una visualizzazione ottenuta dai dati del telescopio dell’ESA Planck, che mostra l’interazione tra le polveri interstellari e la struttura del campo magnetico della Via Lattea.

Tra il 2009 e il 2013, l’osservatorio spaziale ha scandagliato il cielo in cerca della radiazione cosmica di fondo a microonde, la traccia “fossile” della luce dell’Universo primordiale. Ma durante la sua missione, ha rilevato anche emissioni di luce più vicine, quelle causate dalla miscela di gas e polveri presenti nella nostra galassia. Oltre ad ospitare centinaia di miliardi di stelle, infatti, la Via Lattea contiene anche gas e polveri che fungono da materia prima per la formazione di nuovi astri.

ORIENTAMENTO PRECISO. Poiché le nubi interstellari presenti nella nostra galassia sono solcate dalle linee del suo campo magnetico, i granelli di polvere della Via Lattea tendono ad allineare il loro asse maggiore perpendicolarmente alla direzione del campo magnetico che li avvolge. Come risultato, la luce da essi emessa risulta polarizzata, vibra cioè in una direzione preferenziale, ed è stata pertanto captata dai sensori di Planck.

LUCE RIVELATRICE. I pattern a spirale dell’immagine sono basati sulla direzione della luce polarizzata emessa dalle polveri interstellari; poiché le particelle di polvere cosmica si dispongono in rapporto alle linee del campo magnetico, studiando le loro emissione luminosa si comprende la struttura del campo magnetico della Via Lattea.

DA REGOLARE A CAOTICO. In particolare si può osservare come questo sia più ordinato lungo il piano galattico (in giallo e arancione), dove segue la struttura a spirale della Galassia, e più disordinato mano a mano che ci si allontana dal piano (per ottenere quest’immagine sono state prese in considerazione le osservazioni compiute da Planck a 353, 545 e 857 GHz).

Studiando questa e altre immagini simili gli scienziati dell’ESA sperano di trarre nuove informazioni sul ruolo del campo magnetico galattico nell’evoluzione della struttura della Via Lattea e della nascita delle sue stelle.

Impronte Magnetiche

Il Magnetismo del sole :
Link video : https://www.youtube.com/watch?v=A28tLCSkCao

Gigapixel della galassia Andromeda – Hubble (NASA/ESA)
Link video : https://www.youtube.com/watch?v=udAL48P5NJU

Sole Nero

 Energia, Legge del Ritmo, Sole  Commenti disabilitati su Sole Nero
Mar 032016
 

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza)

Il post dell’amica Chiara intitolato : “Il Sole Nero”
link : http://fractalexperiment.blogspot.it/2014/08/il-sole-nero.html

Mi ha spinto a scrivere quest’articolo per esprimere la mia visione e quindi la mia teoria.
Chi mi segue, mi troverà ripetitivo … ma repetita iuvant (poi magari mentre sono sicuro di essermi spiegato e vado avanti mi ritrovo ad essere un illuso, quindi meglio riprendere i concetti).

Quello che scrive Chiara ha delle attinenze con le teorie ed illustrazioni di Walter Russell (che non ho avuto ancora modo di affrontare a fondo) di cui segue una breve galleria :

Approfondimenti su Walter Russell dal sito di littleflower :

Link : https://gradientitemporali.wordpress.com/2013/02/07/il-segreto-della-luce-walter-russel/
Link : https://gradientitemporali.wordpress.com/2015/04/08/strumenti-per-capire-il-modello-ondulatori-di-walter-russell/

Una Considerazione

Preferisco partire dalla considerazione che secondo la Legge del Ritmo il sole rotea su se stesso emettendo energia positiva luminosa primordiale.
Da milioni e milioni di anni che emette la sua energia, quindi tutto il sistema solare (Un vortice sferico toroidale con al centro il sole) è impregnato, pervaso da essa come un liquido.
(per approfondimenti fare riferimento alla Scienza dei vortici : https://www.fortunadrago.it/approfondimenti/viktor-schauberger/scienza-dei-vortici/ )

Vortice Sferico Toroidale

Vortice Sferico Toroidale

E cosa succede quando un liquido raggiunge un corpo ? Lo avvolge completamente immergendolo in esso !

Link : https://www.youtube.com/watch?v=undDIrqMqpY

La Risposta del Pianeta

Ora se si trattasse di un fluido come l’acqua, tutto finirebbe con i principi di Archimede, ma stiamo parlando di energia primordiale,
dotata del movimento rotatorio di energia solare : https://www.youtube.com/watch?v=EXlaCEfqigE

che attirata dalla materia del corpo (pianeta nel nostro caso) impatta attraversandolo come se attraversasse lo spazio senza nessun ostacolo.
Il nostro pianeta è sferico (o almeno parzialmente sferico) e l’energia ne risulta attirata dall’intera superficie verso il centro del pianeta, in un unico punto, dove i monopoli magnetici impatteranno tra di loro invertendosi da positivi in negativi risalendo questa volta dal centro verso la superficie del pianeta.

Il risultato di queste forze di vortici contro-roteanti è quella che conosciamo come Forza di Gravità sul pianeta.
Ma ora consideriamo gli aspetti luminosi (positivi) ed opachi (negativi come risposta del pianeta) dell’energia che colpisce la superficie del pianeta…

Il giallo è una luce che è stata attenuata dalle tenebre; il blu è un’oscurità indebolita dalla luce

(Goethe, Teoria dei colori (1810), § 502)

Abbiamo detto che è dotata del movimento rotatorio di energia solare, quindi è in scorrimento sulla superficie (i fotoni che compongono la luce a differenza dei monopoli magnetici da cui derivano sono più grandi e riescono ad attraversare l’atmosfera proiettando l’immagine luminosa del sole su di essa, ma non il corpo più solido del pianeta).

La luce vorrebbe seguire i monopoli nella loro corsa all’interno del pianeta, ma non può e rimane “compressa” sulla superficie.
Dotata di movimento rotatorio di energia solare, scorre sulla superficie del pianeta “organizzandosi” in giorno e notte.
(Per approfondimenti fare riferimento all’articolo : Ighina Spiegato Vol. 3° )

Infatti anche la risposta negativa del pianeta opaca (tenebre) e quindi notte viene spinta da quella luminosa positiva poiché sono energie differenti e distinte l’una dall’altra.
Separate del terminatore.

Terminatore

Terminatore

Il Sole Nero

Ricordiamoci che il pianeta è comunque sempre immerso nell’energia primordiale proveniente dal sole!
E ciò accade anche quando siamo nella fase delle tenebre (notte) il sole (stella nana gialla con spettro G2 V) è sempre attivo (acceso).
Le tenebre come risposta del pianeta (notte) schermano l’energia luminosa proveniente dal sole respingendola e confinandola in un’area di “orbita superiore”.
Il sole nero quindi è lo stesso sole che di giorno colpisce la superficie del pianeta mentre di notte rimane schermato dietro le tenebre.

Il Sole Nero

Il Sole Nero

Ce ne possiamo accorgere, osservando il seguente video : http://www.youtube.com/watch?v=vWnsXooSNwM

Non sempre è visibile è come una specie di riverbero (riflesso) che segue il pulsare giorno/notte del pianeta come nell’immagine seguente :

S.e.c.c.h.i. Dettaglio

S.e.c.c.h.i. Dettaglio

Il Sole a mezzanotte

Come mai gli astronauti della stazione internazionale I.S.S. non si sono mai accorti del sole nero ?
Perché evidentemente percorrono orbite troppo basse!
Quello che realizzava Pier Luigi Ighina con i suoi esperimenti con lo stroboscopio magnetico era appunto (nel cuore della notte) bucare la cupola delle tenebre, rendendo visibile la luce dietro di essa.

Ighina_Cosmologie – Il Sole a Mezzanotte by D.Domenico

Acropoli di Alatri

 Archeologia, Sole  Commenti disabilitati su Acropoli di Alatri
Gen 292016
 

Alatri (Frosinone) Lazio , Italia
E’ un articolo dovuto, l’acropoli di Alatri è magnificamente conservata circondata da una cinta di mura in opera poligonale di 3a e 4a maniera :

Nella 1a maniera sono catalogate le opere realizzate sovrapponendo puramente e semplicemente i blocchi di pietra grezzi o appena sbozzati. (il comune Muro a secco)
Nella 2a maniera si nota un primo tentativo di levigatura dei piani esterni e, spesso, l’inserimento di zeppe o di pietre più piccole tra un interstizio e l’altro.
Il vero salto di qualità si consegue con la 3a maniera. In essa i blocchi hanno le forme perfettamente geometriche di veri e propri poligoni. Le superfici esterne delle fortificazioni sono perfettamente levigate e, quelle di posa, assolutamente combacianti. (senza malte ne cementanti)
Con la 4a maniera, i blocchi prendono forma di parallelepipedi quadrangolari, non sempre perfettamente levigati all’esterno e combacianti con minor cura. (senza malte ne cementanti)
Numerosi, tuttavia, risultano gli esempi di commistione tra le varie maniere.

All’autore di quest’articolo interessano le mura della 3a e della 4a maniera, poiché ritiene che la loro esistenza sia legata ad una funzione difensiva delle mura stesse (come quelle che conosciamo come recinzione elettrificata).
Quest’antico metodo di costruzione senza malte ne cementati, rende l’intera cinta di mura magneticamente ed elettricamente delle stesse proprietà di un unico blocco di pietra.
Una volta opportunamente energizzate chiunque toccava queste mura ne sarebbe rimasto incenerito.

Non conosciamo ancora tutto sull’energia…

Tratto da : http://www.livefiuggi.com/815/

Inca che usa il sole

Inca che usa il sole

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Si dice sia nata da un raggio di sole e che la sua costruzione rispecchi la costellazione dei Gemelli. Definita dalla tradizione come la città dei Ciclopi, si pensa che sia stata edificata da un popolo di giganti, legato in qualche modo al dio Saturno. Alatri è un paese dagli albori misteriosi e confusi con il mito, ma di certo custodisce un’ Acropoli tra le più suggestive del Lazio.
Il paese conserva mura megalitiche ancora perfettamente conservate. Ha una delle più imponenti cinta murarie di epoca preromana che circonda completamente il perimetro dell’Acropoli. Ad essa vi si accede attraverso due porte: la Porta Maggiore e la Porta Minore.
La magnificenza della Porta Maggiore vi conquisterà, ha un architrave ciclopica di oltre 5 metri di lunghezza . Da qui avete due possibilità: salire le scale, attraversare la porta e accedere alla civita, oppure proseguire la passeggiata da fuori per ammirare ancora le mura. Continuando a camminare sul lato sud orientale troverete un’ incredibile parete megalitica – il Pizzo Pizzale – che sfiora i 17 metri.
Percorrendo il perimetro dell’Acropoli, sul lato nord-ovest, incontrerete la porta Minore (o Porta dei Falli) dove sono scolpiti tre falli come simbolo di fecondità. Al di sotto alcune lettere (DVT) ormai quasi svanite che gli esperti collegano alla lingua osca e che contenevano forse parole propiziatorie legate alle divinazioni degli auruspici o l’indicazione che tale luogo era deputato ai culti della fertilità …..ma sono solo supposizioni. La Porta Minore conduce in un piccolo corridoio ascendente, coperto con monoliti in progressivo aggetto: un sistema di copertura che trova riscontro solo nell’interno della piramide di Menfi. Negli equinozi il corridoio viene attraversato interamente dal Sole che arriva ad illuminare via Gregoriana, un chiaro simbolo di fertilità
Di fronte alle antichissime mura di Alatri rimarrete senza fiato e vi chiederete come sia stato possibile costruire un’opera di tale portata con i mezzi dell’epoca.
Soltanto l’Acropoli vale la visita in questo paese, che comunque ha molti altri tesori artistici.
Recenti studi hanno collegato il nome di Alatri a quello di un’antica città mesopotamica dell’antico regno di Mari.
Durante il ritrovamento di 20.000 tavolette presso Tell Hariri in Siria, negli scavi del palazzo reale di Zimri-Lim del potente stato Mari, la traduzione di una tavoletta rivela una lettera inviata dal re del Regno di Mari al figlio per informarlo dell’ottimo stato delle poderose fortificazioni di Alatri.

Alatri è Forte !

Da questa informazione gli studiosi fanno derivare l’ipotesi che una città con il nome di Alatri esistesse già in terra Mesopotamica e che popolazioni originarie di questa città possano poi essersi spostate in varie tappe fino a giungere tra i monti della Ciociaria e costruirvi un’ acropoli simile a quella da cui erano partiti.
Preferiamo lasciare agli addetti ai lavori il compito di decifrare le origini di Alatri, per farci affascinare dal mistero e del fascino di questo paese. Consigliamo di arrivare in questa cittadina la mattina del 21 giugno, quando sull’Acropoli è facile incontrare appassionati e amanti di Alatri che si recano a vedere l’alba e lo spuntare del primo raggio di sole, per tornare indietro nel tempo, a quella mattina in cui Alatri ha visto i natali.

Comune della città di Alatri : http://www.comune.alatri.fr.it/

Alatri su wikipedia : https://it.wikipedia.org/wiki/Alatri

Grazie a Fabio Garuti, sono state tradotte delle scritte presenti sulle mura (Lettere dall’Alfabeto OGHAM in lingua Gaelica) ed è finalmente possibile datare le mura di Alatri ad almeno il 3.000 A.C. (Avanti Cristo)
Le mura avrebbero quindi più di 5.000 anni

Video del sito Fortunadrago.it sulla città di Alatri :

Alatri Agnello della cristianità o Leone degli antichi?

Alatri il segreto dell’aquila :

Il Trionfo di Ninurta e la Grande Piramide

Il Trionfo di Ninurta e la Grande Piramide

Alatri, l’antico tributo d’amore di un figlio per il suo padre link da consultare :

Città Animalesche : https://www.fortunadrago.it/3882/citta-animalesche/
Tutta un’altra Storia : https://www.fortunadrago.it/the-never-ending-story/tutta-unaltra-storia/
Menhir Dolmen & Co. : https://www.fortunadrago.it/2522/menhir-dolmen-co/
Mura Poligonali : https://www.fortunadrago.it/the-never-ending-story/tutta-unaltra-storia/mura-di-cuzco/
I Maestri della Materia : https://www.fortunadrago.it/2398/i-maestri-della-materia/
Zecharia Sitchin : https://www.fortunadrago.it/the-never-ending-story/tutta-unaltra-storia/10-000-anni-fa-la-storia-ignota/archeologia-proibita/

Galleria di Immagini sulla Città di Alatri :

Il popolo Inuit : Il cielo è cambiato!

 Energia, Gravità, Magnetismo, Sole  Commenti disabilitati su Il popolo Inuit : Il cielo è cambiato!
Set 102015
 

(E ciò accade almeno dal 2011)

Link Origine : http://www.thebigwobble.org/2014/12/their-sky-has-changed-inuit-elders.html

Tratto da : https://analistablog.wordpress.com/2015/01/23/il-popolo-inuitil-cambio-climatico-non-e-come-lo-raccontano-alla-nasa/

Tutto l’Occidente ha dovuto sopportare negli ultimi decenni un cambio climatico particolarmente aggressivo, tra inondazioni in europa, tsunami, terremoti, alluvioni.
Non solo in Europa o negli Stati Uniti ma in tutto il mondo si è verificata l’accelerazione verso un clima insolito tra alte temperature, desertificazione, siccità o glaciazione. L’epicentro di questo cambio climatico veniva individuato dagli esperti nello scioglimento della calotta polare e nell’eccessivo surriscaldamento del pianeta terrestre.
Tuttavia non sempre queste teorie sono state accettate di buon grado in particolare dalle popolazioni di minoranze etniche che vivono proprio nelle zone polari estreme ai due emisferi.
Alcuni delegati in rappresentanza della minoranza etnica Inuit , uno dei gruppi etnici principali nei quali si dividono gli Eschimesi, e che coprono come ceppo etnico zone nordiche tra cui Canada orientale, Alaska, Danimarca e Groenlandia, hanno dovuto subire un grosso calo demografico anche per colpa della colonizzazione nordamericana che impose il culto cristiano e il cambiamento delle loro abitudini, trasformando le loro microsocietà in società di tipo occidentale con molti problemi annessi come la trasformazione educativa e quella abitativa con la rinuncia per molti di essi alla vita nelle tende.
Cambiamenti che si sono inoltrati fino alla fine degli anni 60, a volte con sistemi di imposizione non molto democratici tra cui l’utilizzo di psichiatria e religione per fini governativi e politici.
Ma tuttavia sono i rappresentanti delegati in protezione di questa non numerosa etnia che vive in queste terre desolate, a mettere in guardia da una lettura univoca sul problema del cosiddetto global warming o cambio climatico soprattutto quando questa lettura univoca viene utilizzata dalle lobby “progressiste” per supportare depopolazione, aborto e de-industrializzazione..
La lettura che ne ha sempre dato l’Intelligence della Nasa, legata al surriscaldamento oggi è messa fortemente in discussione dal popolo Inuit.
La teoria degli anziani Inuit non rifiuta totalmente le teorie degli esperti Nasa sul cambio climatico, è una realtà che i ghiacci si siano sciolti negli ultimi anni, e che la popolazione Eschimese ha subito un cambiamento colossale del suo stile di vita, ma avvertono gli anziani Inuit, questo è apparentemente troppo poco.
Si rilevano casi di ustionamento della pelle, ma anche ustioni sui cappotti, questi fenomeni non possono essere solo legati all’inquinamento atmosferico, inoltre c’è stato un aumento secondo gli abitanti locali delle ore solari rispetto a quelle buie, con anche un aumento della temperatura e dei raggi solari.
Le giornate sono più lunghe e il sole scalda di più in sintesi. In contraccambio il vento soffia più rapido, ed è difficile prevedere le bufere.
La teoria degli Inuit è che la terra abbia di minima percentuale cambiato la sua posizione rispetto all’asse terrestre,tanto che lo stesso pianeta terra si sarebbe “spostato”, ma si usa più la terminologia inclinato o vacillato verso il Nord.

Una troupe cinematografica diretta dal ricercatore e regista Dr Ian Mauro

http://www.isuma.tv/members/ian-mauro

con sede a Nunavut Zacharias Kunuk, ha collaborato con le comunità Inuit per documentare

http://www.isuma.tv/inuit-knowledge-and-climate-change

la loro conoscenza ed esperienza in materia di cambiamenti climatici.

Link Origine : http://www.thebigwobble.org/2014/12/their-sky-has-changed-inuit-elders.html

Tratto da : https://analistablog.wordpress.com/2015/01/23/il-popolo-inuitil-cambio-climatico-non-e-come-lo-raccontano-alla-nasa/

Fabio Mosca : La direzione dello zenith elettromagnetico non coincide con quello gravitazionale

In questo esperimento, Fabio Mosca tramite oscillatore libero a linea risonante si misura la velocità di caduta dell’etere, e la direzione del flusso “eterico”.
Infatti lo scrivente crede che il pianeta Terra viene colpito in questa angolazione dal vortice eterico proveniente dal sole.

Conclusione :

E’ stata quest’angolazione del vortice eterico a cambiare, di conseguenza siamo sempre spettatori ma da un’altra angolazione.

Aspettando il Super Solar Flare (Brillamento)

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Ago 172015
 

Link origine : http://news.sciencemag.org/space/2015/08/when-sun-s-next-superflare-due

Nota : Il presente articolo è stato ispirato da quello del Link origine, l’autore ha solo intenzione di esporre i fatti.

Tratto da Wikipedia : https://it.wikipedia.org/wiki/Evento_di_Carrington
Giovedì 1º settembre 1859 alle ore 11,18 in una mattinata serena priva di nuvolosità, mentre era dedito all’osservazione del Sole attraverso un telescopio che ne proiettava l’immagine su uno schermo, Richard Carrington, allora all’età di 33 anni, accentrò la sua attenzione su un paio di luci accecanti apparse improvvisamente dentro una formazione di macchie solari che stava studiando; avevano una strana forma a fagiolo ed eguagliavano, se non superavano addirittura, la stessa luminosità della nostra stella.

Carrington_Richard_sunspots_1859

Agitatissimo, comprendendo di essere testimone di un evento straordinario, corse a cercare qualcuno che avallasse la sua scoperta; ma purtroppo quando ritornò, con sua grande sorpresa s’accorse che l’intensità di quelle luci si era alquanto affievolita fino a scomparire.

Il giorno successivo, poco prima dell’alba, i cieli nei pressi delle latitudini di Cuba, Bahamas, Giamaica, El Salvador ed Hawaii si colorarono di rosso sangue a causa di intense e variopinte aurore, la cui causa era da riportare a quelle luci che Carrington la mattina precedente aveva avuto la fortuna di poter osservare, ed altro non erano che Brillamenti, esplosioni magnetiche che avvenivano sulla superficie solare. (Solar Flare)

L’evento di Carrington produsse i suoi effetti su tutta la Terra dal 28 agosto al 2 settembre. La tempesta provocò notevoli disturbi all’allora recente tecnologia del telegrafo, causando l’interruzione delle linee telegrafiche per 14 ore.

Video di un brillamento solare di classe “M” 6.5 ripreso in primo piano dal satellite IRIS il 22/06/2015 h18:23 dalla macchia solare (sunspot 2371).

Tale evento potente sarebbe probabilmente devastante per il nostro mondo moderno, con la possibilità di mettere fuori uso satelliti, reti elettriche, reti di comunicazione, e la tecnologia in tutto il mondo. Ma quando ci si può aspettare il prossimo super flare (super Brillamento solare) ? Gli astronomi del Centro Harvard-Smithsonian per l’Astrofisica di Cambridge, Massachusetts, hanno studiato 84 stelle simile al nostro sole e hanno osservato 29 di questi super brillamenti solari nel corso di un periodo di 4 anni per scoprire con che frequenza si verificano.
Buone notizie : Una stella come il nostro Sole (Nana gialla G2 V ) potrà probabilmente sperimentare un tale brillamento estremo solo una volta ogni 250/480 anni, dicono gli astronomi 350 anni è lo scenario più probabile. Il team ha presentato le sue conclusioni in un manifesto in occasione dell’Assemblea Generale dell’Unione Astronomica Internazionale di Honolulu questo mese. Proprio come “super” può essere un superflare? Le eruzioni che Il team ha studiato per la loro previsione dovrebbero essere 150 volte più potente di un Brillamento medio e almeno 10 volte più potente del brillamento solare nel 1989 che ha causato un Black-out in tutta la provincia del Quebec, Canada.

Link origine : http://news.sciencemag.org/space/2015/08/when-sun-s-next-superflare-due

Conclusioni

Chiaramente il nostro sole non è un orologio, e qualunque previsione può essere attribuita solo al 50% e cioè limitata al disco solare visibile.
Rimane sempre e comunque anche l’altro 50% del disco solare in posizione posteriore e quindi non visibile!
(Ciò vale anche per le 84 stelle che hanno osservato nel periodo di 4 anni).

Video di un’onda shock osservata dal satellite Solar Dynamics Observatory (SDO) causata da un brillamento solare avvenuto nella parte posteriore del disco solare visibile.

Video della NASA Goddard sulle differenze tra Solar Flare (Brillamento solare) e C.M.E. Coronal Mass Ejections (Eruzioni di massa coronale)

Le trasformazioni in corso nel sistema solare

 Energia, Gravità, Sole  Commenti disabilitati su Le trasformazioni in corso nel sistema solare
Lug 132015
 

Analizzando l’andamento dei cicli solari, sembra le alternarsi nelle ciclicità undecennale del sole dal 1980 si sia inizialmente paralizzata, per poi diminuire con l’attuale ciclo in atto :

Andamento cicli solari undecennali

Riprendo qui un’articolo interessante del Dr. Alexey N.Dmitriev, pubblicato nel 24 febbraio 2012 sul sito Altrogiornale.org

Fonte : http://www.altrogiornale.org/dr-alexey-n-dmitriev-le-trasformazioni-in-corso-sulla-terra-2/

STATO PIANETOFISICO DELLA TERRA E DELLA VITA

Paragrafo Riassuntivo

Le correnti alterazioni PianetoFisiche della Terra, stanno divenendo irreversibili. Esistono forti evidenze che queste trasformazioni vengano causate da materiale altamente carico e da una non uniformità energetica nello spazio interstellare anisotropico penetrata nell’area interplanetaria del nostro Sistema Solare. Questa “donazione” di energia sta producendo processi ibridi e stati energetici eccitati in tutti i pianeti, come nel Sole. Gli effetti sulla Terra si trovano nell’accelerazione dello spostamento dei poli magnetici, nella distribuzione di ozono verticale e orizzontale e nell’aumento di frequenza e magnitudine degli eventi climatici catastrofici. Esiste un’alta probabilità che ci stiamo muovendo in un rapido periodo di instabilità nelle temperature simile a quello avvenuto 10.000 anni fa. La risposta adattativa della biosfera e dell’umanità a queste nuove condizioni, può portare ad una revisione globale della gamma delle specie e della vita sulla Terra. Solo tramite una profonda comprensione dei cambiamenti fondamentali che stanno avvenendo nell’ambiente naturale attorno a noi, i politici e i cittadini, saranno capaci di ottenere l’equilibrio con il rinnovato flusso degli stati e dei processi PianetoFisici.

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=duz-YtwMd-0

INTRODUZIONE

Le alterazioni nei processi geologici, geofisici e climatici della Terra, stanno divenendo sempre più irreversibili. Al momento i ricercatori stanno rivelando alcune delle cause che stanno portando alla riorganizzazione generale dell’elettro-magnetosfera (lo scheletro elettromagnetico) del nostro pianeta e dei suoi meccanismi climatici. Un maggior numero di specialisti in climatologia, geofisica, pianetofisica ed eliofisica, si sta avvicinando ad una visione cosmica causale e sequenziale di ciò che sta avvenendo. Infatti, gli eventi dell’ultimo decennio danno una forte evidenza delle insolite significative trasformazioni eliosferiche e pianetofisiche (1,2). Data la qualità, quantità e scala di queste trasformazioni possiamo dire che:

I processi climatici e della biosfera sulla Terra (attraverso un sistema di feedback strettamente connesso) vengono direttamente influenzati da, e connessi in risposta a, i processi trasformativi che stanno avvenendo nel nostro Sistema Solare. Dobbiamo iniziare ad organizzare la nostra attenzione e il nostro pensiero per capire che i cambiamenti climatici sulla Terra sono solo una parte o un legame nell’intera catena di eventi che stanno avvenendo nella nostra Eliosfera.

Questi processi fisici profondi, queste nuove qualità del nostro ambiente fisico e geologico, imporranno delle sfide di adattemento speciale e requisiti per tutte le forme di vita sulla Terra. Considerando i problemi di adattamento che la nostra biosfera avrà con queste nuove condizioni fisiche sulla Terra, abbiamo bisogno di distinguere la tendenza generale e la natura dei cambiamenti. Come mostreremo di seguito, queste tendenze possono essere tracciate nella direzione della crescita di capacità energetica planetaria, che sta portando ad uno stato altamente eccitato o carico di alcuni dei sistemi della Terra. Le trasformazioni più intense stanno avvenendo nell’avvolgimento dello strato di gas-plasma del pianeta al quale le possibilità produttive della nostra biosfera sono legate. Correntemente questo nuovo scenario di eccesso energetico si è formato ed è stato osservato:

Nella ionosfera dalla generazione di plasma.
Nella magnetosfera dalle tempeste magnetiche.
Nell’atmosfera dai cicloni.

Questo fenomeno atmosferico altamente energetico, che è stato raro in passato, sta ora divenendo più frequente, intenso e mutevole nella sua natura. La composizione materiale della copertura di gas-plasma è in trasformazione.

E’ piuttosto naturale per la vita sul Pianeta, essere soggetta a questi cambiamenti di condizione del campo elettromagnetico e a significative e profonde alterazioni dei meccanismi climatici. Questi processi fondamentali di cambiamento, richiedono nuove forme di adattamento per gli organismi viventi della Terra. Lo sviluppo naturale di queste nuove forme, può portare ad una revisione totale e globale della gamma di specie e vita sulla Terra.

Possono rivelarsi nuove profonde qualità della vita stessa, portando ad un equilibrio il nuovo stato fisico della Terra, con le nuove possibilità organiche di sviluppo, riproduzione e perfezione. In questo senso è evidente che ci stiamo affacciando al problema di adattamento dell’umanità a questo nuovo stato della Terra; nuove condizioni sulla Terra, le cui qualità biosferiche stanno variando in modo non uniformemente distribuito.

Comunque il corrente periodo di trasformazione è transitivo e la transizione dei rappresentanti della vita sulla Terra verso il futuro, può avvenire solo dopo una profonda valutazione di cosà servirà per conformarsi a queste nuove condizioni biosferiche.
Ogni rappresentante vivente sulla Terra passerà sotto “esame” o sotto una “ispezione del controllo di qualità”, per determinare la sua abilità a conformarsi con queste nuove condizioni. Queste sfide evolutive richiedono sempre sforzo o resistenza in ogni organismo individuale, specie o comunità.
Comunque, non solo il clima si sta rinnovando, ma noi come umani stiamo vivendo un cambiamento globale nei processi vitali degli organismi viventi e della stessa vita; che è ancora un altro collegamento nel processo totale. Non possiamo trattare separatamente queste cose o individualmente.

1.0 TRASFORMAZIONE DEL SISTEMA SOLARE

Elencheremo gli eventi recenti su larga scala nel Sistema Solare, per poter pienamente capire e comprendere, le trasformazioni PianetoFisiche in corso. Questo sviluppo di eventi, divenuto chiaro negli ultimi anni, è causato da una non-uniformità materiale ed energetica nello spazio interstellare anisotropico (2,3,4). Nel suo viaggio attraverso lo spazio interstellare, l’Eliosfera si muove nella direzione dell’Apice Solare nella Costellazione di Ercole.

Sulla sua strada ha incontrato (negli anni ’60) una non-omogeinità di materia ed energia contenente ioni di Idrogeno, Elio e Hydroxyl in aggiunta ad altri elementi e combinazioni. Questo tipo di plasma disperso nello spazio interstellare si presenta con strutture e striature magnetizzate. La transizione dell’Eliosfera (sistema solare) attraverso questa struttura ha portato ad un aumento dell’onda d’urto frontale al Sistema Solare, da 3 a 4 UA, a 40 UA o più.
Questo ispessimento dell’onda d’urto ha causato la formazione di plasma nello strato parietale, che ha portato ad una scopertura del plasma attorno al Sistema Solare e quindi al suo attraversamento nel dominio interplanetario (5,6). Questo avanzamento costituisce una specie di donazione di materia ed energia da parte dello spazio interplanetario al nostro Sistema Solare.

In risposta a questa “donazione di materia/energia”, abbiamo osservato un numero di eventi su larga scala:

Una serie di grandi trasformazini PianetoFisiche.
Un cambiamento nelle qualità dello spazio interplanetario nella direzione di un aumento nelle sue proprietà trasmettitive interplanetarie e planeto-solari.
L’apparizione di nuovi stati e regimi di attività del Sole.

1.1 Una Serie di Grandi Trasformazioni PianetoFisiche.

I seguenti processi stanno avvenendo sui pianeti distanti del nostro Sistema Solare. Però stanno, parlando concettualmente, guidando operativamente l’intero Sistema.

Esempi di questi eventi:

1.1.1 Una crescita delle macchie scure di Plutone (7).
1.1.2 Aurore su Saturno (8).
1.1.3 Spostamenti polari su Urano e Nettuno (pianeti magneticamente coniugati) e una brusca crescita su larga scala dell’intensità della magnetosfera di Urano.
1.1.4 Un cambiamento nell’intensità della luce e della dinamica dei punti luminosi su Nettuno (9,10).
1.1.5 Il raddoppio dell’intensità di campo magnetico di Giove (basato sui dati del 1992) ed una serie di nuovi stati e processi osservati su questo pianeta come conseguenze di una serie di esplosioni nel Luglio del 1994 (causate dalla “Cometa” SL-9) (12). Questo un rilassamento della coda plasmoide (13,14) che ha eccitato la magnetosfera di Giove, cioè inducendo una eccessiva generazione di plasma (12) e il suo rilascio allo stesso modo in cui i buchi coronali Solari (15) inducono la comparsa di una cintura radiante splendente su banda decimetrica (13.2 e 36 cm) e l’apparizione di grandi anomalie aurorali e il cambaiamento del sistema di correnti tra Giove e Io (12,14).

Nota di aggiornamento da A.N.D. del Novembre 1997.
Un flusso di idrogeno ionizzato, ossigeno, nitrogeno, ecc.. si è diretto verso Giove dalle aree vulcaniche di Io attravero un canale di flusso di un milione di ampere. Sta influenzando il processo magnetico di Giove e intensificando la sua genesi del plasma. (Z.I.Vselennaya “la Terra e l’Universo” N3, 1997 plo-9 dai dati NASA).

1.1.6 Una serie di trasformazioni dell’atmosfera Marziana, hanno aumentato la qualità della sua atmosfera. In particolare, una crescita nuvolosa nella zona equatoriale e una insolita crescita della concentrazione di ozono (16).
Nota di aggiornamento: nel Settembre 1997 il Satellite Mars Surveyor ha incontrato una doppia densità atmosferica prevista dalla NASA, nell’entrare in orbita Marziana. Questa alta densità ha piegato una delle file di bracci solari oltre il pieno e aperto stop. Questa combinazione di eventi ha ritardato l’inizio della missione fotografica prevista, di un anno.

1.1.7 Un primo stadio di generazione atmosferica sulla Luna, dove è stata rilevata una crescente atmosfera di Sodio (natrium), che raggiunge i 9.000 km in altezza. (17)
1.1.8 Significativi cambiamenti fisici, chimici e ottici osservato su Venere; un’inversione dei punti d’ombra e di luce è stata rilevata per la prima volta e una chiara diminuzione dei gas contenenti zolfo nella sua atmosfera. (16)

1.2 Un Cambiamento nella Qualità dello Spazio Interplanetario Verso un aumento nelle sue Proprietà Trasmittenti Solari-Planetarie.

Parlando di nuove qualità energetiche e materiali dello spazio interplanetario, dobbiamo prima far notare l’aumento della carica nel dominio interplanetario e del livello di saturazione materiale. Questo cambiamento del tipico stato dello spazio interplanetario ha due cause principali:

1.2.1 L’afflusso/fornitura di materia dallo spazio interstellare. (materiale di radiazione, elementi ionizzati e combinazioni) (19,20,21).

1.2.2 Gli effetti seguenti il Ciclo di attività Solare 22, specialmente come risultato di rapide CME di plasma solare magnetizzato. (22)

E’ naturale sia per la redistribuzione di materia interstellare che per quella intra-eliosferica, creare nuove unità strutturali e processi nei domini interplanetari. Sono per la maggior parte osservate nella formazione strutturata di estesi sistemi di nuvole di plasma magnetico (23) e nell’aumento di frequenza della generazione di onde d’urto; e dei loro effetti risultanti (24).

Esiste già un rapporto su due nuove popolazioni di particelle cosmiche che non erano state previste nella radiazione delle fasce di Van Allen (25); particolarmente una iniezione di un flusso di elettroni più denso di 50 MeV nella magnetosfera interna, durante periodi di improvvise tempeste magnetiche (CME) e l’emersione di una nuova fascia consistente in elementi ionici tradizionalmente scoperti nella composizione delle stelle. Questa nuova qualità dello spazio interplanetario non ha solo la funzione di meccanismo di interazione planetaria nella trasmissione, ma (questo è più importante) stimola e programma azioni sull’attività Solare sia nelle fasi minimali che massimali. L’efficienza sismica del vento solare è stata osservata (26,27).

1.3 L’Apparizione di Nuovi Stati e Regimi di Attività del Sole.

Per quanto riguardi lo stato astrofisico del Sole, dobbiamo notare prima di tutto il fatto che sono avvenute significative modificazioni nell’esistente modello comportamentale dell’oggetto centrale del nostro sistema solare. Questa conclusione viene da osservazioni e rapporti di forme insolite, potenza energetica e attività nelle funzioni del Sole (20,21), così come di modificazioni nelle sue proprietà fondamentali di base (28). Fin dalla fine del Maunder minimum, si è osservata una progressiva crescita dell’attività generale del Sole. Questa crescita si è rivelata la prima volta in modo definito nel 22mo ciclo; cosa che ha creato un reale problema per gli eliofisici che stavano cercando di rivedere il loro principale scenario esplicativo:

1.3.1 In merito alla velocità nel raggiungere i super-flash maximums.

1.3.2 In merito alla potenza di emissione di flash separati.

1.3.3 In merito all’energia dei raggi cosmici solari, ecc..

Inoltre, l’astronave Ulysse, attraversando grandi altitudini eliosferiche, ha registrato l’assenza del dipolo magnetico, che ha cambiato drasticamente il modello generale dell’eliomagnetismo e ha complicato ulteriormente le presentazioni analitiche dei magnetologi. Il ruolo eliosferico più importante dei buchi coronali è ora divenuto chiaro: regolare la saturazione magnetica dello spazio interplanetario. (28,30). Inoltre, generano tutte le grandi tempeste geomagnetiche e le espulsioni con un campo magnetico diretto a sud, sono geo-effettive (22). Esistono anche effetti del vento solare sostanzialmente favorevoli sulla circolazione atmosferica Terrestre e la dinamica litosferica (31).

Il 23mo ciclo è iniziato da una corta serie di macchie solari nell’Agosto 1995 (32), che ci ha permesso di prevedere il maximum di attività solare nel 1999. Inoltre è notevole la serie di flares di classe C avvenuta nel Luglio 1996. La specificità ed energia di questo ciclo è stata discussa alla fine degli anni ’80. (23). L’aumentata frequenza di flares di flusso ai Raggi-x che è avvenuta all’inizio di questo ciclo, ha fornito l’evidenza dell’inizio di eventi di larga scala; specialmente in relazione ad un aumento nella frequenza di super-flash. La situazione è divenuta estremamente seria per la crescita di qualità trasmittente dell’ambiente interplanetario (23,24) e per la crescita della funzione eliosferica dei sistemi di Giove; con la possibilità che esso venga avvolto dalla plasmosfera sull’orbita di Io (13).

Nel complesso, tutti i rapporti e le osservazioni forniscono evidenza alla crescita in velocità, qualità, quantità e potenza energetica dei processi eliosferici del nostro Sistema Solare.

Nota d’aggiornamento 1-8-98: L’inaspettato alto livello di attività Solare nella tarda metà del 1997, che continua in tempo presente, rafforza l’affermazione di sopra. Ci sono stati 3 eventi riguardanti flussi di Raggi-X attorno al livello 9, nel 1997, di cui uno previsto; un aumento del 300%. Il più drammatico di questi, una CME X-9.1 il 6 Novembre 1997, ha prodotto un evento protonico sulla Terra della durata approssimativa di 73 ore. La forza, scala e magnitudine dell’attuale attività Solare è cresciuta al punto che una stazione governativa per i rapporti sullo stato del Sole ha iniziato il rapporto giornaliero dicendo, “Molto facilmente tutto andrà a pezzi sul Sole oggi, 3 Gennaio 1998″.

2.0 IL PROCESSO DI RIORGANIZZAZIONE DELLA TERRA

Le osservazioni registrate e documentate di tutti i processi geofisici (ambiente planetario) e le modificazioni chiaramente significative e progressive in tutte le relazioni scientifiche e fisiche tra sole e terra riportate, combinate con gli effetti integrali dell’attività umana ( ndt.antropohenedus ?) nell’Eliosfera del nostro Sistema Solare, (33,34), ci porta a concludere che stia avvenendo ora una globale riorganizzazione e trasformazione delle qualità fisiche ed ambientali della Terra; sotto ai nostri occhi.

Questa riorganizzazione costituisce una ulteriore trasformazione evolutiva del Sistema Solare in una lunga linea di eventi cosmo-storici, causata dalla modificazione periodica e amplificazione dei processi Eliosferici-Planetari-Solari.
Nel caso del nostro pianeta, questi nuovi eventi hanno fatto grande pressione sull’ambiente geofisico, causando l’osservazione di nuove qualità nei processi naturali sulla Terra, cause ed effetti che hanno già prodotto processi ibridi nei pianeti del nostro Sistema Solare, dove gli effetti combinati sulla materia naturale e le caratteristiche energetiche sono stati osservati e riportati.

Ora discuteremo i processi globali, regionali e locali.

2.1 L’Inversione del Campo Geomagnetico

Tenendo in mente chiaramente il ruolo significativo conosciuto del campo magnetico sulla vita umana e su tutti i processi biologici, sottolineeremo le caratteristiche generali di questo stato in cambiamento del campo geomagnetico Terrestre. Dobbiamo ricordarci le diverse astronavi e i satelliti che hanno registrato la crescita della saturazione magnetica nell’eliosfera, nei recenti anni (11,18,35). La risposta naturale della Terra a questo incrementato livello di saturazione, si rivela nell’intensità del suo dipolo, la sua localizzazione polare “c” e nei suoi processi di risonanza del campo elettromagnetico (36). La Terra è il primo fra tutti i pianeti nel Sistema Solare con una abilità specifica relativa alla magnetizzazione della materia (6).

Nei recenti anni abbiamo visto la crescita di interesse da parte dei geofisici e magnetologi, in generale, sui processi geomagnetici (37-40) e specificamente, sullo spostamento dei poli magnetici della Terra (41,42). Sono particolarmente interessati nell’osservazione dei fatti circostanti il diretto o vettorizzato spostamento del polo magnetico dell’Antartide. Negli ultimi 100 anni questo polo magnetico ha viaggiato circa 900 km verso e nell’Oceano Indiano.

Questo significativo spostamento dei poli magnetici è iniziato nel 1885. I dati più recenti sullo stato del polo magnetico Artico (che si sta muovendo verso l’anomalia magnetica del mondo Est-Siberiano attraverso l’Oceano Artico), rivela che questo polo ha “viaggiato” per più di 120 km durante il decennio dal 1973 al 1984 e per 150 km nello stesso intervallo, dal 1984 al 1994. Questi dati sono stati confermati con misurazione diretta (L.Newwitt. Le coordinate del polo Artico sono 78 gradi Nord e 104.0 gradi Ovest) (42).

Dobbiamo enfatizzare che questa accelerazione documentata dello spostamento polare (3km per anno in media, per 10 anni) e il suo viaggio lungo il corridoio geo-storico di inversione dei poli magnetici (il corridoio è stato stabilito dall’analisi di più di 400 siti di paleoinversione), ci porta necessariamente alla conclusione che l’accelerazione di spostamento polare osservata correntemente, non sia solo uno spostamento o digressione dalla norma, ma sia in effetti una inversione dei poli magnetici, in pieno processo. Si è visto ora che l’accelerazione dello spostamento polare può crescere ad una frequenza fino a 200km per anno. Questo significa che una inversione polare può accadere più rapidamente di quanto ipotizzino quegli investigatori che non hanno familiarità con il problema totale dello spostamento polare.

Dobbiamo anche enfatizzare la significativa crescita delle anomalie magnetiche mondiali riconosciute (Canadesi, Est-Siberiane, Brasiliane e Antartiche) nella riorganizzazione magnetica Terrestre. La loro significatività è dovuta al fatto che queste anomalie mondiali costituiscano una fonte magnetica quasi indipendente dal principale campo magnetico Terrestre. Per la maggior parte del tempo, l’intensità di queste anomalie magnetiche mondiali supera sostanzialmente tutta la componente non-dipolare residua, ottenuta dalla sottrazione del componente dipolare dal campo magnetico totale della Terra. (48).
E’ il processo di inversione dei campi magnetici che sta causando le varie trasformazioni dei processi geofisici della Terra e dello stato presente della magnetosfera polare.

Dobbiamo tenere conto anche della effettiva crescita dell’angolo cuspide polare (le fessure polari nella magnetosfera, Nord e Sud), che nella metà degli anni ’90 ha raggiunto i 45° (dai dati IZMIRAN). (Nota: L’angolo cuspide era sui 6° per la maggior parte del tempo. La sua fluttuazione dipende dalla situazione. Durante gli ultimi 5 anni, comunque, è variato tra i 25 e i 46°.) L’aumento e l’immensa quantità di materia ed energia radiante dal Vento Solare e dallo Spazio Interplanetario, come descritto in precedenza, ha iniziato a precipitarsi in queste fessure allargate nelle regioni polari, causando il riscaldamento della crosta, degli oceani e delle cappe di ghiaccio polari della Terra (27).

Il nostro studio sulla paleoinversione del campo geomagnetico e dei suoi effetti conseguenti, ci ha portati alla conclusione che questi processi presenti e osservati, stiano seguendo precisamente lo stesso scenario dei loro distanti antenati. Ulteriori segni dell’inversione del campo magnetico stanno divenendo più intensi in frequenza e scala. Per esempio: durante i passati 25 milioni di anni, la frequenza delle inversioni magnetiche era doppia in un mezzo milione di anni, mentre la frequenza delle inversioni nell’ultimo milione di anni è stata di 8 o 14 inversioni (43) o di una inversione tra 71 e 125 migliaia di anni. Ciò che è essenziale qui, è che durante precedenti periodi di massima frequenza delle inversioni, c’è stato anche un corrispondente decremento nel livello degli oceani nel mondo (da 10 a 150 metri) per la contrazione causata dal largo sviluppo dei processi della crosta terrestre. Periodi di minor frequenza dell’inversione del campo geomagnetico rivela chiari aumenti dei livelli degli oceani nel mondo, per la priorità dei processi di espansione e tensione nella crosta. (43-44). Comunque, il livello degli oceani mondiali dipende dalle caratteristiche globali dei processi di contrazione ed espansione in forza al momento.

La fase di crescita in frequenza dell’inversione geomagnetica, può non portare ad un aumento nel volume oceanico dal riscaldamento globale, ma invece alla diminuzione dei livelli dell’oceano. Frequenti inversioni significano tensione ed espansione, rare inversioni significano contrazione. I processi planetari, come regola, avvengono in modi complessi e dinamici, che richiedono la combinazione di tutte le forze e campi, per capire adeguatamente l’intero sistema. In aggiunta alla considerazione della ridistribuzione idrosferica, ci sono eventi in sviluppo che indicano una improvvisa e chiara rottura del meccanismo metereologico della Terra.

2.2 Trasformazioni Climatiche

Dato che l’attenzione pubblica è strettamente concentrata sui sintomi di grandi alterazioni o rotture nel meccanismo climatico e sui risultanti effetti biosferici a volte gravi, dobbiamo considerare queste trasformazioni climatiche in dettaglio. Cioè, senza voler caratterizzare completamente il periodo di transizione climatica e biosferica, forniremo una serie recente di rapide comunicazioni riguardanti la temperatura, il ciclo idrologico e la composizione materiale dell’atmosfera della Terra.

Il regime di temperatura di ogni data fase di riorganizzazione climatica, è caratterizzato da contrasti e instabilità. Il largamente citato e creduto “Effetto Serra” per i cambiamenti climatici totali è la spiegazione o collegamento più debole per questa riorganizzazione. E’ stato già ben osservato che la crescita in concentrazione della CO2 si è fermata e che il metano contenuto nell’atmosfera ha iniziato a decrescere (45) mentre lo sbilanciamento di temperatura e la dissoluzione del campo di pressione globale, ha iniziato a crescere.

Ci sono stati rapporti di un maximum nella temperatura globale nel 1994 e di una quasi ininterrotta esistenza di un effetto idrologico simile al “El-Nino”. Il tracciamento della temperatura dello strato d’aria superficiale tramite satellite (49,50), ha permesso la rilevazione di una variazione di 0.22°C nella temperatura globale (in un periodo specifico di tempo di 30 giorni) che si correla con le oscillazioni magnetiche registrate, di media frequenza. Il regime di temperatura della Terra sta divenendo sempre più dipendente da influenze esterne. I processi di regolazione rappresentativi, o basi, di queste riorganizzazioni generali del clima, sono:

2.2.1 Una nuova distribuzione dello strato di ozono.
2.2.2 Un flusso in entrata di materiale radiante (plasma) e scariche attraverso le regioni polari e attraverso i luoghi di anomalia magnetica mondiali.
2.2.3 Crescita degli effetti diretti ionosferici sulla relazione tra i campi metereologici, magnetici e di temperatura della Terra.

Esiste una crescente probabilità che ci stiamo muovendo in un periodo di rapida instabilità della temperatura, simile a quello avvenuto 10.000 anni fa. Questa grande instabilità, non così antica, è stata rivelata con l’analisi di campioni di ghiaccio della Groenlandia (51). L’analisi di questi campioni ha stabilito:

2.2.4 Che le temperature annuali sono aumentate di 7° Centigradi.
2.2.5 Che le precipitazioni sono cresciute di 3-4 volte.
2.2.6 Che la massa di materiale pulviscolare è aumentata di un fattore 100.

Tali rapide trasformazioni dei parametri globali del meccanismo climatico e il loro effetto sulle qualità fisiche e biosferiche della Terra, non sono state ancora rigorosamente studiate dalla comunità scientifica regnante. Però, ora dei ricercatori stanno insistendo sempre più, sul fatto che gli aumenti di temperatura della Terra dipendano e siano legati ad interazioni spazio-terra (52,53), che siano tra Terra e Sole, tra Terra e Sistema Solare e/o tra Terra e Spazio Interstellare.

Al momento presente non ci sono nuove evidenze riguardanti le variazioni di inversione di temperatura nella idrosfera (oceani). Nel Mediterraneo Est ci sono state registrazioni di una inversione di temperatura, maggiore di due km in profondità, da un rapporto di 13.3-13.5°C ad un nuovo rapporto di 13.8-13.5 °C, insieme ad una crescita in salinità dello 0.02% dal 1987. La crescita di salinità nel Mare Egeo si è fermata e il flusso di acqua salata dal Bacino Mediterraneo verso l’Atlantico, è diminuito.

Nessuno di questi processi o delle loro cause, è stato spiegato in modo soddisfacente. E’ stato già stabilito che l’aumento di evaporazione nelle regioni equatoriali, causa l’aumento di densità dell’acqua che risulta in un immediato affondamento a grande profondità. Infine questo potrebbe forzare il flusso del Golfo ad invertirsi. La probabilità del verificarsi di questo evento è confermata da altri segni, come da modelli numerici a multiparametri (53). Comunque lo scenario più altamente probabile per il Continente Europeo è un improvviso raffreddamento. Invece, la regione Siberiana sta subendo uno stabile incremento di temperatura (58) insieme ai rapporti dall’ Osservatorio Novosibirsk Klyuchi sulla costante crescita fino a 30 nanotesla per anno del componente verticale del campo magnetico. Questo livello di crescita aumenta significativamente mentre l’anomalia magnetica dell’Est Siberiano viene avvicinata.

2.3 Ridistribuzione del Contenuto di Ozono Verticale e Orizzontale.

La ridistribuzione del contenuto di ozono verticale e orizzontale è il principale indicatore e agente attivo, delle trasformazioni climatiche generali sulla Terra. Inoltre esistono evidenze che le concentrazioni di ozono abbiano una forte influenza sui processi biosferici della Terra. Modelli diffusi per i “buchi nell’ozono” nella stratosfera (da 7 a 10 miglia sulla Terra) (Antartico e Siberia) stanno ricevendo serie modifiche correttive dai rapporti della ridistribuzione verticale di ozono e della sua crescita nella troposfera (sotto le 7 miglia). Ora è chiaro che la decrescita del contenuto totale di ozono nella nostra atmosfera è causata da fattori tecnogenici (industriali, progetti umani, inquinamento) e il contenuto totale di ozono in generale ha seri effetti sui processi di distribuzione di energia nell’avvolgimento di gas-plasma della Terra (atmosferico) (54).

Gli strati di ozono stratosferico, troposferico e superficiale vengono ora studiati (55,56). La fotodissociazione (il processo tramite il quale una combinazione chimica si rompe in semplici costituenti) dell’ozono, controlla le attività di ossidazione nella troposfera. Questo ha creato una circostanza atmosferica speciale, fisio-chimica, tramite la quale le concentrazioni troposferiche usuali e di permanenza a vita, di monossido di carbonio, metano e altri gas idrocarbonici, vengono modificate e cambiate. Così, con il fatto stabilito che è avvenuto uno statisticamente significativo innalzamento delle concentrazioni di ozono negli strati troposferici tra le 5 e 7 migia e, in aggiunta, con piena conoscenza, delle proprietà di ossidazione dell’ozono, dobbiamo concludere che è iniziata un’alterazione fondamentale della composizione di gas e dello stato fisico dell’atmosfera Terrestre.

Ci sono continui rapporti della diminuzione delle concentrazioni di ozono nella stratosfera regionale (dal 25 al 49% o più sulla Siberia (57)) e della diminuzione globale del contenuto di ozono ad altitudini di 20-26 miglia, con il decremento massimo del 7% a 24 miglia (55). Allo stesso tempo, non c’è diretta evidenza della crescita di radiazione UV sulla superficie a terra (58). Ci sono, comunque, crescenti “avvertimenti sull’ozono” in grandi città Europee. Per esempio, nel 1994 ci sono stati 1800 “avvertimenti sull’ozono” a Parigi. Inoltre, sono state registrate alte concentrazioni dello strato superficiale di ozono nella Regione Siberiana. Ci sono state concentrazioni di ozono a Novosibirsk che hanno superato 50 volte il livello normale. Dobbiamo ricordare che l’ozono è maleodorante in modo notevole in concentrazioni di 100 mkg/m3, es. da 2 a 10 volte il livello normale.

La preoccupazione più seria degli aeronomi viene dal rilevamento di HO2 che ha iniziato a prodursi ad altitudine di 11 miglia da un meccanismo o fonte completamente sconosciuta. Questa fonte di HO2 è stata scoperta come risultato dell’investigazione dei livelli di OH/HO2 nell’intervallo tra 4.35 e 21.70 miglia nell’alta troposfera e stratosfera. Questa significativa crescita di HO2, nel corso del tempo, creerà una dipendenza su questa sostanza per il trasferimento di ozono e il processo di ridistribuzione nella bassa stratosfera (56).

La sottomissione del regime dinamico dell’ozono e la distribuzione spaziale verso la suddetta fonte sconosciuta di HO2, significa la transizione dell’atmosfera della Terra verso un nuovo processo fisico-chimico. Questo è molto importante perchè la non-uniformità nelle concentrazioni di ozono della Terra può, come farà, causare una brusca crescita delle inclinazioni di temperatura, che porterà ad un aumento delle velocità di movimento delle masse d’aria e a irregolarità degli schemi di circolazione dell’umidità (46,59). L’inclinazione di temperatura cambia e le alterazioni sull’intero pianeta, possono creare nuove condizioni termodinamiche per intere regioni, specialmente quando l’idrosfera (oceani) iniziano a partecipare in un nuovo non-equilibrio termico. Lo studio (53) supporta questa conclusione e la considerazione di un altamente probabile brusco raffreddamento del Continente Europeo e Nord Americano. La probabilità di un tale scenario aumenta quando prendete in considerazione i 10 anni di inattività della pompa idrotermale Nord Atlantica. Con questo in mente, la creazione di una mappa globale, ecologicamente orientata, che può rivelare queste catastrofi globali, diviene criticamente importante.

3.0 L’ARRIVO DI NUOVE CONDIZIONI E CONSEGUENZE

Considerando la totalità e la relazione sequenziale della situazione di transizione e dei nuovi processi che si sono formati, evidenziati dalle suddete trasformazioni cosmogeniche, antropogeniche e PianetoFisiche e alterazioni dei nostri sistemi climatici e metereologici, troviamo ragionevole dividere le materie nelle loro influenze manifeste (esplicite) e non-manifeste (implicite) sull’ambiente della Terra.

3.1 Le Conseguenze Manifeste o Esplicite.

Le classi o categorie di effetti evidenziate dal corrente stadio di riorganizzazione della Terra, sono molto diverse. Più spesso, comunque, tendono ad un evento di tipo transitivo ad alta energia. Basandosi sui risultati della Conferenza di Yokohama (Fine 1994), possono essere chiamate “catastrofi significative”. Ci sono nove tipi di “catastrofi significative”:

Catastrofi per Tipo: per il periodo dal 1963 al 1993

In aggiunta, dobbiamo evidenziare la brusca crescita delle catastrofi metereologiche/climatiche nei recenti anni. Nella sola regione Atlantica ci sono stati 19 cicloni nel 1994, 11 dei quali sono divenuti Uragani. Questo è un record secolare (60). Il corrente anno, 1996, è specialmente carico di rapporti di inondazioni e altri tipi di meteocatastrofi. La crescita dinamica di significative catastrofi mostra un maggiore aumento nella frequenza di produzione dal 1973. In generale, il numero di catastrofi è cresciuto del 410% tra il 1963 e il 1993. Si deve dare speciale attenzione sul crescente numero e varietà di catastrofi e alle loro conseguenze.

Danno >1% delle Casualità>1%
prodotto nazionale lordo della popolazione > 100 morti

Si deve tenere in mente che la crescente complessità degli schemi dei segnali climatici e meteo, indica una trasformazione che tende verso un nuovo stato o, come l’Accademico Kondratyev dice, i dati indicano che ci stiamo muovendo nella direzione di un chaos climatico. In realtà questo stato di transizione del nostro meccanismo climatico, sta impostando nuovi requisiti sull’intera biosfera della Terra, che include la specie umana. In particolare, ci sono rapporti dall’Antartico che mostrano una drammatica reazione della vegetazione ai recenti cambiamenti climatici, sono state trovate 700 specie in crescita nel 1964 e 17.500 nel 1990 (61). Questo aumento della copertura vegetativa sulla Terra, fornisce evidenza della reazione della biosfera al processo in corso di riorganizzazione climatica.

Lo schema totale della generazione e movimento dei cicloni è cambiato. Per esempio, il numero di cicloni verso la Russia dall’Ovest, è cresciuto di 2.5 volte negli ultimi 10 anni. La crescita dei livelli oceanici causata dalla perdita di ghiaccio dalle regioni polari, porterà a chiari cambiamenti nelle linee costiere, una ridistribuzione della relazione terra-mare e all’attivazione di significativi processi geodinamici. Questa è la principale caratteristica di questi processi che portano ad un nuovo ordine climatico e biosferico.

3.2 Le Conseguenze Non-Manifeste o Implicite.

Le conseguenze implicite sono questi processi sottostanti al livello della comune percezione umana e quindi non sono portati alla nostra attenzione. Registrazioni strumentali e persino dirette osservazioni di questi fenomeni attraverso il campo elettromagnetico della Terra, forniscono evidenza di una immensa trasformazione dell’ambiente Terrestre che è in corso. Questa situazione è aggravata dal fatto che negli anni ’90 la produzione e l’uso di energia da parte dell’uomo, è arrivata a (1-9) E+26 ergs/per anno, che significa che ha raggiunto i valori conservativi di produzione/uso di energia del nostro pianeta. Per esempio, il consumo annuale di energia della Terra comprende (1-9) E+26 ergs per i terremoti, (1-9) E+24 per le tempeste geomagnetiche e (1-9) E+28 per l’emissione di calore (54).

Si sono registrati effetti tecnogenici sullo stato funzionale dello scheletro elettromagnetico della Terra. Un ciclo tecnogenico di sette giorni per la variazione dei parametri della dinamica del campo geomagnetico, è stato rivelato nel 1985 (62,63). Questo ciclo ha influenzato molti dei corti cicli nella relazione Sole-Terra. Più del 30% dei disturbi nella magnetosfera media, sono causati dalla produzione di energia, trasmissione e consumo. La radiazione della fascia di Van Allen si è abbassata bruscamente sulla Costa Est degli USA, da 300km a 10km. Questo processo è associato alla trasmissione di elettricità dal Great Lakes al Sud, lungo il meridiano magnetico all’uso del sistema di frequenza di risonanza ionosferica. I processi elettromagnetici tecno-naturali combinati nelle megalopoli, sono molto complessi e ancora non studiati. Uno studio del 1996 sulla mortalità per problemi cardiovascolari a S.Pietroburgo, in Russia, ha scoperto una connessione diretta tra il consumo di energia della città e la mortalità.

Inoltre, l’aumento di frequenza e portata delle formazioni auto-luminose naturali nell’atmosfera e geospaziali, ci forza a svegliarci e a prenderne nota (64,65,66). I processi di generazione e l’esistenza di tali formazioni, sparse per tutta la Terra, rappresenta un fenomeno fisico notevole. Quello che è molto inusuale di queste formazioni auto-luminose naturali, è che mentre possiedono caratteristiche distintive di processi fisici ben conosciuti, queste sono in combinazioni interamente inusuali e sono accompagnate da caratteristiche di processo che non si possono spiegare sulla base della conoscenza fisica esistente. Cioè, caratteristiche di processi elettromagnetici intensi sono state trovate nello spazio, dentro e vicino a questi oggetti naturali auto-luminosi.

Queste caratteristiche includono:

3.2.1 Emissioni elettromagnetiche intense che vanno dalla banda d’onda micrometrica attraverso il diapason visibile, alla lunghezza d’onda della televisione e della radio.

3.2.2 Cambiamenti nel campo elettrico e magnetico, come interruzioni elettriche e la magnetizzazione di rocce e oggetti tecnici.

3.2.3 Scariche elettriche distruttive.

3.2.4 Effetti di gravitazione come la levitazione.

3.2.5 Altri.

Tutte le qualità di questa classe di fenomeni richiedono lo sviluppo di nuove branche della fisica moderna, in particolare la creazione di un “modello di vuoto fisico non-omogeneo”. (67). Un avanzamento delle scienze in questa direzione ci permetterebbe di rivelare la vera natura di questi oggetti, che agiscono apparentemente e latentemente, sul nostro ambiente geologico, geofisico e biosferico e sulla vita umana. (68)

Comunque, dobbiamo prendere in considerazione tutti i nuovi processi sviluppati e gli stati del nostro ambiente geologico e geofisico. Questi processi, per la maggior parte, si manifestano in qualità difficili da registrare e osservare, dello scheletro elettromagnetico della Terra. Questi dati inoltre riguardano gli aspetti geofisici e climatici delle interazioni Sole-Terra e planetarie-terrestri.

Questo è particolarmente vero per Giove che è magneticamente coniugato col nostro pianeta. La totalità di questi processi di trasformazione planetaria si sviluppa precipitosamente, in modo onnipresente e vario. E’ critico che i politici vengano informati e preparati per capire queste relazioni globali tra la totalità delle attività naturali e antropogeniche e le loro fondamentali cause ed effetti. (69).

E’ necessario dare inizio ad uno studio scientifico che delinei i problemi associati ai correnti processi di trasformazione della Terra e gli effetti che avranno sulle dinamiche demografiche globali. (70). Il chiaro innalzamento delle nostre forze tecnogeniche distruttive su scala planetaria e cosmica, ha ora messo in questione la futura sopravvivenza della nostra civilizzazione tecnocratica (33,7). Inoltre, il principio della supremazia della Natura (72) sulle attività e risultati tecnogenici e psicogenici di questa umanità, diviene sempre più evidente.

CONCLUSIONI

La situazione che si è creata nella nostra Eliosfera è di origine esterna, interstellare, e dello spazio cosmico e sembra causata dagli evidenti processi fondamentali e auto-oscillatori, nello spazio fisico, di continua creazione che ha modellato e continua ad evolvere il nostro Universo. Il presente stato eccitato della nostra Eliosfera esiste nell’intero organismo che forma il Sistema Solare, il Sole, i Pianeti, le Lune, le Comete e gli Asteroidi, così come i plasma e/o i medium elettromagnetici e le strutture dello Spazio Interplanetario. La risposta a queste iniezioni di energia e materia Interstellare nella nostra Eliosfera è stata e continua ad essere, una serie di nuovi processi energetici osservati e formazioni su tutti i Pianeti, tra i Pianeti e le loro Lune e tra i Pianeti e il Sole.

L’abilità della Terra di adattarsi a queste azioni esterne e traferimenti, si è aggravata ed è divenuta più complicata, per le alterazioni tecnogeniche che abbiamo fatto alla naturale qualità, o stato, del nostro ambiente geologico-geofisico. Il nostro Pianeta Terra è ora nel processo di una drammatica trasformazione, alterando il suo scheletro elettromagnetico tramite uno spostamento dei poli di campo geomagnetico e tramite cambiamenti di composizione nell’ozono, nell’idrogeno e nei livelli di saturazione del suo involucro di gas-plasma.

Questi cambiamenti nello stato fisico della Terra sono accompagnati da risultanti processi climatici/atmosferici e biosferici, di adattamento. Questi processi stanno divenendo sempre più intensi e frequenti, come evidenzia l’aumento in tempo reale di “eventi transitivi non-periodici”, come le catastrofi. E’ divenuta di vitale importanza la creazione di una carta mondiale che indichi le regioni favorevoli e catastrofiche sulla Terra, prendendo in considerazione la qualità dell’ambiente geologico e geofisico, la varietà e intensità delle influenze cosmiche e il reale livello dello sviluppo spirituale-etico delle persone che occupano queste aree.

E’ ragionevole sottolineare che il nostro Pianeta passerà presto in queste nuove condizioni di crescita energetica, che porteranno alla transizione in un nuovo stato e qualità della relazione Spazio-Terra. Gli organismi viventi di queste regioni della Terra con la maggior attrazione per le influenze cosmiche, saranno spinti verso appropriate reazioni di evoluzione, o processi, per queste nuove condizioni. Queste zone di commutazioni verticali e di trasferimento d’energia, stanno già divenendo il cuore o i punti caldi, nella ricerca per nuovi sistemi di adattamento e mutua trasformazione. La lista generale di queste zone include le regioni polari, le estremità continentali est delle regioni equatoriali (Caraibi, Madagascar, Filippine, Mar Giallo, ecc..) e le zone continentali interne che tendono a piegarsi e sollevarsi (Himalaya, Pamir-Hindukush, i sistemi Altay-Sayan, ecc..).

Le aree più significative di queste, sono le zone elio-sensitive che hanno intensa risposta all’attività solare geoeffettiva (Nota #1), risposte che includono la drammatica e inusuale manifestazione del vuoto non-omogeneo o le strutture classiche di dominio eterico non-meccanico. Queste strutture o oggetti, interagiscono con le zone eliosensitive, producendo effetti profondi e potenti sull’ambiente, come l’alterazione delle attività sismiche e le composizioni chimiche. Dato che questi oggetti di dominio del vuoto non-omogeneo mostrano caratteristiche non di questo mondo fisico, come “luce liquida” e “movimento non-Newtoniano”, è difficile non descrivere la loro manifestazione come “processi intramondo”. E’ importante notare che queste zone eliosensitive che esibiscono processi su media e larga scala, sono anche quelle più associate a questi “interworld processes”, prodotti dai disturbi di omogeinità del vuoto fisico.

Tali disturbi cusano e creano processi di trasferimento di materia ed energia tra il medium eterico e il nostro mondo tridimensionale. La moltitudine di tale fenomeno, ricco nella sua qualità e varietà, sta già crescendo rapidamente. Centinaia di migliaia di queste formazioni naturali auto-luminose, stanno esercitando una crescente influenza sui campi geofisici della Terra e della biosfera. Suggeriamo che la presenza di queste formazioni sia il precedente principale della trasformazione della Terra, una Terra che diviene sempre più soggetta ai processi fisici di transizione che esistono nella terra di confine tra il vuoto fisico e il nostro mondo materiale.

Tutto questo mette l’umanità e ognuno di noi, difronte ad un problema difficile e topico, la creazione di un avanzamento rivoluzionario nella conoscenza, che richiederà una trasformazione del nostro pensiero e una comprensione di questo fenomeno mai visto prima che ora si presenta nel nostro mondo. Non esiste altro percorso verso il futuro, che una profonda e interna percezione e conoscenza degli eventi in corso ora nell’ambiente naturale intorno a noi. Solo tramite questa comprensione l’umanità conseguirà l’equilibrio col rinnovato flusso degli Stati e i Processi PianetoFisici.

Fine del documento.

Dr. Alexey N.Dmitriev

Professore in Geologia e Mineralogia e Principale Membro Scientifico, Istituto Nazionale di Geologia, Geofisica e Mineralogia, Dipartimento Siberiano dell’Accademia di Scienze della Russia.
Esperto in Ecologia Globale e negli Eventi Terrestri in Rapido Processo.

(Pubblicato in Russo, IICA Transactions, Volume 4, 1997)

NOTE

1. Dato che la Terra è un organismo grande e molto organizzato, ogni sua unità o territorio come i sistemi montuosi, i fiumi, le falle tettoniche, i depositi di minerali, i pozzi di petrolio, ecc.. giocano un ruolo funzionale nella sua vita e nella sua connessione con il mondo esterno. Per esempio, i depositi di oro supportano la stabilità climatica, perchè fanno da connessione tra l’attività elettrica nell’atmosfera e l’attività elettrica sotto la superficie della Terra.

2. Ai giorni d’oggi conosciamo tutti il lavoro di Tschizhevsky che ha scoperto e provato negli anni ’20, che profonde e varie connessioni esistono tra l’attività Solare e vari processi della vita. Usando vasto materiale storico e statistico, ha mostrato che l’attività Solare agisce come acceleratore e moderatore sull’intera biosfera, che manifesta in frequenza e quantità: nascite, morti, raccolti, epidemie, attacchi cardiaci, emergenze, fallimenti bancari, catastrofi, suicidi, crescita della popolazione e decrescita, ecc..

3. Dato che diverse zone della Terra hanno diverse funzioni nel suo organismo, la loro risposta all’attività Solare è diversa. Per esempio, le regioni polari sono le prime a reagire ai disturbi Solari, che conosciamo bene nella forma di tempeste magnetiche, aurore e oggi, nel riscaldamento dell’oceano a 75° di latitudine Nord. Conosciamo anche altri posti che dimostrano intense reazioni a differenti tipi di attività solare, quelli che chiamiamo zone eliosensitive. Tali reazioni includono disturbi elettromagnetici locali, aurore a bassa latitudine e cambiamenti specifici negli schemi delle variazioni del campo magnetico su scala a breve termine. Ci sono anche reazioni a lungo termine nello stato della biosfera. Uno dei nostri colleghi, Ildar Mingazov, ha scoperto, studiando la distribuzione e frequenza di diversi tipi di malattie in varie regioni, che l’intensità della frequenza di malattie in correlazione con l’attività solare, varia tra le regioni ed è massima per le zone eliosensitive (per esempio, le malattie cardiovascolari).

(Note da: Andrew Tetenov)
Fine delle NOTE

English Presentation Sponsored By: THE MILLENNIUM GROUP January 8, 1998
Russian to English Translation and Editing: by A. N. Dmitriev, Andrew Tetenov, and Earl L. Crockett

Tradotto da Richard per Altrogiornale.org
http://www.tmgnow.com/repository/global/planetophysical.html

Altre informazioni sul lavoro del Dr. Alexey N.Dmitriev : http://pulse.webservis.ru/dmt.html

Fonte : http://www.altrogiornale.org/dr-alexey-n-dmitriev-le-trasformazioni-in-corso-sulla-terra-2/

IN DEFINITIVA

Una trasformazione in atto in nel sistema solare è innegabile, ed è dovuta a cause esterne di natura interstellare.
Ci sono infatti molti fattori (anche di cambiamento climatico locale) che presi individualmente sembrano non avere nessura ragione, per questo vanno valutati su un piano più esteso, quale quello dell’intero sistema solare.

Consultando quest’altro articolo, sembra che il sole abbia aumentato la potenza del suo campo magnetico del 230% (e tutto questo a fronte di un ciclo solare relativamente basso).
Noi non ci possiamo fare nulla, ma nell’equilibrio della divina creazione, sembra che il sole si sia adattando alle nuove circostanze.

Clock_Solar

Fonte : http://sitsshow.blogspot.it/2015/07/suns-magnetic-field-230-stronger.html

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=Km3uhv6oVWg

Di seguito elencati i cambiamenti :

Luna: Alla Luna si sta addensando un’atmosfera. Intorno alla luna, a 6.000 Km c’è questo profondo strato di Sodio che prima non c’era.

Esosfera si sodio della Luna

Ricerca dell’università di Boston : http://sirius.bu.edu/planetary/moon.html
Ulteriore ricerca sull’esosfera di sodio lunare con il passaggio delle Leonidi : http://sirius.bu.edu/moontail/

Mercurio: Scoperti inaspettati ghiacci polari, insieme ad un sorprendentemente forte campo magnetico intrinseco.

Venere: aumento del 2500% della luminosità delle aurore, e cambiamenti atmosferici globali sostanziali in meno di 40 anni.

Marte: “Riscaldamento Globale”, grandi tempeste, scomparsa delle calotte polari.

Giove:. Oltre 200% di aumento della luminosità di circondare nubi di plasma (cinture enormi in atmosfera del pianeta gigante hanno cambiato colore, punti caldi di radiazione sono sbiaditi e riacceso, e livelli di nuvole hanno addensato e sciolto, il tutto mentre rocce spaziali sono stati sfreccia in così il gigante gassoso)
http://www.nature.com/nature/journal/v428/n6985/abs/nature02470.html

Saturno: Maggiore diminuzione della velocità delle correnti equatoriali in soli ~ 30 anni, accompagnata da una sorprendente ondata di raggi X dall’equatore.

Urano: Grandi cambiamenti di luminosità, una maggiore attività globale di nubi (Questo pianeta è conosciuto per avere un ambiente molto calmo.)

Nettuno: aumento del 40% di luminosità atmosferica. http://newsoffice.mit.edu/1998/triton

Pluto: aumento del 300% della pressione atmosferica, anche se Plutone si allontana più lontano dal Sole
http://newsoffice.mit.edu/2002/pluto

Terra: meteo in tutto il mondo sostanziale ed evidente e cambiamenti geofisici. Asse della Terra è cambiata.
Sulla Terra, l’attività vulcanica complessiva è aumentata del 500% periodo 1875-1975, mentre l’attività sismica è aumentata del 400% dal 1973. Dr. Dmitriev dice che confrontando gli anni 1963-1993, il numero complessivo dei disastri naturali – uragani, tifoni, frane, maremoti, ecc – è aumentato del 410%.

Il campo magnetico della Terra è diminuito. Questa diminuzione in realtà è iniziata 2000 anni fa, ma il tasso di diminuzione è diventato improvvisamente molto più rapidi di 500 anni fa. Ora, negli ultimi 20 anni o giù di lì, il campo magnetico è diventato irregolare.
http://www.grahamhancock.com/phorum/read.php?f=3&i=1004&t=1004&v=f
http://news.berkeley.edu/2014/10/14/earths-magnetic-field-could-flip-within-a-human-lifetime/

Un raddoppio del campo magnetico coronale del Sole nel corso degli ultimi 100 anni
http://www.nature.com/nature/journal/v399/n6735/full/399437a0.html
https://en.wikipedia.org/wiki/Michael_Lockwood_(physicist
Il Sole è più attivo ora che nel corso degli ultimi 8000 anni
http://www.mpg.de/research/sun-activity-high

Influenza solare su globali e regionali climi
http://link.springer.com/article/10.1007%2Fs10712-012-9181-3

Scienziato russo afferma che le Atmosfere dei pianeti stanno cambiando
http://www.awaken.cc/awaken/pagesE/library/ePlanetChanges.html

Il campo magnetico di Mercurio
https://en.wikipedia.org/wiki/Mercury’s_magnetic_field

Fonte : http://sitsshow.blogspot.it/2015/07/suns-magnetic-field-230-stronger.html