Breve storia dell’etere: dagli antichi Greci fino al XX secolo

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Mag 022018
 

Tratto dal link originale : https://www.scienzaeconoscenza.it/blog/scienza_e_fisica_quantistica/che-cos-e-l-etere

Fisica, atomi e storia. Cos’è l’etere e come è nato? Un’analisi approfondita partendo dall’antica Grecia fino ai giorni nostri


Gabriele Muratori – 09/03/2018

Etere: fu una figura della mitologia greca, personificazione divinizzata dell’atmosfera superiore, purificata perché respirata soltanto dagli dèi dell’Olimpo.

Il filosofo greco Democrito, primo nella storia dell’Occidente a parlare di atomi, afferma che l’atomo si sviluppa proprio da vortici, i quali si creano nel “vuoto”, in questo caso specifico non dissimile dall’etere. Attraverso questo movimento di vortici ha luogo la formazione di atomi e oggetti di materia in un ciclo di trasformazione senza fine, di nascita, morte e rinascita.

Nelle scienze antiche e medievali l’etere rappresentava un concetto classico, definito quale quinto elemento dopo i quattro fondamentali (Fuoco, Terra, Aria, Acqua) nelle premesse teoriche della materia alchemica e nella filosofia della natura.

etere

È fondamentale richiamarsi a questo concetto perché è sempre stato argomento, più o meno manifesto, di discussione lungo il corso dello sviluppo della nostra cultura e filosofia. Cartesio (1596-1650), il matematico della tridimensionalità, credette nell’esistenza dell’etere e spiegò questa sua esistenza come il mezzo in cui, nel sistema solare, come in un gigantesco vortice, i pianeti sono immersi e come la causa che produce la loro rivoluzione intorno al Sole.

etere

Raffaele Bendandi – Pianeti Extranettuniani

Anche grandi fisici come Isaac Newton (1643-1727), in certi tratti delle loro opere scientifiche, hanno parlato di etere. In un suo recente libro dal titolo Invenzioni non autorizzate, lo studioso indipendente Marco Pizzuti riprende con puntualità e competenza queste interessanti informazioni.
Si afferma in più di una pubblicazione che Isaac Newton non fosse un assertore dell’esistenza dell’etere, ma sembra parlarne in più occasioni, vediamo le citazioni testuali: «Io suppongo che vi sia diffusa ovunque una sostanza eterea, capace di contrarsi e di dilatarsi, fortemente elastica e del tutto simile all’aria da ogni punto di vista, pur essendo molto più sottile di essa».
In un’altra occasione nel 1704, nella prima edizione di Opticks, sua opera sull’ottica, postulò l’esistenza di «un mezzo etereo capace di trasmettere vibrazioni più velocemente della luce». «E questo mezzo non è identico a quel mezzo mediante cui la luce è rifratta e riflessa e per effetto delle cui vibrazioni la luce comunica il calore ai corpi ed è spinta verso accessi di facile riflessione e di facile trasmissione? […] E questo mezzo non è estremamente più raro e sottile dell’aria, ed è più elastico e attivo? E non penetra facilmente in tutti i corpi? E non è sparso (a causa della sua forza elastica) in tutti i cieli?».

Nello stesso testo Marco Pizzuti riferisce anche del lavoro di James Clerk Maxwell (1831-1879), il celebre fisico che riuscì a calcolare e spiegare tutti i fenomeni elettromagnetici con una sola teoria unitaria. I suoi studi permisero per esempio di dedurre che campo elettrico e campo magnetico sono manifestazioni di una sola realtà fisica e di attribuire alla luce le proprietà di un’onda elettromagnetica. Ancora oggi tutte le sue equazioni sono considerate valide, nonostante siano state elaborate sul concetto di etere.
Delle venti equazioni originali elaborate fino al 1865, oggi se ne conoscono solo quattro, poiché le restanti vennero escluse dallo stesso Maxwell nelle successive edizioni dei suoi scritti, per fini di semplificazione. Sta sorgendo un grande interesse, proprio ai giorni nostri, sulla riscoperta di queste sedici importanti equazioni perdute, che spiegherebbero invece numerosi fenomeni dell’universo, compresa la presenza dell’etere.

Augustin Jean Fresnel (1788-1827) a cui si deve la formulazione dei cosiddetti integrali di Fresnel, strumenti matematici attraverso i quali riuscì a elaborare una teoria che spiegasse tutti i fenomeni ottici (riflessione, rifrazione, interferenza e diffrazione), spiegò la natura ondulatoria della luce come un “vibrare in un mezzo fluido”.

Più tardi Heinrich Rudolf Hertz (1857-1874) dimostrò che anche l’elettromagnetismo confermava l’ipotesi che lo spazio fosse pieno di un mezzo vibrante fluido (poiché si propagava per oscillazione).

Guglielmo Marconi (1874-1937) successivamente si avvalse di questo concetto inventando la telegrafia senza fili e la radio. Tuttora le trasmissioni radio sono dette “Via etere” come se il concetto fosse rimasto inalterato attraverso tutto questo tempo.

In fisica, nel corso del XIX secolo, l’etere fu, quindi, considerata una sostanza universale, secondo un modello teorico che la considerava il mezzo attraverso cui si trasmettevano le onde elettromagnetiche, come per esempio la luce e i raggi X, analogamente al modo in cui le onde sonore vengono trasmesse attraverso mezzi elastici come l’aria e le onde marine dall’acqua.

Si supponeva che l’etere fosse privo di peso, trasparente, privo di attrito, non individuabile chimicamente o fisicamente e capace di permeare tutta la materia e lo spazio. Tale teoria incontrò crescenti critiche, finché nel 1881, al fine di dimostrare definitivamente l’esistenza dell’etere, Michelson e Morley misero in atto un esperimento, designato specificamente a individuare il moto della terra attraverso l’etere. Questo esperimento non dimostrò nulla, dimostrò l’assenza di qualsiasi suo effetto. Calò quindi un pesante sipario sull’esistenza dell’etere, rinforzato dal fatto che poco più tardi la teoria della relatività avrebbe postulato al contrario lo spazio come vuoto, cioè il nulla al di fuori di quanto non ha massa.
Non completamente rassegnati al fallimento dell’esperimento di Michelson e Morley, alcuni scienziati sentirono dopo pochi anni l’esigenza di rivedere e valutare criticamente i loro esperimenti eseguiti.

Ad esempio Dayton Miller, basandosi sugli studi dei due scienziati, effettuò una lunga serie di esperimenti, durati oltre vent’anni, con oltre 200.000 misurazioni, trovando sempre risultati che, invece, confermavano l’esistenza di un etere che influenzava la Terra nel suo spostamento nel cosmo. Dai risultati degli esperimenti emerse, inoltre, che la velocità della luce non era costante in tutte le direzioni, ma variava in funzione di esse. In base a queste scoperte, oltre a dimostrare la presenza di un etere nel cosmo, veniva automaticamente invalidata anche la teoria della relatività di Einstein. Tuttavia la teoria del vuoto oramai aveva preso piede e sembrava desse soddisfazione a buona parte degli scienziati mondiali, e nessuno aveva in quel momento intenzione di rimetterla in discussione.

Gabriele Muratori

Medico di medicina generale, specialista in Medicina dello sport e igiene e Medicina preventiva. Accreditato presso l’Ordine dei medici di Forlì – Cesena come medico praticante in Agopuntura, Medicina tradizionale cinese, Neuralterapia.Esperto nella Floriterapia di Bach. Esperto in Radioestesia e Orgonomia in campo medico. Ideatore… Leggi la biografia

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Energia Verde Negativo

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Feb 102017
 

Tratto dal sito : http://www.astroceramica.it/terapia-cromoradionica.html

ENERGIA “VERDE NEGATIVO” E TERAPIA CROMORADIONICA O CROMOTERAPIA RADIONICA
di Andrea Fontana


Ecco come avvenne la scoperta del “VERDE NEGATIVO
“.
All’inizio del 1930 i ricercatori francesi Chaumery e De Belizal fecero degli studi di radioestesia fisica sui solidi ed esaminarono attentamente le radiazioni emesse dalla superficie di una sfera di legno
, posta sopra un supporto.

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Constatarono che nei due vertici, alto e basso (chiamati Nord e Sud), risultavano esserci due energie opposte (negativa e positiva). Constatarono anche l’esistenza di due meridiani: uno “elettrico
“, l’altro “magnetico“, passanti per i due “poli” Nord e Sud.
Tracciarono una riga che divideva a metà la sfera, denominata “equatore”.
Studiando la parte superiore del meridiano magnetico (quello passante per la parte superiore dell’equatore), notarono che la superficie della sfera emetteva 7  ” vibrazioni-colore ” ripartite regolarmente a 1/6° di intervallo: in alto il violetto
; verso la sinistra dell’osservatore, andando verso il basso, l’indaco, l’azzurro, il verde +; verso la destra, andando verso il basso, trovarono vibrazioni speciali che solo in un secondo tempo capirono che appartenevano allo spettro invisibile.

 

sfera-colori
Parte superiore


Studiando la parte inferiore del meridiano magnetico (quello passante per la parte inferiore dell’equatore della sfera), captarono le vibrazioni del rosso
(polo sud), dell’arancio, del giallo, ed altre vibrazioni che non furono subito identificate perché anch’esse appartenenti allo spettro invisibile.

sfera-meridiano-magnetico
Parte inferiore
Decomposizione dello spettro in colori-raggi del Meridiano Magnetico.


Tra le emissioni appartenenti allo spettro invisibile
, che seguito furono bene identificate in infrarosso, nero, bianco, ultravioletto, suscitò il massimo interesse la radiazione diametralmente opposta all’emissione del Verde dello spettro visibile (verde positivo = V+) una vibrazione misteriosa collocata esattamente tra il bianco e il nero, con strane proprietà.
Sin dal 1934 questa emissione fu battezzata da Chaumery e De Belizal con il nome di VERDE NEGATIVO
, per la sua posizione opposta e contraria a quella del verde positivo.
I due ricercatori notarono un fatto importante e curioso: l’emissione dei colori dalla superficie della sfera in legno seguiva un ciclo lento, della durata di 24 ore. Ogni giorno, alla stessa ora, i due studiosi ritrovarono i punti di colore al posto giusto.
Questa variazione dei punti-colore è verosimilmente connessa con la posizione della Terra rispetto al Sole, o meglio con l’angolazione della luce proveniente dal Sole.
Da notare è che nella zona compresa tra il nero ed il bianco esistono importanti punti vibratori; ad esempio le stazioni radio ed i ripetitori radiotelevisivi interferiscono in una zona intermedia tra il Verde Negativo ed il bianco. I cavi di alta tensione (anche quelli ferroviari) sono su una frequenza vicina alla precedente.
L’acqua nel sottosuolo, in falda o in corrente emette una frequenza pericolosissima, captabile in una zona compresa tra il verde negativo ed il nero.
Ogni forma di radioattività, naturale o artificiale, emette vibrazioni lungo la frequenza del Verde negativo.
Il verde negativo è la vibrazione più corta e più potente dell’universo.
Parlando di essa De Belizal e Morel, nel loro testo “Fisica Micro-Vibratoria e forze invisibili“, l’hanno definita come l’onda tellurica che –dal centro della terra – si alza verso la stratosfera, portando con sè ogni vibrazione trovata lungo il suo cammino.
Quando si parla genericamente di “verde negativo” si sottintende una fascia di raggi radioattivi intensissimi, compresi tra l’infrarosso e l’ultravioletto.

sfera-dell-invisibile
Grafico con la gamma delle frequenze appartenenti alla sfera dell’invisibile, con gli irradiamenti secondari


La vibrazione del Verde Negativo
puro è la più importante, anche per specifici usi nelle terapie oncologiche del prossimo futuro.
Il ricercatore francese Enel fu il primo a intuire il rapporto fra le microvibrazioni e i tumori, ed ora, la possibilità di curare con tale sistema, è realtà.
Il Verde Negativo puro ha le seguenti proprietà:

  mummifica
, qualsiasi sostanza organica (carne, pesce, uova, fiori, ecc).
 sterilizza
, distruggendo i micro-organismi responsabili della putrefazione. Il fatto straordinario è che non è necessario che l’azione della vibrazione V- agisca a lungo: è sufficiente avere un testimone (ad esempio un pezzetto di carne) da irradiare, per trasmettere l’energia all’intero soggetto, anche se è distante oltre 500 Km.

Ma la cura a distanza non è nata in questo secolo, poiché ogni scoperta fatta non è altro che una riscoperta di conoscenze millenarie andate perdute o dimenticate.
La storia recente della cura a distanza risale ad oltre duecento anni fa, ad opera del cavaliere francese De Barberin, ufficiale d’artiglieria e seguace del grande Magnetizzatore Franz Anton Mesmer (già citato precedentemente).
Riferiamo quanto si scrisse circa le sue cure: “…il cavalier De Barberin si è spinto più lontano del Mesmer. Egli, che ha meglio conosciuto il principio in base al quale agisce, ha fatto spesso esperienze, le quali gli hanno rivelato che l’azione magnetica si faceva sentire a una distanza molto lontana; donde si può concludere che non ci sono limiti noti che possano circoscriverla, né ostacoli che essa non superi: il signor De Barberin e le persone che si sono esercitate secondo i suoi principi hanno magnetizzato più volte da un capo all’altro della città, e anche a varie leghe di distanza…”.
Questo accadeva intorno al 1780, a Lione.

Poiché è possibile sterilizzare a distanza, è anche teoricamente possibile ridurre un tumore, operando in un luogo molto distante dove vive l’ammalato, purché si abbia una particella della neoplasia da trattare.
I medici del XXI° Secolo opereranno in questo modo. Infatti, se usando il V- puro si mummificano i tessuti, con il V- non puro (ad esempio sulla frequenza ”alfa”) si cura il tumore senza mummificare. Nella misura in cui il malato guarisce ed il tumore si riassolve, si utilizza una emissione di V- sempre più lontana dalla frequenza pura e sempre più vicina al Nero.
La guarigione è possibile se il tumore è al primo stadio. Se il caso è disperato gli specialisti Chaumery e De Belizal raccomandavano comunque la terapia col Verde Negativo, per mummificare i centri nervosi, onde sopprimere la sofferenza e mummificare lentamente i tessuti, prolungando la vita del malato.
La vibrazione del V- è l’onda più corta e penetrante dell’universo, infatti i radioestesisti che hanno eseguito esperimenti con questa vibrazione, senza le opportune precauzioni, sono stati colpiti da ustioni simili a radiodermiti.
Ma, se non è utilizzata, questa vibrazione diventa un’onda morta.

Sfruttando le scoperte fatte sulla Sfera, Chaumery e De Belizal progettarono e costruirono un pendolo in legno dalle caratteristiche straordinarie, chiamato “PENDOLO UNIVERSALE“.
Il Pendolo Universale detiene al suo interno una particolare pila perpetua, senza la quale il Pendolo non sarebbe efficace.
Grazie agli studi di questi pionieri della TERAPIA CROMO-RADIONICA, abbiamo applicato le proprietà della “Ceramica” nella realizzazione di un Pendolo Universale, che ci auguriamo possa continuare l’opera dei suoi ideatori, fornito con le istruzioni d’uso originali (traduzione in Italiano).

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Tratto dal sito : http://centrolucenascente.blogspot.it/2012/11/verde-negativo.html

Verde Negativo

Verde Negativo.

V- questo sconosciuto e potente colore dello spettro dell’aura è il responsabile della maggior parte delle cefalee notturne del nostro paese. Vediamo allora di capirci qualcosa di più. Il Verde Negativo fu scoperto quasi per caso dal fisico Bovis durante un viaggio nella piramide di Cheope trovando decine di corpi di uccelli gatti e topi morti, rimasti intrappolati nei corridoi e stranamente mummificati. La scoperta lo indusse a ricreare in patria una piramide in scala e a collocarci all’interno dei cadaveri di gatti trovati per strada. L’esperimento riuscì ma non riusciva a spiegarsi tale fenomeno attribuendolo a una qualche forma sconosciuta di energia cosmica. Fu De Belizal altro fisico e ricercatore francese con la passione della Radiestesia a spiegare la causa della mummificazione delle carcasse all’interno della piramide Egizia. Grazie a dei pendoli  particolari in grado di captare le radiazione dell’aura delle forme geometriche (campo energetico che circonda ogni forma, vivente e non) riuscì a isolare dodici  emissioni  energetiche nel perimetro di una sfera corrispondenti per vibrazione ai colori dello spettro visibile e invisibile così distribuiti sull’aura:

Verde Negativo V-       Verde Positivo     V+

Nero                  N            Blu                    Bu

Infrarosso          IR           Indaco              I

Rosso                R            Viola                 Vi

Arancio            O            Ultravioletto     UV

Giallo               J              Bianco              Bc

Approfondendo il suo lavoro battezzò queste emissioni di colore “Onde di Forma”. Scoprì  inoltre che il colore attraversando l’equatore della sfera rimaneva tale ma cambiava di polarità; da qui la dicitura Verde Negativo poiché non ne esiste un colore simile in natura e così tutti gli altri. La cosa è molto complicata ma si può così riassumere:

l’onda di forma cambia di polarità in base all’orientamento magnetico ecco perché è importante orientare il letto con la testa a nord; tutte le emissioni  che tendono verso il sud passando per l’est e l’ovest sono tendenzialmente dannose per l’organismo. A sud si avrà l’emissione di Verde Negativo pura che ha caratteristiche disseccanti mummificanti e di scarica dell’energia con conseguente spossatezza di chi si trova investito dal suo influsso. Chaumery Il collega di de Belizal morì  mummificato in seguito alle lunghe esposizioni agli strumenti realizzati per studiare il Verde Negativo. In seguito De Belizal e il nuovo collega Morel riuscirono grazie a degli strumenti più precisi e sicuri a trattare e portare a guarigione persone ammalate di tumore al fegato inviando  V-  a orario e per breve tempo.

Nello schema qui riprodotto è resa visibile solo la componente energetica del Verde + che è il V- ma ogni colore ha la sua  carica negativa quindi a ogni colore naturale emesso dall’aura ne va considerato uno   con caratteristiche opposte. Il più dannoso in assoluto per in organismo vivente esposto alla sua influenza rimane senz’altro il Verde negativo emesso in gran quantità dalle geopatie, faglie, vene di acqua, giacimenti minerali, linee dell’alta tensione, nodi e incroci energetici. Un bel dilemma davvero. Per completare l’opera si ci è messa la moderna architettura con le gabbie abitative formate da sconsiderati intrecci di ferro e cemento che amplificano fortemente le Radiazioni Geopatiche. In questo senso si è mossa la moderna Radiestesia per cercare delle soluzioni idonee a preservare la salute anche in presenza di emissioni geopatogene impossibili da evitare. Sono nati così una miriade di equilibratori, compensatori, neutralizzatori di queste benedette Radiazioni Geopatiche e i loro risvolti negativi.

Piramide di Cheope

Piramide di Cheope.Un ricercatore di nome Bovis (l’ideatore del regolo di bovis per misurare le vibrazioni energetiche) negli anni cinquanta durante una visita guidata all’interno della piramide di Cheope si smarrì per qualche tempo nei corridoi adiacenti la tomba reale ed ebbe modo di osservare in tutta tranquillità cio che vi accadeva. Dalle pareti trasudava umidità  l’aria era pesante ma senza odori particolari e negli angoli dei corridoi giacevano diversi cadaveri di animali morti, tra cui ratti, uccelli e anche gatti, evidentemente entrati all’interno e incapaci di riguadagnare l’uscita. Incuriosito dal gran numerto di queste bestioline morte, si chinò per ossevarle da vicino alla fioca luce della torcia elettrica. Alcuni erano coperti di terriccio e ragnatele quindi dovevano essere li da gran tempo, li smosse e si rese conto che erano  perfettamente conservati, senza traccia di cattivo odore o putrefazione ne perdita di pelo. Ne trafugò uno nello zaino certo di aver fatto una scoperta a dir poco eccezionale.
Tornato in patria, esaminò il corpo del roditore in laboratorio e scoprì che era perfettamente mummificato. Animato da simile scoperta, si adoperò per realizzare una piramide in scala nel suo giardino, la struttura era realizzata in blocchi di pietra simili a quella di Cheope ed anche le varie misure la riproducevano fedelmente.
terminato di costruirla, prese a deporvi al suo interno carcasse di animali morti,  soprattutto gatti e topi a diversi stadi di decomposizione. Con sua grande soddisfazione il modello di piramide funzionava egregiamente. Qualche anno dopo nella repubblica Ceca un ricercatore registrò all’ufficio brevetti una singolarissima invenzione; un’affilatore di lamette da barba a forma di piramide di cheope, realizzato in cartone compresso. Quello fu l’inizio dell’era della piramide energetica. Il singolare inventore, scoprì che al terzo inferiore dell’altezza della piramide di cheope correttamente orientata a nord, si forma una formidabile concentrazione di energia. Identificata da De Belizal come verde negativo V- anche se nel brevetto si parla piuttosto di energia cosmica. Ma anche il pranoterapeuta riesce a mummificare della materia vivente Vedi  senza emettere V-. Ulteriori studi di De belizal dimostrarono che nella piramide vi sono molte forme di energia, molto simili al magnetismo e al Prana o ki, utilissime per intervenire sulla salute di una persona, legate ai colori e alla latitudine sul corpo della piramide.
Verso la metà degli anni 70 in America si diffuse la moda di utilizzare modellini di piramide colorati da mettere sotto la poltrona o il letto per ricaricarsi, rilassarsi, meditare, acuire le doti di telepatia o telecinesi ma anche per condurre esperimenti di mummificazione o conservazione.
Modellino adatto al settimo chakra
Unico neo, il modellino deve essere realizzato rispettando le misure alla perfezione altrimenti viste le dimensioni ridotte non funziona. Questo  in foto è particolarmente valido per sviluppare le facoltà latenti del settimo chakra ed equilibrare energeticamente i due emisferi del cervello e naturalmente per intervenire su tutte le problematiche legate a questo vitale centro energetico che ci collega al se superiore e al Divino. Questo modello posizionato sotto il letto all’altezza del cuscino regala lunghi sonni ristoratori ricchi di sogni lucidi di straordinario realismo. Ma soprattutto rilassa la mente e mette a tacere i pensieri disordinati e incontrollati dovuti ai vari bombardamenti subiti nell’arco della giornata. Altro uso di questo modellino comune a tutti gli altri è la mummificazione del basilico per consumarlo sempre fresco come appena colto; basta staccare le foglioline, lavarle delicatamente e asciugarle, dopo fare uno strato, una foglia vicino all’altra allineate sulla verticale nord/sud senza sovrapporle a coprire tutta la base e infine coprire con la piramide, se tutto va bene in sei giorni si avrà del basilico fresco da consumare anche dopo due anni di conservazione in sacchetti di carta senza avere il benchè minimo alteramento organolettico.E’ superfluo dirlo ma realizzo su richiesta modellini di piramide in cartoncino (max 30 cm di altezza) o bacchette di legno fino a un metro e cinquanta di altezza.

Da consultare anche il testo : “Barriera Magnetica” di G.B. Ferlini sullo studio ed orientamento di una piramide.

 

La barriera magnetica – G.B. Ferlini (ocr perfetto) by Marco Rossi on Scribd

Dettaglio sull’orientamento della piramide :

“Era necessario infatti per la piramide avere uno spigolo od un lato esattamente allineato
con il polo magnetico e gli altri tre spigoli o tre lati esattamente allineati
con gli altri tre punti della bussola.
Lo spigolo od il lato allineato con il polo magnetico doveva corrispondere di massima
con la stella polare e questa operazione la potevamo fare evidentemente soltanto la sera
al buio” (G.B. Ferlini)

Orientamento Piramidi :

Piramidi_Giza_Nord_Magnetico

Recente termografia sulla piramide di Cheope :

piramide_giza_-640x360

Bolla platonica del tetraedro, mostra il disporsi all’interno delle lamine saponose secondo il principio di minima superficie (corrisponde con il centro focale dell’energia) :

Bolla_platonica

Foto tratta dall’articolo “Rifrazione Sferica” link : https://www.fortunadrago.it/5674/rifrazione-sferica/

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Una foto fortuita mostra la fuoriuscita di energia dalla piramide di Kukulkan in Yukantan (Messico) :

original1_Kukulkan_Yukantan

Da consultare l’articolo Energia dalla piramide link : https://www.fortunadrago.it/infinite-energy/energia-dalla-piramide/
Dispositivo ATREE link : https://www.fortunadrago.it/infinite-energy/energia-dalla-piramide/atree/

Dispositivo ELIOS link : https://www.fortunadrago.it/or-acc-umulator-3/oracc-artificiali-2/elios/

elios_saccomanni2

ELIOS

Rifrazione Sferica

 Energia, Etere, Geometria, luce, Sole  Commenti disabilitati su Rifrazione Sferica
Feb 092017
 

Rifrazione (significato) : deviazione subita da un’onda che ha luogo quando questa passa da un mezzo ad un altro nel quale la sua velocità di propagazione cambia. La rifrazione della luce è l’esempio più comunemente osservato, ma ogni tipo di onda può essere rifratta, per esempio quando le onde sonore passano da un mezzo ad un altro o quando le onde dell’acqua si spostano a zone con diversa profondità.

Link originale : https://www.artofclaytaylor.com/single-post/2017/02/07/Spherical-Refraction—The-Relationship-Between-Light-and-the-Universal-Shape

Tratto dall’articolo di Clay Taylor

Rifrazione Sferica – Il rapporto magnetico tra luce e la forma universale

Una domanda principale che si pone nello studio della geometria e lo studio della luce riguarda il comportamento della luce sulla sfera.

La sfera è di per sé niente di meno che la forma universale e perfetta. E ‘in un certo senso la prima e l’ultima possibilità di grande miracolo della dimensione l’unico grande matrimonio di singolarità e l’infinito, l’unificazione della polarità e la causa prima delle 3 dimensioni di base dello spazio triangolare. È insieme un unico punto, una singola superficie ma un contenitore di infiniti punti. E ‘infinitamente divisibile, ha curvatura completa che esprime ogni angolo e sia la convessità e concavità è costruito in esso. Chiaramente, per descrivere le sue caratteristiche è quella di utilizzare parole che sembrano paradossali e contraddittorie …

È per mezzo della sfera che l’uomo e la sua scienza può arrivare a capire veramente la natura e, forse, la grande verità della causa. La totalità della matematica vera, geometria e fisica devono la loro fedeltà alla sua ragione. Allo stesso modo, è stato elogiato per tutto il tempo come la forma dei cieli e dello stesso Dio.

Quale sarebbe la sfera aiutare a rivelare per quanto riguarda la natura della luce? Ho lavorato per osservare da vicino e documentare le molte dinamiche sottili di questa domanda in molti modi.

L’immagine vista riflessa su di una bolla di sapone, per esempio era piuttosto un puzzle da capogiro. La superficie esterna della bolla riflette un’immagine e quindi è la superficie interna. Si può anche vedere la luce da oltre la bolla che ha reso con il tuo occhio senza riflessione. Poi vi è la distorsione sia quella luce e la luce riflessa da due emisferi però il gradiente completa di curvatura. Poi vi è la rifrazione della luce sui fenomeni di colore che vediamo in più nella bolla di sapone. Il risultato è un’immagine altamente complessa con numerose sottigliezze facilmente trascurate.

Considerando tutto questo? Non è facile mettere alcuni di questi concetti in un linguaggio, e tuttavia abbiamo tutti giocato con questa forma da quando eravamo bambini. Ma andiamo avanti con fiducia, esso diventa sempre più interessante lo prometto!

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

(n.d.r. Da consultare anche l’articolo : Tutto non è che bolle di sapone )

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=GKvT1lRWhE0

Naturalmente una sfera di cristallo (o sfera di vetro ottico) non è affatto una semplice impresa da comprendere. Le informazioni elettromagnetiche visive sta convergendo su di essa da tutte le direzioni, con alcuni comportamenti conseguenti, eppure affascinanti concernenti la luce.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

L’Inversione

Uno dei principali fenomeni di ottica sferica è il “flip”, l’inversione dell’immagine del mondo oltre la visuale. Tuttavia, questo fenomeno dipende interamente la vicinanza di oggetti in relazione alla sfera, così come il ricevitore riceve l’immagine (come l’occhio della telecamera.) L’immagine sarebbe in un determinato rapporto di distanza ingrandimento in una misura che sarebbe poi per capovolgere  ottenendo il corretto orientamento tramite un’inversione polare.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Ecco un esempio di inversione polare di un capovolgimento immagine da capovolta verso lato destro in alto. L’immagine di un occhio a distanze abbastanza lontano dalla sfera è a testa in giù, come il paesaggio è nell’immagine precedente. Quanto più la l’immagine dell’occhio fotocamera o arriva a sfera, tanto più amplificato l’occhio diventa, fino a quando l’immagine capovolge totalmente lato destro in alto. L’anello blu circonda l’occhio è in realtà lo stesso occhio capovolto ingrandito, prima del confine dell’ inversione polare. Questo è un esempio di un comportamento fondamentale di spazio- che di una condizione al contorno . Il mondo materiale è formato per mezzo di condizioni al contorno. Ogni atomo è fatto individuale e distinta da una condizione al contorno, mentre simultaneamente condivisione di una connessione con l’universo è una parte costitutiva. Qui la luce immateriale dimostra questa impresa misteriosa e fondamentale per mezzo della forma universale della sfera.

Questo effetto di prossimità stavo osservando sfidato alcune riflessioni fondamentali che ho avuto per quanto riguarda la luce in vicinanza. Si potrebbe naturalmente pensare che la luce che cade su una sfera, semplicemente cade su una sfera non diversamente indipendentemente da quanto vicino o quanto era in relazione alla sfera. Voglio dire, non vedete l’immagine del paesaggio capovolto dal lato destro all’interno di una porzione dell’immagine che si crea? Cosa c’è di diverso dalla luce che ha colpito la sfera da diversi piedi di distanza rispetto alla luce che ha colpito la sfera da 2 pollici di distanza? Forse la luce è più di particelle fotoniche o di onde che viaggiano attraverso lo spazio vuoto disconnesso? Forse vi è infatti un campo magnetico “eterico”, che definisce lo spazio in un modo che si comporta in conformità con le leggi armoniche immutabili che non abbiamo ancora imparato?

Era evidente vi è infatti una geometria definitiva che impone questo processo, ho dovuto trovare metodi per rivelare ciò che stava accadendo con i raggi di luce. Ho deciso di studiare la sfera come vorrei tramite un prisma. Usando solo la luce del sole, eliminando la prossimità della sorgente luminosa possa essere un fattore nella geometria prospettiva. Per esempio, una torcia elettrica, per la vicinanza magnificata ombre in un angolo e lanciare una prospettiva e mi darebbe misurazioni meno ideali degli effetti di lente e rifrazione generati dalla sfera. Il sole però è virtualmente a ciò che noi chiamiamo una distanza infinita. Nella geometria, a distanza infinita, oggetti tridimensionali appaiono bi-dimensionali. Le ombre proiettate da un oggetto da raggi di luce del sole sono perfettamente parallele. Così il sole fornirà una misura ideale e costante nei fenomeni risultanti.

Il primo metodo che ho provato era di creare vapore acqueo intorno alla sfera e fotografare il comportamento dei raggi solari. Questo metodo ha rivelato in modo spettacolare uno dei comportamenti chiave della lente sferica – il punto focale.

Rifrazione Sferica by Clay Taylor

Rifrazione Sferica by Clay Taylor

Il Punto focale

Qui vediamo tutto alla luce del sole che ha colpito l’emisfero adiacente, con particolare attenzione a un certo punto. Vediamo questa luce apparentemente curva a mezz’aria come un imbuto, con un raggio centrale incredibilmente luminoso che si ferma improvvisamente in un punto costante e determinante nello spazio. Come una lente di ingrandimento della forma ideale, questo fascio è estremamente concentrato e potente e ha bruciato molte cose che possiedo in procinto di ottenere la sua foto scattata. Sembra quasi innaturale, anche, come una “spada laser” direttamente da Star Wars. Perché il fascio di luce termina a mezz’aria in un punto così definitivo? Come si curva a mezz’aria esternamente alla sfera?

Utilizzando l’esempio dell’immagine della sfera con l’occhio, è all’interno della vicinanza di questa luce cono che il sole (se fosse un osservatore stesso) avrebbe essenzialmente vedere l’immagine dell’occhio come lato destro alto. Al di fuori di questo cono di luce, l’occhio sarebbe osservata dal sole come capovolta. Il confine di questo cono di luce è dove l’occhio si è ingrandita al cerchio che circonda l’immagine corretta all’interno di esso. Questa condizione al contorno è un caratteristica neutra una condizione di inversione polare interscambio / polare è un concetto fondamentale per capire quando si cerca di comprendere campi magnetici e teoria atomica. Come si può vedere documentata a immagine di questo imbuto luce, condizioni al contorno neutro (che sono stati dati molti nomi nel corso del tempo, come il campo dielettrico e molti altri) possono assumere diverse forme geometriche. Esso può essere un punto, una circonferenza, un aereo, un cono, un asse, un equatore e come rivelato in campi magnetici, una spirale di quiete bilanciare le correnti di polarità magnetica opposte nel campo magnetico universale sono un costituente. Questo elemento neutro è uno dei componenti di base tridimensionale di spazio-tempo e tutte le sue manifestazioni dell’energia.

Da consultare anche il sito di Jon DePew link : www.coralcastlecode.com

Sono stato in grado di effettuare una misurazione precisa di questa caratteristica della luce. Come previsto, ho trovato il punto focale di estendere ad una distanza pari alla metà del raggio della sfera. In teoria musicale, ciò rappresenterebbe l’ottava. Si potrebbe dire il punto focale della sfera mantiene sostanzialmente il tono fondamentale della luce solare geometricamente.

L’imbuto luce emerge da un cerchio uguale a 20 gradi di diametro di 360 gradi della circonferenza della sfera, che dividono la circonferenza esattamente 18 volte.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Ho citato sopra il concetto di punto di vista del sole nel descrivere ciò che stava avvenendo qui. Beh, sono stato anche in grado di catturare ciò che il sole vedrebbe dal suo “punto di vista”. Ho dovuto fotografare la sfera da molto lontano con una fotocamera abbastanza piccola da oscurare il sole per quanto più era possibile farlo.

La Vista dall’occhio degli Dei

Io chiamo questo, “Vista dall’occhio degli dei” La circonferenza esterna e il punto direttamente in mezzo sono assolutamente illuminati con i soli propri della luce riflessa. Questa vista dei soli forse di quello che Jon DePew chiama “la particella neutra della materia.” Mi ricorda l’antico simbolo egizio per il Sole, o Amon Ra. Vedremo questo fenomeno rivelato in dettaglio più avanti.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Sapevo che c’era molto di più da trovare. Mentre stavo studiando la teoria dei colori e la rifrazione della luce, al momento, ero intento a mappare gli effetti di rifrazione prodotti della sfera.

Da consultare l’articolo al seguente link : https://www.artofclaytaylor.com/single-post/2016/08/22/The-Magnetic-Spectrum-of-Inertial-Polarization

Da consultare l’articolo al seguente link : https://www.fortunadrago.it/2839/la-luce-il-buio-e-i-colori/

Il mio metodo per rivelare ulteriormente questi effetti è stato quello di dividere in qualche modo la sfera al suo piano centrale parallelo ai raggi del sole. Per fare questo, ho prodotto un grande, dritto e carta sottile e tagliare un foro in esso esattamente la dimensione della sfera. La vestibilità sfera in esso come un guanto. Inclinando il bordo della carta direttamente verso il sole per ridurre la sua ombra, per quanto possibile, sono stato in grado di rivelare tutti i fenomeni luminosi che si sono verificati sulla sua superficie piana senza limitare alla luce solare l’accesso alla sfera stessa.

Ecco alcune delle immagini che ho prodotto in questo processo:

Questo ha rivelato un mondo molto più elaborato nascosto della luce di quanto mi aspettassi, con una moltitudine di comportamenti leggeri specifici. E ‘veramente mi ha lasciato a bocca aperta per la parte migliore di una settimana … e non vorrei far finta che non ha ancora timore di lasciarmi!

Ancora una volta, il sole mi ha fornito comportamenti costanti e misure definitive. Queste caratteristiche erano presenti in qualsiasi momento i raggi elettromagnetici del sole di luce venivano indotte all’interno di questa sfera di vetro. E non fare errore su di esso, che è esattamente ciò che stiamo studiando qui- le geometrie di induzione elettromagnetica e rifrazione.

Anatomia della Rifrazione Sferica

Ho preso le misure dettagliate di tutti gli angoli e le posizioni e grandezza di queste molte caratteristiche ottiche e riprodotto il più esattamente possibile in questa immagine singola. È importante comprendere che tutti questi angoli e proporzioni verrebbero mantenuti indipendentemente dalle dimensioni della Sfera ed i rapporti dei fenomeni luminosi sono tutti scalate insieme con le dimensioni della sfera.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Quello che vediamo in questa immagine come linee angolate sono in realtà coni tipo-arcobaleno (come un dato di fatto, sono la fonte dei fenomeni arcobaleno.) Le singole rette sono i raggi. C’è una linea orizzontale che è un arcobaleno davvero affascinante che si estende come un disco piatto perfetto dal fronte della sfera. È possibile vedere i cilindri perfettamente paralleli che sono l’ombra della sfera e la luce riflessa ritornare verso il sole dalla circonferenza dell’emisfero lato sole. Un raggio centrale riflette come ben questo è il cerchio illuminato e punto di luce che abbiamo visto nel “Vista dall’occhio degli dei”.

Qui ci sono entrambi gli emisferi in maggior dettaglio, click to expand:

Chiaramente ci sono molte dinamiche disponibili per essere sezionato in dettaglio. Ho iniziato impostando i miei set sulle caratteristiche principali della rifrazione, con la speranza che rivelerebbero un principio guida.

Direttamente parallele ai raggi solari si estendono due fasci spettro spettacolari, uno riflette direttamente verso il sole dalla punta del fronte dell’emisfero sole e altro fascio esteso esattamente dalla parte opposta. Ancora una volta, queste travi avevano distanze definite, che termina in un punto come se dovessero dissolversi nel nulla. Mi aspettavo che avrei trovato il rapporto aureo Phi a dirigere questi comportamenti.

Phi e spettro magnetico

Ho preso le loro misure e analizzato proprio come ho fatto le lunghezze d’onda dei colori nel mio progetto rifrazione ho collegato in precedenza (ho trovato rapporti phi che determinano le lunghezze d’onda centrali di tutti i colori che hanno portato al processo di rifrazione.) Come è la dimensione della la sfera stessa che gestisce le scale di questi fasci, ho misurato il rapporto del 3 di loro insieme. L’ ampio raggio di punta lontano dal sole meno il diametro della sfera al diametro della sfera meno il raggio più piccolo che punta verso il sole mi ha dato il rapporto Phi!

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Questo è il modo che ho più volte usato per trovare phi quando si studia la luce e l’elettromagnetismo. Come si ottiene un rapporto di due valori tra 3 oggetti? Si potrebbe trovare nella differenza tra il 3. Inoltre, se qualcosa ha una grandezza di sorta, come un diametro nel caso di questa sfera, o una lunghezza d’onda o frequenza nel caso di luce e colore, la differenza tra grandezze possono prevedere un rapporto, dal momento che non hanno altrimenti a che fare con i punti adimensionali.

Questa scoperta fenomeni luce ulteriormente dimostrato a me premessa di Jon DePew in materia di energia (anche molto sfuggiva a da altri come Ed Leedskalnin e Walter Russell e innumerevoli antiche filosofie e gli insegnamenti tramandati nel tempo in maniera innumerevole.) Tutta l’energia è composto da 2 opposti correnti magnetiche e le particelle neutre di materia, e che il valore intrinseco finale tra queste 3 cose è Phi (che non dovrebbe essere limitata al singolo rapporto numerico prescritto ad esso, ma piuttosto come dividendo/rapporto equale di qualcosa.) vedere alcuni dei lavori di Jon al sito  : www.coralcastlecode.com

È come se il sole e la sfera si concordano perfettamente. Quale migliore analogia con una “particella neutra della materia” di una Sfera chiara e trasparente con l’energia della luce che la colpisce viene perfettamente divisa in due opposti raggi dello spettro magnetico in proporzione aurea alla sfera come particella neutra in sé?

Naturalmente, ho trovato phi manifestarsi nella geometria dei fenomeni luminosi anche in molti altri modi. Per esempio, il centro della sfera all’inizio del fascio spettro miniatura sporge appena sopra la sua superficie rispetto alla parte superiore della trave spettro estende oltre che uno:

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

Questo mi porta a una caratteristica sorprendente di rifrazione sferica che vorrei concludere su per ora.

Come si può notare, queste travi spettro sono arricchiti da un cono di rifrazione e una colonna centrale di luce bianca. Un cono di luce arcobaleno emerge dalla superficie della sfera e converge verso un punto, da dove è sostanzialmente invertita là mentre si espande quindi oltre questo punto. Sì … un altro concetto difficile da trasmettere a parole.

Se avete tenuto un pezzo di carta perpendicolare al cono di luce, si vedrebbe che viene proiettato un arcobaleno circolare che farebbe diminuire in termini di dimensioni quanto più si è vicini al colore centrale della luce verde, da dove il cerchio sarebbe quindi espandere con le posizioni del colori all’interno l’arcobaleno invertito. Ad un punto, ogni colore ha il suo centro in questo processo che si manifesta radialmente nel fascio di luce colorata.

Ecco un video che ho preso di questo fenomeno esatto:
Video link : https://youtu.be/LpbOj05Ut-I

Un fatto notevole è che l’angolo che il cono di luce arcobaleno assume il lato che riflette indietro verso il sole è molto antica e celebrata una, molto legata a innumerevoli costanti matematiche. L’angolo che porta al centro di questo fascio spettro nella posizione di luce verde (posizione centrale dello spettro di luce visibile) è pari a 51,84 gradi dal piano centrale perpendicolare della sfera.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

rullo di tamburi … questo è l’angolo di inclinazione della Grande Piramide di Giza!

 Inoltre, se fossi di includere il design della piramide, la superficie della sfera sarebbe uguale altezza al piano della “Camera del Re”. Questo fascio spettro più piccolo avrebbe cominciato a lo stesso livello ed estendere alla parte superiore del soffitto della “Grande Galleria”. La camera della regina andrebbe a toccare il disco arcobaleno in rifrazione orizzontale e molto altro ancora.

(c) Clay Taylor 2017

(c) Clay Taylor 2017

La realtà di questa antica struttura stupefacente è sempre di gran lunga più strana della fantascienza stessa …

Beh, ho bisogno di fermarsi da qualche parte. Spero vi sia piaciuto questo incursione nel mondo segreto della luce e guadagnato un po ‘di apprezzamento per la forma sferica universale della natura!

Vi lascio con la mia poesia dal titolo, “The Riddle of the Sphere” (l’indovinello della sfera)

My outside faces in, my inside faces out, but only when you try for once to finally figure me out.

I am the perfect shape, within and without my equal mates, those who think me flat haven’t turned me all about.

I was the center of the universe, yet I orbit my own sun.

Those who think we three are different, would be surprised that we are one.

Traduzione :

Nei miei volti esterni, il mio intimo si affaccia, ma solo quando si tenta per una volta di capirmi finalmente figuro fuori.

Sono la forma perfetta, dentro e fuori i miei uguali compagni, quelli che pensano di me piatto non sono ancora rivolti a me.

Io ero il centro dell’universo, ma in orbita nel mio sole.

Coloro che pensano che noi tre siamo diversi, rimarranno sorpresi che siamo uno.

Tratto dal link originale : https://www.artofclaytaylor.com/single-post/2017/02/07/Spherical-Refraction—The-Relationship-Between-Light-and-the-Universal-Shape

(c) Clay Taylor 2017

Tradotto con google, traduzione rivisitata.

Atomo Magnetico e sua pulsazione

 Energia, Etere, Legge del Ritmo, Magnetismo, Materia  Commenti disabilitati su Atomo Magnetico e sua pulsazione
Ago 102016
 

Come di consueto , gli articoli pubblicati su Fortunadrago.it , prevedono una minima conoscenza della teoria base di Pier Luigi Ighina , la sua “Legge del Ritmo”. (sono consultabili cliccando sul testo con link attivo in evidenza).

Atomo Magnetico

Riprendendo il discorso iniziato nell’articolo L’Atomo Magnetico, o Monopolo Magnetico e/o Particella Magnetica : https://www.fortunadrago.it/approfondimenti/pierluigi-ighina/atomo-magnetico/

Spero sia a tutti chiaro che : l’Atomo magnetico è stato fotografato da Pier Luigi Ighina nel 1940 tramite un microscopio lenticolare di sua invenzione.

Di cui la seguente immagine :

Atomo Magnetico = Monopolo Magnetico = Particella Magnetica

Atomo Magnetico = Monopolo Magnetico = Particella Magnetica

 

Nella foto, si possono osservare i 5 canaletti di energia, altro non sono che una “trappola atomica” per ingabbiare e fermare il vorticare dell’Atomo magnetico (monopolo magnetico = particella magnetica) per riuscire a renderlo visibile, infatti (come fa presente Pier Luigi Ighina) sarebbe impossibile fotografare un uomo che corre velocissimamente a meno che di non fermare la sua corsa :

corsa_390x239

Finiremmo per fotografare qualcosa in movimento, non riuscendo ad avere la minima idea di cosa si celi in realtà :

Animazione di un vortice

Atom, shot with a new Quantum Laser Camera

Da consultare l’articolo “La Materia energia solidificata” : https://www.fortunadrago.it/3868/la-materia-energia-solidificata/

Atomo Magnetico e sua Pulsazione

Quindi l’atomo magnetico pulsa e a causa della sua pulsazione, vortica velocissimamente dando origine a tutti i fenomeni che conosciamo di magnetismo (attrazione e repulsione).
Come viene dimostrato nel seguente video del Genegravimetro link : https://www.youtube.com/watch?v=kOYo_MoQNW4

Se gli atomi vorticano in senso contro-verso, significa che sono di differente polarità e finiranno per attrarsi link : https://www.youtube.com/watch?v=N3LvE3–Uqg

se gli atomi vorticano in senso equi-verso, significa che sono di uguale polarità e finiranno per respingersi link : https://www.youtube.com/watch?v=61r3O6cVrhM

Il Ritmo Magnetico – Heart Beat

Pier Luigi Ighina - Trottola

Pier Luigi Ighina – Trottola

Sempre secondo quelle che sono le teorie di Pier Luigi Ighina, gli Atomi pulsano (in maniera montante, quindi positiva, polarità del “Nord”, verso destrorso) tramite il ritmo magnetico (in maniera non montante, quindi negativa, polarità del “Sud”, verso sinistrorso) che possiamo definire come un collegamento (link instaurato) tramite il quale viene trasmesso l’Heart beat (battito magnetico) proveniente dal centro del nostro sole.
Da consultare l’articolo : https://www.fortunadrago.it/2578/particelle-solari-mutano-la-materia-sulla-terra-lo-strano-caso-dei-brillamenti-solari-e-degli-elementi-radioattivi/

Link al video : https://ok.ru/video/86111095422

Atomo Magnetico e sua vibrazione

Ma c’è anche l’aspetto vibrazionale, infatti sempre in base alle sue pulsazioni, dal nucleo dell’atomo magnetico si viene a staccare un circoletto di energia simile ad un impulso di respirazione, come un battito cardiaco, che causano le onde di compressione in forma di sfere si emanano dal nucleo verso la superficie del atomo a tasso costante. Essenzialmente la pulsazione del nucleo dell’atomo che produce una carica enorme all’interno. Un impulso di scarica elettrica luminosa avviene dal centro verso l’esterno accelerazione nella velocità verso la parete esterna. Una volta che l’arco elettrico si scontra con la parete esterna dell’atomo contribuirà alla formazione ed ispessimento di essa.

Magnetic Atom 3d

Magnetic Atom 3d

Atomo Magnetico in 3d

Atomo Magnetico in 3d

Subito dopo è stato creato l’impulso onda verso l’esterno, non ha altra scelta se non respingendo indietro contro la superficie esterna dell’atomo e questo tempi di pulsazione e la reazione crea onde stazionarie (onde che non viaggiano come parete esterna). Questo sarà conosciuto come il loro vibrazionale periodo o impulsi. Quando gli atomi vibrazione aumenta, le onde stazionarie si espandono verso l’esterno e succede il contrario, quando la vibrazione diminuisce.

vibrational_rates

Se questa vibrazione aumenta abbastanza fino al punto che avremo un “flash” con la generazione di un’altro atomo magnetico. Questo cambiamento può provocare una espansione, contrazione, cambio di stato da solido a, fisici modifiche liquidi geometriche disposizione, purificazione dei materiali, separazione di elementi, ecc
Ed è proprio il processo di mitosi del DNA (in ambiente di microgravità) link : https://www.youtube.com/watch?v=0oJZDKdperU

Questa vibrazione del fluido magnetico che circonda l’atomo è un altro effetto collaterale associato con esso. Si ottiene quando due atomi sono disposti in questo fluido magnetico accanto all’altro e vibrano al loro tasso normale, indipendenti tra loro. Cioè, le vibrazioni che agiscono l’uno sull’altro li faranno derivare verso l’altro. L’atomo vibrante veloce attirerà l’atomo di vibrazione più bassa fino a quando si verifica una collisione fisica tra di loro. Una volta che si toccano, l’atomo vibrazione più alta trasferirà alcune delle sue vibrazioni all’atomo vibrazione più basso sulla base di un tasso di assorbimento e gli atomi rimbalzeranno tra di loro a parte. I due atomi continueranno a scontrarsi insieme fino a quando le loro vibrazioni vengono compensate.two_atoms_vibrationsQuando osserviamo gli atomi, vediamo una sfera intorno all’atomo e non l’atomo stesso generando questa sfera. Lo chiamano questa sfera la nuvola di elettroni e apparentemente blocca i nostri strumenti di vedere l’atomo perché i nostri dispositivi di visualizzazione sono costruiti per rilevare i campi elettrici tra uno spettro determinato. Così, naturalmente, il software rileva solo quei segnali e proiettare la maggior confine esterno degli atomi campo d’onda in piedi come una sfera. La nube di elettroni non è altro che un’onda stazionaria generata dagli atomi di impulsi naturali. Quello che vediamo quando guardando le immagini di atomi insieme sono in realtà le interazioni tra questi campi d’onda instaurati. Si noterà anche l’eco o vibrazioni che sono generati da questi atomi lontano nel fluido magnetico in cui tutto esiste.

Video link : https://www.youtube.com/watch?v=oSCX78-8-q0

Tutti gli elementi hanno un diverso modo di assorbimento, atomi dello stesso elemento hanno un tasso vibrazionale naturale e atomi di elementi diversi hanno il loro proprio tasso che può essere diverso. Avendo diversi tassi di assorbimento e diversi tassi vibrazionali naturali all’interno di un fluido magnetico, è come l’universo si organizza e consente di vari fenomeni come il calore e la luce. Una proprietà più importante della particella magnetica è l’energia reattiva che ha quando viene messo sotto pressione. È stato osservato che la particella magnetica crescerebbe in energia quando viene contenuta al punto che potrebbe distruggere qualsiasi “gabbia” piazzata intorno ad  essa. Questo è il motivo per cui abbiamo una reazione opposta e uguale perché i magneti non si muovono facilmente. Quando si preme su un tavolo con il dito, l’intera tabella sta reagendo spingendo indietro contro gli atomi che stanno tentando di forzare la loro strada. Per fare questo i magneti che si trovano tra gli atomi cominciano a sentire la compressione e combatte la pressione con crescente in forza. Questo provoca una reazione a catena  che si propaga attraverso tutti gli atomi nel materiale ed i magneti in tutto il materiale come il crescere di forza per contrastare la pressione. Quando si batte il tavolo con una mazza, i magneti crescono in forza di una misura tale da frattura o addirittura rompere la tabella perché la forza repulsiva costretto grandi pezzi di materiale fuori. Nel percorso che la frattura si è verificata atomi sarebbe stato eccitato al punto che essi possono accendersi e sicuramente riscaldare durante il momento della frattura.crepa

In maniera analoga anche i danni da cavitazione

Danni da Cavitazione

Danni da Cavitazione

Come ci rapportiamo questo a geometria? Poiché magneti non possono essere distrutti, essi sono limitati allo spazio la può occupare e tutto si riduce alla forma di una sfera. Se volete sapere quanto vicino si può ottenere, è una questione di disegno due cerchi con il loro bordi toccante. Quando due magneti contrapposti accoppiano, filano intorno a vicenda in un battito cardiaco come modo esattamente come la “vesica piscis” di forma a mandorla. L’area tra i due magneti rotanti è la fonte del vortice. I magneti si muovono più veloci mentre sono vicini e si muovono più lentamente quando sono separate. Tutte le fonti di energia possono essere attribuiti al vorticare di questi due magneti.two_spinning_magnets La loro forza è dinamico, ma solo per mantenere le cose in equilibrio altrimenti nel loro comportamento normale hanno un media, pari forza. Quando un influenza esterna si verifica come un colpo di martello su un chiodo-testa, i magneti del chiodo e il martello reagiscono crescere in forza che è uguale alla quantità di moto del martello. Le perdite di energia che osserviamo è dovuto agli atomi assorbono l’energia magneti come scontrano con loro. Gli atomi poi eccita e calore-up così come ottenere leggermente più brillante, ma non siamo in grado di rilevare questo cambiamento con i nostri occhi. Quando il chiodo colpisce un nodo del legno, la densità di questo materiale viene aumentato e l’unghia avrà un tempo più difficile spingendo attraverso. Quando si batte il chiodo con il martello questa volta, l’energia (un accumulo di forza nelle particelle magnetiche) propaga lungo il chiodo come al solito, ma il nodo causerà l’aumento dell’energia oltre la soglia atomica del materiale e il chiodo si piega. Questa propagazione di energia avviene così velocemente che la diagnosi è quasi impossibile per come avviene immediatamente. hom-Werks martello chiodoCosì, per un breve riepilogo. Come un atomi tasso aumenta vibrazionali (può essere causata da particelle magnetiche eccitate, improvviso-corsa di altri atomi, aumento collisioni, etc.) così fa la temperatura del materiale, così come la luminosità, e uno spostamento nella geometria delle onde stazionarie. Diventa anche più attraente per gli altri atomi a vibrazione più bassa. Tutto trasferimento di energia si basa su scontri fisici diretti che portano a un trasferimento proporzionale di energia in base a diversi tassi di assorbimento di atomi.

Poema degli Atomi di Jalāl al-Dīn Rūmī (Balkh, 30 settembre 1207 – Konya, 17 dicembre 1273) link : https://ok.ru/video/86085077630

Tratto dal link origine : https://magneticnature.wordpress.com/2013/08/13/the-magnetic-ocean/

Tutto non è che bolle di sapone

 Energia, Etere, Geometria, Materia, Universo  Commenti disabilitati su Tutto non è che bolle di sapone
Giu 222016
 
bolle

Tratto dal link origine : http://www.romabambina.org/2016/05/07/tutto-non-e-che-bolle-di-sapone/

Tutto non è che bolle di sapone

di Michele Emmer

La conferma più evidente si è avuta qualche anno fa:

Abbi divertimento sulla terra e sul mare/ Infelice è il diventare famoso!/ Ricchezze, onori, false illusioni di questo mondo, / Tutto non è che bolle di sapone.

Il 9 dicembre 1992 il fisico francese Pierre-Gilles de Gennes, professore al Collège de France, dopo il conferimento del premio Nobel per la fisica concludeva la sua conferenza a Stoccolma con questa poesia, aggiungendo che nessuna conclusione gli sembrava più appropriata. Le bolle di sapone erano uno degli argomenti della sua relazione, che era tutta dedicata alla Soft matter, le bolle di sapone che come scrive «sono la delizia dei nostri bambini». (P.G. de Gennes Soft matter , Science, vol 256, 24 aprile1992, pp. 495-497).
E proprio ai bambini (ma con uno spazio anche per gli adulti) sono dedicati i laboratori «Spettacoli di matematica e fantasia» che si tengono ogni mattina per tutta la durata del festival della letteratura a Mantova, argomento le bolle e lamine di sapone.
Naturalmente i laboratori per i più piccoli saranno diversi da quelli per i grandi. Per esempio ai più piccoli verrà letta una delle poesie di Rodari, mentre voleranno nell’aria bolle dalle forme più strane.

Gli uomini di sapone/ e le loro signore/ sono sempre puliti/ e mandano buon odore./ Sono bolle di sapone / le loro parole,/ escono dalla bocca/ e danzano al sole./ ….Nelle case, per le strade/ dappertutto in ogni momento/ milioni di bolle/ Volano via con il vento./ Il vento le fa scoppiare/ silenziosamente…/ e di tante belle parole/ non rimane più niente.

ed ancora :

“Fate una bolla di sapone e osservatela: potreste passare tutta la vita a studiarla.”

Lord Kelvin

Se certo i bambini sono sempre entusiasti delle bolle di sapone, è giustificato un tale interesse per questi oggetti belli, colorati ma fragili, eterei, un soffio e nulla più? Insomma bolle di sapone ad un festival della letteratura?
Le bolle di sapone sono uno degli argomenti più interessanti in molti settori della ricerca scientifica: dalla matematica alla chimica, dalla fisica alla biologia. Non solo, anche nell’architettura e nell’arte, per non parlare del design e persino della pubblicità.
Una storia che inizia molti secoli fa e che continua tuttora.
Basterà ricordare che Isaac Newton nella Opticks, la cui prima edizione è del 1704, è stato il primo a descrivere in dettaglio il colore che si osserva sulla superficie delle lamine saponate. Perché si forma una bolla, una sfera, quando soffiamo su una lamina di sapone?
È attribuita ad Archimede e a Zenodoro, vissuto si ritiene in un periodo tra il 200 a.C. e il 100 d.C., l’osservazione che di tutti i solidi con la stessa superficie la sfera è quello che ha il volume maggiore. Quella che si chiama la proprietà isoperimetrica (stesso perimetro) della sfera.
Quando soffiamo, la lamina cattura (per effetto della tensione superficiale) il volume d’aria e minimizzando la superficie della lamina forma la bolla sferica.
Se ad un fisico può bastare sperimentare che succede sempre così, per i matematici la sfida è dimostrare che la proprietà è caratterista della forma della sfera.
Si dovrà arrivare fino al matematico Schwarz nel 1884 perché si trovi una dimostrazione! Schwarz dimostra la proprietà isoperimetrica della sfera nello spazio cui siamo abituati, quello euclideo a tre dimensioni.
La stessa proprietà ha la sfera in qualsiasi dimensione, sarà il famoso matematico italiano Ennio De Giorgi, scomparso nel 1996, a dimostrarlo nel 1958. De Giorgi utilizzerà la teoria dei Perimetri che per primo aveva introdotto Renato Caccioppoli.
Nel film Morte di un matematico napoletano di Mario Martone, Carlo Cecchi, che impersona Caccioppoli, si aggira per le strade di Napoli ed ogni tanto scrive delle formule: tra le altre la definizione di Perimetro, che è una generalizzazione dell’area di una superficie. Antoine Ferdinand Plateau (1801-1883) nel 1873 pubblica il risultato di quindici anni di ricerche: Statique expérimentale et théorique des liquides soumis aux seules forces moléculaires.
In quel libro si pongono molti problemi che riguardano le lamine e le bolle di sapone.
Nasce la moderna teoria delle superfici minime, quelle superfici che minimizzano l’area della superficie rispetto a qualche proprietà, nel caso della bolla di sapone, rispetto al volume d’aria contenuto. Una delle cose più stupefacenti che osserva Plateau è che se si soffia con una cannuccia in una soluzione d’acqua saponata (ovvero se si lavano i piatti o si agita una bottiglia di birra) gli angoli che le lamine formano sono solo di due tipi: o di 120° (n.d.r. Angolo interno di un Esagono) o di 109° 28′ (n.d.r. Angolo di inclinazione dei tre rombi di una cella di api). Risultato che sarà dimostrato solo nel 1976 dalla matematica americana Jean Taylor.
(n.d.r. angoli comunque utilizzati dalle api per la costruzione dei loro alveari)
In oltre, le superfici possono incontrarsi solo in DUE modi: o tre superfici che si incontrano lungo una linea o sei superfici che danno luogo a quattro curve che si incontrano in un vertice.

bolle

Tra i tanti problemi che studia Plateau vi è quello che in matematica porta il suo nome, il problema di Plateau. Si immerge un telaio di metallo nell’acqua saponata e come per incanto si ottengono delle forme che per il principio di minima energia che la natura sceglie (o almeno così riteniamo) sono le migliori possibili.
Bolla_platonica
E sono affascinanti: si ottengono così delle bolle a forma cubica, delle bolle a forma di piramide, si ottengo le geometrie che sembrano così complesse ma basate sulle regole scoperte da Plateau. Ed è possibile risolvere il problema del commesso viaggiatore, delle rete di cavi che collegano tanti luoghi in modo che la lunghezza dei cavi sia la più breve possibile. Sì, con le lamine di sapone.
E tutte queste cose vedranno i bambini che avranno pazienza e saranno attenti. E sentiranno anche «suonare» una bolla di sapone, con la musica che Claudio Ambrosini si è immaginato per una opera buffa Il giudizio universale del 1996.
Per gli artisti è il secolo XVII quello in cui si manifesta il maggiore interesse per le bolle di sapone, è infatti in questo secolo che l’utilizzazione della bolla diviene una costante nell’arte all’interno del più vasto tema della fragilità umana, tema per il quale vennero utilizzati tra gli altri il teschio ed il fumo.
Una delle opere più famose, ricordata nei suoi scritti anche da de Gennes, è stata realizzata nella prima parte del Settecento da Jean Baptiste Siméon Chardin (1699-1779), in diverse versioni, dal titolo Les Bulles de savon. È un quadro di rara bellezza e suggestione.
Negli stessi anni in cui Plateau studiava la geometria delle bolle, Manet dipingeva l’altro grande capolavoro sul tema delle bolle oggi alla Fondazione Gulbenkian a Lisbona.
Qualche anno dopo le bolle fanno il loro ingresso trionfale nella pubblicità con un quadro di Millais, era il primo poster pubblicitario mai realizzato, il prodotto pubblicizzato esiste ancora, è il sapone trasparente Pears.
Immagino che qualcuno penserà: i soliti matematici che non hanno nulla da fare e si occupano di una cosa così inutile come la geometria delle lamine e bolle di sapone! Roba da bambini!
Non bisogna mai chiedere ai matematici a che cosa servono le ricerche di cui si occupano. Quando nell’Ottocento si introdusse la teoria dei nodi per seguire una ipotesi del tutto assurda (tutte le idee sono assurde quando si è chiarito che non funzionano) sulla struttura dell’atomo, nessuno poteva immaginare che esistesse il Dna e che la teoria dei nodi sarebbe servita a spiegarne la struttura.
Non tutti i fenomeni che si vogliono studiare con le lamine saponate si possono ottenere con le lamine saponate reali, allora i matematici sono rincorsi a quelle virtuali, alle lamine saponate fatte al computer. Sono risultati che hanno portato tra l’altro alla creazione di immagini negli ultimi vent’anni che hanno avuto una eco importante non solo in matematica ma anche nel campo dell’arte.
Artisti americani hanno utilizzato queste nuove forme per realizzare sculture utilizzando materiali tradizionali. Il che pone interessanti domande alla questione, virtuale e/o reale.
Qualcuno starà ancora pensando: sì va bene, ma a che servono? Mai stati a vedere una partita di calcio allo stadio Olimpico di Roma o in quello di Monaco di Baviera, l’esempio più famoso? Bene, quelle tende sospese che coprono gli spettatori sono realizzate utilizzando modelli di lamini saponate, il primo che ebbe l’idea?
L’architetto tedesco Frei Otto. La matematica serve, non si sa come né si deve chiedere perché. In fondo è come la poesia. Amicizia:

Bolla di sapone:
/iridescente apparenza/da fragili contorni. Più durevole il soffio/così ampia la sfera, /pervasa d’istanti vissuti insieme./Un attimo…/ e nulla più./ Ancora sapone/nella vaschetta,/ancora fiato/nell’anima.

Tratto dal link origine : http://www.romabambina.org/2016/05/07/tutto-non-e-che-bolle-di-sapone/

Tratto dal link origine : http://www.focus.it/scienza/scienze/un-ciclone-in-una-bolla-di-sapone

Un ciclone in una bolla di sapone

Studiare i più violenti fenomeni atmosferici utilizzando un semplice gioco da bambini: la sfida di un gruppo di fisici francesi.

Una minacciosa e imminente tempesta aliena? Fortunatamente no. Quella che vedete è la superficie iridescente di una bolla di sapone: la complessa struttura a vortice – che ricorda quelle dei cicloni, terrestri e non – è stata generata di proposito nel corso di un esperimento di Fisica all’Università di Bordeaux, Francia. Un gruppo di ricercatori ha riscaldato una serie di bolle di sapone dal basso, creando pattern rotanti come quello in questo video, realizzato con una fotocamera a 500 frame per secondo.

Controllando la temperatura e la rotazione delle bolle per simulare le diverse condizioni di formazione dei vortici gli scienziati hanno scoperto che, proprio come accade per le tempeste atmosferiche – cicloni tropicali, uragani, tifoni – anche i vortici sulle bolle di sapone subiscono un picco di intensità a metà della loro vita, prima di esaurirsi del tutto.

Studiando le dinamiche dei fluidi in rotazione sulle bolle i ricercatori hanno elaborato un modello teorico sul comportamento dei cicloni che ben si adatta a 150 cicloni realmente abbattutisi su Atlantico e Pacifico. La speranza è che in futuro, modelli come questo e come quelli elaborati in passato dallo stesso gruppo di ricerca possano servire sempre di più a formulare previsioni precise sul comportamento di questi fenomeni atmosferici.

Ricette per bolle di sapone giganti

Tratto dal link origine : http://www.showclap.it/it/blog/showtime/ricetta-bolle-sapone-giganti/

Ricetta 1

1 misurino di detersivo concentrato per i piatti
10 misurini di acqua
1/3 di misurino di glicerina liquida
1 cucchiaio abbondante di zucchero a velo
Utilizzate per le dosi 1 vasetto di yogurt vuoto. Mescolate gli ingredienti tra loro cercando di ottenere un liquido liscio e omogeneo. Fate riposare in un contenitore con coperchio per 48 h prima di utilizzare. Se desiderate una maggiore quantità, raddoppiate le dosi.

Ricetta 2

1,25 lt acqua distillata
120 gr di detersivo concentrato per i piatti
1 cucchiaio di miele (sostituibile con zucchero in pari quantità)
Questa ricetta delle bolle di sapone giganti è senza glicerina e prevede l’utilizzo di miele, che può anche essere sostituito con la stessa quantità di zucchero. Per prima cosa provvedete a sciogliere il miele nell’acqua e solo successivamente aggiungete il detersivo. Il miele, come lo zucchero servono come stabilizzatori delle bolle, rendendole più resistenti. Fate riposare in frigo per almeno 1 giorno prima dell’utilizzo e conservate in un contenitore ermetico. Per produrre più liquido aumentate le dosi mantenendo le proporzioni indicate.

Ricetta 3

750 ml di acqua tiepida
10 cucchiaino di zucchero a velo
1 litro di detersivo per piatti
½ litro di glicerina
Sciogliete per prima cosa lo zucchero a velo nell’acqua tiepida, poi aggiungete il detersivo concentrato per i piatti e la glicerina. Mescolate e riponete il tutto in un contenitore che può essere chiuso con un tappo e conservate in frigo.

Da consultare inoltre :
Capire il mondo attraverso una bolla : http://dm.unife.it/matematicainsieme/schiume/storia00.htm
La matematica è una bolla di sapone : http://lgxserve.ciseca.uniba.it/lei/rassegna/000514i.htm
Perché la natura preferisce gli esagoni : https://www.fortunadrago.it/5042/perche-la-natura-preferisce-gli-esagoni/
Esagono Solare : https://www.fortunadrago.it/infinite-energy/esagono-solare/
La Materia Energia solidificata : https://www.fortunadrago.it/3868/la-materia-energia-solidificata/

Elettricità statica & le Bolle di sapone

Bolle di sapone a -15°

Bolle di plasma sulla superficie del sole

Galleria di foto sulle bolle di sapone e affini

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